Voucher formativi per disoccupati e inoccupati. Scadenza a settembre

Voucher formativi per disoccupati e inoccupati. Scadenza a settembre

Entro il 10 settembre chi è in cerca di lavoro può richiedere uno o più voucher per la propria formazione e qualificazione, il che aumenterà le possibilità di trovare un impiego.

“Abbiamo ampliato la platea dei possibili beneficiari e percorsi finanziabili: in pratica sono esclusi solo i corsi per il pronto soccorso – sottolinea l’assessore al lavoro della Toscana, Cristina Grieco -. Ma l’aspetto più importante è che disoccupati e inoccupati non dovranno anticipare in alcun modo il costo del corso, neppure un euro”. Per la scadenza di settembre è previsto infatti che possano cedere il credito, ovvero il diritto all’assegno a cui avranno accesso dopo la rendicontazione, direttamente all’organismo che il corso l’organizza. In questo modo il vou cher sarà riscosso dall’agenzia.

L’importo varia a seconda del tipo di corso: fino a tremila euro per un percorso destinato all’ottenimento di una qualifica, 450 euro per la certificazione delle proprie competenze, 250 euro per altri corsi dovuti per legge per determinati impieghi.

L’elenco dei corsi per cui può essere utilizzato il voucher è consultabile online che raccoglie nel catalogo dell’offerta formativa pubblica sia i corsi a pagamento che quelli gratuiti (per i quali quindi non è necessario il voucher).

Le scadenze del bando sono trimestrali (dopo settembre la successiva finestra sarà il 10 novembre. Complessivamente da marzo sono state messi a disposizione dalla Regione 3 milioni e 900 mila euro, di cui un milione riservati ai voucher formativi individuali per le aree di crisi.

“La formazione – conclude l’assessore Grieco – è uno snodo essenziale e la Regione ha messo in campo tutti gli strumenti utili per garantire la ricollocazione dei disoccupati e il collegamento fra le competenze presenti nei territori e le professionalità richieste dalle imprese che si andranno ad insediare o che aumenteranno o riconvertiranno la propria produzione, in cerca per questo di nuovo personale. E l’opportunità di seguire un corso gratuito utile per aumentare le proprie conoscenze e competenze è qualcosa da non lasciarsi sfuggire”.

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Firenze, lavori estivi delle scuole, interventi per 8 milioni di euro.

Firenze, lavori estivi delle scuole, interventi per  8 milioni di euro.

Oltre 8 milioni e 360 mila euro di interventi estivi nelle scuole fiorentine: a tanto ammontano i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che questa estate interessano numerosi istituti scolastici di vari gradi, in cinque dei quali ieri  mattina ha fatto un sopralluogo la vicesindaca Cristiana Giachi con i tecnici del Comune, che hanno progettato e seguito l’esecuzione delle opere, per verificare con mano l’avanzamento dei lavori.

