Firenze, scuola: Istituto Innocenti, cala potenzialità ricettiva nidi

Firenze, scuola: Istituto Innocenti, cala potenzialità ricettiva nidi

Presidente Giuffrida, battuta d’arresto prima volta dopo 10 anni.

“Per la prima volta da dieci anni si ha una flessione nella potenzialità ricettiva dei nidi” in Italia. Lo ha rivelato la presidente dell’Istituto degli Innocenti Maria Grazia Giuffrida, oggi, nel corso della conferenza stampa di presentazione di una convenzione tra l’istituto fiorentino e Asilo Savoia per sostenere e monitorare quei progetti di rinnovamento nel settore delle politiche educative e sociali rivolte all’infanzia e alla famiglia che la Regione Lazio ha raccolto nel cosiddetto “Pacchetto Famiglia”.
Dalle ultime indagini che si sono occupate dei servizi educativi alla prima infanzia a livello nazionale, è stato spiegato, vengono evidenziati infatti alcuni elementi di criticità: secondo l’Istat il 16 per cento della ricettività dei nidi non è utilizzata e come emerge dalla quinta indagine condotta dall’Istituto degli Innocenti su nidi e crisi il motivo dei posti lasciati liberi è legato alle crescenti casistiche di rinunce, dimissioni e morosità che raccontano delle difficoltà delle famiglie a pagare le rette.
“Anche i dati dell’ultimo monitoraggio nazionale, in corso di pubblicazione, sono coerenti – ha spiegato Giuffrida –  I monitoraggi annuali indicano che dal 2008 al 2015 il numero di posti nei nidi è aumentato del 50 per cento: nel 2008 si avevano a livello nazionale 210 mila posti, nel 2015 il numero era salito a 315 mila, un incremento costante e progressivo, risultato delle politiche di incentivi inaugurate con il Piano nidi 2007-2009, che ha quest’anno la prima battuta di arresto. Dai monitoraggi risulta che il 53 per cento dei nidi è a gestione pubblica, il 47 per cento è gestito da privati, un terzo dei quali però ha un servizio convenzionato o accreditato con le amministrazioni pubbliche”.

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Studenti in corteo contro ‘falsa’ alternanza scuola-lavoro

Studenti in corteo contro ‘falsa’ alternanza scuola-lavoro

A Firenze e in tutta Italia nelle piazze: “stanchi di vedere i nostri percorsi di studi degradati a manodopera a basso costo, il Governo deve stanziare maggiori risorse in Istruzione e Ricerca”

Primo sciopero dell’alternanza scuola-lavoro oggi con studenti in corteo in decine di città. In piazza anche gli universitari contro i tirocini – sfruttamento. “Chiediamo al Ministero dell’istruzione che fine abbia fatto lo statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza scuola- lavoro e il codice etico per le aziende? Siamo stanchi di aspettare” Dichiara Francesca Picci, Coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti.

Anche gli universitari denunciano i tirocini – sfruttamento: “Siamo stanchi di vedere i nostri percorsi di studi degradati a manodopera a basso costo per enti, privati e imprese: Con la campagna Formazione precaria – dichiara Andrea Torti, Coordinatore nazionale di Link Coordinamento universitario – abbiamo lanciato un’inchiesta, con lo scopo di portare alla luce lo sfruttamento che gli studenti e le studentesse vivono nei loro percorsi accademici”.

“Il Governo deve stanziare maggiori risorse in Istruzione e Ricerca. Le risorse regalate alle aziende con gli sgravi fiscali vanno invece investite per un’istruzione gratuita e di qualità” conclude Martina Carpani, coordinatrice nazionale di Rete della Conoscenza.

A Firenze la manifestazione si è conclusa verso le 11 in Piazza Santa Maria Novella. Circa 200 ragazzi hanno sfilato nel centro storico della città, dopo essere partiti da piazza San Marco.

