Morte Orsetti, cordoglio del presidente Rossi: “Aveva scelto da che parte stare”

FIRENZE - "Ho appreso con dolore e sgomento la tragica notizia della morte di Lorenzo Orsetti. A nome mio e della Regione Toscana desidero esprimere le  più sentite condoglianze alla famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene".

Così il presidente della Regione Enrico Rossi si rivolge ai familiari di Lorenzo Orsetti, il giovane fiorentino ucciso in Siria mentre combatteva al fianco del Siryan democratic Force, l'alleanza delle milizie arabo e curde contro l'Isis.

"Lorenzo aveva fatto una scelta difficile e impegnativa - continua Rossi - quella di andare a combattere in Siria contro il sedicente Stato islamico. Aveva lasciato tutto per arruolarsi nell'YPG, le unità di protezione popolare del Kurdistan siriano. Esattamente un anno fa, intervistato dal Corriere Fiorentino, diceva: 'Mi sono avvicinato alla causa curda perché mi convincevano gli ideali che la ispirano, vogliono costruire una società più giusta e più equa'. Combatteva, sono sempre parole sue, per 'l'emancipazione della donna, la cooperazione sociale, l'ecologia sociale e la democrazia'. Lorenzo aveva scelto da che parte stare, a differenza del mondo occidentale che ha lasciato soli i curdi nella battaglia per l'affermazione di principi di libertà e democrazia in un'area martoriata da anni di guerra e schiavitù".

L’acqua, la lana, il turismo: tre cooperative di comunità per il rilancio di Castiglione d’Orcia e San Casciano dei Bagni

FIRENZE - Stanno fiorendo in questi mesi, una dietro l'altra: a Castiglione d'Orcia nel segno del turismo e della riscoperta delle antiche sorgenti del Vivo; a San Casciano dei Bagni con un progetto di economia circolare, che parte dalla lavorazione della lana e del legno ma che coinvolge anche altre attività.  Sono le cooperativa di comunità, che devono il loro nome al fatto che gran parte o quasi tutti gli abitanti dei borghi dove nascono ne sono soci.

Finora la più famosa in Toscana era quella del Teatro povero di Monticchiello, paese del senese colpito dalla crisi della mezzadria all'inizio degli anni Settanta e che allora ha scelto di aggregarsi intorno ad un'idea di teatro di piazza che costituisce oggi un'economia importante per i residenti, Adesso, su spinta anche del bando della Regione – che ha finanziato a dicembre venticinque progetti di altrettante realtà con 1 milione e 200 mila euro - molte altre cooperative sparse in Toscana stanno nascendo.  Si creano così occasioni di lavoro e si mettono insieme attività economiche che da sole non avrebbero più la forza per andare avanti. E spesso gli utili vengono investiti in servizi per i residenti, perché l'obiettivo ultimo è frenare lo spopolamento di queste aree oggi marginali. Come nel senese a Castiglione d'Orcia e a San Casciano dei Bagni appunto, dove l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli è stato ieri e  dove stanno nascendo tre diverse cooperative.

A Vivo d'Orcia l'acqua del fiume, che si chiama come il borgo, nel Medioevo muoveva le cartiere. Più tardi, fino al Sette ed Ottocento, è stata la condizione che ha permesso la nascita di numerosi opifici. Nel secolo scorso l'acqua è stata utilizzata per produrre energia elettrica, con una piccola centrale oggi dismessa. E dall'acqua gli abitanti di Vivo hanno deciso di ripartire. "Le condotte costruite attorno alle sorgenti che danno vita all'acquedotto del Fiora, che arriva fino a Siena, in Val di Chiana e a Grosseto sono un viaggio affascinante e unico" confessa l'assessore Bugli, che l'ha scoperte ieri. Capaci da sole di attirare turisti. Ma nei dintorni c'è anche un eremo e un parco, con all'interno un castagneto con cento tavoli e griglie dove poter fare pic-nic. Si studiano percorsi, da fare a piedi o in bicicletta. Si pensa al rilancio di antichi allevamenti di trota. Il parco già c'era, spiegano i soci della cooperativa formata dalle cinque famiglie che abitano nel borgo, ma va messo a sistema e poi promosso: un luogo, immaginano, per famiglie, per chi ama lo sport e per gli amanti della montagna . La spesa prevista è 71mila euro, 50 ce li metterà la Regione.

Poco più in là, nella vicina frazione di Campiglia d'Orcia, si vuol invece creare un albergo diffuso. E' il progetto della seconda cooperativa, coordinata da un gruppo di giovani attivi nel volontariato, ma si sposa benissimo con i sogni di Vivo. Si pensa anche all'organizzazione di servizi di catering, al noleggio di biciclette elettriche e alla creazione di orti, frutteti e allevamenti sociali, ad interventi domiciliari pure in favore delle persone anziane e da finanziare con gli utili della cooperativa. Turisti e servizi per i residenti insomma, di pari passo. Servono 120 mila euro: 70mila li raccoglierà la cooperativa, con 50mila contribuirà la Regione.