Il giro nei cantieri è iniziato nel Quartiere 5 all’asilo nido Pinocchio per poi proseguire alla scuola per l’infanzia ed elementare Matteotti. Tra i presenti anche la presidente della Commissione territorio Alessandra Innocenti. Le tappe successive si sono svolte nel quartiere 4 dove la vicesindaca ha visitato i cantieri delle scuole secondaria di primo grado Ghiberti, del comprensivo Niccolini e della primaria della Montagnola.
I lavori in corso nelle scuole dei cinque quartieri sono di diverse tipologie: si va, solo per fare alcuni esempi, dagli adeguamenti alla normativa per la prevenzione degli incendi all’installazione di barriere anti rumore (scuole Rodari e Diaz), passando dal rifacimento della copertura a terrazza della scuola Vamba fino al rifacimento di coperture e facciate, alla sostituzione di infissi e pavimenti e alla ristrutturazione dei servizi igienici.
Da inizio mandato ad oggi sono stati investiti 32 milioni e 733 mila di euro nell’edilizia scolastica (comprensivi dei 12 milioni per la ricostruzione della Dino Compagni, già finanziata con un mutuo acceso dal Comune) a cui si aggiungono oltre 8 milioni (8.365.585 euro) per la bonifica dall’amianto, la demolizione e la costruzione del biennio dell’Isis Da Vinci. Importante anche l’operazione di rimozione dell’amianto: dal 2014 ad oggi sono stati rimossi 181.751 chilogrammi di amianto dalle scuole della città, di cui 35 tonnellate solo questa estate.
“L’intervento di rimozione dell’amianto dall’asilo nido Pinocchio è uno degli ultimi per arrivare ad essere, alla fine del mandato, la prima città italiana ‘amianto free’ nelle scuole – ha detto la vicesindaca Giachi. Questa estate ha visto concretizzarsi su questo fronte tre grossi interventi, che sono questo, la demolizione del biennio dell’Isis da Vinci e la rimozione dell’amianto da via Assisi dalla ex scuola Barsanti, attualmente uno spazio dedicato ad ospitare associazioni sportive e non con attività pomeridiane e mattutine. Abbiamo dato, quindi, un colpo decisivo alla rimozione di questo materiale che è fastidioso comunque da manutere, ma assolutamente in sicurezza nelle nostre scuole. È bene rimuoverlo ogni volta che si può e noi siamo arrivati quasi in fondo a questo lungo percorso”. “Questa estate sono molti gli interventi che realizzeremo nelle nostre scuole – ha spiegato la vicesindaca -, per la manutenzione e per migliorare la funzionalità degli istituti. Le vacanze estive, con la pausa dalle lezioni, sono un momento prezioso per eseguire i lavori necessari anche se è un momento difficile sia per le condizioni climatiche che per le condizioni amministrative dei finanziamenti che non sempre seguono le necessità degli interventi. Però, con una buona organizzazione e programmazione siamo riusciti in questi anni a fare interventi importanti in estate per far fronte ai bisogni di manutenzione ordinaria e straordinaria”.
All’asilo nido Pinocchio, prima tappa delle cinque in programma questa mattina, sono in dirittura d’arrivo i lavori di sostituzione del tetto: l’intervento è consistito nella bonifica e nella successiva rimozione della vecchia copertura in cemento amianto e nella realizzazione della nuova con pannellature metalliche coibentate. I lavori, dell’importo complessivo di 49.577 euro, dovrebbero terminare la settimana prossima.
La scuola Matteotti, seconda scuola visitata, come altre scuole del quartiere 5, è interessata da interventi di manutenzione straordinaria degli infissi (l’importo del progetto che interessa varie scuole, tra cui l’Isis da Vinci è di 200 mila euro) e di rifacimento dei pavimenti (lo stesso intervento interessa la scuola Mameli per un valore complessivo pari a 167mila euro). I lavori di manutenzione straordinaria degli infissi interessano il triennio dell’Istituto Da Vinci e la scuola Matteotti, dove vengono sostituiti 35 infissi risalenti alla costruzione (ai primi del secolo scorso) e ormai non più adeguati.
All’Isis Da Vinci, invece, sono stati sostituiti 31 infissi tra il piano terreno con gli uffici e la presidenza e il piano primo con la biblioteca, aperta al pubblico anche in orario extrascolastico, parte dell’aula magna e il locale riunioni. I nuovi infissi sono in pino lamellare e hanno una camera d’aria con gas argon per migliorare le prestazioni termiche. A proposito, invece, dell’intervento sui pavimenti, i lavori consistono nella realizzazione di uno nuovo in gres porcellanato antiscivolo sulla gran parte dei corridoi per un totale di circa 800 mq.
Al comprensivo Niccolini è in corso, invece, un intervento di consolidamento del tetto, che consiste nella sostituzione delle parti strutturali lignee degradate nel rispetto delle normative di risparmio energetico. Inoltre, l’intervento prevede la realizzazione di un impalcatura di sottotetto leggero in pannello sandwich sorretto da un reticolato di profili metallici in sostituzione dell’impalcatura esistente. Nel sottotetto è prevista anche la realizzazione di un impianto di illuminazione. Le opere hanno un valore complessivo di 640 mila euro. Nel complesso sull’immobile, sul quale è stato eseguito un importante intervento di valorizzazione artistica e architettonica, è stato investito oltre 1 milione di euro nel biennio 2016-2017, di cui 400 mila euro per gli infissi lo scorso anno.
Alla scuola secondaria di primo grado Ghiberti sono in corso i lavori di riqualificazione dell’ex palestrina per adibirli a laboratori creativi, secondo le richieste della dirigenza scolastica. Gli interventi in fase di realizzazione hanno un costo totale pari a 48.678 euro. Nello specifico, tra i vari lavori ci sono l’installazione di nuovi infissi, la realizzazione di un nuovo pavimento in gres ceramico in tutti i locali e di una contro parete in cartongesso per regolarizzare le murature dei locali e il rifacimento dell’impianto elettrico dell’ex palestrina.
Ultima tappa del sopralluogo è stata la scuola primaria la Montagnola, dove i lavori sono terminati il 7 agosto in anticipo rispetto al crono programma. La scuola è stata interessata da due cantieri con tipologie diverse di lavori svolti in contemporanea. Nel cantiere che ha interessato il quadrante B dell’edificio sono stati eseguiti lavori di consolidamento delle coperture delle aule e dei servizi igienici (per un costo totale di 300 mila euro). Tra i vari interventi è stato eliminato anche il controsoffitto esistente pesante e pericoloso, poiché realizzato in latero-cemento intonacato, ed è stato consolidato il solaio di copertura. Inoltre, è stata realizzata una controsoffittatura in pannelli di fibra. E per l’illuminazione artificiale delle aule si sono utilizzate lampade a led al fine di migliorare il risparmio energetico. A completamento dell’intervento sono stati infine sostituiti gli infissi interni in legno e i cassonetti avvolgibili. I lavori svolti nel secondo cantiere sono consistiti nella revisione delle fosse biologiche e degli impianti di scarico nei locali di pertinenza del refettorio al piano seminterrato (costo totale opera 115 mila euro). (fp)

