Firenze: Viminale impugnerà sentenza Tar zone rosse

Firenze: Viminale impugnerà sentenza Tar zone rosse

Lo si apprende da fonti del Viminale secondo le quali si sta anche valutando di rivolgersi all’Avvocatura dello Stato per valutare se i magistrati che hanno emesso le sentenze avrebbero dovuto astenersi “per posizioni in contrasto con le politiche del governo in materia di sicurezza”.

Il ministero dell’Interno impugnerà la sentenza del Tar di Firenze contro le cosiddette ‘zone rosse’ e quelle dei tribunali di Bologna e Firenze a proposito dell’ iscrizione anagrafica di alcuni cittadini stranieri. Lo si apprende da fonti del Viminale secondo le quali si sta anche valutando di rivolgersi all’Avvocatura dello Stato per valutare se i magistrati che hanno emesso le sentenze avrebbero dovuto astenersi “per posizioni in contrasto con le politiche del governo in materia di sicurezza”.

Annullando l’ordinanza del prefetto di Firenze Laura Lega sulle cosiddette ‘zone rosse’, “il Tar della Toscana ha detto che certi provvedimenti non si possono fare in questo modo, perché ci devono essere presupposti di urgenza e di necessità, e perché una persona denunciata non può essere considerata automaticamente pericolosa”. Così invece l’avvocato Cino Benelli che insieme ai colleghi Adriano Saldarelli e Fabio Clauser ha assistito Matteo Innocenti, attivista di Potere al popolo che ha ricorso contro l’ordinanza: era direttamente interessato dall’ordinanza perché destinatario di una denuncia.

Con le zone rosse la prefettura aveva previsto che in 17 aree della città fosse vietato stazionare “a soggetti che ne impediscano l’accessibilita’ e la fruizione con comportamenti incompatibili con la vocazione e la destinazione” delle stesse aree, venendo ritenuto responsabile di tali condotte i denunciati in materia di stupefacenti, reati contro la persona, per danneggiamento di beni o commercio abusivo.

“Le zone rosse non sono mai state inserite in un regolamento di polizia urbana a Firenze”, ha aggiunto Benelli e questa è “un’ordinanza straordinaria ai sensi delle leggi di pubblica sicurezza del 1931, che poteva essere applicata solo per casi di urgenza e necessità. Nel testo dell’ordinanza stessa però si sottolinea che Firenze è una città tutto sommato messa in sicurezza. Non si possono limitare libertà personali per una presunzione di insicurezza”. L’obiettivo, è stato spiegato, era anche quello che l’ordinanza “non diventasse a regime”. Il ricorrente si è detto “contento di aver vinto, segno che esiste un minimo di dignità in questa città. Come Pap siamo in totale disaccordo contro questa ordinanza”: “Portava a una deriva autoritaria”.

Dal Viminale sottolineano di essere pronti a “riformulare l’ordinanza per allontanare da alcune aree cittadine balordi e sbandati” ma, ribadiscono, si valuta anche la possibilità di chiedere un intervento dell’Avvocatura dello Stato per valutare se i magistrati che hanno emesso le sentenze avrebbero dovuto astenersi e passare il fascicolo ad altri a causa delle proprie posizioni sulla politica del governo.
Idee che, dice il Viminale, sono state “espresse pubblicamente o attraverso rapporti di collaborazione o vicinanza con riviste sensibili al tema degli stranieri come “Diritto, immigrazione e cittadinanza” o con avvocati dell’Asgi (associazione studi giuridici per l’immigrazione) che hanno difeso gli immigrati contro il Viminale.

