La Villa di Galileo

Sabato 15 febbraio 2014 dalle 10 alle 18 possibile visitare gratuitamente la Villa di Galileo,la bellissima Villa Il Gioiello dove lo scienziato  visse gli ultimi anni della sua vita. Scelta del giorno non casuale da parte dell’Università di Firenze,in quanto il 15 febbraio ricorre il 450° anniversario della nascita di Galileo. Le prenotazioni per partecipare a questa iniziativa straordinaria si aprono lunedì 3 febbraio (informazioni sul sito del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze).

Qui visse gli ultimi anni della sua vita, afflitto dall’incipiente cecità, intento nella cura dell’orto e nello studio segreto di quel moto universale che gli era stato proibito dal Tribunale del Sant’Uffizio. Si tratta della villa “Il Gioiello” a Firenze, l’ultima dimora di Galileo Galilei.La villa, che si trova in via Pian dei Giullari n. 42, è stata oggetto di un lungo periodo di ristrutturazione iniziato nel 1986 e terminato nel 2008. Riaperta al pubblico in occasione delle celebrazioni dell’Anno Galileiano nel 2009, oggi è visitabile su prenotazione contattando l’Università di Firenze cui appartiene.Le prime testimonianze sull’esistenza della villa risalgono al secolo XIV, ma acquisisce il suo attuale nome solo nel 1525.Galileo Galilei la affitta nel settembre del 1631 su suggerimento della figlia Virginia che era monaca francescana col nome di Suor Maria Celeste nel contiguo convento di San Matteo in Arcetri. Nello stesso convento si era fatta monaca anche l’altra figlia, Livia, col nome di Suor Arcangela.Nel 1633, dopo l’abiura e la condanna da parte del Tribunale del Sant’Uffizio per il sostegno dato alla teoria eliocentrica, e dichiarato nell’opera “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, Galilei ottiene di poter scontare gli arresti domiciliari nella villa sulle colline fiorentine dove gli è severamente proibito di proseguire i suoi studi astronomici e di incontrare persone con le quali poter discutere di essi. A villa “Il Gioiello” Galilei vive la dolorosa perdita della figlia Suor Maria Celeste e il sopraggiungere della malattia agli occhi che lo porterà in breve tempo, nel 1638, alla completa cecità. Entro le mura della villa, nonostante i severi controlli ed impedimenti, Galilei porta a compimento una delle sue più grandi opere “Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze”. Vi risiedono anche Vincenzo Viviani ed Evangelista Torricelli, cui fu concesso di poter vivere con Galilei, assistendolo negli ultimi anni di vita, fino alla morte avvenuta l’8 gennaio 1642.Nel 1920 la villa venne dichiarata monumento nazionale, ma fu solo nel 1942 che la proprietà passò all’Università di Firenze per volere di Giorgio Abetti, allora direttore dell’Osservatorio di Arcetri, che ottenne da Mussolini 300mila lire per comprarla. La cifra, purtroppo, non bastò per acquisire tutta la proprietà, ma solo la casa di Galileo e l’orto che coltivava.La residenza è “Il Gioiello” di nome e di fatto per la sua felice ubicazione sulle colline di Arcetri, vicino alla Torre del Gallo. Vi si giunge attraverso strade strette e poco agevoli, ma lo spettacolo panoramico che si può godere da questo punto vale tutto il nome che la villa ha assunto. La facciata esterna, semplice e lineare, è interrotta da alcune finestre incorniciate con pietra serena e da una nicchia in cui, nel 1843, fu posto il busto di Galilei e, nel 1942, fu aggiunta una lapide commemorativa.Sebbene spoglia e senza arredi, la villa conserva intatto il suo fascino. Al piano terra gli interventi di ristrutturazione sono stati più lievi per preservare quanto più possibile i locali dove Galileo Galilei visse. Il primo piano, invece, che era riservato alla servitù, è stato maggiormente restaurato ed è composto da alcune stanze con travi a vista e da un ampio loggiato che dà sulla corte interna. Il loggiato, che offre una vista suggestiva, era l’unico locale usato dall’astronomo al primo piano per poter proseguire, nelle ore notturne, quelle osservazioni astronomiche che tanti guai gli avevano procurato.Continuando la visita al piano terra si può entrare nel salotto dove Galilei riceveva i suoi ospiti, nello studio posto nella parte più soleggiata della casa e nella camera da letto dove sono ancora visibili sulle pareti tracce degli originali decori, come originale è anche il pavimento in cotto. L’unica finestra della camera permetteva allo scienziato di scorgere il convento dove si trovavano le figlie, anche se oggi la vista è impedita da un alto cipresso. Dalla camera padronale si accede ad un’altra camera appartenuta agli allievi Viviani e Torricelli che qui dormivano per essere sempre vicini al maestro. La sala da pranzo, stretta e lunga, più simile ad un corridoio che ad una living room, è collegata con il seminterrato dove si trovavano le cucine e i locali adibiti a dispensa e magazzino. Nella vecchia cucina sono rimasti intatti l’ampio lavandino in pietra e il focolare, mentre il magazzino, con il soffitto basso arcuato e il pavimento in pietra, è interamente originale. Qui, una piccola finestra a livello dell’orto consentiva il passaggio diretto dei recipienti per il vino, l’olio e gli altri prodotti agricoli coltivati da Galileo stesso che, come narra il biografo Niccolò Gherardini, “si tratteneva molte ore continue in un suo orticello, e tutte quelle pergolette ed anguillari voleva accomodare di sua mano, con tanta simmetria e proporzioni ch’era cosa degna d’esser veduta”.La villa è strutturata intorno al cortile interno con la caratteristica forma a U e la facciata interna presenta, sui due lati corti, due ordini di colonne tuscaniche senza archi né volte. La parte sottostante il loggiato del primo piano fu chiusa in epoche successive per ricavarne nuove stanze abitabili. Sul lato lungo, invece, alle ampie finestre esistenti ne fu aggiunta una identica, ma dipinta, per donare simmetria alla facciata.Il cortile interno è separato dall’orto mediante un muro interrotto solo dal cancello che consentiva il passaggio e da un pozzo che consentiva di attingere acqua sia dal cortile che dall’orto. Ai contadini, infatti, non era consentito l’accesso alla villa perciò era stata realizzata questa soluzione che permetteva loro di procurarsi l’acqua dall’orto esterno alla villa.Nel “Gioiello” Galilei morì all’età di 77 anni e, come scrisse Viviani nel suo “Racconto Istorico della vita del Sig. Galileo Galilei”, “con filosofica e cristiana constanza rese l’anima al suo Creatore, inviandosi questa, per quanto creder ne giova, a godere e rimirar più d’appresso quelle eterne et immutabili meraviglie, che per mezzo di fragile artifizio con tanta avidità et impazienza ella aveva procurato di avvicinare agl’occhi di noi mortali”.