Scomparsa Antonio Camici, il cordoglio dell’assessore Ceccarelli

FIRENZE - "Una grave perdita, umana e politica. Antonio Camici è stato interprete di un impegno sempre rivolto al servizio della comunità". Si è spento nella notte, a 90 anni, Antonio Camici, storico esponente della sinistra cavrigliese e valdarnese. L'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli ha voluto esprimere il proprio cordoglio ai familiari.

"Un uomo libero, generoso, aperto alle innovazioni" – ha detto Ceccarelli. "Nella sua lunga vita ha attraversato tutta la storia della repubblica, passando attraverso le diverse fasi della vita politica, rimanendo sempre un grande punto di riferimento e un esempio per tutti coloro che lo hanno incontrato. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, di imparare molte cose da lui e di condividere con lui tante esperienze e i momenti più significativi relativi all'evoluzione politica e amministrativa del Valdarno e della sua Cavriglia. Oggi mi unisco al dolore della famiglia e di tutti quelli che lo hanno conosciuto e apprezzato".

Europa in Toscana, ecco quanto valgono a Lucca i progetti finanziati con i fondi europei

LUCCA - Molti pensano che l'Europa sia inutile. In tanti si lamentano che è lontana. "Ma non è così – ripete il presidente della Toscana, Enrico Rossi – L'euroscetticismo cresce anche perché dell'Europa spesso c'è scarsa conoscenza". L'Europa è vicina invece, ribatte. E basta farsi un giro in Toscana per rendersene conto: da qui l'idea del viaggio, iniziato qualche mese fa e che a Lucca segna oggi la quinta tappa.

Certo l'Europa può essere migliorata. "Delle due gambe su cui è costruita, il mercato e la coesione sociale, vorrei più forte e con maggiori risorse quest'ultima – ha ripetuto più volte Rossi nel suo tour – Non mi piace l'Europa dove le aziende possono spostare le loro produzioni approfittando di salari più bassi e dumping sociale. Ma la soluzione non può essere quella di tornare indietro alla ricetta del piccolo e bello".

Soprattutto non si può raccontare l'Europa come se fosse solo veti e burocrazia. Senza la linfa vitale iniettata negli ultimi quindici anni dai vari programmi operativi che declinano in chiave regionale le politiche comunitarie di coesione, senza a volte anche le vituperate linee guida europee, la Toscana (e tutta l'Italia) sarebbe meno sviluppata, meno dinamica e meno coesa. A Lucca e provincia sono stati distribuiti oltre 184 milioni di euro di contributi nel settennato 2007-2013 e quasi altri 93 sono già stati concessi in quello successivo e tuttora in corso, con numeri destinati dunque a crescere. Questo limitandosi ai soli progetti già finanziati: 6.049 dal 2007 al 2013, 2.625 dopo il 2014. Gli investimenti che ne sono scaturiti sono infatti ancora più voluminosi.

Ecco qualche numero, per capire.

Fondi europei a Lucca

Nel dettaglio per il periodo dal 2007 al 2013 la Regione ha distribuito contributi dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale in tutta la provincia per oltre 119 milioni. Queste risorse hanno permesso investimenti per più di 210 milioni distribuiti su 720 progetti. In tutta la Toscana i contributi del Fesr, nello stesso periodo, sono stati pari a 1 miliardo e 298 milioni di euro, per 2 miliardi e 309 milioni di investimenti. Sempre dal 2007 al 2013 il Fondo sociale europeo, che non finanzia infrastrutture ma politiche per le persone, ha portato nel lucchese  contributi per 37 milioni e mezzo in 4.648 diversi interventi: ad oltre 659 milioni ammontano invece i finanziamenti in tutta la regione. Con il Feasr, fondo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, se ne aggiungono altri 870 (che in provincia di Lucca diventano più di 28, pari a 681 progetti e 59 milioni di investimenti finanziati).

La programmazione 2014-2020 è ancora in corso: rimangono due anni per concludere il settennato e cinque per spendere le risorse. Grazie al Fondo di sviluppo regionale, a Lucca e provincia sono stati finora sostenuti 284 progetti per  36 milioni e 478 mila euro di contributi.  Con quelle risorse (792 milioni la dotazione per tutta la Toscana, 445 milioni le risorse finora impegnate e 962 milioni gli investimenti innescati)  nel lucchese sono stati resi possibili investimenti per 84 milioni e 691 mila euro.  Con il Fondo Sociale europeo, sempre nel periodo 2014-2020, sono stati finanziati 1.996 interventi per 26 milioni e 286 mila euro. I contributi finora concessi in tutta la Regione sono pari a 321 milioni, su una dotazione complessiva di 732 milioni. Grazie al Feasr, infine, a Lucca sono stati concessi per il 2014-2020 contributi per 30 milioni di euro. Hanno interessato 345 progetti, permettendo alla fine 75 milioni di investimento. Per tutta la Toscana la dotazione complessiva Feasr è di 949 milioni (601 i contributi già concessi).

