Italia Nostra: “bene stop variante urbanistica decisa da consiglio di Stato”

Italia Nostra: “bene stop variante urbanistica decisa da  consiglio di Stato”

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare proposto proprio da Italia Nostra sulla variante al regolamento urbanistico del Comune di Firenze. La modifica consentiva, nel centro storico, la ristrutturazione edilizia di immobili (sia pur con limitazioni) e il mutamento di destinazione d’uso, al posto del restauro conservativo.

“Siamo soddisfatti di questo primo parziale riconoscimento delle nostre istanze e restiamo in fiduciosa attesa degli esiti del giudizio”. Questo è quanto afferma Mariarita Signorini, presidente nazionale dell’associazione Italia Nostra. La modifica del regolamento urbanistico del centro storico di Firenze, come spiega Signorini, “veniva decantata come strumento innovativo di ‘rigenerazione urbana’ ma in realtà è un grimaldello per trasformare il centro storico da città dei cittadini in location e dormitorio a servizio di un turismo internazionale di massa”. Al termine della dichiarazione, la presidente di Italia Nostra insiste nella critica alla variante del regolamento voluta dal Comune, che, sempre per Signorini, servirebbe soltanto ad incentivare il turismo e “l’ intollerabile mercificazione, sempre più indifferente alla storia, alla cultura e alla vita della città”.

Soddisfatti anche il Comitato dei cittadini ‘Aria fiorentina’ e i candidati al Consiglio comunale per Potere al Popolo Francesca Conti (capolista) e Ilaria Agostini: “La variante – hanno detto – è un vero e proprio regalo agli ‘investitori’, agli immobiliaristi, ai parassiti della rendita. Ed è stata perciò a lungo avversata dall’opposizione, dai movimenti e dalle associazioni, tra le quali Italia Nostra, che ha presentato il ricorso. Di questo siamo soddisfatte”.

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Toscana: esposto delle associazioni ambientaliste contro gestione vegetazione dei fiumi

Toscana: esposto delle associazioni ambientaliste contro gestione vegetazione dei fiumi

Le associazioni ambientaliste Lipu, Wwf, Italia Nostra, Grig e Isde hanno presentato un esposto alle procure toscane, ai ministeri competenti ed ai carabinieri forestali in merito alla gestione non sostenibile dei corsi d’acqua in Toscana.

Nell’esposto le associazioni ambientaliste diffidano la Regione Toscana dall’autorizzare gli enti delegati come i Consorzi di bonifica e amministrazioni provinciali, a procedere con il taglio o lo sfalcio di alberi e altra vegetazione ripariale nel periodo riproduttivo dell’avifauna selvatica (marzo-luglio) e dall’effettuare qualsiasi attività inibita dalla normativa nazionale e regionale.

“I fiumi – spiegano le associazioni in una nota – sono elementi fondamentali del territorio e devono assicurare una buona qualità delle acque; caratterizzano il paesaggio e sono ricchi di biodiversità. Come è stato ribadito dagli accademici delle università al convegno ‘Fiumi e natura’ svolto lo scorso 5 aprile a Firenze, il rischio idraulico può essere gestito contestualizzandolo a ogni tratto fluviale, e deve considerare sia gli aspetti di sicurezza idrogeologica che la tutela degli ecosistemi. In tutto questo, la vegetazione ripariale, che svolge un ruolo importante limitando l’erosione e rallentando la corrente dei corsi d’acqua, va gestita adeguatamente”.

Negli ultimi anni le associazioni hanno rilevato come gli enti gestori attuino interventi invasivi su ampia scala, con il taglio completo di alberi, anche ad alto fusto, ed altre piante, e come le normative vigenti e le linee guida non vengano rispettate. “Peraltro – concludono – la Regione Toscana è inadempiente anche nel rispetto della tempistica con cui dovevano essere emanate le ‘direttive per la conservazione e la protezione dell’ecosistema toscano nell’ambito della progettazione ed esecuzione degli interventi di manutenzione e messa in sicurezza dei corsi d’acqua’ previste dall’art. 32 della Legge regionale 70/2018”.

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Toscana: esposto delle associazioni ambientaliste contro gestione vegetazione dei fiumi

Toscana: esposto delle associazioni ambientaliste contro gestione vegetazione dei fiumi

Le associazioni ambientaliste Lipu, Wwf, Italia Nostra, Grig e Isde hanno presentato un esposto alle procure toscane, ai ministeri competenti ed ai carabinieri forestali in merito alla gestione non sostenibile dei corsi d’acqua in Toscana.

Nell’esposto le associazioni ambientaliste diffidano la Regione Toscana dall’autorizzare gli enti delegati come i Consorzi di bonifica e amministrazioni provinciali, a procedere con il taglio o lo sfalcio di alberi e altra vegetazione ripariale nel periodo riproduttivo dell’avifauna selvatica (marzo-luglio) e dall’effettuare qualsiasi attività inibita dalla normativa nazionale e regionale.

