Saharawi, Bugli incontra 12 piccoli ambasciatori

FIRENZE - Del cibo che hanno sperimentato in Toscana amano soprattutto la pizza ed i pop corn. Hanno esplorato Firenze e le zone limitrofe facendo base a Calenzano e Sesto Fiorentino e tra qualche giorno si sposteranno a Rosignano, dove trascorrereanno alcune settimane al mare prima di partire per il Lago Maggiore. Sono dodici i bambini Saharawi che insieme ai loro accompagnatori hanno visitato oggi Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana, ed hanno incontrato l'assessore alla Presidenza Vittorio Bugli e la Consigliera regionale Alessandra Nardini, che li hanno ricevuti in qualità di ambasciatori del popolo della Repubblica del Saharawi.

 

"Il nostro abbraccio a voi è un abbraccio al vostro popolo - ha detto l'assessore Bugli - In Toscana oltre 170 Comuni hanno stretto patti di amicizia con il popolo Saharawi e ogni anno vi ospitiamo volentieri per affermare quanto siamo vicini alla vostra lotta per l'autodeterminazione. Siete giovani e per voi questa è una bella esperienza di vita, ma ricordate che nella Toscana troverete sempre una terra pronta ad ascoltarvi ed essere al vostro fianco quando ne avrete bisogno".

La Regione Toscana da anni promuove la cultura della pace e della solidarietà tra i popoli attraverso l'accoglienza dei ragazzi Saharawi, in modo da tenere vivo il dibattito sui diritti del loro popolo, riconosciuto da 85 Paesi e dall'Onu, ma ancora costretto a vivere in campi profughi dove le condizioni di vita sono in costante aggravamento. 

Regionalismo differenziato, Bugli: “Più autonomia per fare meglio quello che sappiamo già fare bene”

FIRENZE - "Senza slogan, per fare ancora meglio le cose che abbiamo dimostrato di saper fare bene. Chiedere maggiore autonomia non è un modo surrettizio per diventare una Regione a statuto speciale, ma anzi un modo per rafforzare l'intera compagine dello Stato". L'assessore alle riforme istituzionali, Vittorio Bugli, ha sintetizzato così la proposta di regionalismo differenziato che la Toscana, in base all'articolo 116 della Costituzione, avanzerà al governo nazionale e che ha illustrato con una comunicazione al Consiglio regionale.

"E' un percorso importante quello che stiamo avviando – ha detto Bugli -, ma che non nasce oggi. Già dopo la riforma del 2001, la Toscana aveva intrapreso con il governo Amato la strada di una maggiore autonomia, nei settori delle politiche ambientali e dei beni culturali. Un processo che si bloccò per le scelte del governo successivo e che oggi, in una situazione profondamente mutata, riprendiamo".

"In questi ultimi anni – ha proseguito – sono stati chiesti grandi sacrifici alle Regioni: per contribuire al risanamento della finanza pubblica e al riordino di livelli e competenze istituzionali previsti, in particolare, dalla legge del Delrio, per le Province. La Toscana è stata in prima linea in questo lavoro, ma non sempre questo ruolo è stato riconosciuto a livello istituzionale. In questa fase politica – ha continuato – non pare ipotizzabile una nuova stagione di riforme istituzionali. Con quali strumenti, allora, è possibile rafforzare  l'assetto delle istituzioni centrali e locali? Una strada è rafforzare il ruolo della Conferenza Stato-regio e delle Conferenza unificata con gli Enti locali. Si può fare con una maggiore apertura, valorizzando l'uso della delega per costruire un sistema più flessibile senza modificare gli essetti istituzionali".

"E' in questo quadro – ha sottolineato Bugli – che nasce la proposta di regionalismo differenziato della Toscana. Non si regge sugli slogan tipo ‘le nostre tasse a casa nostra', fa i conti con la realtà dei conti pubblici e con la difficoltà a trovare risorse per sostenere le attività degli enti locali. Ma la Toscana ha le carte in regola. Ci facciamo carico della richiesta di avere più competenze dopo aver dimostrato di saper fare ciò che già la Costituzione e le leggi ci assegnano. Chiediamo più autonomia a partire da materie dove l'esperienza toscana si colloca a livelli di eccellenza per rilanciare il ruolo dell'Ente e per metterla a disposizione del Paese".

"Siamo per una lettura pienamente ‘costituzionale' dell'articolo 116 – ha concluso Bugli – per farne uno strumento di crescita dei diritti e di crescita economica, per essere più forti e competitivi, per un regionalismo di tutte le Regioni. E' di questo che già  dai prossimi giorni discuteremo con il governo".

