Informazione e web, Rossi: “Regole di comportamento per migliorare qualità della democrazia”

FIRENZE – Misurare gli effetti di una errata comunicazione politica ed arrivare a introdurre strumenti per migliorarne la qualità e di conseguenza costruire effettive regole democratiche. E' stato questo il filo rosso che ha guidato il presidente Enrico Rossi chiamato ad intervenire, oggi pomeriggio a Roma, al convegno ‘Web2Society. Teorie critiche all'ideologia della comunicazione'.

Rossi ha iniziato il suo intervento partendo dalla vicenda dei vaccini, dei falsi messaggi veicolati in rete e la loro pericolosità. "Un esempio lampante – ha detto - di come una sbagliata comunicazione possa esser fonte anche di conseguenze nefaste per la vita di tante persone. Come una cattiva gestione dell'informazione possa portare a conseguenze anche fatali. La soluzione? In questi ed altri casi, a mio parere, l'attribuzione di un punteggio di accreditamento per i siti che fanno divulgazione scientifica o che si occupano di sanità, anche attraverso la creazione di una commissione pubblica, potrebbe permettere di impedire la circolazione di notizie false o vere bufale che vanno ad impattare sulla salute delle persone".

Rossi è poi tornato sulla discussione avvenuta stamattina su Rainews 24 rispetto all'affermazione che il trasferimento di competenze della sanita' alle Regioni sia fonte di corruzione. "Cosa che – ha proseguito - ho bollato come una falsita' grande come una casa: un altro esempio di cattiva informazione e di come in politica spesso di tenda ad enfatizzare un elemento e a negare il dialogo. Quando poco dopo sono andato in consiglio regionale, dopo la disputa in tv, un cittadino mi si è fatto incontro e mi ha consegnato una lettera in cui racconta la sua esperienza positiva con la sanità toscana. Nella lettera questa persona mi ha chiesto di fare da intermediario verso i media, per far conoscere la vicenda, visto che lui ci ha provato in tutti i modi senza però ottenere la benchè minima considerazione". In proposito Rossi ha spiegato che "l'informazione digitale, attraverso il web ed i social, può aiutare a creare corpi intermedi per far sentire la voce dei cittadini e le cose che hanno da raccontare. Riuscire a riempire questo vuoto, per la politica, diventa un elemento decisivo. La presenza su social come Facebook, per noi politici, può diventare utile per fare argomentazioni razionali e per avere un dialogo con i cittadini. Allo stesso tempo occorre però che questi strumenti possano essere affidabili e quindi, quell'accreditamento di cui parlavo prima, può essere riproposto così come l'adozione di veri e propri codici di comportamento".

Rossi ha infine puntato l'indice sull'assenza totale di regole. "Ad oggi c'è un far west senza regole sul web, dove spesso la politica cede il passo alla strumentalizzazione se non addirittura alla battaglia e allo scontro anche aspro. Mi viene in mente la foto che decisi tempo fa di postare con la famiglia rom vicina di casa, un modo ingenuo per dire che la convivenza è possibile. Si scatenò un pandemonio, con un vero e proprio attacco, sia alla famiglia che a me, sotto forma di aggressione organizzata che definirei squadrismo da web. Un codice di comportamento, una sorta di osservatorio neutrale per un uso appropriato del web potrebbe essere una strada da percorrere. Tutte misure per migliorare la qualità effettiva della democrazia".