Prof bullizzato a Lucca: Fedeli, “non ammettere studenti a scrutini”

Prof bullizzato a Lucca: Fedeli, “non ammettere studenti a scrutini”

Il ministro Fedeli ha spiegato al Tgcom24  “serve una linea rigorosa e l’attuazione delle sanzioni già previste: di fronte ai fatti di Lucca e Velletri gli studenti vanno sospesi, e deve esserci la sanzione fino alla non ammissione agli scrutini finali”.

“Le regole ci sono e vanno applicate, non si possono accettare comportamenti come questi; lo dico non solo per questi due casi”. Fedeli ha ricordato che “ci sono due temi su cui mi sono impegnata: la prevenzione e l’educazione al rispetto; ho mandato in tutte le scuole una campagna per il rispetto e ho operato perché si rilanci il patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia.
Questi ragazzi vivono nella società e vedono comportamenti che hanno in qualche modo legittimato, anche dai genitori. Un mese fa un genitore ha aggredito un docente perché questi faceva il suo lavoro”. Gli autori di questi gravi episodi dunque, “vanno sospesi e non fatti arrivare agli scrutini finali: quando si delegittima la funzione dei docenti, si delegittima la funzione educativa dell’adulto in famiglia, quindi dei genitori. Vanno seguiti, accompagnati e rieducati ma le sanzioni vanno prese in considerazione”.
continua parlando di chi ha girato il video “Vanno sospesi e sanzionati anche i ragazzi che hanno girato il video e che hanno guardato quanto avveniva in classe, senza intervenire in difesa del docente”. Conclude la ministra Fedeli  ” il tema non è usare il linguaggio del pugno di ferro ma minacce offese sono inaccettabili: serve una linea rigorosa e l’attuazione delle sanzioni già previste”.

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Minacce e offese a prof Lucca in video, 3 indagati

Minacce e offese a prof Lucca in video, 3 indagati

Immagini del professore erano diventate virali in rete. Il docente, 64 anni, era stato umiliato dai bulli della classe. I tre sono tutti minorenni

Tre studenti tutti minorenni dell’Itc ‘Carrara’ di Lucca sono iscritti nel registro degli
indagati dopo un atto di bullismo e di prepotenza nei confronti del loro professore di italiano e storia, un docente di 64 anni, ripreso mentre veniva minacciato e insultato in classe da uno di loro. Il video e’ diventato virale nella Rete. Nell’individuare i tre indagati, polizia postale e Digos hanno proceduto d’ufficio e oggi il preside della scuola ha anche presentato formalmente una denuncia.
Nel frattempo il protagonista della vicenda si è scusato con il professore. La notizia del prof minacciato e offeso era stata pubblicata da alcuni quotidiani. Come prima sanzione per i responsabili, al di là delle indagini, sarà il consiglio di classe a decidere quale sarà la punizione scolastica più adeguata rispetto al comportamento dei ragazzi nei confronti del docente e, in generale, della scuola. In sede giudiziaria le minacce e gli insulti potrebbero comportare per i tre indagati conseguenze legali ancora più importanti.

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Inchiesta su maltrattamenti in asilo, incidente probatorio per 2 bimbi

Inchiesta su maltrattamenti in asilo, incidente probatorio per 2 bimbi

Incidente probatorio per raccogliere la testimonianza di due bambini di un asilo di Arezzo in relazione a un’inchiesta per presunti maltrattamenti che vede indagate una suora di 70 anni e una maestra quarantenne.

Lo ha disposto il gip secondo quanto reso noto dall’associazione La Via dei colori, di cui è direttore l’avvocato Giulio Canobbio, difensore di due famiglie la cui denuncia ha portato all’apertura dell’inchiesta. Nelle loro denunce, i genitori avrebbero parlato, riporta una nota, di bimbi “ripetutamente insultati, messi in punizione in uno stanzino buio e costretti a mangiare con la forza”.

I fatti risalirebbero al 2016. Sei i bambini che sarebbero stati coinvolti. Il gip ha poi incaricato una psicologa per verificare la capacità di testimoniare dei piccoli. Due famiglie hanno deciso di non sottoporsi all’indagine peritale, per due piccoli la perizia ha riscontrato le condizioni per l’incidente probatorio.

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Scuola: tempi più rapidi per bonus libri in Toscana

Scuola: tempi più rapidi per bonus libri in Toscana

I contributi finanziari alle famiglie toscane in difficolta’ per l’acquisto di libri didattici e per l’utilizzo del trasporto scolastico arriveranno prima. Gia’ all’inizio dell’anno scolastico. È questa la novita’ annunciata dalla Regione Toscana, grazie a una delibera approvata nel corso dell’ultima seduta della Giunta.

