Ispezioni sui treni, l’assessore ai trasporti risponde ai comitati

FIRENZE - L'assessore regionale ai trasporti risponde alla lettera aperta che gli è stata inviata dai comitati dei pendolari Valdarno Direttissima, Lucca-Pisa, Lucca-Aulla, Mugello e contenente alcune proposte per migliorare i controlli e le ispezioni sui treni pendolari.
 
Questo il testo integrale della risposta dell'assessore ai trasporti:
 
"Gentili amici,
ho letto con interesse la vostra lettera e non solo la condivido ma stiamo già lavorando da qualche mese per rendere, come voi dite, 'più efficaci, più mirate, sistematiche, trasparenti, e meglio percepite e più apprezzate dagli stessi pendolari' le ispezioni. Per far questo abbiamo modificato la legge regionale di riferimento, al fine di poter reclutare nuovi ispettori tra i dipendenti degli enti pubblici, a cominciare da quelli delle Province, per avere la possibilità di infittire e meglio programmare i controlli sulle linee periferiche.
 
Già da oggi, molti ispettori regionali sono dei pendolari, in quanto dipendenti della Regione, che ogni giorno prendono il treno per venire a lavorare. Grazie al loro impegno, anche quando non sono ufficialmente in ispezione, possiamo avere una quantità di informazioni disponibili, utili alla programmazione del servizio e alla correzione delle criticità.
 
Stiamo per varare, inoltre, un nuovo sistema operativo che consentirà l'inserimento dei dati relativi a verifiche e controlli a bordo treno, direttamente su un software capace di generare report anche in tempo reale. Questi dati, quando il sistema sarà a regime saranno restituiti all'utenza nell'ambito della nuova piattaforma web dedicata i pendolari, anch'essa in costruzione. Proprio in questi giorni, intanto, gli ispettori vengono dotati di strumenti più adeguati per l'inserimento dei dati nel sistema.
 
Tutti questi passaggi sono propedeutici alla ridefinizione di una strategia di azione degli ispettori regionali che sarà per noi utilissimo poter confrontare con l'utenza, al fine di garantire il risultato più efficacie e una valorizzazione del lavoro che fanno gli ispettori quotidianamente. Nel frattempo, tutte le informazioni e i suggerimenti contenuti nella vostra lettera sono stati girati agli uffici e saranno valutati per la programmazione immediata e quella futura delle ispezioni".

TPL: gara unica avanti tutta. 1.500 nuovi bus, garanzie occupazionali, una Toscana collegata meglio

FIRENZE - Una marcia in più nel viaggio verso il nuovo affidamento del trasporto pubblico locale (TPL) in Toscana su autolinea tramite gara per lotto unico: l'ha ingranata questa mattina la Giunta regionale, su proposta dell'assessore ai trasporti, approvando una delibera con cui sono definiti gli aspetti tecnici essenziali in vista dell'operazione che costituirà, nel prossimo decennio, uno degli assi rilevanti nelle politiche toscane per la mobilità.

Intervenuto nella conferenza stampa di presentazione della delibera, l'assessore toscano ai trasporti l'ha definita come un concreto passo in avanti verso la "rivoluzione gentile" nel TPL sottolineando come sia pronto il progetto che consentirà la gara: una esperienza unica a livello nazionale. Nel giro di qualche settimana - ha proseguito l'assessore - partirà la lettera d'invito per la gara: l'apertura delle buste potrà essere possibile per il prossimo settembre mentre a gennaio 2015 il vincitore avrà l'assegnazione del servizio.

