Firenze ricorda Enrica Calabresi

Shoah, a 70 anni dalla sua scomparsa Firenze ricorda Enrica Calabresi,zoologa ed entomologa.

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Nata a Ferrara, si laurea all’Università di Firenze in Scienze naturali il 1º luglio 1914 con una tesi “Sul comportamento del condrioma nel pancreas e nelle ghiandole salivari del riccio durante il letargo invernale e l’attività estiva”. Il 1º febbraio 1914, ancora prima di laurearsi, viene assunta come Assistente presso il Gabinetto di zoologia e anatomia comparata dei vertebrati dell’Università di Firenze. Nel 1924 le viene conferito il diploma di abilitazione alla docenza. Negli anni accademici 1936-37 e 1937-38 ottiene la cattedra di Entomologia agraria presso la Facoltà di agraria della R. Università degli studi di Pisa. Fu segretaria della Società Entomologica Italiana dal 1918 al 1921.
Il 14 dicembre 1938, fu dichiarata decaduta dall’abilitazione alla libera docenza di Zoologia perché “appartenente alla razza ebraica”.
Margherita Hack fu sua allieva al liceo e testimone della sua cacciata dopo l’introduzione delle leggi razziali. Un giorno avrebbe dichiarato: “L’ho vista cacciare dalla scuola da un giorno all’altro a causa delle leggi razziali. Questo mi ha aperto gli occhi su cosa può fare una dittatura e ha segnato in me una frattura: è allora che sono diventata antifascista”.
Dal 1939 al 1943 insegnò scienze nella Scuola ebraica di Firenze.
Nel gennaio del 1944 fu arrestata da fascisti italiani nella sua abitazione fiorentina e portata nel carcere di  Santa Verdiana. Sapeva che da lì sarebbe stata deportata al lager di sterminio di Auschwitz. Si sottrasse a questo tremendo destino ingoiando un veleno che da tempo portava sempre con sé,morendo durante la notte fra il 19 e il 20 gennaio. La sua vita è stata raccontata nel libro “Un nome” di Paolo Ciampi e nello spettacolo teatrale “Un nome nel vento”.