Firenze, Nardella ricorda Idy ad un anno dall’omicidio

Firenze, Nardella ricorda Idy ad un anno dall’omicidio

Domani il sindaco deporrà un mazzo di fiori sul ponte Vespucci in ricordo di Idy Diene, il venditore ambulante senegalese ucciso un anno fa da Roberto Pirrone.

Domani, martedì 5 marzo, alle ore 11 il sindaco di Firenze Dario Nardella sarà sul ponte Vespucci per deporre un mazzo di fiori in ricordo di Idy Diene, il senegalese ucciso dall’ex tipografo Roberto Pirrone l’anno scorso nello stesso giorno.

Roberto Pirrone, attualmente detenuto in carcere, sparò senza un motivo apparente con una pistola a Diene e per questo è stato condannato per omicidio volontario a 16 anni di reclusione in un processo in rito abbreviato concluso il 7 gennaio scorso.

Per domani, in occasione dell’anniversario della morte di Idy Dyene, è in programma anche una manifestazione con corteo promossa da Rete antirazzista, Cpa, ColPol, Rete Collettivi studenteschi,  Basta morti nel Mediterraneo, Comitato fiorentino Fermiamo la guerra, Comunità delle Piagge contro ogni forma di razzismo.

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Firenze, Nardella ricorda Idy ad un anno dall’omicidio

Firenze, Nardella ricorda Idy ad un anno dall’omicidio

Domani il sindaco deporrà un mazzo di fiori sul ponte Vespucci in ricordo di Idy Diene, il venditore ambulante senegalese ucciso un anno fa da Roberto Pirrone.

Domani, martedì 5 marzo, alle ore 11 il sindaco di Firenze Dario Nardella sarà sul ponte Vespucci per deporre un mazzo di fiori in ricordo di Idy Diene, il senegalese ucciso dall’ex tipografo Roberto Pirrone l’anno scorso nello stesso giorno.

Roberto Pirrone, attualmente detenuto in carcere, sparò senza un motivo apparente con una pistola a Diene e per questo è stato condannato per omicidio volontario a 16 anni di reclusione in un processo in rito abbreviato concluso il 7 gennaio scorso.

Per domani, in occasione dell’anniversario della morte di Idy Dyene, è in programma anche una manifestazione con corteo promossa da Rete antirazzista, Cpa, ColPol, Rete Collettivi studenteschi,  Basta morti nel Mediterraneo, Comitato fiorentino Fermiamo la guerra, Comunità delle Piagge contro ogni forma di razzismo.

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Firenze ricorda Idy ad un anno dall’omicidio

Firenze ricorda Idy ad un anno dall’omicidio

Il sindaco deporrà un mazzo di fiori sul ponte Vespucci in ricordo di Idy Diene, il venditore ambulante senegalese ucciso un anno fa da Roberto Pirrone. Nel pomeriggio manifestazione e corteo antifascista-

Questa mattina alle ore 11 il sindaco di Firenze Dario Nardella sarà sul ponte Vespucci per deporre un mazzo di fiori in ricordo di Idy Diene, il senegalese ucciso dall’ex tipografo Roberto Pirrone l’anno scorso nello stesso giorno.

Roberto Pirrone, attualmente detenuto in carcere, sparò senza un motivo apparente con una pistola a Diene e per questo è stato condannato per omicidio volontario a 16 anni di reclusione in un processo in rito abbreviato concluso il 7 gennaio scorso.

Per oggi, in occasione dell’anniversario della morte di Idy Dyene, è in programma anche una manifestazione dalle 17.00 promossa dalla Comunità senegalese della Toscana ed a seguire corteo promosso da Rete antirazzista, Cpa, ColPol, Rete Collettivi studenteschi,  Basta morti nel Mediterraneo, Comitato fiorentino Fermiamo la guerra, Comunità delle Piagge contro ogni forma di razzismo.

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Omicidio Idy Diene: ex tipografo condannato a sedici anni

Omicidio Idy Diene: ex tipografo condannato a sedici anni

Il giudice Sara Farini ha condannato a 16 anni l’ex tipografo Roberto Pirrone in rito abbreviato per l’omicidio del venditore senegalese Idy Diene il 5 marzo 2018 sul ponte Vespucci di Firenze.  Pirrone ha assistito in aula alla lettura del dispositivo in silenzio. Le motivazioni tra 60 giorni.

targaLa condanna è in linea con la richiesta del pm Giuseppe Ledda, che aveva indicato in 24 anni, che poi calano a 16 anni per la riduzione del rito abbreviato, la pena per Pirrone che uccise con più colpi di pistola Diene incrociandolo sul ponte Vespucci.
Nel dispositivo il gup non ha accolto l’aggravante per futili motivi chiesta dal pm e neppure ha riconosciuto le attenuanti generiche come auspicato dai difensori di Pirrone Sibilla Fiori
e Massimo Campolmi. 

