Presidente Mattarella a ‘The State of the Union’

Presidente Mattarella a ‘The State of the Union’

🔈Fiesole, Badia Fiesolana, Renaud Dehousse, presidente dell’Istituto Universitario Europeo, ha aperto l’ottava edizione di ‘State of the Union’, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Le siamo riconoscenti del fatto che in un momento delicato per l’Italia abbia accettato di onorarci con la sua presenza – ha detto Renaud Dehousse, sottolineando che l’evento è stato – creato dall’istituto con la speranza di contribuire a strutturare un dibattito sullo sviluppo del progetto europeo. Servono discussioni approfondite sulle sfide a cui l’Unione deve far fronte e sulle ambizioni che potrà avere in futuro – ha spiegato Dehousse – Fare di Firenze uno dei luoghi chiave sul futuro dell’Europa”.

“Se è stata la solidarietà a rendere possibile l’avvio della nostra unione, non è senza significato tornare a quel legame, quasi primordiale, per affrontare i problemi odierni – ha detto il presidente Sergio Mattarella – Lo è a maggior ragione in un contesto che vede crisi interne e internazionali, instabilità diffuse e venti di guerra, scuotere l’edificio europeo, rendendo esitante ogni ulteriore passo verso l’integrazione”.

“La operosa solidarietà degli esordi sembra essersi trasformata in una stagnante indifferenza, in una sfiducia diffusasi, pervasivamente, a tutti i livelli – ha continuato Mattarella – portando opinioni pubbliche, Governi, Istituzioni comuni, a diffidare, in misura crescente, l’uno dell’altro. Non possiamo ignorare questo stato di fatto, né sottacere quanto sia diffusa, fra i cittadini europei, la convinzione che il progetto comune abbia perso la sua capacità di poter realmente venire incontro alle aspettative crescenti di larghi strati della popolazione; e che non riesca più ad assicurare adeguatamente protezione, sicurezza, lavoro, crescita per i singoli e le comunità. Con una contraddizione singolare, che vede gonfiarsi, simultaneamente, le attese dei cittadini e lo scetticismo circa la capacità dell’Europa di corrispondervi”.

“Pensare di farcela da soli è pura illusione o, peggio, inganno consapevole delle opinioni pubbliche. Tutti sanno che nessuna delle grandi sfide, alle quali il nostro continente è oggi esposto, può essere affrontata da un qualunque Paese membro dell’Unione, preso singolarmente. Numerosi concittadini europei – ha aggiunto il presidente – hanno smesso di pensare che l’Europa possa risolvere, nell’immediato o in prospettiva, i loro problemi. Vedono sempre meno nelle istituzioni di Bruxelles un interlocutore vantaggioso, rifugiandosi in un orizzonte puramente domestico, nutrito di una illusione: pensare che i fenomeni globali che più colpiscono possano essere affrontati a livello nazionale”.

“Sulle frontiere, sulle tradizioni nazionali, prevalevano i valori unificanti che avevano portato, con solidarietà, i popoli a lottare insieme per affermare il loro rifiuto di essere meri sudditi o meccanismi ciechi di apparati bellici, confermandosi, invece, persone, con la loro dignità umana integra, che nessuno Stato avrebbe più potuto violare impunemente – ha sottolineato Mattarella – Questa la solidarietà vera costruita tra la gente. Una solidarietà che voleva lasciarsi definitivamente alle spalle la matematica dei torti e delle ragioni di due devastanti guerre mondiali”.

“Oggi siamo giunti a un punto cruciale nel percorso di integrazione, quello nel quale i diritti di cittadinanza espressi sin qui nelle sovranità individuali degli Stati, si trasfondono sempre più in quella collettiva dell’Unione, fondendosi in un unicum irreversibile. Abbiamo una moneta capace di costituire un punto di riferimento concreto sul piano internazionale, un ruolo che nessuna moneta nazionale potrebbe svolgere”.

“Più sicuri che nel dopoguerra, più liberi che nel dopoguerra, più benestanti che nel dopoguerra, rischiamo di apparire oggi privi di determinazione rispetto alle sfide che dobbiamo affrontare. E qualcuno, di fronte a un cammino che è divenuto gravoso, cede alla tentazione di cercare in formule ottocentesche la soluzione ai problemi degli anni 2000”.

Il presidente della Repubblica Mattarella ha poi visitato Villa Salviati a Firenze, sede dal 2012 degli Archivi storici dell’Unione europea, prima di lasciare la struttura intorno alle 11:00.

Il riassunto dei temi toccati dal Presidente Mattarella nel suo discorso, a cura di Claudio Gherardini:

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