Corriere Fiorentino, la solidarietà del presidente della Regione Enrico Rossi

FIRENZE -  "Mai come oggi c'è bisogno di informazione di qualità e la qualità non può andare di pari passo con la precarietà e il disprezzo dei dirittti di chi l'informazione la fa. Un giornale libero, attento nel raccontare quello che accade nel mondo ai cittadini, deve poter contare su giornalisti liberi, che lavorino nel pieno dei loro diritti. Per questo la Regione non può non essere vicina ai redattori del Corrierefiorentino che rivendicano, di fronte a scelte della proprietà che vanno in direzione di una precarizzazione e flessibilità totale delle redazioni, certezze, tutele, garanzie".

Così il presidente della Regione Enrico Rossi ha espresso la solidarietà sua e della giunta, alla redazione del Corriere fiorentino, oggi e domani in sciopero dopo che l'azienda ha annunciato tagli per nove posti,  di cui uno a Firenze, nelle redazioni locali del Corriere della Sera e spostamenti di altri giornalisti da una redazione all'altra.

Il presidente, sottolineando il ruolo del quotidiano nel panorama regionale e la volontà della Regione di difendere la pluralità e la libertà dell'informazione in Toscana, ha messo a disposizione tutti gli strumenti utili a riaprire un confronto positivo fra redazione e proprietà, per trovare soluzioni in grado di coniugare la tutela e la stabilità dei posti di lavoro e la qualità del prodotto editoriale. 

Bilancio UE, Rossi: “Con tagli a coesione e PAC proposta Juncker colpisce le Regioni”

FIRENZE - "La proposta della Commissione europea sul prossimo ‘quadro finanziario pluriennale' presentata ieri a Bruxelles ha generato molto allarme e ha prodotto una sequela di proiezioni sui tagli che ne potrebbero derivare. Al di là dei tanti numeri, il significato politico di questo importante documento di politica economica presentato da Juncker è uno solo. La ‘coesione' non sarà più una politica autonoma di investimento e di crescita, ma un fondo al servizio di altre politiche, da usare anche come deterrente per costringere gli stati membri a rispettare le regole di bilancio. Il documento mira a raddoppiare le risorse per il contrasto all'immigrazione, per la difesa e la sicurezza a danno dei territori, del contrasto ai cambiamenti climatici, alle disuguaglianze, alla disoccupazione e del finanziamento di opere pubbliche".

E' quanto afferma il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in un intervento pubblicato sull'Huffington Post.

"Con questa impostazione – continua Rossi -  a prevalere sarà l'Europa dell'austerità e dei populisti, contro l'Europa della crescita e della democrazia, a vantaggio della destra più estrema e demagogica, quella che investe sulla paura e sulla chiusura identitaria. Sul piano tecnico e dunque politico le conseguenze più gravi che ne derivano sono due: la politica di ‘coesione' (che nel bilancio 2014-2020 rientrava nel capitolo ‘Crescita Inclusiva ed Intelligente') viene separata da ogni concreta finalità di crescita e innovazione e il Fondo Sociale Europeo (accorpato al Fondo sul Capitale Umano) rischia di passare ad una gestione diretta, escludendo la mediazione fondamentale delle Regioni".

"Anche se la proposta della Commissione Juncker - aggiunge il presidente della Toscana - prevede un aumento del bilancio europeo (si passa da 1.087 miliardi di euro della programmazione 2014-2020 a 1.135 miliardi di euro di oggi, ovvero dal 1.03% all'1.11% del PIL di ogni Stato Membro) rispetto alla programmazione precedente la ‘coesione' e le politiche agricole perderanno risorse importanti. Circa il 10%, con picchi molto alti per il Fondo di Sviluppo Rurale (oggi gestito dalle Regioni), che passerebbe da circa 100 miliardi di euro a poco più di 70 miliardi con evidente danno per i produttori e i lavoratori del comparto".

