Tar dà ragione a Firenze su variante urbanistica

Tar dà ragione a Firenze su variante urbanistica

La variante al regolamento comunale urbanistico di Firenze è una norma che tutela il patrimonio storico-architettonico della città: lo ha, in buona sostanza, confermato il Tar Toscana respingendo la richiesta di sospensiva avanzata da un ricorso di Italia Nostra e dando ragione al Comune di Firenze. Lo riferisce un comunicato di Palazzo Vecchio.

“Le norme impugnate – si legge anche nell’ordinanza del Tar – da un lato continuano a limitare in modo sostanziale le trasformazioni degli immobili di interesse storico architettonico e documentale siti nel centro storico della città, dall’altro costituiscono un necessario adeguamento alle novità normative ed ai consolidati orientamenti giurisprudenziali in materia di interventi sul patrimonio edilizio esistente”.

Soddisfatto l’assessore all’urbanistica del Comune Giovanni Bettarini: “Il Tar della Toscana – ha detto – ha confermato il valore di tutela delle norme che abbiamo introdotto con la variante: non c’è alcun rischio per il patrimonio storico-architettonico della città. Abbiamo approvato uno strumento che mantiene intatta, anzi aumenta, la tutela del patrimonio edilizio di pregio di Firenze, rendendo più certe e chiare le norme per cittadini e operatori”.

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Alberi, Italia Nostra: “A Firenze regnano le motoseghe”.

Alberi, Italia Nostra: “A Firenze regnano le motoseghe”.

Dopo le 500 firme raccolte contro l’abbattimento dei 36 pini in Piazza della Vittoria e consegnate da Italia Nostra al sindaco Dario Nardella a fine gennaio, oggi ne saranno consegnate altre.

“In questi giorni succedono cose gravissime a Firenze,” afferma Mariarita Signorini, Presidente Nazionale di Italia Nostra. “In tutta la città regnano le motoseghe e l’eco della loro azione dagli storici Viali dei Colli di Giuseppe Poggi arriva fino a Palazzo Vecchio, al Duomo, a Piazza della Liberta, a Piazza della Vittoria e all’Isolotto”.

“Mentre gli abbattimenti indiscriminati di alberature sane continuano, ci chiediamo se la gestione del patrimonio verde di Firenze sia improntato alla necessaria trasparenza!” – prosegue Mariarita Signorini – “I cittadini vorrebbero essere coinvolti nelle scelte perché considerano gli alberi un elemento essenziale del decoro urbano, che offre riparo alla calura estiva e, non ultimo, smaltisce la CO2. Per tali ragioni, li vogliono conservare, se sani, fino alla fine del loro ciclo vitale”.

“Qui è in gioco anche il preoccupante cambiamento del clima in atto. Il Sindaco di Firenze ha firmato nel 2010 il ‘Patto 2020 dei Sindaci per il Clima e l’Energia’, con l’impegno di ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40 % entro il 2030. Impegno incompatibile con il continuo abbattimento di alberi sani e pienamente efficaci nella loro lotta contro la CO2, mentre in tutto il mondo si accresce la cura del verde per migliorare la salute del pianeta”, dichiara Leonardo Rombai, presidente di IN Firenze.

Dopo le 500 firme raccolte contro l’abbattimento dei 36 pini in Piazza della Vittoria e consegnate da Italia Nostra al sindaco Dario Nardella a fine gennaio, oggi ne saranno consegnate altre.

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No TAV: 8 dicembre, manifestazione a Firenze in giornata contro grandi opere

No TAV: 8 dicembre, manifestazione a Firenze in giornata contro grandi opere

Sabato 8 dicembre Giornata internazionale contro le grandi opere inutili e nocive in difesa del pianeta. Il ritrovo della manifestazione è alle ore 10.30 al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino

Di seguito il comunicato stampa No TAV Firenze: “Sabato 8 dicembre 2018 si terrà la nona giornata internazionale contro le grandi opere inutili. La data ricorda la manifestazione che nel 2005 segnò la riappropriazione da parte dei cittadini del cantiere TAV che era stato approntato a Venaus.
Quest’anno la data coincide anche con l’assemblea dell’ONU sul clima, la COP 24 che si sta svolgendo in Polonia.