I TRE PUNTI

  • Con la delibera odierna la Regione Toscana ha approvato la definitiva ricognizione degli assetti, reti, risorse, livello tariffario da applicare in due diverse fasi: nei primi due anni dall'affidamento dei servizi dopo la gara e dal terzo anno di gestione del contratto fino al nono anno.
  • Sono state poi approvate le risorse da assegnare agli enti locali, inizialmente 4 milioni di euro che diventeranno 9,7 a regime, per lo svolgimento dei cosiddetti "servizi deboli fuori dal lotto unico regionale": razionalizzando i servizi sarà dunque possibile prestare attenzione più mirata proprio ad alcuni territori interni garantendo alle popolazioni che li abitano mezzi più adeguati.
  • Terzo contenuto dell'atto la "stabilizzazione delle risorse" destinate ai servizi su gomma sia da parte della Regione che degli enti locali: su 300 milioni all'anno di risorse complessive, 260 milioni, comprensivi del Fondo Unico nazionale per il TPL, arriveranno dal bilancio regionale, 40 dovranno venire dagli enti locali. A questo occorre aggiungere circa 105 milioni ricavati da biglietti e abbonamenti. 

OCCUPAZIONE E NUOVI BUS

Si è dunque pronti per la gara: i servizi di TPL saranno affidati in un unico lotto regionale che assorbirà, nei 9 anni di durata del contratto, la gran parte delle risorse per un totale che supera i tre miliardi di euro. La gara garantirà 5.500 posti di lavoro e, sia pure con minori risorse, un numero di chilometri, 108 milioni all'anno, che, in pratica, è lo stesso di oggi.

Verrà poi finanziato un forte rinnovo nel parco dei bus. Alla fine dei 9 anni di validità dell'appalto, saranno 1.500 i bus nuovi sui 3.000 oggi viaggianti, a favore della qualità del servizio (entro il quarto anno di affidamento è previsto un rinnovo di almeno 800 bus). Da notare a questo proposito che, a causa dell'assenza di specifici finanziamenti, l'età media dei bus oggi utilizzati in Toscana per il trasporto pubblico locale è di 13 anni: gli aumenti di produttività attesi dalla maxi gara dovranno essere utilizzati proprio per rinnovare in modo consistente il parco bus, la cui età complessiva sarà dimezzata (sei anni e mezzo)

RIVOLUZIONE IN DUE TEMPI

Una volta effettuata la gara, nel primo periodo di affidamento del servizio (cioè nei primi due anni) il servizio di TPL resterà, in sostanza, quello attuale: il lotto unico regionale assorbirà i servizi ora affidati dalle Province e un primo nucleo di servizi (per circa 4,1 milioni di km bus) sarà svolto in aree "a domanda debole" con affidamenti autonomi da parte di Province, Comuni e Unioni di comuni e con modalità che consentiranno economie di produzione. Dal terzo al nono anno del contratto, questi servizi fuori dal lotto unico saliranno a 9,6 milioni (sempre in km bus) con una sostanziale ristrutturazione dell'extraurbano, mentre i servizi urbani passeranno dagli attuali 40 milioni a 46 milioni di km.
I primi due anni, in altri termini, consentiranno di preparare la fase successiva sia per la progettazione che per gli aspetti organizzativi-industriali ma anche per preparare gli investimenti (i già ricordati 800 nuovi bus nei primi quattro anni di gestione).

Dal terzo anno partirà la nuova rete dei servizi su gomma. Tre gli aspetti del nuovo assetto a regime: la "rete extraurbana strutturale" (complementare e integrata con la rete ferroviaria; comprenderà anche linee regionali autostradali); le "reti urbane" (nei capoluoghi e nei centri urbani maggiori); le "reti deboli" (di competenza dei comuni di più piccole dimensioni).