Sono dieci le materie dove la Regione Toscana chiederà maggiori autonomia: salute, governo del territorio, ambiente, tutela del lavoro, istruzione e formazione, beni culturali, accoglienza dei richiedenti asili, autonomie locali, coordinamento della finanza pubblica, porti.

La proposta di regionalismo differenziato, Rossi: “Un lavoro condiviso, per un profilo nuovo della Toscana”

FIRENZE – "Questo è un lavoro che può dare un senso forte a questo ultimo scorcio di legislatura. E' una riforma, non uno stravolgimento del profilo istituzionale della Regione, ma un processo che certo tiene conto di cambiamenti già avvenuti". Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – a conclusione del dibattito sulle proposte di regionalismo differenziato aperto dalla comunicazione dell'assessore Vittorio Bugl i- ha inteso soprattutto rivolgere un invito a tutto il Consiglio regionale ad operare in "maniera condivisa".

"Oggi facciamo i conti – ha detto – con la situazione determinata dall'esito del referendum costituzionale, ma anche da un quadro legislativo che è mutato e che cambiato ruolo e competenze delle Regioni, dopo  la legge che ha di fatto svuotato le vecchie Province. E' un tema, quello degli assetti istituzionali, che sta tornado al centro del dibattito e uno dei compiti che abbiamo di fronte è quello di dare risposte anche alle preoccupazioni per l'unità dello Stato. C'è un'intera stagione politica in cui è stato commesso l'errore di pensare le Regioni come stati in piccolo, riproducendone gli errori. Il costo di questo errore è stato quello di venir meno al ruolo di classe dirigente di respiro nazionale".

"Come ha ricordato l'assessore Bugli, che ringrazio per il suo ottimo lavoro, la Toscana non da oggi si confronta con il tema di una maggiore autonomia. Già dopo la riforma costituzionale del 2001, l'unica che sia andata in porto, la giunta toscana si era mossa, in particolare  sul tema della valorizzazione dei beni culturali, avviando un processo poi interrotto. Oggi rilanciamo, come altre Regioni hanno fatto, questo processo, su un numero più ampio di materie. Partiamo dalla tradizione di buon governo che è sempre stata riconosciuta alla Toscana, dalla sua lealtà istituzionale, dalle nuove competenze, e dal modo positivo con cui sono state gestite, e dall'obiettivo di rafforzare il rapporto con i territori. Se lavoreremo bene – ha detto Rossi – potremo disegnare il profilo della nuova Regione. La mia proposta – ha concluso – è di fare lavorare una commissione espressione di tutto il Consiglio: la giunta  e i suoi tecnici assicureranno il loro pieno sostegno".

‘Mai in silenzio’, i Frigo vincono il concorso. Le canzoni dei finalisti faranno da base per ‘Toscana in spot’

FIRENZE - Più di 100 brani prodotti, oltre 300 musicisti coinvolti. Tre vincitori che avranno la possibilità di realizzare delle proprie produzioni musicali (registrazione di un album, produzione di un videoclip, servizio di promozione e ufficio stampa con budget da 3.000 a 1.000 euro a decrescere dal primo al terzo) oltre a quella di esibirsi in importanti festival musicali toscani (come il Beat Festival di Empoli nel mese di agosto o il Metarock a Pisa a settembre) e di aprire i concerti di vip come Irene Grandi o Tommaso Novi.

L'esito del concorso 'Mai in silenzio – La musica contro la violenza di genere' è stato presentato questa mattina in Regione dall'assessore regionale alla cultura Monica Barni insieme con il direttore generale di Controradio Marco Imponente, il presidente del Corecom Toscana Enzo Brogi, Francesco Guasti e Tommaso Novi in rappresentanza della giuria dei musicisti. Presenti i primi 5 classificati, i cui brani sono contenuti nel secondo cd 'Mai in silenzio', pensato per sensibilizzare i giovani per la violenza di genere.

"Mai in silenzio", progetto musicale realizzato dall'emittente radiofonica Controradio con il sostegno di Regione Toscana nell'ambito del progetto Giovanisì, e SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori e con la sponsorizzazione di Unipol, è teso a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della violenza sulle donne e per un corretto rapporto tra i generi. La giuria, composta fra gli altri da musicisti di fama quali Irene Grandi, Dario Brunori, Francesco Guasti, Tommaso Novi e Diana Winter, ha decretato come vincitori i Frigo (Firenze), primi classificati con il brano "Leoni da cortile", Giada Bernardini (Isola del Giglio) con "Come la pioggia", Fogg (Pisa) con "Tutti tranne me", Diari della fine (Lucca) con "Piccolo così" e Giò Mannucci (Livorno) con "la ballata dell'amore malato".

Per maggiori dettagli sui cinque finalisti del concorso e sui vincitori, clicca qui.

I cinque brani vincitori del concorso "Mai in silenzio" sono diversi per tipologia musicale e approccio all'argomento. Le canzoni vincitrici saranno trasmesse sulle radio toscane a partire da Controradio e saranno da oggi ascoltabili su tutte le piattaforme di distribuzione digitale (itunes, youtube, spotify) alla voce "Mai in Silenzio - il concorso", con l'auspicio che si replichi il successo (oltre 20.000 ascolti) delle canzoni della parte del progetto 'Mai in silenzio' che ha coinvolto le scuole toscane.

"Questo concorso - afferma Monica Barni, vicepresidente della Toscana ed assessore regionale alla cultura - mira a sollecitare una svolta culturale per prevenire le cause della violenza, così come molti altri progetti di educazione culturale che stiamo realizzando in Toscana. È molto importante lavorare con le nuove generazioni per combattere i comportamenti sessisti e le varie forme di discriminazione legate alle differenze di genere. Su questi temi è fondamentale non abbassare mai la guardia". "Trovo significativo - ha aggiunto Barni - che i vincitori di questo consorso siano in maggioranza maschi. Spesso le tematiche di genere vengono percepite come 'argomento da donne', mentre è importante che siano anche gli uomini a porsi il problema del corretto rapporto tra i generi".

"Nelle politiche culturali è fomdamentale la continuità - ha concluso l'assessore - per questo dopo l'esperienza positiva avuta con 'Mai in silenzio' nelle scuole toscane, abbiamo voluto ripetere il concorso rivolgendoci a tutti i musicisti toscani. E adesso il nostro messaggio continuerà a svilupparsi passando la staffetta al concorso per filmaker del Corecom, che sarà dedicato proprio al contrasto alla violenza di genere".

Della 'staffetta' tra 'Mai in silenzio' e 'Toscana in spot 2018', il concorso che sarà a breve bandito dal Corecom, ha parlato il presidente Enzo Brogi. "Il premio del Corecom di quest'anno sarà dedicato al contrasto alla violenza di genere - ha spiegato - in modo da portare avanti la sensibilizzazione su questo fondamentale e complesso tema sociale. Le cinque canzoni finaliste di 'Mai in silenzio' saranno utilizzate come base dai concorrenti al premio 'Toscana in spot'. In questo modo i 3 spot radiofonici ed i 3 spot televisivi da 30'' che verranno alla fine selezionati, premiati e diffusi sulle emettittenti toscane dal Corecom contribuiranno ad educare ad un corretto rapporto tra i sessi".

Il presidente Brogi ha spiegato che anche alcuni membri della giuria di 'Mai in silenzio' entreranno a far parte di quella di 'Toscana in spot', precisando che il bando per il concorso per filmaker sarà emesso a luglio e resterà aperto fino a settembre.
 

Incidente mortale sul lavoro, il cordoglio di Rossi: “Gli effetti di un’inaccettabile precarietà”

FIRENZE - "Alla famiglia dell'operaio morto oggi in un deposito di marmi a Marina di Carrara vanno le mie condoglianze e quella dell'intera Regione Toscana. Siamo di fronte agli effetti inaccettabili di una precarietà e di un mercato del lavoro che consentono l'eccessiva frammentazione di mansioni e carichi insostenibili di lavoro". Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dopo l'incidente che è costato la vita ad un giovane lavoratore di 37 anni.

"C'è una proliferazione di terzocontisti – prosegue Rossi - e vengono fatti svolgere compiti diversi da quelli che un lavoratore è chiamato a eseguire in base al contratto sottoscritto. L'assenza di formazione adeguata – dice ancora - si presenta così come una conseguenza naturale, di fronte alla quale non possiamo più chiudere gli occhi. La condizione di questo giovane operaio parla chiaro: era entrato a lavorare il 9 luglio con un contratto di sei giorni. Non solo. Dalle informazioni di cui siamo in possesso, emerge come quell'operaio era stato assunto con un contratto che non prevedeva mansioni in un contesto così pericoloso e nei mesi scorsi aveva svolto piccoli lavori. Qui c'è un enorme problema non solo di cultura della sicurezza – conclude il presidente -, ma di rispetto delle regole, di fronte al quale chiamo ancora una volta alla responsabilità tutti i soggetti coinvolti nel mondo dell'impresa, dell'industria e del lavoro".