Su www.regione.toscana.it/tour-europa-toscana le schede dei progetti più importanti finanziati con i fondi europei.

Il bilancio dell'Europa

Alimentato da meno dell'1 per cento del Pil di ogni paese membro, il bilancio dell'Unione europea vale oggi circa mille miliardi di euro: agricoltura e politica di coesione (i cosiddetti fondi strutturali) sono le due poste principali e corrispondono a circa due terzi. I fondi europei che oggi arrivano in Toscana sono l'equivalente dello 0,2 per cento del Pil regionale. Con la quota regionale e statale diventano lo 0,5 per cento e grazie gli imprenditori, numerosi, che ne hanno colto l'opportunità diventano un volano importante di sviluppo, muovendo un punto e mezzo del Pil regionale.

Lo scorso maggio la Commissione europea ha presentato le proposte di regolamento per la programmazione 2021-2027:  un miliardo e 134 milioni a disposizione, con meno fondi per Pac e coesione e più risorse per sicurezza e contrasto all'immigrazione (raddoppiate) e per il digitale e la ricerca.

Toscana virtuosa

I fondi strutturali sono spesso criticati perché molte Regioni li spendono male o in ritardo. La Toscana nel periodo 2007-2013 ha speso il 118 per cento dei fondi ricevuti, ovvero anche parte delle risorse che altri non sono stati in grado di impiegare e quindi sono state ridistribuite. Nel 2014, visto che l'Europa era in ritardo sulla programmazione, la Toscana ha addirittura anticipato le risorse dal proprio bilancio, per assicurare continuità agli interventi. L'Italia versa all'Europa più risorse di quante le tornino indietro; è cioè un cosiddetto contribuente netto. Per via del Mezzogiorno è però anche il secondo paese beneficiario della politica di coesione, dopo la Polonia. Fino ad oggi ha impegnato il 36 per cento dei fondi della programmazione 2014-2020, che potranno essere spesi entro il 2023.

Dei 44 miliardi di euro di fondi Ue destinati all'Italia per il periodo 2014-2020, alla Toscana va tra Fesr e Fse circa un miliardo e mezzo. Va aggiunta la parte di cofinanziamento che sui singoli progetti mette lo Stato e la Regione. Altri 870 milioni di euro fanno capo al Feasr, il fondo per lo sviluppo rurale.

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Europa in Toscana a Lucca, tanti progetti: dai centri storici e quartieri rinati fino alla fabbrica intelligente

LUCCA – L'Europa in soccorso anche di città e periferie, per far rivivere quartieri ‘difficili', per renderne i centri storici o tratti urbani più belli ma anche più funzionali (e meno voraci a volte di energia), per far rinascere vie e piazze, per i cittadini e per i turisti. Accade anche a Lucca: 16,7 milioni di investimenti (di cui 10 milioni di contributi regionali) per il Piuss finanziato con i fondi Por Fesr 2007-2013, il programma europeo di sviluppo regionale, e che riguarda la città vecchia. Prendi ad esempio la ex Manifattura Tabacchi in via della Cittadella, ex convento di San Domenico, dove sono in corso importanti lavori di restauro che si dovrebbero concludere tra un anno, a febbraio 2020: l'obiettivo è farne una struttura d'alta formazione legata al trasferimento tecnologico alle imprese. Prendi la ex caserma Cavallerizza a Piazzale Verdi, oggi uno dei centri di accoglienza turistica della città e spazio culturale per mostre ed esibizioni, oppure Palazzo Ducale e il Teatro del Giglio, ristrutturato e reso più moderno, con una ‘graticcia' più alta per cambiare ore le scene ‘in prima' anche nel mezzo degli spettacoli. Prendi anche il più recente Piu "Quartieri social Sant'Anna", finanziato in questo caso con il Fesr 2014-2020 e che permetterà di rigenerare i quartieri periferici Sant'Anna e San Vito: 8,7 milioni di euro l'investimento, di cui 6,4 appunto di risorse giunte dall'Europa.

"Sembrava che i fondi europei – racconta il presidente della Toscana, Enrico Rossi – non potessero essere utilizzati per ristrutturare la città. Ma abbiamo spiegato che questo avrebbe creato le condizioni per la crescita e il lavoro. E in Europa, se uno avanza progetti seri, le soluzioni alla fine si trovano". In tutta la Toscana per i Piu, i progetti di innovazione urbana, sono stati investiti 40 milioni.