RETI EXTRAURBANE E RETI DEBOLI  

La rete extraurbana, con il progetto denominato "Binari del TPL", collegherà ogni capoluogo comunale e ogni località di circa 1000 abitanti attraverso un livello di servizio minimo di 4/6 corse al giorno. Ciò anche nelle situazioni più periferiche. Sarà così assicurata una sostanziale equità distributiva in tutto il territorio toscano. Per quanto riguarda i servizi nelle cosiddette "reti deboli", da garantire con offerte mirate anche per poche unità di passeggeri sulla base delle risorse garantite dalla Regione (all'inizio circa 4 milioni di euro che a regime sfioreranno i 10), saranno i Comuni, comunque all'interno delle indicazioni più generali, ad assicurare  modalità "personalizzate"

GARANZIE OCCUPAZIONALI  

Piena garanzia occupazionale per dipendenti degli attuali gestori nonchè disponibilità per immobili e mezzi. Sono previste specifiche garanzie occupazionali per quelli che potranno essere gli esuberi: nella gara sono indicati 81,5 milioni per un bando dedicato a nuovi profili professionali.

 

Nasce “Centralia”, la società incaricata di completare la Fano-Grosseto

ROMA - Nascerà entro giugno "Centralia", la società partecipata da Anas (con il 55%) e dalle Regioni Toscana, Umbria, Marche (con il 45%) il cui  obiettivo è quello di completare il corridoio autostradale Grosseto-Fano.
 
L'accordo per la costituzione di Centralia è stato sottoscritto stamani presso il Ministro delle infrastrutture dal ministro per le infrastrutture e dai presidenti delle Regioni Toscana, Marche e Umbria.
 
A seguito della decisione di oggi l'impegno è quello di realizzare la gara d'appalto entro l'anno e di aprire i cantieri entro il 2015. L'investimento previsto è di circa 3 miliardi.
 
Di questa opera, ha evidenziato il presidente della Regione Toscana, si parla dagli anni '60 ed oggi finalmente si è fatto un serio passo avanti: collegare Grosseto con Fano rappresenterà infatti  una vera rivoluzione per tutto il sistema produttivo, agricolo e turistico. Oltre a velocizzare le relazioni, si mettono in rete i porti, un sistema economico con caratteristiche simili, fatto di piccole imprese, artigianato e turismo.
 
Ma la Grosseto-Fano, oltre a collegare con un'infrastruttura moderna il Tirreno con l'Adriatico, costituisce anche il tratto di terra del sub-corridoio europeo destinato ad mettere in collegamento diretto la Spagna con i Balcani, attraverso i porti di Barcellona e Valencia, Livorno e Ancona e Ploce e Bar. Di questa rete transeuropea di trasporto denominata Ten-T il collegamento Fano-Firenze-Grosseto– Livorno è considerato come il "land bridge", il ponte di terra. 
 
La Fano-Grosseto si sviluppa per circa 270 km: il tracciato ha origine sulla via Aurelia all'altezza di Grosseto e si conclude sulla autostrada adriatica A14 in corrispondenza del casello di Fano nelle Marche. Il collegamento si sviluppa per il 61% in Toscana per il 31% nelle Marche e per l'8% in Umbria.  Attualmente dei 270 km complessivi, 111 sono ultimati e in esercizio, 16 sono suddivisi in 2 lotti in corso di ultimazione, 12 in un unico maxi lotto in fase di realizzazione. E ancora per 52 km, suddivisi in 9 lotti, è terminata la progettazione e sono stati trasmessi al CIPE per l'approvazione ed il relativo finanziamento; infine i restanti 79 sono suddivisi in 6 lotti attualmente in fase di progettazione. 
 

Aeroporti, il presidente: la Toscana non può chiudersi nei localismi

FIRENZE - "Quattro anni fa mi dichiarai favorevole alla società unica degli aeroporti di Pisa e Firenze. È noto che fui ricoperto di invettive e critiche, di voler bruciare le tappe e peggio ancora di danneggiare e tradire Pisa e di non riconoscere l'autonomia e le prerogative di Firenze, capoluogo della Toscana. Adesso abbiamo l'occasione di un imprenditore privato che ha già investito 70 milioni ed è disposto ad investirne altrettanti per ottenere la maggioranza nelle due società". Il presidente della Regione Toscana fa il punto sulle prospettive del sistema aeroportuale toscano.