Il ministero fa riferimento in particolare alla giudice Luciana Breggia – il magistrato del tribunale di Firenze che ha emesso la sentenza che ha escluso il ministero del giudizio sull’iscrizione anagrafica di un immigrato e contro la quale si è già scagliato il ministro dell’Interno Matteo Salvini (“si candidi per cambiare le leggi che non condivide”) – ma anche altri due magistrati che “collaborano con la rivista”: Rosaria Trizzino, che, dice il Viminale, è il giudice che presiede la sezione del Tar della Toscana che ha bocciato le zone rosse e Matilde Betti, la presidente della prima sezione del tribunale civile di Bologna che il 27 marzo 2019 non ha accolto il ricorso proposto dal ministero dell’Interno contro la decisione del giudice monocratico del capoluogo emiliano che disponeva l’iscrizione nel registro anagrafico di due cittadini stranieri.

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Rischio ecomafie: a Firenze censimento capannoni sfitti

Rischio ecomafie: a Firenze censimento capannoni sfitti

Un’indagine conoscitiva per intercettare situazioni sospette con massima attenzione per i capannoni industriali sfitti sul territorio metropolitano di Firenze che possono rappresentare una risorsa per le organizzazioni criminali dedite allo smaltimento illegale di rifiuti.

E’ l’obiettivo del prefetto di Firenze Laura Lega, in collaborazione con i sindaci della provincia fiorentina. L’indagine, spiega una nota, punta a verificare con un censimento quanti siano sul territorio i capannoni produttivi che, avendo perso la loro funzione, risultano vuoti e abbandonati. Il censimento si prefigge di conoscere in modo capillare la realtà locale per intercettare, fin dai primi segnali, le situazioni sospette.

“Lo scopo della nostra iniziativa – spiega il prefetto Lega – è quello di mettere ulteriormente in sicurezza il territorio da ogni forma di illegalità. Questa indagine ci permetterà di attivare le azioni di contrasto più efficaci e al tempo stesso di salvaguardare l’ambiente di vita e di lavoro delle comunità”. Inoltre, aggiunge, “il monitoraggio potrebbe consentire di individuare forme di recupero e di riuso di questi edifici allo scopo di riqualificare il territorio e creare nuove occasioni di sviluppo”.

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Zone Rosse: primo allontanamento, denunciata donna alla fermata mentre andava a lavoro

Zone Rosse: primo allontanamento, denunciata donna alla fermata mentre andava a lavoro

Ad una settimana dall’entrata in vigore dell’ordinanza della Prefetta di Firenze con la mappatura della città in 17 zone rosse, cresce la polemica politica sulla circolare di Salvini per l’estensione del provvedimento al resto d’Italia e si diffonde anche la protesta di giuristi ed avvocati sull’anticostituzionalità del provvedimento. Intanto a Firenze è scattata la prima denuncia: protagonista una donna con un precedente per lesioni.

Era ad aspettare l’autobus. Aspettava alla pensilina della stazione come ogni giorno. Ma da una settimana a questa parte per lei quello è il luogo sbagliato, nel momento storico sbagliato. Si tratta di una donna di origine peruviana, regolarmente in Italia ma con un passato segnato da un vecchio precedente per lesioni. E’ stato questo a renderla obiettivo di controllo, identificazione ed allontanamento ieri alla fermata dell’autobus da parte dei poliziotti di San Giovanni.

Improvvisamente mentre ti stai recando a lavoro, ti senti additata, vulnerabile, colpevole. Di un pregresso sì. Ma che non ha nulla a che vedere con la tua vita attuale, con il tuo quotidiano, con la tua ed altrui sicurezza. Eppure quel pregresso, con l’ordinanza Lega entra mani e piedi nell’oggi e nel tuo domani. Nei tuoi confronti scatta un provvedimento di allontanamento per violazione dell’ordine prefettizio.

Eh sì! Nella tua normalità ti trovi di punto in bianco in un luogo a te interdetto, almeno per tre mesi. Una delle 17 zone rosse che includono anche piazza della Stazione. E così alle cinque di un martedì pomeriggio la tua vita cambia e in certi posti non ci puoi andare.

I dubbi di legittimità costituzionale sono già stati sollevati da più parti in queste ore, dalla limitazione della libertà di movimento sancita dall’art. 16, alla limitazione della libertà personale dell’articolo 13. Ma tu intanto, mentre le polemiche crescono e le pagine dei giornali si riempiono di parole e commenti come affronti questo giudizio e questo divieto? come rielabori e vivi la tua colpevolezza?

Uno scenario del genere pone mille dubbi dal punto di vista del diritto e dell’efficacia, e ha l’inquietante sapore di limitazioni da Ventennio. Sicurezza vuol dire anche diritti. E se questi vengono calpestati è difficile costruire e mantenere la prima, soprattutto in un clima di paura e controllo che guardano a reati del passato e non intervengono sulla realtà dell’oggi. Riferendosi tra l’altro solo ad una ristretta classe di reati: lo spaccio, le percosse, le lesioni, la rissa, il commercio abusivo ed il danneggiamento… Quindi la rapina, l’omicidio e la violenza sessuale sono in linea con la vocazione delle zone rosse?

In attesa di risposte quella addetta alle pulizie che aspettava l’autobus per comportamenti incompatibili con la vocazione e destinazione della stazione dovrà andare a lavoro cambiando fermata in un percorso ad ostacoli non solo stradali manche sociali.

 

Chiara Brilli

 

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Avvocati Firenze: “Zone rosse del prefetto Lega ledono diritti costituzionali”

Avvocati Firenze: “Zone rosse del prefetto Lega ledono diritti costituzionali”

Il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze è d’accordo su rilievi a ordinanza prefetto Lega.

Il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze ha varato, all’unanimità, una delibera in cui afferma di condividere le posizioni dell’Associazione Giuristi democratici di Firenze e del direttivo della Camera Penale riguardo all’ordinanza emessa il 9 aprile 2019 dal prefetto Laura Lega. L’ordinanza dispone il ‘divieto di stazionare’ in alcune zone di Firenze per chi risulti denunciato dalle forze di polizia per determinati reati, ordinando l’allontanamento dei trasgressori dalle aree indicate.

L’Associazione Giuristi democratici di Firenze e il direttivo della Camera Penale, evidenzia l’ordine degli Avvocati, “muovono rilievi all’ordinanza” del prefetto Lega “primo fra tutti la lesione di diritti costituzionalmente garantiti”. Il consiglio dell’Ordine degli Avvocati fiorentini ha anche stabilito di trasmettere la delibera allo stesso prefetto di Firenze, ai dirigenti degli uffici giudiziari di Firenze e al Consiglio nazionale forense.

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Firenze: siglato patto per lotta a illegalità economica

Firenze: siglato patto per lotta a illegalità economica

In base al protocollo d’intesa sottoscritto stamani a Palazzo Medici Riccardi tra il prefetto Laura Lega e il vice presidente della Camera di Commercio di Firenze, Claudio Bianchi, Prefettura, Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco avranno un accesso più esteso alle banche dati camerali.

Il patto consente a Prefettura, Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco l’accesso telematico gratuito ad una serie di dati camerali, attraverso visualizzazioni grafiche che rendono più facile l’interpretazione delle informazioni. Viene così messo a disposizione dalla Camera di Commercio uno strumento di notevole valenza operativa che permette alle strutture amministrative ed investigative di poter interrogare in maniera diretta e rapida le banche dati camerali per approfondire la conoscenza del tessuto produttivo provinciale, rafforzando così la loro azione di contrasto ai fenomeni di illegalità economica.

“Un’iniziativa che si inserisce in un utilizzo dell’e-government sempre più efficace” – ha spiegato il prefetto Lega – “a vantaggio delle imprese che operano regolarmente”.

In base all’accordo, saranno consultabili i dati del Registro delle Imprese e del Registro dei Protesti, nonché le funzionalità offerte tramite i servizi Ri-Visual, Ri-Map e Ri- Build. La Camera di Commercio organizzerà una giornata formativa per gli addetti alla consultazione.

Il protocollo è valido per il 2019, sarà costantemente monitorato e alla fine dell’anno verranno valutati i risultati raggiunti.

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