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Giovanisì, master e dottorati all’estero: via ai nuovi bandi da settembre

Giovanisì, master e dottorati all’estero: via ai nuovi bandi da settembre

Perfezionare all’estero il proprio corso di studi come opportunità di crescita culturale e apertura al mondo, ma anche come strumento per accedere ad un mercato del lavoro di qualità. E’ questa la finalità dei voucher per l’alta formazione all’estero che la Regione ha deciso di finanziare anche per l’anno accademico 2017-2018.

L’azione diventa operativa dal 29 settembre con il via alle domande. Finanziata sul Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo 2014-2020 nell’ambito del progetto regionale Giovanisì, è destinata a giovani laureati under 35 che abbiano ottenuto la preammissione ad un master o ad un dottorato di ricerca presso università straniere. I due avvisi per l’alta formazione all’estero (Decreto n. 11147 del 21/7/2017) hanno come finalità la copertura parziale o totale delle spese di iscrizione e di soggiorno per l’accesso a master o a dottorati di ricerca, attraverso la concessione di assegni da un minimo di 12 mila (per il master annuale) ad un massimo di 17 mila euro (per i master biennali) e 20 mila euro per i dottorati.

I giovani laureati destinatari dei voucher dovranno essere residenti in Toscana, avere meno di 35 anni e non aver fruito di voucher regionali con i precedenti bandi.

I costi rimborsati saranno quelli dell’iscrizione, le spese accessorie di soggiorno come viaggio e alloggio.
La valutazione delle domande avverrà in base ai criteri Fse (voto laurea, tempi di conseguimento, Isee), qualità e coerenza del progetto formativo e dell’ente erogante, coerenza del percorso prescelto con gli studi pregressi.

“Anche quest’anno abbiamo finanziato i voucher per l’alta formazione all’estero – spiega la vicepresidente e assessore all’università e ricerca Monica Barni – perché siamo convinti che puntare sull’apertura internazionale, lo scambio e il confronto di competenze è un fattore indispensabile di arricchimento del nostro capitale umano. Mai come in questa fase è importante mantenere la barra ferma in questa direzione, perché il futuro dei giovani e lo sviluppo del nostro paese non possono fare a meno di una dimensione europea e sovranazionale della formazione, in particolare della formazione qualificata e della ricerca. Anche dallo scambio di esperienze e conoscenze e dall’intreccio fra culture diverse possono venire stimoli per aumentare la qualita’ del lavoro e la competitivita’ del sistema economico”.

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Firenze ‘regina’ nella domenica gratuita del Mibact

Firenze ‘regina’ nella domenica gratuita del Mibact

Ancora un successo per la #domenicalmuseo, la promozione introdotta nel luglio del 2014 dal Mibact ( ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese.

