A SAN CASCIANO MIGRANTI-ARTIGIANI RILEGANO LIBRI E QUADERNI

Migranti San Casciano

Nel Comune di San Casciano in Val di Pesa i colori del mediterraneo nei libri realizzati dai migranti artigiani: sei richiedenti asilo imparano a rilegare libri e quaderni sotto la guida maestri sancascianesi. Il sindaco Pescini: “un’operazione che unisce passato e futuro, competenza e artigianalità, cultura e integrazione.”

Nella fucina creativa dei migranti artigiani gli strumenti del mestiere passano da una mano all’altra, ago e filo ballano, diretti dalle mani forti e avvolgenti dei sei diciottenni, ospiti del Centro di accoglienza di San Casciano. Muitaba Djallo, Mamadou Oury, Allasan Djallo, Lamarana Bah, Seydou Bengaly, Yaya Coulibay hanno iniziato da alcune settimane ad apprendere l’arte della legatoria nell’ambito di uno specifico laboratorio articolato su un ciclo di lezioni pratiche. Sotto la guida dei maestri, l’artigiano Guido Lapini e l’ex insegnante Stefania Mori, i giovani richiedenti asilo provenienti da Gambia, Mali e Guinea, delineano sicuri una traiettoria nell’aria mentre dipingono a colpi di pennelli la carta con la quale rivestire un libro o un quaderno.
San Casciano migranti
Non si tratta solo di manualità, costruire una costola o rinforzare la copertina di un volume è un rituale atteso dagli africani, per due ore alla settimana, anche perché si alterna all’espressione artistica e alla creazione di una composizione astratta di colori e forme. “Ogni libro porta e rappresenta qualcosa della loro personalità – dice l’assessore alle Politiche per l’Integrazione Consuelo Cavallini –  di un’identità che cerca uno spazio, un’occasione per rinascere e iniziare una nuova vita, ogni quaderno realizzato è un pezzo della loro vita che condividono con gli altri e mettono in viaggio”.
San Casciano migranti
L’attività laboratoriale di rilegatoria artigianale è uno dei tanti interventi a favore dell’integrazione realizzati dal Comune in collaborazione con la cooperativa Oxfam, che gestisce il centro di accoglienza di San Casciano, le associazioni e i volontari locali, in base ad una specifica convenzione, promossa dalla giunta Pescini.  “L’obiettivo è quello di intraprendere percorsi comuni – aggiunge l’assessore – che promuovono concretamente l’inserimento dei nostri giovani profughi nel tessuto, sociale, culturale, sportivo del territorio. Ci sono alcuni dei 30 ospiti che giocano a calcio nelle formazioni locali, altri che cantano nei cori di San Casciano, altri ancora che stanno provando, da stagisti, ad imparare il mestiere del parrucchiere”.
 
San Casciano migranti
Stefania Mori, volontaria della biblioteca comunale, insegna e condivide la propria passione per i libri con i migranti di San Casciano dal 2015, pochi mesi dopo l’arrivo della prima ondata. “E’ un piacere vederli al lavoro – commenta – sono concentrati, attenti e hanno una grande manualità tanto da riuscire a realizzare un libro ogni ora e mezzo quando normalmente gli iscritti ai laboratori ce ne mettono almeno quattro”. Guido Lapini è intervenuto a proposito: “E’ un patrimonio importante della nostra tradizione ed è altrettanto significativo che non si disperda ma passi nella mani dei giovani, i migranti sono veloci, abili, hanno imparato bene i passaggi in poco tempo, in alcuni di loro si nasconde un vero talento”.
San Casciano migranti
“L’attività, condotta con gli ospiti, assume un significato particolare – conclude il sindaco Massimiliano Pescini –  visto che San Casciano ha rivestito un ruolo centrale nella ricostruzione dell’Italia degli anni ‘50 quando la legatoria industriale si era affermata sul mercato nazionale anche grazie all’intraprendenza dei Fratelli Stianti e delle loro officine tipografiche. Un colosso economico che, nell’immediato dopoguerra, ha dato avvio ad una stagione d’oro sul piano occupazionale, offrendo opportunità e qualità della vita a migliaia di persone.”