“I fiumi – spiegano le associazioni in una nota – sono elementi fondamentali del territorio e devono assicurare una buona qualità delle acque; caratterizzano il paesaggio e sono ricchi di biodiversità. Come è stato ribadito dagli accademici delle università al convegno ‘Fiumi e natura’ svolto lo scorso 5 aprile a Firenze, il rischio idraulico può essere gestito contestualizzandolo a ogni tratto fluviale, e deve considerare sia gli aspetti di sicurezza idrogeologica che la tutela degli ecosistemi. In tutto questo, la vegetazione ripariale, che svolge un ruolo importante limitando l’erosione e rallentando la corrente dei corsi d’acqua, va gestita adeguatamente”.

Negli ultimi anni le associazioni hanno rilevato come gli enti gestori attuino interventi invasivi su ampia scala, con il taglio completo di alberi, anche ad alto fusto, ed altre piante, e come le normative vigenti e le linee guida non vengano rispettate. “Peraltro – concludono – la Regione Toscana è inadempiente anche nel rispetto della tempistica con cui dovevano essere emanate le ‘direttive per la conservazione e la protezione dell’ecosistema toscano nell’ambito della progettazione ed esecuzione degli interventi di manutenzione e messa in sicurezza dei corsi d’acqua’ previste dall’art. 32 della Legge regionale 70/2018”.

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Tar dà ragione a Firenze su variante urbanistica

Tar dà ragione a Firenze su variante urbanistica

La variante al regolamento comunale urbanistico di Firenze è una norma che tutela il patrimonio storico-architettonico della città: lo ha, in buona sostanza, confermato il Tar Toscana respingendo la richiesta di sospensiva avanzata da un ricorso di Italia Nostra e dando ragione al Comune di Firenze. Lo riferisce un comunicato di Palazzo Vecchio.

“Le norme impugnate – si legge anche nell’ordinanza del Tar – da un lato continuano a limitare in modo sostanziale le trasformazioni degli immobili di interesse storico architettonico e documentale siti nel centro storico della città, dall’altro costituiscono un necessario adeguamento alle novità normative ed ai consolidati orientamenti giurisprudenziali in materia di interventi sul patrimonio edilizio esistente”.

Soddisfatto l’assessore all’urbanistica del Comune Giovanni Bettarini: “Il Tar della Toscana – ha detto – ha confermato il valore di tutela delle norme che abbiamo introdotto con la variante: non c’è alcun rischio per il patrimonio storico-architettonico della città. Abbiamo approvato uno strumento che mantiene intatta, anzi aumenta, la tutela del patrimonio edilizio di pregio di Firenze, rendendo più certe e chiare le norme per cittadini e operatori”.

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Alberi, Italia Nostra: “A Firenze regnano le motoseghe”.

Alberi, Italia Nostra: “A Firenze regnano le motoseghe”.

Dopo le 500 firme raccolte contro l’abbattimento dei 36 pini in Piazza della Vittoria e consegnate da Italia Nostra al sindaco Dario Nardella a fine gennaio, oggi ne saranno consegnate altre.

“In questi giorni succedono cose gravissime a Firenze,” afferma Mariarita Signorini, Presidente Nazionale di Italia Nostra. “In tutta la città regnano le motoseghe e l’eco della loro azione dagli storici Viali dei Colli di Giuseppe Poggi arriva fino a Palazzo Vecchio, al Duomo, a Piazza della Liberta, a Piazza della Vittoria e all’Isolotto”.

“Mentre gli abbattimenti indiscriminati di alberature sane continuano, ci chiediamo se la gestione del patrimonio verde di Firenze sia improntato alla necessaria trasparenza!” – prosegue Mariarita Signorini – “I cittadini vorrebbero essere coinvolti nelle scelte perché considerano gli alberi un elemento essenziale del decoro urbano, che offre riparo alla calura estiva e, non ultimo, smaltisce la CO2. Per tali ragioni, li vogliono conservare, se sani, fino alla fine del loro ciclo vitale”.

“Qui è in gioco anche il preoccupante cambiamento del clima in atto. Il Sindaco di Firenze ha firmato nel 2010 il ‘Patto 2020 dei Sindaci per il Clima e l’Energia’, con l’impegno di ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40 % entro il 2030. Impegno incompatibile con il continuo abbattimento di alberi sani e pienamente efficaci nella loro lotta contro la CO2, mentre in tutto il mondo si accresce la cura del verde per migliorare la salute del pianeta”, dichiara Leonardo Rombai, presidente di IN Firenze.

Dopo le 500 firme raccolte contro l’abbattimento dei 36 pini in Piazza della Vittoria e consegnate da Italia Nostra al sindaco Dario Nardella a fine gennaio, oggi ne saranno consegnate altre.

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