‘Arcipelago pulito’: Toscana leader in Ue su recupero rifiuti mare

‘Arcipelago pulito’: Toscana leader in Ue su recupero rifiuti mare

La Regione Toscana diventa leader a Bruxelles con il progetto sperimentale ‘Arcipelago pulito’, sulla raccolta, trattamento e, quando possibile, recupero dei rifiuti in mare.

L’iniziativa ‘Arcipelago pulito’, che sarà presentata ufficialmente oggi alla mega fiera mondiale del settore ittico Seafood Expo, coinvolge una cooperativa locale di pescatori, Legambiente, la Guarda Costiera, l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Unicoop Firenze, la società Labromare che gestisce la raccolta dei rifiuti nel porto e Revet (che li ricicla) e fa da apripista a livello italiano e Ue.

“Il valore aggiunto – ha spiegato il direttore all’Agricoltura e sviluppo rurale, Roberto Scalacci – rispetto ad esperienze simili portate avanti in altri mari e in altre parti del mondo, è stato quello di aver saputo creare una filiera completa, dalla raccolta del rifiuto alla sua analisi e trattamento e, quando possibile, recupero in un impianto idoneo. Da questo punto di vista è stato il primo progetto in Italia e in Europa”.

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Toscana: “Arcipelago Pulito” va avanti per altri quattro mesi.

Toscana: “Arcipelago Pulito” va avanti per altri quattro mesi.

La Regione Toscana ha deciso che il progetto “Arcipelago Pulito”, basato sulla raccolta della plastica che galleggia o si deposita sui fondali, proseguirà per altri quattro mesi, in attesa della cosiddetta legge “Salvamare” allo studio del ministero dell’ambiente

La sperimentazione è terminata all’inizio di novembre, ma la Regione Toscana – assieme a tutti gli altri partner, tra cui Legambiente ed Unicoop – ha deciso che il progetto “Arcipelago pulito”, che ha visto una cooperativa di pescatori di Livorno e una mezza dozzina di pescherecci impegnati nella raccolta della plastica che galleggia o si deposita sui fondali, proseguirà per altri quattro mesi, in attesa della cosiddetta legge “Salvamare” allo studio del ministero dell’ambiente.

Proseguirà anche perché in sei mesi i risultati non si sono fatti attendere. “Il progetto – spiega l’assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli – ha dimostrato che è utile, funziona e ha senso pratico. Certo ora va strutturato e reso ancora più efficace, ma è già un esempio di economia collaborativa e circolare, un tema al centro dell’agenda di questa giunta regionale”. E’ diventato modello e anche una buona pratica riconosciuta dal Parlamento europeo, dove è stato presentato a fine giugno.

Il 13 settembre l’Europarlamento ha approvato una risoluzione non vincolante che contiene, tra le varie proposte per la riduzione dei rifiuti di plastica, anche l’incentivo ai pescatori che possono riportare in porto quanto raccolto. Ed oggi, a Rimini, sempre i pescatori toscani hanno ricevuto pure un premio. E’ accaduto durante Ecomondo 2018, la kermesse internazionale dell’ambiente che nella sue ventiduesima edizione torna a parlare di green economy e sostenibilità.

“Il nostro obiettivo  è arrivare ad avere una legge nazionale che consenta ai pescatori di raccogliere i rifiuti che rimangono impigliati nelle loro reti. Ieri ne ho parlato con il ministro Costa, che mi ha informato circa la volontà di presentare un testo quanto prima e a cui ho ribadito la disponibilità di metterci a disposizione per dare tutte le indicazioni utili emerse dalla nostra sperimentazione” spiega Bugli.  Oggi, per un vuoto normativo, questo non è possibile e il pescatore è ritenuto responsabile dei rifiuti che riconduce in porto, anche quelli raccolti in mare perché casualmente rimasti nelle reti. Anzi, ne dovrebbe addirittura pagare i costi di smaltimento. La conseguenza è che, prima di “Arcipelago Pulito”, i rifiuti tirati su con rombi e sugarelli puntualmente venivano rigettati in mare. Un’assurdità, colpa di un corto circuito normativo che trasforma un comportamento virtuoso in un costo.

“Parallelamente – aggiunge l’assessore – stiamo promuovendo l’allargamento della sperimentazione da Livorno e dallo specchio di mare di fronte a tutta la costa e l’arcipelago toscano. Credo sia un obiettivo che possiamo raggiungere lavorando insieme”.

