Bonus psicologo, per la Toscana ci sono 630mila euro

Bonus psicologo, per la Toscana ci sono 630mila euro

“Il bonus psicologo – dice la presidente dell’Ordine toscano Maria Antonietta Gulino – è una misura di grande importanza visto che durante la pandemia la richiesta di assistenza psicologica da parte degli italiani e dei toscani, dagli anziani agli adolescenti passando anche per i bambini, è aumentata in modo esponenziale”.

“Ben 630mila euro sono stati destinati alla Toscana per il bonus psicologo una misura di grande importanza visto che durante la pandemia la richiesta di assistenza psicologica da parte degli italiani e dei toscani, dagli anziani agli adolescenti passando anche per i bambini, è aumentata in modo esponenziale” lo  ha dichiarato – dice la presidente dell’Ordine toscano Maria Antonietta Gulino .

 E’ scattato infatti  oggi, 25 luglio, il bonus psicologo, ed è ’ online la piattaforma Inps per la Famiglia per presentare la richiesta del “Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia”. C’è tempo sino al 24 ottobre: si potrà chiedere il contributo per sé stessi o per terzi e sarà utilizzabile entro 180 giorni dall’accoglimento della domanda. 

Il bonus  è destinato ai cittadini richiedenti con Isee non superiore ai 50mila euro. L’importo totale dell’aiuto dipende dalla situazione economica del beneficiario e prevede fino a 50 euro a seduta per un massimo di 600 euro per ogni persona, per chi ha Isee inferiore a 15.000 euro. Per chi ha un Isee tra 15.000 e 30.000 euro il massimo è di 400 euro mentre, con un Isee ancora superiore, è di 200 euro. Il beneficio è riconosciuto una sola volta.

“Nell’attesa di implementare presto la carenza degli psicologi dipendenti del nostro servizio pubblico e di intervenire sul turnover dei pensionamenti con nuove assunzioni, lo Stato riconosce attenzione alle condizioni di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica, riconosce l’importanza e la priorità di una risposta di cure psicologiche – conclude Gulino -. Una misura che si affianca alla legge toscana sullo psicologo di base, oggi come non mai il benessere psicologico dei toscani è una priorità”.

Per chi si può chiedere il contributo? Per sé stessi o per gli altri se si è genitore, genitore affidatario, tutore legale, amministratore di sostegno, curatore.
Per avere approfondimenti e aggiornamenti è possibile consultare il sito dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.


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Lunigiana: prende 750 euro mese ma è a domiciliari, denunciato

Lunigiana: prende 750 euro mese ma è a domiciliari, denunciato

In Lunigiana i carabinieri hanno denunciato per indebita percezione del reddito di cittadinanza un uomo di 52 anni domiciliato a Mulazzo (Massa Carrara) che avrebbe percepito 7.500 euro dall’Inps in poco meno di un anno pur essendo cessato il suo diritto.

In realtà, i carabinieri hanno accertato che inizialmente aveva i requisiti per percepire 750 euro mensili ma poi sono scattati per lui gli arresti domiciliari per vecchi precedenti penali e avrebbe dovuto comunicare all’Inps la sua nuova condizione, tale da impedire la riscossione del sussidio. Invece il 52enne non l’ha fatto sapere all’Inps e i carabinieri ricordano che la nuova e recente formulazione della norma per la concessione del reddito di cittadinanza prevede che con l’applicazione di una misura cautelare non si ha diritto al sussidio.

Ora il 52enne deve rendere la somma ed è stato denunciato del reato di omessa comunicazione della variazione dei requisiti per la corresponsione del reddito di cittadinanza.
Il 52enne, originario del Comasco, era domiciliato a Mulazzo per partecipare ad un percorso di reinserimento sociale e nell’agosto del 2020 aveva presentato istanza per l’assegno.
Avendone in quel momento i requisiti, era riuscito ad ottenere la somma di 750 euro mensili. Nello stesso mese però, a causa di vecchi precedenti penali che lo seguivano da molto tempo, gli è stato notificata una misura agli arresti domiciliari.

Intanto sulle correzioni del Rdc, “dovevano essere più incisive” a cominciare dal meccanismo della doppia offerta di lavoro rifiutata che farebbe scattare la sospensione del beneficio. A richiedere un intervento più robusto sul fronte del Reddito di cittadinanza , dal palco di Atreju 2021, è stato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. “Molti dei beneficiari dell’Rdc evitano di aprire le e-mail inviate per l’offerta di un posto di lavoro per non fare scattare il rifiuto e dunque la sospensione: quindi occorre trovare altri sistemi di notifica dell’offerta di lavoro. Resta da capire inoltre il perché serva aspettare il no ad una seconda offerta per iniziare il decalage del reddito di cittadinanza”, ha spiegato.

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🎧 12 tamponi negativi, 6 giorni in reparto Covid senza diagnosi, la testimonianza di Luca Forni

🎧 12 tamponi negativi, 6 giorni in reparto Covid senza diagnosi, la testimonianza di Luca Forni

Cuoco-cantautore senza ristori: gli amici di Luca Forni hanno lanciato un crowdfunding per aiutarlo con le spese

Luca Forni ha avuto per 12 volte il tampone negativo, ricoverato per 6 giorni in reparto Covid senza una diagnosi certa sulla malattia. “Ho avuto dei problemi respiratori durante il primo lockdown ma non ho ricevuto cure adeguate. Avendo dei sintomi respiratori la prima preoccupazione era legata ai tamponi, che non erano così semplici da fare nella prima fase della gestione del Covid”.
Continua Forni: “Ho dovuto continuare a lavorare perché non ho ricevuto nessun ristoro, la cosa mi porta ad aggravare la mia situazione e a fine estate mi trovo in ospedale con un’embolia polmonare. È una storia comune a tante persone che hanno vissuto tempi lunghissimi di attesa per gli esami oppure hanno trovato disponibilità solo nel settore privato”.
Dopo l’embolia polmonare Luca è sempre stato curato a casa, adesso Luca è ricoverato all’ospedale di Livorno, senza ancora una diagnosi certa sulla sua malattia. Il problema di salute si è manifestato con un’embolia e una polmonite bilaterale con vasto versamento pleurico.

“Nonostante sia risultato negativo al tampone Covid 12 volte è stato ricoverato 3 notti in un reparto Covid durante il primo ricovero e 3 notti durante il  secondo ricovero. E’ ancora in ospedale, spostato in geriatria”, come si legge nel comunicato stampa.
“Non ho ricevuto nessun ristoro perché sono risultato come un lavoratore indipendente. L’Inps mi ha chiesto dei soldi indietro”. I suoi amici hanno lanciato un crowfunding sul sito gofundme per aiutare Luca a pagare affitto e bollette dopo che gli hanno appena staccato la luce. Una raccolta fondi per aiutarlo a pagare i debiti e sostenere la sua musica.

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Inps: oltre 150 domande per reddito emergenza, Acli Firenze

Inps: oltre 150 domande per reddito emergenza, Acli Firenze

Gli sportelli del patronato Acli della provincia di Firenze hanno raccolto oltre 150 domande, in soli due giorni

Boom di richieste al patronato Acli della provincia di Firenze per il reddito di emergenza, la misura di sostegno economico ai nuclei familiari in condizioni di necessità. Ancora prima dell’apertura della piattaforma Inps per la richiesta del Rem, spiega una nota, gli sportelli del patronato Acli della provincia di Firenze hanno raccolto oltre 150 domande, in soli due giorni, e altre decine sono state inviate tramite il sito, creato appositamente per agevolare i cittadini nell’invio della domanda.

“Dalla scorsa settimana la richiesta di assistenza per l’invio della domanda per il Rem è davvero molto alta – sottolinea Elisabetta Di Lorenzo, direttrice provinciale patronato Acli Firenze -. Nonostante la piattaforma Inps sia disponibile soltanto da oggi, nei giorni scorsi abbiamo raccolto decine di richieste sia agli sportelli che sul sito. Coloro che pensano di avere i requisiti per l’accesso al Rem non hanno aspettato l’apertura ufficiale della piattaforma, ma ci hanno già consegnato i documenti. E noi siamo pronti a trasmetterli all’Inps”. La scadenza per la presentazione delle domande per l’accesso al Rem è fissata al 30 aprile.

In Toscana sono oltre 40 gli sportelli del patronato Acli pronti ad assistere gratuitamente i cittadini, oltre all’apposito sito internet. “Il sito che abbiamo lanciato la scorsa settimana – aggiunge Di Lorenzo – permette ai cittadini di anticiparci i dati necessari all’invio della domanda, evitando così di fare la fila agli sportelli. Poi pensiamo noi a portare a termine la procedura contattando l’utente solo se è necessario”.

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Reddito di cittadinanza: 17 ‘furbi’ a Arezzo, anche persone agli arresti

Reddito di cittadinanza: 17 ‘furbi’ a Arezzo, anche persone agli arresti

Scambio informativo con tribunale e Inps. 17 persone hanno hanno percepito il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto

Le Fiamme Gialle di Arezzo in collaborazione con l’Inps hanno scoperto 17 persone che hanno percepito il reddito di cittadinanza pur non avendone diritto. La concessione del sostegno è preclusa a coloro che risultano destinatari di misure cautelari personali. Ed è proprio partendo da questo requisito che con uno scambio informativo con il tribunale hanno “passato al setaccio” le posizioni di coloro che risultavano sottoposti a misure cautelari personali, anche a seguito di convalida di arresto o del fermo.

Ben 17 i soggetti finora individuati che risultano aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, per un ammontare di circa 100.000 euro. Su tratta per lo più di soggetti coinvolti in reati di traffico e spaccio di stupefacenti. Inoltre vi è anche chi si è “dimenticato” di dichiarare il possesso di alcuni immobili (in un caso, addirittura cinque appartamenti), o chi, pur avendo acquistato un’autovettura del valore di 38.000 euro, ha pensato bene di richiedere comunque il contributo.

Infine, vi sono alcuni che, pur di incrementare il reddito hanno dichiarato falsamente di aver sottoscritto un contratto di locazione, che consente di incrementare la quota fino a un massimo di 3.360 euro annui. Tutti gli indebiti percettori sono stati segnalati all’Inps per la sospensione e la revoca, oltre che per il recupero del beneficio economico, nonché denunciati all’Autorità Giudiziaria, per aver fornito dichiarazioni false o per aver omesso di comunicare informazioni necessarie in sede di richiesta del Reddito di cittadinanza.

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