Aferpi: riunione al Mise per rilancio interventi

Aferpi: riunione al Mise per rilancio interventi

Affrontati i temi delle infrastrutture, della viabilità, delle ferrovie e degli investimenti di Aferpi e delle altre aziende interessate ad insediarsi nel porto.

Buone notizie per Piombino: dalla riunione tenutasi al MISE questa mattina arrivano rassicurazioni sugli investimenti e le prossime tappe del processo di industrializzazione del sito ex-Lucchini.  “Per garantire le condizioni favorevoli all’investimento dell’impresa siderurgica indiana e non mettere a rischio il previsto piano di riassorbimento occupazionale di circa 2.000 lavoratori – ha dichiarato il vice capo di gabinetto Giorgio Sorial – occorreva dare concretezza agli impegni di mera natura programmatica presi dal precedente governo. Oggi sono stati compiuti decisivi passi in avanti – ha proseguito Sorial – da un lato sono state sbloccate le risorse necessarie per proseguire nell’azione di rilancio industriale del territorio, dall’altro sono state poste le basi affinché il piano di investimenti di Jsw prosegua senza rallentamenti – e conclude – L’attenzione del ministero rimarrà alta” affinchè tutti gli impegni “proseguano nel rispetto dei tempi programmati”. In particolare, si legge nella nota, “la riunione ha rappresentato un momento di condivisione delle azioni avviate dal Mise sui molteplici fronti previsti” dall’accordo sottoscritto con Jsw Steel Italy all’accesso a costi energetici vantaggiosi”.

E’ stata inoltre illustrata la “procedura che potrebbe portare all’assegnazione di oltre 30 milioni di euro per i progetti di tutela ambientale.

Si è, infine, condiviso lo stato di avanzamento degli impegni assunti dagli altri soggetti istituzionali presenti al tavolo”. Durante la riunione presentato poi il percorso che “porterà in tempi brevi al rinnovo dell’Accordo di programma dell’area di crisi industriale scaduto nel 2018, passaggio che consentirà di destinare all’apertura di un nuovo sportello gli oltre 18 milioni di euro di economie disponibili a valere sulla legge 181/89.

Dalla riunione è venuto l’impegno a riunire nuovamente il tavolo, a cadenza mensile, per seguire la progressione di tutte le questioni sul tappeto. È stata questa la principale preoccupazione del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che ha anche chiesto che gli sia rinnovato l’incarico di commissario per il porto, scaduto da circa un anno.  Secondo la Regione, un eventuale rinnovo consentirebbe al presidente di sollecitare, con maggiore autorevolezza, i passi da fare per giungere alla realizzazione dei numerosi progetti che insistono sull’area, a partire dalla presenza di General Electric, passando per quella di Manta logistic e del bacino di demolizione e di refitting delle navi. La Regione, nella prossima riunione di Giunta, adotterà la delibera che permetterà di arrivare alla variante al Piano regolatore che possa consentire ad Aferpi di realizzare un nuovo laminatoio.

Secondo il presidente della Toscana non è l’investimento complessivo atteso e su cui insiste, ma sarà pur sempre un impegno da 30 milioni di euro capace di creare comunque nuovi posti di lavoro. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come restino da assegnare da parte di Invitalia 18 milioni di euro destinati alle agevolazioni per le imprese, mentre per ciò che riguarda i protocolli di insediamento, la Regione dispone di sette milioni di euro e presto riaprirà il bando per le aziende interessate.

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Aferpi: Rossi annuncia firma ufficiale contratto cessione da Cevital a JSW

Aferpi: Rossi annuncia firma ufficiale contratto cessione da Cevital a JSW

E’ stato firmato ufficialmente il contratto per la cessione di Aferpi da Cevital al gruppo indiano Jindal Steel West. Ne dà notizia il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. “La firma di oggi è un successo dei lavoratori e della loro lotta senza la quale non saremmo a questo punto – commenta Rossi in una nota -. E’ un successo anche della serietà delle istituzioni, Comune, Regione e Stato. Ringrazio l’ex ministro Calenda e l’attuale ministro Di Maio”.

Con la firma ufficiale del contratto di cessione di Aferpi, passano a Jindal anche gli oltre 2000 addetti. Non ci sarà subito il reimpiego di tutti i lavoratori. Si inizierà con 435 lavoratori ai laminatoi a settembre, cresceranno a 600, conteggiando anche gli impieghi per le demolizioni, fino a 1500 con l’allestimento degli impianti di produzione dell’acciaio.

In base all’accordo, spiega il governatore toscano Enrico Rossi, Jindal si impegna a produrre acciaio costruendo due forni elettrici per una produzione di almeno due milioni di tonnellate. In cambio, le istituzioni, a fronte di un piano da un miliardo e 50 milioni di investimenti, si impegnano a sostenere con un contributo di 33 milioni del Ministero dello sviluppo economico progetti di tutela ambientale e di risanamento, a cui si aggiungono 30 milioni della Regione Toscana per l’efficienza energetica e ambientale del ciclo produttivo e altri 30 milioni, sempre regionali, per progetti di ricerca e formazione.

Sul piano ambientale, l’azienda si impegna sulle demolizioni e a riorganizzare lo stabilimento in modo da allontanare le produzioni dal centro di Piombino e a fare i risanamenti ambientali. La Regione e il suo presidente mantengono il ruolo di coordinamento del comitato esecutivo che ha il compito di monitorare e agevolare l’attuazione dell’accordo di programma.

Inoltre, spiega Rossi, “Jindal si è mostrato molto interessato anche al porto di Piombino realizzato dalla Regione Toscana. Presenterà presto un piano e potrà avere le concessioni dalla Port Authority”. “Avevo preso impegno che a Piombino o si sarebbe tornati a colare acciaio o mi sarei dimesso – conclude il governatore. Sono contento di quest’accordo per i lavoratori e per la Toscana. Vigileremo perché si attui compiutamente”.

La giornata di oggi segna la fine di una vicenda, quella dell’acciaieria di Piombino, diventata di interesse nazionale e non priva di accese controversie. Fino a qualche mese fa l’allora Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda aveva ritenuto insufficiente la lettera d’intenti di Cevital sulla ripresa delle attività produttive di Aferpi e aveva dato mandato al commissario dell’ex Lucchini Piero Nardi di avviare le procedure per la rescissione del contratto.

In occasione di uno degli ultimi incontri con l’amministratore delegato di Aferpi e Cevital, Said Benikene, l’azienda algerina aveva consegnato una lettera sostenendo di essere in contatto per un imprecisato partner cinese ed esponendo il programma di realizzare un forno elettrico in 23-24 mesi e di riattivare l’altoforno in 7 mesi. Nessuna indicazione era stata data però sull’entità dell’investimento e del suo finanziamento e agli occhi del ministero Cevital risultava ancora una volta inattendibile.

É a quel punto che la JSW Steel di Sajjan Jindal e la British Steel iniziarono a pensare ad un accordo per partecipare insieme all’acquisizione e alla ristrutturazione dello stabilimento, mentre Aferpi continuava a pagare per propria parte i dipendenti per evitare che dall’inadempienza si passasse ad una dichiarazione di insolvenza.

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