Il contributo ammonta a 280 euro, mentre la soglia Isee viene innalzata da 15 mila a 15.748 euro. Con i nuovi parametri quasi 30 mila famiglie, di studenti iscritti alle scuole secondarie di primo o di secondo grado, avranno diritto al sussidio garantito da risorse statali e regionali. La cifra impegnata, complessivamente, e’ di 8 milioni.
“È un atto di giustizia sociale”, afferma il presidente della Regione, Enrico Rossi. “Fino ad ora le famiglie maggiormente in difficolta’ si trovavano nella necessita’ di chiedere favori ai librai o di acquistare i libri per i figli quando potevanorammenta-. Con questi contributi e con le nuove tempistiche, invece, viene garantito un piu’ equo e veloce accesso allo
studio”.
Insieme alla delibera la Giunta ha adottato lo schema del bando che dovranno pubblicare i Comuni per distribuire i fondi.
“Abbiamo accelerato le modalita’ di accesso ai contributi, che quindi verranno erogati contestualmente all’avvio dell’anno scolastico- aggiunge l’assessora all’Istruzione, Cristina
Grieco-, perche’ una misura, per essere concreta, deve essere contestuale al bisogno”. Le famiglie potranno avanzare le loro domande entro la fine di questo anno scolastico, fra la fine di aprile e maggio.

Intervista all’ass. Grieco

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Fossile di squalo del Pliocene ritrovato nella campagna senese

Fossile di squalo del Pliocene ritrovato nella campagna senese

Castelnuovo Berardenga, nelle colline senesi, un’equipe di geologi e paleontologi ha rinvenuto un fossile dello squalo Lamna nasus, meglio noto come smeriglio o vitello di mare, il primo mai trovato sul territorio italiano e nell’intera regione mediterranea.

La scoperta del fossile di squalo preistorico, dei ricercatori del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa e del Gruppo AVIS Mineralogia Paleontologia Scandicci (GAMPS), è stata pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Neues Jahrbuch für Geologie und Paläontologie e fornisce nuove indizi sull’evoluzione climatica del Mediterraneo.

“Lo smeriglio, un predatore veloce e vorace strettamente imparentato con il più famoso squalo bianco, è oggi molto raro nelle acque del Mar Mediterraneo, e come fossile è principalmente noto da pochi reperti rinvenuti in Belgio e nei Paesi Bassi”, spiega Alberto Collareta dell’Ateneo pisano.

Secondo gli autori dello studio, il fossile di Lamna ritrovato nel senese e risalente al tardo Pliocene (da circa 5,3 a circa 2,6 milioni di anni fa) potrebbe testimoniare una delle prime fasi di raffreddamento del Mediterraneo, che solo poche centinaia di migliaia di anni prima era popolato da molte specie tropicali simili a quelle che oggi abitano le acque Indo-Pacifiche.

Il rafforzamento della glaciazione artica avvenuto circa 3 milioni di anni fa avrebbe infatti mutato sensibilmente le acque toscane inducendo sia la scomparsa di specie tropicali sia l’arrivo di altre tipiche di ambienti temperati e freddi, come lo smeriglio, attraverso lo stretto di Gibilterra.

“Durante il Pliocene, buona parte del territorio toscano era sommerso da un mare popolato da una grande varietà di organismi – dicono Simone Casati e Andrea Di Cencio del GAMPS – le centinaia di denti fossili di squali “esotici” rinvenuti negli anni a Castelnuovo Berardenga indicano che l’attuale campagna senese era un ambiente di mare profondo, il cui fondale era caratterizzato da acque fredde, come quelle degli strati più profondi dei moderni oceani”.

Da allora, i profondi mutamenti geologici e climatici intercorsi hanno rimodellato il territorio, rendendolo una “miniera a cielo aperto” ricca di indizi che, se debitamente interpretati, possono svelare le origini dell’ambiente attuale.

“Il riscaldamento globale a cui assistiamo oggi e, più in generale, una pressione antropica solo in parte sostenibile stanno contribuendo a invertire nuovamente la rotta – conclude Alberto Collareta – Pesci tropicali provenienti dall’Oceano Indiano sono sempre più frequentemente pescati nel Mar Mediterraneo, mentre molte popolazioni caratteristiche di questo bacino sono in forte sofferenza. Sono tante dunque le prospettive di ricerca ancora aperte, con le colline toscani che si riconfermano un eccezionale scrigno naturalistico per chi cerca di redigere la storia biologica del bacino Mediterraneo”.

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