"Penso che siano progetti che possano avere successo – commenta e risponde ai giornalisti l'assessore durante la visita - Alcune persone di questi sodalizi ha già vissuto l'esperienza rodata della cooperativa del Teatro povero di Monticchiello e sanno dunque come si fa".

A San Casciano dei Bagni l'obiettivo è invece creare una cooperativa, prevalentemente femminile, che sogna un'economia circolare, dove non ci sono (o quasi) rifiuti e tutto si ricicla e rilavora. Lo fanno partendo dalla lana e dal legno. Ma su stanno anche riaprendo vetrine da tempo serrate, si sta lavorando ad un negozio e-commerce che ospiterà i prodotti della cooperativa e quelli pure di altri piccoli negozi che non avrebbero energie per farlo da soli e in questo modo possono veder ampliata la propria platea di consumatori. Si progetta un ufficio ‘condiviso', per offrire tutti quei servizi necessari (ma spesso lontani) in un piccolo borgo. Non mancano idee per iniziative sull'arte e la musica.  La spesa prevista è di 77 mila euro: ancora 50 mila il contributo della Regione. "Un bel progetto - commenta l'assessore, accolto ieri in paese – con parole come collaborazione, senso di comunità ed economia circolare che si ripetono spesso in questo genere di esperienze dove si mettono insieme le professionalità di interi paesi". "Progetti – aggiunge – che stanno contagiando anche altri territori. E infatti all'iniziativa di ieri a San Casciano dei Bagni c'erano anche sindaci di altri comuni, che già chiedono se ci sarà un secondo bando regionale".

I pescatori non dovranno più pagare per i rifiuti raccolti in mare. Bugli: “Ue fa proprio nostro progetto: Governo la segua”

FIRENZE - L'Europa fa propria l'idea toscana. "Siamo contenti che il nostro impegno sia servito da modello" commenta l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli. Da oggi infatti i pescatori che portano a terra i rifiuti finiti accidentalmente nelle loro reti non ne diventano più automaticamente produttori e non sono più costretti a scegliere se ributtarli in mare per non assumersene la responsabilità e i costi di smaltimento. Lo potranno fare senza rischi, contribuendo a ripulire i mari da plastiche e scarti di ogni genere. Sta scritto nella direttiva europea sugli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, che ha ricevuto oggi il via libera dal Parlamento europeo.

"La soluzione muove dal buon senso" si sofferma l'assessore. Forse era anche un po' l'uovo di Colombo, ma nessuno ci aveva posto attenzione fino ad un anno fa. L'ha  fatto la Regione Toscana che a marzo del 2018 ha lanciato il progetto sperimentale "Arcipelago Pulito", il cui valore aggiunto  e innovativo rispetto a esperienze per alcuni aspetti simili portate avanti in altri mari e in altre parti del mondo sta nell'aver creato una filiera completa, che va dalla raccolta del rifiuto alla sua analisi e trattamento e, quando possibile, recupero in un impianto idoneo. Il primo progetto in Italia e in Europa da questo punto di vista. Un esperimento, nel braccio di mare davanti a Livorno con il coinvolgimento di una locale cooperativa di pescatori, ma anche di Legambiente, la Guarda Costiera, l'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Unicoop Firenze, la società Labromare che gestisce la raccolta dei rifiuti nel porto livornese e Revet che li ricicla.

Dopo i primi quattro mesi la sperimentazione è stata prorogata per altri quattro. E nei primi sei, da aprile fino allo scorso settembre, sono stati raccolti oltre 18 quintali di rifiuti, per un volume di oltre 24 mila litri. E' la dimostrazione che la sfida di ripulire il mare da quanto altri vi hanno gettato o vi è arrivato attraverso i fiumi è possibile. Su diciotto quintali, quattordici sono plastiche non recuperabili e da avviare allo smaltimento, il 14 per cento (260 chili) plastiche riciclabili. Ci sono anche piccole percentuali di acciaio, alluminio o banda stagnata. In mare in fondo si può trovare di tutto: ad aprile, in una delle prime uscite, i pescatori di Livorno tra sanpietri e sugarelli, scampi, qualche sardina, rombi e un polpo tirarono su con le reti a strascico non solo bottiglie di plastica, fascette, sacchi e buste, ma anche il presunto sterzo di un motoscafo, una vecchia tanica e una torcia da sub. Oggetti a volte quasi nuovi, altri a pezzi, molti incrostati dal tempo e dalle conchiglie.

"Se moltiplichiamo questo dato, raggiunto con sole sei barche impegnate, per tutti i pescherecci presenti in Italia – si sofferma Bugli – ben possiamo comprendere il contributo che allargare questo progetto darebbe alla salvaguardia dell'ambiente e allo sviluppo di un'economia collaborativa". E difendere l'ambiente vuol dire anche contribuire a contrastare i cambiamenti climatici, al centro delle iniziative degli studenti oggi sul futuro del pianeta e uno sviluppo più sostenibile.