"Oggi – prosegue -, grazie al lavoro da me svolto e agli impegni assunti dalla Regione in direzione dell'integrazione e dello sviluppo del sistema aeroportuale Pisa-Firenze, si è fatto avanti un imprenditore privato, industriale e non finanziario, la Corporation America che gestisce con buoni esiti qualcosa come 50 aeroporti nel mondo. È evidente che, di fronte a questo impegno finanziario, non si possono contestare le buone intenzioni. Altrimenti il segnale che verrebbe dato dalla Toscana al mondo sarebbe devastante, come quello di un terra chiusa in localismi, arroccata in dimensioni inadeguate per confrontarsi e intercettare i grandi flussi finanziari indispensabili per lo sviluppo".

"Naturalmente – dice ancora il presidente - questo non significa che la vendita delle quote pubbliche, per consentire a questa società di raggiungere i suoi obiettivi, debba avvenire senza condizioni. A questo scopo ho chiesto alla Corporation America di elaborare e presentare le linee guida del piano strategico per le società Sat e Adf. La proposta è ovviamente perfettibile e dovrà essere resa più cogente negli impegni da assumere; tuttavia a me sembra una buona base di partenza".

"Nelle linee guida – sono ancora le parole del presidente - ci si impegna a tutelare l'occupazione dei due scali, per cui i lavoratori non hanno nulla da temere e anzi potranno giocare meglio le loro professionalità in un quadro più ampio che solo un grande gruppo può offrire. Pisa mette al sicuro i suoi obiettivi di crescita, grazie all'impegno a mantenervi il low cost e per la previsione di sviluppare le compagnie di medio e lungo raggio. Per Firenze sempre nelle linee guida c'è un focus sull'intero business, sui collegamenti intra-europei e sulla valorizzazione di Peretola in questo mercato. Ancora per Firenze c'è il riconoscimento del ruolo dell'istituzione regionale per quanto riguarda la pianificazione territoriale. Queste linee – conclude - saranno inoltre il binario in base al quale il socio privato presenterà un piano di integrazione volto alla costituzione, entro l'anno, della società unica degli aeroporti di Pisa e Firenze".

Integrazione degli aeroporti, Giunta chiede al Consiglio via libera su ipotesi di vendita delle azioni

FIRENZE - In vista dell'obiettivo principale, cioè l'integrazione del sistema aeroportuale toscano, la Regione Toscana si rende disponibile ad autorizzare la vendita delle azioni nelle società aeroportuali: è questo in sintesi il contenuto della proposta di delibera che la Giunta Regionale ha approvato nella sua ultima seduta per sottoporla al Consiglio Regionale. 
La delibera trova la sua natura nel recente lancio delle due Opa, Offerte pubbliche di acquisto, sui due aeroporti. Questo nuovo scenario ha indotto la Regione a valutare se l'ipotesi di vendita delle azioni possa essere utile a rafforzare l'obiettivo principale e cioè l'integrazione del sistema aeroportuale toscano ai fini della qualificazione e dello sviluppo degli aeroporti di Pisa e Firenze. 
 
La delibera autorizzerebbe la Giunta alla vendita delle azioni detenute, tutte o in parte, vendita attuabile, si legge nel testo, "anche tramite l'eventuale adesione a una o entrambe le Opa". 
L'ipotesi di vendita si potrà realizzare solo se permetterà di raggiungere gli obiettivi prefissati. Nella stessa delibera si circostanziano infatti chiaramente le indicazioni cui la giunta dovrebbe attenersi ai fini della eventuale vendita. E sono sostanzialmente due: la congruità del prezzo e le garanzie del perseguimento dell'integrazione. Quest'ultima condizione dovrebbe essere verificata sia attraverso gli elementi forniti dall'offerente, sia attraverso il mantenimento di una quota societaria. 
 
Le quote attualmente detenute dalla Regione Toscana sono del 16,899% per la società dell'aeroporto Galilei, e del 5,008% per la società che gestisce il Vespucci.