"Per compensare infine l'uscita del Regno Unito - conclude Rossi -  la Commissione propone nuove risorse proprie. Ad esempio, una tassa sulla quantità di plastica non riciclabile e sulle quote di emissioni di CO2. Benissimo, ma purtroppo tra queste non figura la tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax) che potrebbe colpire le speculazioni responsabili, per ampia parte, delle gravi crisi di questi anni, una tassa di civiltà che avrebbe evitato i tagli alla coesione e quindi nuove penalizzazioni per i territori, i capitali sani e i lavoratori che restano il cuore dell'Europa moderna e democratica".

Quattro giorni dedicati al racconto del Mediterraneo, a Prato dal 3 al 6 maggio

FIRENZE – Torna a Prato dal 3 al 6 maggio Mediterraneo Downtown, il festival che vuole offrire il suo piccolo contributo a generare un racconto nuovo e condiviso del continente liquido, come lo definiva Braudel, ovvero di quel mare che abbraccia Europa, Africa e Asia. Un racconto che nasce dall'osservazione degli altri ma anche guardandosi allo specchio. Un racconto certo fatto di inquietudine ma anche speranza.

L'edizione 2018 del festival è stata presentata oggi a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione. "Mediterraneo Downtown è la dimostrazione che che certi temi non sono solo di nicchia ma possono diventare popolari – sottolinea l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli - E' la riprova che quando le cose si imparano a conoscere e si studiano e approfondiscono, scema la preoccupazione e diffidenza. L'ambizione è far durare questo festival trecentosessantacinque giorni l'anno, continuando a lavorare negli altri mesi su questi temi".

Ideato nel 2017 (ma con un prequel l'anno prima) l'appuntamento pratese nasce dalla collaborazione di Regione e Cospe, associazione impegnata nella cooperazione e nello sviluppo equo e sostenibile, assieme al Comune di Prato e partner come Libera, Amnesty international e Legambiente Italia,

Animerà come sempre il centro storico della città, i suoi palazzi e teatri, le sue piazze e logge: per parlare ancora di libertà di stampa e periferie dell'informazione, di migrazioni, frontiere, leggi e accoglienza, di ambiente e nuove economie e di pace. Sul palco ci sarà chi vive queste realtà in prima persona. "Relatori di indiscussa qualità – sottolinea il sindaco di Prato Matteo Biffoni – e gente che ti dice la cose come stanno e non quello che vorresti, che ti piaccia o non piaccia".

Si parlerà di minori stranieri non accompagnati e di nuove demografie mediterranee, di migranti e richiedenti asilo accolti in famiglia (a Ventimiglia e a Camaiore), della salvaguardia ambientale e del riciclo dei rifiuti raccolti in mare. Si racconteranno le città eterne del Mediterraneo e patrimonio di una identità comune, in un viaggio affidato alle parole: Napoli e la turca Istanbul, l'egiziana Il Cairo, l'ucraina Odessa che deve i suoi natali ad un nobile spagnolo al servizio dei Borboni e dove per tutto l'Ottocento il napoletano era lingua ufficiale dell'attività economica, con infine un'appendice dedicata a Prato. Ma a "Mediterraneo Downtown" ci saranno anche la musica, l'arte, il cinema e la fotografia. Un'occasione dunque anche per vivere e riscoprire la città.

Per saperne di più è online il sito del festival con news, luoghi, protagonisti e programma: mediterraneodowntown.it

La cartella stampa integrale - con i seguenti comunicati - è disponibile all'indirizzo http://mediterraneodowntown.it/press/

  • "Mediterraneo downtown", dal 3 al 6 maggio a Prato
  • "Dal tramonto all'alba": una notte di grande musica dedicata al Mediterraneo
  • "Le città raccontate": cinque personaggi parlano della loro città del cuore
  • Tutte le mostre di Mediterraneo Downtown
  • "Libri aperti": presentazioni e autori mediterranei
  • Med Movies Nights: racconti di libertà da Siria, Turchia e Libano
  • Quanto costa la libertà
  • Istantanee dal Mediterraneo
  • Gli invisibili: che fine fanno i bambini?
  • "Un mare di cultura"
  • Una mostra e un reading sui bambini migranti
  • Ciclo e riciclo: la seconda vita dei rifiuti in mare
  • Il denaro come mezzo e non come fine
  • "La salute dei più piccoli, il futuro del Mediterraneo"
  • La storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori