Valerio Mastandrea presenta il film La mia classe

Valerio Mastandrea presenta il film La mia classe oggi mercoledì 22 Gennaio, presso lo Spazio Alfieri, in via dell’Ulivo 6 a Firenze, alle ore 18.00. Valerio Mastandrea che in questi giorni è in scena al Puccini con lo spettacolo “Qui e ora” nel film “La mia classe” di Daniele Gaglianone interpreta il ruolo del maestro, e parlerà del in scena al Puccini la sera stessa.
Mastandrea-StoryWT

Cli alunni sono extracomunitari che vogliono imparare l’italiano, per avere il permesso di soggiorno, per integrarsi, per vivere in Italia. Arrivano da diversi luoghi del mondo e ciascuno porta in classe il proprio mondo. Ma durante le riprese accade un fatto per cui la realtà prende il sopravvento. Il regista dà lo ‘stop’, ma l’intera troupe entra in campo: ora tutti diventano attori di un’unica vera storia, in un unico film di ‘vera finzione’: “La mia classe”.
Il film verrà proiettato Sabato 25 e Domenica 26 Gennaio.

No al razzismo e alla xenofobia

Con l’inaugurazione della mostra degli artisti senegalesi Moussa Traoré e Boubacar Camara, iniziano oggi le iniziative “Rispetto e dignità, no al razzismo e alla xenofobia” promosse per la ricorrenza del 13 dicembre, giornata in cui due anni fa vennero uccisi Mor Diop e Samb Modou e feriti Cheikh Mbengue, Mor Sougou e Moustapha Dieng.

NO RAZZISMO A DUE ANNI DA STRAGE

L’esposizione, organizzata nella Sala Brunelleschi del Palagio di Parte Guelfa e aperta fino a sabato 14 dicembre, farà conoscere le sculture di Moussa Traoré e i quadri di Boubacar Camara. Il primo è un artista-ambientalista di fama internazionale che vive e lavora a Dakar. Autodidatta, dal 1985 crea opere d’arte con materiali di scarto urbano, in particolare metalli. Per questo è stato definito “chirurgo dei metalli”, capace di donare una seconda vita agli scarti della civiltà occidentale. Le sue creazioni sono una metafora del suo credo in quanto incarnano la forza dell’animismo africano, lo spirito pacifista e la voglia di ritorno ad una cultura arcaica, in contrasto con lo spirito consumistico odierno.
Boubacar Camara, originario di Dakar, vince giovanissimo il premio Unicef per la Pace dei bambini al primo Salone internazionale dell’arte di Dakar nel 1997. Da sempre impegnato nella difese dei diritti umani, ha sostenuto i suoi principi anche quando ha lasciato il Senegal per lavoro e ha incontrato la cultura occidentale. Il suo carattere curioso e intraprendente lo porta a sperimentare nuovi campi espressivi contaminando in qualche modo arte e impegno civile per la difesa di quei valori etici e morali che contraddistinguono le sue battaglie.
Domani a Palazzo Medici Riccardi è in programma la seconda iniziativa. Si tratta di del seminario “La Toscana e in Senegal: partenariati, relazioni, attività di cooperazione internazionale” (dalle 15.30 presso la Sala Pistelli). Venerdì 13 dicembre è la giornata dedicata al ricordo delle vittime dell’attentato del 2011. Si inizia alle 11 con il raduno e la preghiera in piazza Dalmazia. Nel pomeriggio, a partire dalle 15, a Palazzo Sacrati Strozzi (Sala Pegaso) si svolgerà il convegno “13 dicembre 2011-13 dicembre 2013 a due anni dalla strage di Firenze torniamo a parlarne in un’altra prospettiva”. Interveranno, tra gli altri, la ministra all’integrazione Cecile Kyenge, il ministro degli affari esteri e dei senegalesi all’estero Mankeur Ndiaye. Le iniziative continuano sabato 14 dicembre con la proiezione presso l’Istituto Francese (Borgo Ognissanti 2) del film “La pirogue” di Moussa Touré che racconta l’odissea dell’immigrazione. In sala sarà presente il regista (dalle 15.30). Domenica sera, infine, dalle 19 presso il Circolo Rinascita di Campi Bisenzio si svolgerà una cena di raccolta fondi per portare a termine i progetti iniziati nei villaggi di Mor e Moudou.