Assemblee svolte in tutta Italia (Nova Siri, Venezia, Firenze, Roma, Venaus) hanno deciso che quest’anno si tenessero iniziative diffuse sui tanti  territori del fu belpaese dove progetti e cantieri mettono a rischio il futuro di sistemi ambientali fondamentali per la vita delle comunità umane e ecologiche.
Mentre a Torino si sta organizzando una manifestazione importante (al momento dalla nostra città sono previsti tre autobus) a Firenze abbiamo pensato di concentrare simbolicamente l’attenzione sulla Piana che continua ad essere oggetto di interventi infrastrutturali e urbanistici devastanti, culminati con il progetto del nuovo aeroporto intercontinentale. Venerdì 07 proprio sul Masterplan del nuovo aeroporto vi sarà a Roma la Conferenza di Servizi che speriamo sancisca l’abbandono di questa ennesima follia.
Ma nella Piana e nelle città sono più che mai vive le opposizioni a tutti i cantieri inutili: Tunnel TAV, inceneritori, autostrade, tranvie sbagliate, ospedali fantasma, svendita del patrimonio e del territorio, privatizzazioni dei servizi, consumo di suolo etc.

Il ritrovo della Manifestazione del 8 dicembre è alle ore 10.30 al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, poi ci sarà una passeggiata  attorno al lago di Peretola, uno specchio d’acqua che ancora, nonostante il degrado della zona, ha interessanti aspetti ambientali e accoglie fauna locale e migratoria. Il Progetto di Toscana Aeroporti ne prevede la cancellazione con altre aree umide fondamentali per le relazioni ecosistemiche ancora oggi vitali.
La breve camminata finirà al Presidio della Piana realizzato da varie realtà sociali in un luogo altamente simbolico, cioè sul tracciato della pista del nuovo aeroporto e vicino al progettato inceneritore di Case Passerini.
Qui, dopo un momento conviviale, si terrà una assemblea dei partecipanti e dei promotori della giornata.

Quest’anno la giornata ha particolare rilevanza per diversi motivi: si svolge in concomitanza con la COP 24, l’assemblea dell’ONU che dovrebbe affrontare, si spera con effetti concreti e reali, il problema,  assolutamente centrale per la BIOSFERA, del cambiamento climatico, dell’aumento della temperatura del pianeta i cui esiti, come è noto, saranno catastrofici già nei prossimi decenni. L’uso sconsiderato delle risorse fossili sta provocando quello che è definito “effetto serra”, cioè un riscaldamento anomalo della Terra.
L’uso eccessivo di energia fossile non rinnovabile – fino ad oggi  reperibile e gestibile a costi relativamente contenuti- è il principale responsabile di questo fenomeno; è soprattutto funzionale ad una economia che non ha come obiettivo il funzionamento delle società umane, ma la produzione di profitti per i grandi gruppi economici che controllano il sistema mondo.
Le grandi e meno grandi  opere inutili e nocive sono un capitolo importante di questo dramma; le infrastrutture sono energivore sia in fase di realizzazione, sia perché favoriscono una economia predatoria, ineguale e irrazionale. Per questo lottare contro l’imposizione di progetti sbagliati e contro lo sfruttamento del pianeta sono le facce di una stessa medaglia.
In questo periodo in Italia stiamo anche assistendo ad una violenta offensiva del soggetto economico/politico che dalle grandi opere trae i maggiori profitti: la grande impresa finanziarizzata. In questi giorni i big della Confindustria hanno chiamato a raccolta tutti i soggetti politici possibili per schiacciare ogni resistenza sui territori: associazioni di categoria, addirittura sindacati sono stati arruolati nella guerra al pianeta e alla biosfera che lo abita. Profitto, crescita, ricchezza sono le parole d’ordine di questo schieramento estremamente ambiguo; non si capisce infatti come possano coincidere gli interessi dei lavoratori schiacciati da mega opere che producono alto sfruttamento e pochi posti di lavoro in proporzione alle risorse impiegate, alle piccole e medie imprese strangolate da una catena iniqua di subappalti, mentre il vertice contrattuale gode di totali garanzie economiche da parte degli enti pubblici che finanziano.
Anche i cittadini sono vittime spesso inconsapevoli di questo meccanismo diabolico nato per garantire profitti alti e sicuri a imprese che ormai non sono più capaci di alcuna innovazione.
La giornata dell’8  dicembre è molto importante: vede da una parte coloro che hanno a cuore le sorti del pianeta, dei suoi abitanti e indicano la necessità di nuove modalità di uso di materia, energia, informazione anche attraverso l’ avvio di sperimentazioni territoriali nel campo delle infrastrutture, della gestione dei rifiuti riferendoli appunto alle comunità locali e a specifici ambiti territoriali, dall’altra chi invece vede in ogni cosa solo occasioni predatorie di profitti parassitari.
Chi vuol salvare l’esistente sa che si deve andare verso un sistema economico che sia al servizio delle società che ne usufruiscono, chi vuole che ci sia ancora un futuro deve per forza opporsi a chi vuol piegare tutto l’esistente alle necessità di una impossibile accumulazione infinita”.