In questa edizione di agosto, sin dalle prime ore del mattino – informa il Mibact
-, è stata registrata una grande affluenza di visitatori nei musei e nei parchi archeologici statali e nei tanti musei civici che aderiscono alla promozione. Grande successo anche per la
campagna social dei #museitaliani che, per il mese di agosto, invitano i visitatori a fotografare gli #attimidigioia nelle collezioni statali.
Ecco i dati definitivi dei visitatori nei principali luoghi della cultura italiani. Tra tutte le città Frienze si segnala ‘piazzando’ ben 4 ‘musei’ tra i primi 10, 6 nei primi 20, e risultando di gran lunga la città ‘preferita’ dai turisti museali

– 30.165 Parco archeologico del Colosseo,
– 15.292 Pompei,
– 9.024 Giardino di Boboli,
– 8.886 Reggia di Caserta,
– 8.250 Galleria degli Uffizi,
– 7.267 Galleria dell’Accademia di Firenze,
– 6.895 Palazzo Pitti,
– 6.356 Castel Sant’Angelo,
– 4.811 Rocca Scaligera di Sirmione,
– 4.114 Villa D’Este,
– 4.069 museo archeologico nazionale di Napoli,
– 3.761 Pinacoteca di Brera,
– 3.287 Museo nazionale romano,
– 3.175 Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria,
– 3.140 Musei reali di Torino,
– 2.898 Parco archeologico di Ercolano,
– 2.740 Parco archeologico di Paestum,
– 2.390 Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di
Roma,
– 2.350 Cappelle Medicee,
– 2.255 Museo del Bargello,
– 2.235 Gallerie dell’Accademia di Venezia,
– 1.813 Castello di Miramare di Trieste,
– 1.768 Villa Adriana,
– 1.749 Galleria Borghese,
– 1.521 Palazzo Ducale di Mantova,
– 1.505 Museo di Capodimonte (e 6.740 nel Real Bosco),
– 1.493 Gallerie nazionali di arte antica di Roma,
– 1.197 Galleria nazionale delle Marche,
– 1.056 Parco archeologico di Ostia antica,
– 980 Museo delle civiltà di Roma,
– 970 Museo archeologico nazionale di Taranto,
– 953 Museo di Palazzo Reale di Genova,
– 860 Museo nazionale etrusco di Villa Giulia,
– 850 Museo archeologico nazionale di Venezia,
– 714 galleria nazionale dell’Umbria,
– 682 Terme di Caracalla,
– 466 Complesso Monumentale della Pilotta di Parma,
– 344 Appia.(ANSA).

CAS/CAS
06-AGO-17 20:25 NNNN

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UrCA, Agricoltura urbana, serra tecnologica per coltivazione senza terra

UrCA, Agricoltura urbana, serra tecnologica per coltivazione senza terra

🔈Firenze, presentato oggi in largo Annigoni, il progetto UrCA, (Urban Contemporary Agricolture), si tratta di una serra temporanea che produce ortaggi senza terra e con poca acqua.

La serra UrCA, è stata progettata con tecnologia idroponica dal Dipartimento di Architettura e dal Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari dell’Università di Firenze, grazie al finanziamento della Regione Toscana e la collaborazione del Comune di Firenze.

L’acqua (e i sali disciolti all’interno) al posto del terriccio. È il concetto alla base della coltivazione idroponica applicato del prototipo sviluppato dal centro Abita della facoltà di architettura dell’Università della città, in partnership con l’azienda agricola Cammelli.

L’obiettivo è la riqualificazione di aree inutilizzate, con un sistema innovativo, temporaneo, reversibile ed autosufficiente ed il prototipo è stato realizzato materialmente dall’Idromeccanica Lucchini.

La coltivazione idroponica è stata riscoperta nel 1930 dall’Università di Berkley in California, anche se applicata di fatto solo di recente; ma il concetto è assai più antico ed è quello che già usavano gli antichi babilonesi nei loro giardini pensili o i popoli che vivono in montagna attorno al lago Titicaca in Perù e nel Mianmar, dove i giardini vengono coltivati sulla superficie dell’acqua, sopra paglia imbevuta o strati di giacinto

Nell’idroponia, come in questi laghi di montagna, le piante vivono sopra l’acqua con le loro radici appese nel flusso di una soluzione nutriente.

Il segreto è sostituire sali minerali e ossigeno che via via vengono assorbiti e consumati e bilanciarli nella proporzione, in modo da massimizzare produzione, velocità di crescita e qualità.

Serve alla fine anche meno acqua rispetto alle coltivazioni in terra, visto che quella utilizzata può essere ‘ricaricata’ e rimessa in circolo.

Un’opportunità in più per giardini urbani e per gli orti sociali cittadini.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il professor Marco Sala docente di Tecnologia dell’Architettura UniFi:

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