“Vidi un’ombra, il ponte era vuoto, sparai, non so perché, io ero in realtà uscito di casa con l’intenzione di uccidermi”: queste parole di Roberto Pirrone, il tipografo in pensione che il 5 marzo scorso ha ucciso  il venditore ambulante Idy Diene, non hanno convinto il giudice Sara Farini che lo ha condannato a 16 anni così come chiesto dal pubblico ministero.  La casualità dell’incontro e del gesto omicida, più volte ribaditi dall’imputato non hanno retto sotto il peso delle domande del pm che durante il processo ha sempre sostenuto la  contraddizione di ipotizzare il suicidio e uscire di casa con un’arma col caricatore pieno di colpi e del dirigersi verso un ponte presumibilmente affollato di persone e macchine come il Vespucci invece che  in un luogo appartato.

Tuttavia nonostante le testimonianze di alcuni passanti e la scelta di Pirrone di risparmiare alcune persone piuttosto che Idy non sono valse a considerare né nell’inchiesta della procura di Firenze né nella sentenza l’aggravante dell’odio razziale alla base del gesto. Alcuni giorni dopo l’omicidio a Firenze in 10mila marciarono pacificamente in corteo sui lungarni e nel centro per ricordarlo e per dire ”no” al razzismo.

Pirrone, che una perizia psichiatrica acquisita in incidente probatorio ha definito “capace di intendere e di volere”, è stato descritto dalla difesa come “una persona che proviene da un situazione di disperazione, con una grande sofferenza interiore, repressa”. Una sofferenza che in base alla sentenza del processo con rito abbreviato, l’uomo avrebbe scaricato su un altro essere umano ponendo fine alla sua esistenza. Il gup del Tribunale di Firenze non ha riconosciuto l’aggravante dei futili motivi (contestata dalla pubblica accusa)  ma  non ha concesso nemmeno  le attenuanti generiche.  L’imputato ha assistito in aula alla lettura della sentenza in silenzio.

Le motivazioni tra 60 giorni. Presumibilmente proprio nei giorni dell’anniversario della morte di Idy che in questi mesi è stato ricordato e commemorato con varie iniziative, da momenti di preghiera, a tornei di calcetto, da concerti a manifestazioni anche volte a raccogliere fondi a sostegno della famiglia alla quale la sentenza attribuisce dei risarcimenti   di 100mila euro a favore di una moglie di Diene che abita in Toscana, e altri due da 75mila e 50mila euro per i figli e per altri parenti del cittadino senegalese.

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Idy Diene: procura chiede 16 anni per omicida

Idy Diene: procura chiede 16 anni per omicida

Roberto Pirrone è  in carcere dallo scorso 5 marzo l’omicidio dello scorso 5 marzo. La pena effettiva è di 24 anni, ridotti di 8 per il rito abbreviato

Gli  avvocati Sibilla Fiori e Massimo Campolmi che difendono l’omicida  hanno  chiesto di tener conto anche della perizia psichiatrica che  ha videnziato come Pirrone soffrisse di disturbi di depressivi, per quanto, come stabilito, fosse in grado di intendere e volere al momento degli spari.  La sentenza è prevista per il prossimo 7 gennaio. Alla giudice Antonella Zatini. La famiglia di Idy Diene, con l’avvocato Sandro Bruni, si era già costituita parte civile. Il comune di Frienze dichiarò di volerlo fare.

Pirrone ha sempre sostenuto di essere  uscito di casa con l’intenzione di suicidarsi finendo poi per sparare e uccidere a caso.“Mi sono detto sparo così vado in galera e la faccio finita con questa vita non dignitosa”  dichiarò agli inquirenti durante l’interrogatorio. L’uomo avrebbe detto di non riuscire più ad andare avanti, a causa dei debiti e delle continue liti con la moglie per i problemi economici. Ad assillarlo sarebbe stato in particolare un prelievo mensile di alcune centinaia di euro, che una società finanziaria effettuava dal suo conto per ripagare un prestito che gli era stato concesso. “Ho sparato al primo che ho incontrato” avrebbe affermato ancora l’uomo davanti agli inquirenti.

In realtà dai filmati che hanno ripreso la scena si nota come in effetti l’uomo abbia precedentemente incrociato e schivato altre persone prima di sparare.

Diene, 53, sengalese, venditore ambulante  molto noto in città, fu raggiunto da più colpi di pistola all’altezza del torace. Pirrone sparò   con una Beretta regolarmente detenuta. Fu una  pattuglia dell’Esercito, formata da personale del 186/o reggimento paracadutisti Folgore e impiegata nell’operazione Strade sicure a Firenze, a individuare e bloccare l’uomo poi portato in questura dalla polizia per l’omicidio.

 

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