E poi c'è l'Europa che aiuta le imprese ad innovarsi e a creare sviluppo, a sostegno delle imprese più dinamiche. Un esempio arriva dalla Silma di Porcari: quasi 70 mila di contributi pubblici ricevuti (la metà fondi Fesr europei) per un progetto da 130 mila euro per la post lavorazione della stampa 3D. C'è l'Europa che sostiene gli investimenti privati per le fabbriche ‘intelligenti': come la Futura a Guamo, alle porte di Lucca ma già nel comune di Capannori ( oltre 4,5 milioni investiti in due progetti, 634 mila le risorse europee, un altro milione e 270 mila euro di contributi pubblici). C'è l'Europa che sostiene i progetti per la riduzione dei consumi di energia (come nel caso dell'Hotel San Marco (143 mila euro spesi e 57.200 di contributi pubblici, la metà fondi Fesr) e c'è l'Europa che riguarda i giovani e la formazione, che aiuta scuola e imprese ad avvicinarsi con progetti di alternanza scuola lavoro o portando le nuove tecnologie nei laboratori e sui banchi di scuola. C'è l'Europa che a volte finanzia opere per rendere più sicuri fiumi e torrenti (e chi vive vicino). C'è anche l'Europa che fa bene all'ambiente: alla Lucart di Porcari hanno speso 1 milione e 688 mila euro per mettere a punto un processo che intende trasformare i fanghi di cartiera, oggi solo una scarto, in nuovi prodotti per l'industria. Per il progetto hanno ricevuto 422 mila euro di contributi pubblici e 211 di contributi europei.

Su questa Europa disseminata in ogni angolo della Toscana molte volte non cade l'occhio, ignota secondo l'Eurobarometro al 60 per cento degli italiani che non conosce i fondi strutturali Ue, inutile per l'80 per cento di chi sa cosa siano. "Quest'Europa - sottolinea però il presidente della Toscana Enrico Rossi oggi a Lucca per la quinta tappa del suo tour "Europa in Toscana", nell'occasione accompagnato dalla commissaria europea Corina Cretu, - vale con la quota statale e regionale lo 0,5 per cento del Pil toscano e con le risorse che aggiungono privati e altre istituzioni muove un punto e mezzo di Pil regionale". Non sono pochi e senza i fondi europei tante opere e iniziative non si sarebbero potute davvero realizzare.

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Reddito cittadinanza, Grieco: “Di Maio ci ha convocati per martedì 12”

FIRENZE - "Il Ministro Di Maio ci ha convocato per il 12 febbraio", ha detto l'assessore regionale ad istruzione e lavoro Cristina Grieco, che ricopre anche il ruolo di coordinatrice della IX Commissione istruzione e lavoro della Conferenza delle Regioni, rispondendo alle domande sul reddito di cittadinanza che le sono state poste dai giornalisti al margine della presentazione delle azioni regionali a sostegno delle scuole paritarie dell'infanzia.

"Voglio sia chiaro - ha detto - che le Regioni sono per la leale collaborazione e che non vogliamo assolutamente ostacolare l'erogazione del reddito di cittadinanza o allungarne i tempi. Vogliamo che le famiglie ricevano il sussidio da subito, ma siamo fortemente critici e preoccupati per la parte che riguarda i Centri per l'Impiego e le Politiche Attive del Lavoro che il Ministro non ha minimamente corcordato con le Regioni. Un fatto grave perchè le Regioni avrebbero potuto dare contributi e miglioramenti importanti, visto che in molte realtà, tra cui la Toscana, ci sono già sperimentate misure similari di sostegno al reddito. Inoltre le Regioni hanno competenze esclusive sulle politiche attive per il lavoro ed i centri per l'impiego".

"Il principio di leale collaborazione istituzionale - prosegue l'assessore - avrebbe previsto il coinvolgimento delle Regioni su queste scelte, ma dato che non vogliamo metterci di traverso abbiamo proposto degli emendamenti tecnici, di buon senso, per far funzionare meglio la macchina".

"Il vero scoglio che resta da superare è il problema dei Navigator - conclude Grieco - 6000 operatori che dovrebbero essere contrattualizzati a livello centrale da "Anpal Servizi" con dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa con prospettiva di stabilizzazione senza concorso. Questa è una questione che pone dei grossi problemi, anche
organizzativi. Ad esempio queste persone dove dovrebbero operare, da chi dovrebbero dipendere, cosa dovrebbero fare? Vogliamo trovare una soluzione che rispetti le competenze di ciascuno senza scavalcare i limiti istituzionali, perchè se si procedesse a queste contrattualizzazioni senza tenere conto delle obiezioni formulate da
tutte le Regioni, saremmo costretti a ricorrere alla Corte Costituzionale, naturalmente contro questa parte del provvedimento, non contro il reddito".