"Proprio in questi giorni – racconta ancora Bugli – siamo impegnati ad ampliare il progetto oltre i confini livornesi ". "Adesso, come avevamo richiesto da tempo,  - conclude –  ci aspettiamo che il Governo faccia velocemente la legge che aveva promesso e dia ancora maggiore impulso a questa pratica".

Il progetto toscano, esempio di economia collaborativa e circolare ma anche molto senso pratico, era stato presentato a fine giugno a Bruxelles al Parlamento europeo. L'iniziativa era stata organizzata assieme alla deputata Simona Bonafè, che ha poi presentato l'emendamento accolto nella direttiva che ha raccolto adesso il sì dell'assemblea dell'Unione. Adesso la parola passa agli Stati membri, che la dovranno recepire nei loro ordinamenti.
 

Cooperative di comunità, Bugli il 15 marzo visita tre progetti a Castiglione d’Orcia e San Casciano dei Bagni

FIRENZE - L'assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli sarà venerdì 15 marzo nei comuni di Castiglione d'Orcia e San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, per visitare tre cooperative di comunità pronte a nascere e i cui progetti, che provano ad offrire un'alternativa al progressivo spopolamento di certe aree marginali della Toscana, rientrano tra i venticinque che lo scorso dicembre la Regione ha deciso di finanziare mettendo complessivamente a disposizione un milione e 200 mila euro. La prima tappa, alle 11 la mattina, sarà Castiglione: poi, nel pomeriggio alle 15, a San Casciano dei Bagni.

Quelle di comunità sono cooperative speciali, di cui fanno parte tutti gli abitanti (o quasi) di un borgo. Finora la più famosa in Toscana era quella del Teatro Povero di Monticchiello, paese del senese colpito dalla crisi della mezzadria all'inizio degli anni Settanta e che allora ha scelto di aggregarsi intorno ad un'idea di teatro di piazza che costituisce oggi un'economia importante per i residenti, Adesso, su spinta anche del bando della Regione, molte altre cooperative sparse in Toscana stanno nascendo. C'è chi punta al turismo sostenibile o alla valorizzazione dell'ambiente o dei beni culturali del posto. C'è chi pensa all'agricoltura, alla pesca o alla promozione di altre eccellenze enogastronomiche. Si creano così occasioni di lavoro e si mettono insieme attività economiche che da sole non avrebbero più la forza per andare avanti. Un esempio di economia collaborativa. Tutte sono poi pronte ad investire gli utili in servizi ai residenti o per la manutenzione di sentieri, strade, arredi urbani ed altri beni comuni.

A Castiglione d'Orcia i progetti sono addirittura due. Da un lato c'è il recupero di edifici non più utilizzati con un'idea di albergo diffuso a vantaggio dello sviluppo turistico, ma anche la riapertura di uno spazio culturale per creare un luogo di incontro nel centro storico, la manutenzione delle aree a verde e servizi a casa per le persone anziane. Il progetto interessa la frazione di Campiglia d'Orcia e sarà portata avanti da una cooperativa da costituire coordinata da un gruppo di giovani impegnati nel volontariato.

Una seconda cooperativa, anch'essa pronta a nascere, punta al recupero, la tutela e la gestione del parco delle Sorgenti di Vivo d'Orcia, il ‘paese dell'acqua'. Si pensa di usare il vecchio immobile delle scuole del borgo,  attualmente inutilizzato, per realizzare in futuro un ostello. I soci fondatori e promotori sono un gruppo di cinque famiglie residenti.


A San Casciano dei Bagni si punta invece alla costituzione di una cooperativa, prevalentemente femminile, capace di proporre una modello di economia circolare basato sulla filiera della lana: dalla produzione alla vendita

Prato, Rossi: “Ha ragione il sindaco Biffoni, vietare la manifestazione”

FIRENZE - "La Costituzione e le leggi italiane sono molto chiare, la manifestazione organizzata a Prato per la celebrazione dei 100 anni del fascismo deve essere vietata. Non vedo altre possibilità a meno che non si voglia calpestare la nostra Carta fondamentale. Al sindaco Biffoni va tutto il mio sostegno". 

Così il presidente della Regione Enrico Rossi solidarizza con il sindaco di Prato Matteo Biffoni.  

"Al tempo stesso - aggiunge Rossi - invito tutte le forze democratiche e tutti i cittadini a sostenere la sacrosanta richiesta del primo cittadino di Prato. Non è tollerabile che nel 2019 ci sia ancora qualcuno che si richiami al fascismo. La Toscana è una regione che ha patito più di altre le atrocità commesse dal regime mussoliniano e dai nazisti suoi alleati: permettere che sia teatro di una manifestazione di questo tipo sarebbe un indegno sfregio alla nostra storia".

"Come la Germania - conclude - anche l'Italia dovrebbe fare una volta per tutte i conti con il suo passato. E in questa ottica sarebbe necessario vietare l'uso e la diffusione di tutti i simboli legati al fascismo e sciogliere quelle organizzazioni e quei gruppi che si richiamano a quella tragica ideologia".