Presidio Noinc-Noaero
Mondeggi Bene Comune – Fattoria senza padroni
Italia Nostra
Italia Nostra Onlus Firenze
Rete dei Comitati per la difesa del territorio
Comitato No Tunnel Tav Firenze
Genuino Clandestino
Collettivo di Agraria
Collettivo di Scienze
Collettivo di Scienze Politiche
AlterPiana
Comitato No Aeroporto – Campi Bisenzio
PerUnaltracittà Firenze
CUB Firenze
CUB Toscana
COBAS Firenze
Associazione “Vivere in Val di Sieve”
Associazione Val di Sieve
Associazione “firenze, le piazze degli anni ’70”
Comitato “San Salvi chi può”
Fronte di Lotta No Austerity di Firenze
Potere al Popolo – Firenze
PRC Firenze
SET Firenze – South Europe Facing Touristication
Coordinamento 20 Gennaio
ICS – Per Sesto Bene Comune
Associazione Firenze Città Aperta
Comitato Ex Manifattura Tabacchi

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No TAV: 8 dicembre, manifestazione a Firenze in giornata contro grandi opere

No TAV: 8 dicembre, manifestazione a Firenze in giornata contro grandi opere

Sabato 8 dicembre Giornata internazionale contro le grandi opere inutili e nocive in difesa del pianeta. Il ritrovo della manifestazione è alle ore 10.30 al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino

Di seguito il comunicato stampa No TAV Firenze: “Sabato 8 dicembre 2018 si terrà la nona giornata internazionale contro le grandi opere inutili. La data ricorda la manifestazione che nel 2005 segnò la riappropriazione da parte dei cittadini del cantiere TAV che era stato approntato a Venaus.
Quest’anno la data coincide anche con l’assemblea dell’ONU sul clima, la COP 24 che si sta svolgendo in Polonia.

Assemblee svolte in tutta Italia (Nova Siri, Venezia, Firenze, Roma, Venaus) hanno deciso che quest’anno si tenessero iniziative diffuse sui tanti  territori del fu belpaese dove progetti e cantieri mettono a rischio il futuro di sistemi ambientali fondamentali per la vita delle comunità umane e ecologiche.
Mentre a Torino si sta organizzando una manifestazione importante (al momento dalla nostra città sono previsti tre autobus) a Firenze abbiamo pensato di concentrare simbolicamente l’attenzione sulla Piana che continua ad essere oggetto di interventi infrastrutturali e urbanistici devastanti, culminati con il progetto del nuovo aeroporto intercontinentale. Venerdì 07 proprio sul Masterplan del nuovo aeroporto vi sarà a Roma la Conferenza di Servizi che speriamo sancisca l’abbandono di questa ennesima follia.
Ma nella Piana e nelle città sono più che mai vive le opposizioni a tutti i cantieri inutili: Tunnel TAV, inceneritori, autostrade, tranvie sbagliate, ospedali fantasma, svendita del patrimonio e del territorio, privatizzazioni dei servizi, consumo di suolo etc.

Il ritrovo della Manifestazione del 8 dicembre è alle ore 10.30 al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, poi ci sarà una passeggiata  attorno al lago di Peretola, uno specchio d’acqua che ancora, nonostante il degrado della zona, ha interessanti aspetti ambientali e accoglie fauna locale e migratoria. Il Progetto di Toscana Aeroporti ne prevede la cancellazione con altre aree umide fondamentali per le relazioni ecosistemiche ancora oggi vitali.
La breve camminata finirà al Presidio della Piana realizzato da varie realtà sociali in un luogo altamente simbolico, cioè sul tracciato della pista del nuovo aeroporto e vicino al progettato inceneritore di Case Passerini.
Qui, dopo un momento conviviale, si terrà una assemblea dei partecipanti e dei promotori della giornata.

