TRA LE MURA: alla FrittelliArte un lavoro per il quartiere di Novoli e i suoi residenti.

TRA LE MURA: alla FrittelliArte un lavoro per il quartiere di Novoli e i suoi residenti.

Venerdì 17 gennaio dalle ore 17:30 alle ore 20, ingresso libero. LE MURA è un progetto del gruppo semi cattivi per il quartiere di Novoli, sostenuto dalla Regione Toscana, Settore Welfare e Sport e in collaborazione con l’associazione Novoli Bene Comune.

“L’idea che sta alla base del progetto o Tra le Mura è quella d’innestare attività artistiche innovative nel tessuto socio urbano di Novoli, portando perfomance, spettacoli, e attività culturali all’interno dei palazzi, negli androni e se possibile fino agli stessi appartamenti” dicono gli ideatori. Si tratta di una “vera e propria scommessa fatta con gli abitanti di Novoli sulla possibilità di costruire e condividere assieme una serie di iniziative artistiche per attivare meccanismi che generino relazione, pensiero e conoscenza, unendo la dimensione intima a quella pubblica, con spazi condivisi tra autori e spettatori”.

Frittelli arte contemporanea è una galleria d’arte collocata in un grande seminterrato di un palazzo di Novoli, in quella che un tempo era l’area destinata ai garage del condominio. Una galleria d’arte che opera e vive sotto il manto stradale e in cui si respira e si avverte il senso della città che scorre.venerdì 17 gennaio dalle ore 17:30 alle ore 20
ingresso libero
dove: Frittelli arte contemporanea
Via Val di Marina 15 50127 Firenze – www.frittelliarte.it
per informazioni: info@frittelliarte.it – t. 055 410153 semi.cattivi@libero.it

INTERVISTA CON GRANCO ROSSI DI SEMI CATTIVI

ECCO IL PROGRAMMA

ore 17:30
Presentazione evento a cura di semi cattivi in collaborazione con Novoli Bene Comune

ore 18:00
Knock on wood
progetto e realizzazione Kinkaleri
con Flora Orciari
Il n’y a pas de solution, parce qu’il n’y a pas de problème.
Marcel Duchamp

Un corpo transita dentro una regola da seguire – la traduzione gestuale di una sezione del testo Talking Dancing del coreografo Douglas Dunn – innescando con lo spettatore un confronto diretto e scrupoloso sui particolari del proprio transito. Transito condiviso con un elemento piano, punto di snodo per una riflessione che, nella relazione massa-struttura, trascrive in superficie tutto quello che di impalpabile e concreto possa svelare.

Ore 18:40
Nowhere
Progetto e realizzazione Franco Rossi per semi cattivi
con Matteo Ciucci e Michela Gatti

Nato da uno studio condotto sulla figura di Penelope, “Nowhere” è diventato un lavoro a sé, un lavoro che parte dalla domanda “Chi sono?” e si confronta con la sua doppia lettura: Chi sono io e chi sono loro? Il tempo e le sue manifestazioni sono in gioco. I due protagonisti rinunciano a qualsiasi ruolo non riconoscendosi nelle loro parole e nello spazio occupato, stremati dall’attesa si addentrano in un territorio dove il tempo si contrae e si estende a seconda delle emozioni, in una linea di confine dove ogni movimento rischia di assumere una gravità e una leggerezza eccezionali, ma dove il significato degli atti e delle piccole cose quotidiane riacquista un senso.

0re 19:20
ULTRAS sleeping dances
Progetto e realizzazione Cristina Kristal Rizzo
Ultras sleeping dances è un sistema di danze dai temi corporei semplici e lineari, sostenute da una playlist melodica dai toni malinconici e da una serie di oggetti ludici, pensate come habitat che si dispiegano ogni volta in un ambiente irripetibile e unico condiviso con il pubblico, queste danze si espongono senza nessun apparato tecnico particolare, ad una visione intima collettiva come ipotesi generativa per una vita in comune.

Seguirà un aperitivo a cura dell’associazione Semi Cattivi e Novoli Bene Comune .

La giornata è organizzata In collaborazione con associazione Novoli Bene Comune, Frittelli Arte Contemporanea. Sostenuta dalla Regione Toscana, Settore Welfare e Sport.

Il quartiere
La verticalità e la struttura urbanistica del quartiere di Novoli rimandano continuamente alla velocità e sia i grandi viali di scorrimento che molte strade del quartiere sono intitolate a degli aviatori. Nel quartiere l’industria Fiat per molti anni ha progettato e prodotto carrelli di atterraggio per gli aeroplani. Questa idea di velocità che continuamente ritorna e questi palazzi costruiti negli anni del boom economico, senza un vero progetto urbanistico, raccontano di un’idea di crescita rapida, illusoria e quanto mai lontana nel tempo.
Negli ultimi anni, l’espandersi della città ha ricollocato il quartiere in una fascia non più periferica, e Novoli è ulteriormente mutato. Molti residenti sono diventati proprietari della loro abitazione e quest’aspetto ha attivato sentimenti contrastanti come quello di proprietà e di appartenenza, ma anche di partecipazione alla vita del quartiere.
Tutte le periferie delle grandi città appaiono come enormi agglomerati urbani senza una storia, una sorta di pagina grigia che solo se osservata da vicino rivela una moltitudine di punti e segni, di storie in bilico tra l’esserci e l’invisibilità. La sensazione che si prova ad approcciarsi a questi quartieri è quella del tempo che scorre, della velocità eccessiva delle nostre vite e della velocità stessa dello scorrere del tempo. In effetti il passaggio del tempo scompone le relazioni affettive e le vite e le degrada in senso biologico, ma è l’ambiente – costruito male e con apparente intenzione di eternità. – a rendere così stridente l’effetto dell’invecchiamento e del disagio. Vivere la propria esistenza in un ambiente apparentemente immutabile, tra i palazzi di cemento, un materiale che almeno superficialmente non invecchia, acuisce il senso di solitudine e comporta un senso diffuso di amarezza.