Tanti gli striscioni, tra cui quello degli Studenti medi ‘Cambiare la scuola per cambiare il paese’. Molti anche i cartelli polemici contro il tempo da impiegare in azienda, come ‘Cercasi ragazzo per alternanza scuola-lavoro da sfruttare’.

Una piccola delegazione di studenti s’è unita, intorno a mezzogiorno, al flash mob organizzato dalla Cgil in piazza Santa Maria Novella per chiedere che sia approvato lo ius soli.

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Corso di scrittura creativa a Sollicciano

Corso di scrittura creativa a Sollicciano

🔈Firenze, aperte fino al 10 ottobre le iscrizioni al progetto ‘Scrittura d’evasione’ di Arci Firenze, per l’animazione sociale e culturale attraverso la scrittura creativa che si rivolge alla popolazione carceraria e agli esterni.

Martedì 8 novembre 2016 si riapriranno le porte della scuola carceraria per il laboratorio di scrittura creativa “Scrittura d’evasione”, promosso e organizzato da Arci, con la preziosa collaborazione dei docenti e degli educatori della struttura e coordinato dalla scrittrice fiorentina Monica Sarsini.

Dopo il successo della scorsa edizione che ha visto la partecipazione di circa una ventina di allievi, il laboratorio torna anche per l’edizione 2016/2017 nella sezione maschile del carcere di Sollicciano.

I corsi si svolgeranno ogni martedì, da martedì 8 novembre a martedì 23 maggio, dalle 16 alle 18, per un totale di 26 incontri di cui almeno 12 con un taglio laboratoriale tenuti da scrittori, docenti universitari, giornalisti, fumettisti, che permetteranno ai partecipanti di cimentarsi in vari generi letterari, dalla letteratura di viaggio alla poesia, passando per il reportage.

Come già lo scorso anno si potrà scegliere se frequentare tutto il corso oppure solo una parte, a seconda di interessi e disponibilità.

Per iscriversi è necessario inviare la scheda di partecipazione (scaricabile qui) e inviarla debitamente compilata, insieme a una copia del proprio documento d’identità all’indirizzo sociale@arcifirenze.it entro il 10 ottobre, così da garantire il rispetto dei tempi necessari al rilascio dei lasciapassare.

Claudio Gherardini ha intervistato Valentina Giovannetti, responsabile di Arci Firenze per le politiche sociali:

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Concorsi truccati: rettore Firenze in Regione, migliaia onesti

Concorsi truccati: rettore Firenze in Regione, migliaia onesti

Rettore Dei, sentito commissione: “Al processo ateneo sarà parte civile”.

“Ci sono migliaia di professori e di ricercatori che lavorano con onestà e hanno come faro merito, valutazione e trasparenza. Il malcostume, quello che emerge dall’inchiesta sui concorsi truccati, va colpito in maniera chirurgica, nella consapevolezza tuttavia che esso rappresenta una patologia e non un’epidemia e che il corpo nel suo insieme è sano. Abbiamo presentato istanza al giudice per le indagini preliminari presso la procura della Repubblica di Firenze, anticipando l’intenzione di esercitare azione civile nel procedimento penale quando e se questo sarà incardinato”. Lo ha detto il rettore dell’ateneo di Firenze Luigi Dei in merito all’inchiesta sui concorsi truccati, nel corso di un’audizione oggi in commissione sviluppo economico e cultura del Consiglio regionale, presieduta da Gianni Anselmi (Pd). L’audizione, spiega una nota, era stata sollecitata da M5s e Lega nord.
Sul fronte della prevenzione di atteggiamenti distorti e illegali in ateneo, Dei ha ribadito “l’impegno ad intensificare le attività di vigilanza della trasparenza e prevenzione della corruzione utilizzando al meglio gli strumenti di cui l’Università si è già dotata, a partire dal responsabile prevenzione corruzione e trasparenza, profilo previsto dalla normativa nazionale e ricoperto da una nostra dirigente”. Sulle regole e i modelli relativi ai procedimenti concorsuali, “su cui nel tempo sono state fatte modifiche e revisioni – ha detto
ancora il rettore -, esiste un tema più profondo di cultura etica su cui ciascuno, anche attraverso delle segnalazioni, può responsabilmente fare qualcosa”.