Festival Giapponese a Villa Strozzi.

Dal 22 al 24 novembre torna a Firenze il XV Festival Giapponese a villa Strozzi,presso la Limonaia,via Pisana 77.Appuntamento fisso per gli amanti del Giappone, la manifestazione rappresenta un’occasione per scoprire la cultura tradizionale nipponica.

File:Villa Strozzi Orangery - Overview 01.jpg Durante la tre giorni saranno presenti artisti internazionali, arrivati appositamente dal Giappone, che si alterneranno sul palco della Limonaia con dimostrazioni di discipline e arti del Sol Levante. Tra queste la cerimonia del tè, la vestizione del kimono, l’angolo dedicato alla calligrafia, il seminario sugli origami, i giochi tradizionali giapponesi per i piccoli e lo spettacolo di danza tradizionale nihon buyo del gruppo Hanafuji. A grande richiesta tornano i Manjushaka, gruppo di danzatori giapponesi che crea spettacoli scenografici ed emozionanti ispirati alle tradizioni e alle varie forme di teatro giapponesi, e il celebre fotografo Hisashi Itoh, che si è recato in una zona protetta del monte Fuji per regalarci i nuovi suggestivi scatti che saranno in mostra alla Limonaia durante il festival. Tra le novità di questa edizione si segnalano due interessanti laboratori: il workshop di Houchou-sabaki, l’arte del taglio che trasforma frutta, verdure e pesce in opere d’arte, e il workshop di Etegami, per imparare a realizzare cartoline disegnate a mano. Non mancheranno gli spazi dedicati al bazar e agli oggetti di artigianato e lo stand gastronomico in collaborazione con il Catering Giapponese Rafor, che proporrà un’ampia varietà di street food per completare la giornata mangiando tipico cibo giapponese. «La nostra associazione – spiega Hiromi Sasaki, socio fondatore Lailac – è nata con lo scopo di diffondere la cultura tradizionale giapponese in Italia. Fin dal 1999 organizziamo corsi di lingua, cucina e arti tradizionali e partecipiamo a numerose manifestazioni in tutta Italia. Il Festival Giapponese è per noi la vetrina più importante, l’occasione per ospitare maestri internazionali e mostrare a un pubblico più vasto le discipline che contraddistinguono la nostra attività, rendendo merito anche ai tanti volontari che, offrendo il loro aiuto durante il corso dell’anno, rendono possibili le iniziative dell’associazione».

Tutti diversi e tutti uguali

iniziativa Tutti diversi tutti uguali

Inizia giovedì 7 novembre a Palazzo Medici-Riccardi la serie di conferenze “Tutti diversi e tutti uguali” sulle discriminazioni nei vari ambiti di vita e di relazione voluto dall’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Firenze, Antonella Coniglio. Questi quattro convegni non mirano soltanto a chiarire quali preconcetti e pregiudizi  – e verso quali diversità – minano la nostra pacifica convivenza e limitano i nostri rapporti.  Essi vorrebbero anche individuare delle strategie precise, delle proposte di cambiamento dei modi di pensare e dei comportamenti concreti che possano efficacemente contrastare la tendenza – ancora troppo poco contrastata – a ritenere che “Tutti uguali (nel senso dell’uniformità omologante) è bello”. Il pensiero ispiratore di questi incontri, all’opposto, è che l’unica uguaglianza apprezzabile è quella dei diritti, mentre è bella l’infinita diversità delle caratteristiche personali.

Si inizia il 7 novembre con le numerose sfaccettature e le sottili sfumature che può assumere la diffidenza verso chi soffre o ha sofferto di un disagio o di una sofferenza mentale, per proseguire poi (il 21 novembre) verso quel fenomeno così esplosivo negli ultimi tempi del pregiudizio contro coloro che provengono da un’altra storia e un’altra cultura, cioè da un altro Paese, per finire (5 e 12 dicembre) con gli ambiti di vita nei quali stringiamo le nostre relazioni più importanti, quelle che costituiscono la trama stessa delle nostre vite individuali, cioè la scuola e il lavoro.