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FIRENZE, NUOVO PIANO DI IMPIEGO MIGRANTI IN LAVORI SOCIALMENTE UTILI

profughi puliranno sponde Arno Firenze piano migranti lavori socialmente utili

Il progetto, presentato e approvato in giunta, durerà un anno e coinvolgerà volontariato, strutture di accoglienza e Comune. Assessore Funaro: “obiettivo impiegare tutti migranti in città.”

Migranti impegnati in attività di volontariato e lavori socialmente utili in base a convenzioni stipulate tra associazioni e gestori delle strutture di accoglienza, sotto la direzione del Comune, che coordinerà le varie attività affinché i profughi abbiano compiti diversi. È quanto prevede il progetto sperimentale della durata di un anno che prenderà il via a breve grazie all’approvazione oggi in giunta della delibera presentata dall’assessore all’accoglienza Sara Funaro.

L’atto dà il via libera alla pubblicazione dell’avviso pubblico rivolto a enti e associazioni del terzo settore, che avverrà lunedì prossimo, 12 giugno, sulla Rete civica del Comune, www.comune.fi.it. “Il nostro obiettivo è che il 100% dei migranti che accogliamo in città siano impegnati in attività di volontariato e lavori di pubblico interesse utili sia a loro stessi che alla collettività – ha commentato Funaro – È importante che i migranti accolti non siano inattivi perché questo potrebbe avere effetti negativi sul tessuto sociale, pertanto per ovviare a questa situazione riteniamo opportuno incentivare maggiormente percorsi finalizzati a superare la loro condizione di passività attraverso attività varie”.

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AFRICAN DIASPORA CINEMA FESTIVAL

Oggi 4 novembre al cinema Odeon, African Diaspora Cinema Festival,una rassegna di film africani degli ultimi anni,che fa parte di un progetto di valorizzazione delle culture di cittadini e comunità straniere residenti in Toscana.

FILM_An_African_Election

Il programma (ingresso libero) prevede alle 18.30 An African Election di Jarrett Merz ( Svizzera, Usa, Ghana,  2011) – 89’ –  v.o. sott. ita
Ghana 2008. Il paese vota per eleggere il nuovo presidente. I candidati dei due principali partiti si affrontano in una campagna elettorale molto accesa e sembrano disposti a tutto pur di vincere. Malgrado qualche intoppo, il processo democratico procede regolarmente fino al giorno del voto, quando un inaspettato testa a testa tra i candidati minaccia di far precipitare il paese nella violenza e nel caos.
Alle 20,50 Last Flight to Abuja di Obi Emelonye (Nigeria,  2012) – 81′ –  anteprima italiana – v.o. sott. ita
Basato su un fatto realmente accaduto. Un gruppo di viaggaitori nigeriani viaggia come ogni giorno sul volo della compagnia Fliamingo Airways da Lagos alla città di Abuja un venerdì del 2006. L’aeroplano raggiunge tranquillamente la quota ed è in perfetto orario. Improvvisamente succede qualcosa, fra l’errore umano e il guasto tecnico, che provoca una sventura. La situazione precipita e l’aereo comincia a ballare fino a cadere. Durante la corsa il pilota cerca di salvare l’aereo dal disastro. Tutti i passeggeri, durante questi attimi, vivono, in un flashback, le situazioni della vita che avrebbero voluto vivere. Giovani amanti, coppie di anziani, manager e sportivi, che hanno quasi raggiunto il loro successo, tutti sono catapultati nel loro immaginario e nella dimensione del vivere i loro ultimi attimi di vita. Ciò accade a tutti .. meno che ad uno! Di che cosa è a conoscenza?
Chiuderà la rassegna alle 22.30 Otelo burning di Sara Blecher (Sud Africa, 2011) – 97’ – v.o. sott. ita
1989, al culmine della lotto contro l’apartheid, Otelo, 16 anni, suo fratello minore, Ntwe, e il suo migliore amico, New Year, sono invitati nella casa al mare dove lavora il nuovo compagno della madre. Lì vedono il loro amico Mandla cavalcare le onde: la scoperta del surf rivela ai ragazzi un nuovo mondo, il rovescio del sobborgo in cui vivono, che è costantemente minacciato da violenti contrasti politici.