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Cobas: annunciato sciopero generale della scuola

Cobas: annunciato sciopero generale della scuola

I Cobas e Unicobas annunciano per il 10 novembre uno sciopero generale “contro la politica scolastica del governo e lo strapotere dei presidi, fonte di continui soprusi nei confronti di docenti ed ATA”.

Ad annunciare lo sciopero sono Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas, e Stefano d’Errico, segretario nazionale Unicobas. “Nei prossimi giorni – annunciano – comunicheremo le modalità, i tempi e i luoghi delle manifestazioni che si terranno in tutta Italia il 10 novembre”.

“Durante lo scorso anno scolastico, pur lottando con forza e continuità, non siamo riusciti – spiegano i due sindacalisti, a nome di Cobas e Unicobas – ad impedire che gli otto decreti attuativi della legge 107, varati dal governo Gentiloni per chiudere nella gabbia della ‘cattiva scuola’ docenti, ATA e studenti, venissero approvati dal Parlamento e aggravassero ulteriormente i disastri della legge. A partire dai superpoteri dei presidi – che disgregano il tessuto unitario e collaborativo nelle scuole con soprusi continui nei confronti dei docenti ed ATA che non si piegano alle sciagurate logiche aziendalistiche – al dilagare di una grottesca ‘Alternanza scuola-lavoro’, forma sfacciata di apprendistato gratuito e inutile; dalla centralità data agli assurdi quiz Invalsi al famigerato ‘bonus’ per gli insegnanti più ‘collaborativi’; dalla chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi (in estate naufragata ma già riproposta pervicacemente) alla minaccia della riduzione di un anno di scolarità: tutti gli effetti nefasti della politica scolastica governativa sono oramai squadernati in forma eclatante.

Continuano i due sindacalisti: “Il tutto condito da un aumento esponenziale della conflittualità tra docenti, con una sorta di ‘aristocrazia docente’ che, senza alcun merito, riceve significative integrazioni salariali attraverso ‘bonus’, FIS e altri corrompenti dispositivi, e la maggioranza dei docenti (ed ATA) che nell’ultimo decennio ha perso circa il 20% del salario e deve tirare avanti con stipendi intorno alla metà della media europea”.

“Per contrastare e invertire tale immiserimento materiale e culturale abbiamo convocato per il 10 novembre lo sciopero generale della scuola. Vogliamo aumenti salariali per recuperare almeno quanto perso da docenti ed ATA nell’ultimo decennio con adeguati investimenti nella Legge di Stabilità ed eliminando il “bonus premiale” usandone i soldi per gli aumenti; diciamo No all’inserimento nel contratto dei distruttivi contenuti della legge 107; vogliamo l’eliminazione della “chiamata diretta”, una drastica limitazione dei poteri dei presidi, che ponga fine alla gestione padronale, autoritaria e illegale delle scuole e del personale.

I punti base di Cobas: “Diciamo NO all’obbligo esorbitante di 400/200 ore di Alternanza scuola-lavoro, le scuole tornino a decidere se fare l’Alternanza e per quante ore; NO al taglio di un anno del percorso scolastico, né nel Liceo, né nella Media, né nella Primaria; NO all’Invalsi come strumento di valutazione delle scuole, dei docenti e degli studenti. Per quel che riguarda poi la marea di precari/e non ancora stabilizzati/e, SI’ all’immediata assunzione dei vincitori dell’ultimo concorso, degli abilitati e dei precari con tre anni di servizio su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto; e per gli ATA, SI’ al potenziamento degli organici, le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e il ripristino supplenze temporanee anche per i docenti”.

Infine, per stabilire nelle scuole “una accettabile democrazia sindacale”, Cobas e Unicobas chiedono il diritto di assemblea per tutti, e una scheda nazionale alle prossime elezioni RSU per misurare chi davvero rappresenta i lavoratori e le lavoratrici.

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