Al termine dei primi sei mesi di sperimentazione, con l’ultimo conferimento registrato il 27 settembre, i pescatori hanno raccolto complessivamente più di 18 quintali di rifiuti, per un volume di oltre 24 mila litri. E’ la dimostrazione che la sfida di ripulire il mare da quanto altri vi hanno gettato o vi è arrivato attraverso i fiumi è possibile. Quattordici quintali sono plastiche non recuperabili e da avviare allo smaltimento, il 14 per cento (260 chili) plastiche riciclabili. Ci sono anche piccole percentuali di acciaio, alluminio o banda stagnata. In mare in fondo si può trovare di tutto. Ad aprile, in una delle prime uscite, i pescatori di Livorno tra sanpietri e sugarelli, scampi, qualche sardina, rombi e perfino un polpo tirarono su con le reti a strascico non solo bottiglie di plastica, fascette, sacchi e buste, ma anche il presunto sterzo di un motoscafo, una vecchia tanica e una torcia da sub. Oggetti a volte quasi nuovi, altri a pezzi, molti incrostate dal tempo e dalle conchiglie.

“Se moltiplichiamo questo dato, raggiunto con sole sei barche impegnate, per tutti i pescherecci presenti in Italia – si sofferma Bugli – ben possiamo comprendere il contributo che allargare questo progetto darebbe alla salvaguardia dell’ambiente e allo sviluppo di un’economia collaborativa”.

Il progetto toscano è stato reso possibile grazie ad un protocollo d’intesa siglato a marzo tra Regione Toscana, Ministero dell’Ambiente, Unicoop Firenze, Legambiente, Guarda Costiera, Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, la società Labromare che gestisce la raccolta dei rifiuti nel porto, Revet che li ricicla, la cooperativa Cft e i pescatori appunto. Il valore aggiunto dell’esperienza, innovativo rispetto ad altri progetti portati avanti in altri mari e in altre parti del mondo, è proprio quello di aver creato una filiera completa, che va dalla raccolta del rifiuto alla sua analisi e trattamento e, quando possibile, recupero in un impianto idoneo. E’ il primo in Italia e in Europa da questo punto di vista e tutti i partner hanno confermato la loro adesione.

Al progetto Unicoop Firenze destina, sotto forma di incentivo e premio per i pescatori che si sono impegnati nella sperimentazione – gli stessi che forniscono il pescato per i supermercati -, parte del ricavato del centesimo che soci e clienti, per legge, dall’inizio dell’anno devono pagare per le buste in mater-b dell’ortofrutta.

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Livorno: porti, siglato accordo per la sicurezza

Livorno: porti, siglato accordo per la sicurezza

Firmato oggi a Livorno nella sede dell’Autorità di sistema l’accordo per la sicurezza del lavoro nel porto e nelle industrie dell’area portuale

E’ stato firmato oggi a Livorno il ‘Protocollo per la promozione della sicurezza del lavoro nel porto di Livorno e negli stabilimenti industriali dell’area portuale’. L’accordo prevede una cabina di regia e un nucleo operativo tra le istituzioni per la periodica stesura e attuazione di un ‘Piano di attività’ per la sicurezza sul lavoro in ambito portuale.

Il protocollo è stato sottoscritto dal sindaco Filippo Nogarin insieme a Enrico Rossi governatore della Toscana, e i rappresentanti di Direzione marittima di Livorno, Autorità di sistema, Ispettorato del lavoro, Inail Toscana, vigili del fuoco, Comune di Collesalvetti, Arpat e Asl Toscana Nord Ovest.

“Il 28 marzo scorso – ha commentato Nogarin – Livorno ha pianto la morte di due operai della Labromare. Avevo detto allora che ai lavoratori che operano in ambiente portuale la politica doveva risposte coraggiose in materia di sicurezza e la firma di questo protocollo è un primo passo importante”.

“Con questo atto – ha aggiunto il sindaco – mettiamo insieme tutti gli attori che partecipano all’attività di prevenzione e controllo in materia di sicurezza sul lavoro, promuovendo il coordinamento delle attività e anche la formazione congiunta.Alzeremo così l’asticella di quantità e qualità della sicurezza nel porto e negli stabilimenti industriali che operano all’interno dell’area portuale, con un monitoraggio semestrale dei progressi ottenuti”.

“Tra le particolarità di questo atto voglio sottolinearne una – ha concluso Nogarin – l’organo di coordinamento dei soggetti sottoscrittori, la cabina di regia, potrà essere convocato anche su iniziativa delle associazioni di categoria, inclusi sindacati confederali e sindacati autonomi. Un aspetto sul quale la nostra amministrazione ha voluto puntare”.

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