L'articolo TRA LE MURA: alla FrittelliArte un lavoro per il quartiere di Novoli e i suoi residenti. proviene da www.controradio.it.

Kinkaleri al Museo Novecento

Kinkaleri al Museo Novecento

Firenze, 21 giugno 2019 – Una performance site specific intitolata Novecento, quella che i performer del gruppo Kinkaleri presenteranno lunedì 24 giugno dalle 18:30 alle 21 negli ambienti che ospitano la collezione permanente Alberto Della Ragione. Primo evento di un trittico che vedrà impegnati prossimamente tra luglio e ottobre il gruppo di ricerca e performance di Tel Aviv Public Movement e la coreografa e danzatrice Cristina Kristal Rizzo.

Con Novecento, Kinkaleri propone un percorso immaginario che mette in relazione alcune opere del XX secolo con il corpo danzante dei performer, un atto motorio che coinvolge la dinamica, l’immagine e la “scrittura”. Sì, perché i performer che si esibiranno faranno uso di un particolare codice – il CodiceK, inventato dagli stessi Kinkaleri -, un alfabeto gestuale che permette di trascrivere il simbolo alfabetico attraverso il proprio corpo, in continua dinamica nello spazio e nel tempo; una pratica coreografica dove una griglia rigida di traduzione tra alfabeto e gesto spalanca un luogo di libertà individuale sviluppando tutte le funzioni di un corpo impegnato in un movimento. La performance, realizzata nella sala della collezione permanente del Museo Novecento, nasce con la traduzione fisica/verbale dei titoli delle opere esposte, e instaura un dialogo tra il luogo che la contiene e il flusso di forme che produce. Come atto non unico, la performance sarà replicata, in modo sempre inedito, il 24 giugno e il 18 luglio prossimi.

“Un corpo si muove – spiegano i Kinkaleri- pronuncia attraverso se stesso cosa gli sta attorno in una prossemica gestuale senza tensione. Il corpo, come lo sguardo, si appropria dello lo spazio; nessun tentativo drammaturgico apparente, solo la persistenza. Esso traccia linee, costruisce forme, in un tempo dilatato; volume verso volumi nel silenzio di una sala dedita alla contemplazione, interrotto sporadicamente dal suono di alcune lettere pronunciate dalla sua bocca, che, come frecce colpiscono lo spazio, gli astanti, la storia dell’arte”.

“ Con il progetto Novecento di Kinkaleri – dice il direttore Sergio Risaliti – non solo avviamo un’ospitalità rivolta ai protagonisti della ricerca nel campo performativo e coreografico nazionale e internazionale, perché in questo caso si tratta anche di un affondo sul ‘corpo’ del patrimonio artistico del Museo stesso. Un’azione ermeneutica e creativa che serve a ridefinire e plasmare con altri linguaggi, diversi da quello espositivo e storico-artistico, la relazione del pubblico con le opere esposte nel Museo, agendo al tempo stesso sul doppio termine, o registro, di collezione e permanente, così come su quello di corpo e alfabeto. Questo di Kinkaleri è solo il primo episodio di un trittico che nei prossimi mesi vedrà coinvolti Public Movement (il 2 e 3 luglio) e Cristina Kristal Rizzo, un progetto all’insegna di una interdisciplinarietà che non può mancare al Museo Novecento”.

Kinkaleri nasce a Firenze nel 1995. I componenti si incontrano, unendo le loro esperienze e studi precedenti maturati in vari campi, con l’intenzione di realizzare dei progetti specifici, sollecitando quindi la volontà di operare intorno a delle idee concrete e curando sempre tutti gli aspetti necessari alle creazioni della propria attività. Kinkaleri opera fra sperimentazione teatrale, ricerca sul movimento, performance, installazioni, allestimenti, materiali sonori, cercando un linguaggio non sulla base di uno stile ma direttamente nell’evidenza di un oggetto. I lavori del gruppo hanno ricevuto ospitalità presso numerose programmazioni in Italia e all’estero, teatri, centri d’arte contemporanea, festival e spazi espositivi fra cui il Triennale/Teatro dell’Arte – Milano, Teatro Fabbricone – Prato, Teatro Grande – Brescia, Sophiensaele e KunstHalle Deutsche Bank – Berlino, Centre Pompidou – Parigi, Kaaitheater e KunstenFESTIVALdesArts – Bruxelles, Centro Pecci – Prato, Fondazione Gulbenkian – Lisbona, Kitazawa Town Hall – Tokyo, Oriental Pioneer Theatre – Pechino, Mercat de les flors – Barcellona, La Batie Festival – Ginevra, Festivan di Santarcangelo – Santarcangelo, Palazzo Strozzi – Firenze, Biennale Danza – Venezia, MAXXI – Roma. Dal 2001 Kinkaleri ha sede operativa a Prato nello spazioK, uno degli spazi dell’ex-area industriale Campolmi nel centro storico della città. Dal 2013 lo spazioK è Centro di Residenza Regionale sviluppando percorsi artistici appartenenti ai diversi campi della creazione e rivolti alle giovani generazioni, lo spazio è anche il luogo di is it my world? E Body To Be serie di appuntamenti curati dalla compagnia sulle arti della scena. Il gruppo è formato attualmente da Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

L'articolo Kinkaleri al Museo Novecento proviene da www.controradio.it.