Quest’anno la giornata ha particolare rilevanza per diversi motivi: si svolge in concomitanza con la COP 24, l’assemblea dell’ONU che dovrebbe affrontare, si spera con effetti concreti e reali, il problema,  assolutamente centrale per la BIOSFERA, del cambiamento climatico, dell’aumento della temperatura del pianeta i cui esiti, come è noto, saranno catastrofici già nei prossimi decenni. L’uso sconsiderato delle risorse fossili sta provocando quello che è definito “effetto serra”, cioè un riscaldamento anomalo della Terra.
L’uso eccessivo di energia fossile non rinnovabile – fino ad oggi  reperibile e gestibile a costi relativamente contenuti- è il principale responsabile di questo fenomeno; è soprattutto funzionale ad una economia che non ha come obiettivo il funzionamento delle società umane, ma la produzione di profitti per i grandi gruppi economici che controllano il sistema mondo.
Le grandi e meno grandi  opere inutili e nocive sono un capitolo importante di questo dramma; le infrastrutture sono energivore sia in fase di realizzazione, sia perché favoriscono una economia predatoria, ineguale e irrazionale. Per questo lottare contro l’imposizione di progetti sbagliati e contro lo sfruttamento del pianeta sono le facce di una stessa medaglia.
In questo periodo in Italia stiamo anche assistendo ad una violenta offensiva del soggetto economico/politico che dalle grandi opere trae i maggiori profitti: la grande impresa finanziarizzata. In questi giorni i big della Confindustria hanno chiamato a raccolta tutti i soggetti politici possibili per schiacciare ogni resistenza sui territori: associazioni di categoria, addirittura sindacati sono stati arruolati nella guerra al pianeta e alla biosfera che lo abita. Profitto, crescita, ricchezza sono le parole d’ordine di questo schieramento estremamente ambiguo; non si capisce infatti come possano coincidere gli interessi dei lavoratori schiacciati da mega opere che producono alto sfruttamento e pochi posti di lavoro in proporzione alle risorse impiegate, alle piccole e medie imprese strangolate da una catena iniqua di subappalti, mentre il vertice contrattuale gode di totali garanzie economiche da parte degli enti pubblici che finanziano.
Anche i cittadini sono vittime spesso inconsapevoli di questo meccanismo diabolico nato per garantire profitti alti e sicuri a imprese che ormai non sono più capaci di alcuna innovazione.
La giornata dell’8  dicembre è molto importante: vede da una parte coloro che hanno a cuore le sorti del pianeta, dei suoi abitanti e indicano la necessità di nuove modalità di uso di materia, energia, informazione anche attraverso l’ avvio di sperimentazioni territoriali nel campo delle infrastrutture, della gestione dei rifiuti riferendoli appunto alle comunità locali e a specifici ambiti territoriali, dall’altra chi invece vede in ogni cosa solo occasioni predatorie di profitti parassitari.
Chi vuol salvare l’esistente sa che si deve andare verso un sistema economico che sia al servizio delle società che ne usufruiscono, chi vuole che ci sia ancora un futuro deve per forza opporsi a chi vuol piegare tutto l’esistente alle necessità di una impossibile accumulazione infinita”.

Presidio Noinc-Noaero
Mondeggi Bene Comune – Fattoria senza padroni
Italia Nostra
Italia Nostra Onlus Firenze
Rete dei Comitati per la difesa del territorio
Comitato No Tunnel Tav Firenze
Genuino Clandestino
Collettivo di Agraria
Collettivo di Scienze
Collettivo di Scienze Politiche
AlterPiana
Comitato No Aeroporto – Campi Bisenzio
PerUnaltracittà Firenze
CUB Firenze
CUB Toscana
COBAS Firenze
Associazione “Vivere in Val di Sieve”
Associazione Val di Sieve
Associazione “firenze, le piazze degli anni ’70”
Comitato “San Salvi chi può”
Fronte di Lotta No Austerity di Firenze
Potere al Popolo – Firenze
PRC Firenze
SET Firenze – South Europe Facing Touristication
Coordinamento 20 Gennaio
ICS – Per Sesto Bene Comune
Associazione Firenze Città Aperta
Comitato Ex Manifattura Tabacchi

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