Pietro Signorini e Figli, oggi incontro in Regione

FIRENZE -  Il piano industriale della Pietro Signorini & Figli srl, l'azienda di campi Bisenzio che produce rubinetteria di lusso, è stato al centro dell'incontro svoltosi oggi 

presso la Presidenza della giunta regionale Toscana presieduto dal consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini. All'incontro erano presenti Ester Artese, assessore del Comune di Campi Bisenzio, di rappresentanti dell'azienda, delle RSU aziendali accompagnate dalla Fiom Cgil.

Durante l'incontro, su richiesta dei sindacati, i rappresentanti dell'azienda hanno illustrato e consegnato i lineamenti del piano di rilancio, facendo presente peraltro che nei prossimi giorni sarà firmato il rogito per la vendita dell'ex stabilimento, i cui proventi sono destinati a finanziare il piano industriale.

Le Organizzazioni sindacali hanno preso atto della presentazione del piano, richiamando l'esigenza di aprire un confronto di merito sui contenuti. I sindacati hanno chiesto inoltre che all'azienda possano continuare ad aver vigore le tutele normative presenti per i lavoratori delle aziende con più di 15 dipendenti, in atto precedentemente alla riduzione del personale.

L'azienda si è riservata di valutare con la proprietà tale richiesta, chiedendo di poter riconvocare il tavolo dopo il 1° ottobre. L'incontro si è quindi concluso con la convocazione di un nuovo incontro per giovedì 4 ottobre.

Pietro Signorini e Figli, oggi incontro in Regione

FIRENZE -  Il piano industriale della Pietro Signorini & Figli srl, l'azienda di campi Bisenzio che produce rubinetteria di lusso, è stato al centro dell'incontro svoltosi oggi 

presso la Presidenza della giunta regionale Toscana presieduto dal consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini. All'incontro erano presenti Ester Artese, assessore del Comune di Campi Bisenzio, di rappresentanti dell'azienda, delle RSU aziendali accompagnate dalla Fiom Cgil.

Durante l'incontro, su richiesta dei sindacati, i rappresentanti dell'azienda hanno illustrato e consegnato i lineamenti del piano di rilancio, facendo presente peraltro che nei prossimi giorni sarà firmato il rogito per la vendita dell'ex stabilimento, i cui proventi sono destinati a finanziare il piano industriale.

Le Organizzazioni sindacali hanno preso atto della presentazione del piano, richiamando l'esigenza di aprire un confronto di merito sui contenuti. I sindacati hanno chiesto inoltre che all'azienda possano continuare ad aver vigore le tutele normative presenti per i lavoratori delle aziende con più di 15 dipendenti, in atto precedentemente alla riduzione del personale.

L'azienda si è riservata di valutare con la proprietà tale richiesta, chiedendo di poter riconvocare il tavolo dopo il 1° ottobre. L'incontro si è quindi concluso con la convocazione di un nuovo incontro per giovedì 4 ottobre.

Pietro Signorini e Figli, oggi incontro in Regione

FIRENZE -  Il piano industriale della Pietro Signorini & Figli srl, l'azienda di campi Bisenzio che produce rubinetteria di lusso, è stato al centro dell'incontro svoltosi oggi 

presso la Presidenza della giunta regionale Toscana presieduto dal consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini. All'incontro erano presenti Ester Artese, assessore del Comune di Campi Bisenzio, di rappresentanti dell'azienda, delle RSU aziendali accompagnate dalla Fiom Cgil.

Durante l'incontro, su richiesta dei sindacati, i rappresentanti dell'azienda hanno illustrato e consegnato i lineamenti del piano di rilancio, facendo presente peraltro che nei prossimi giorni sarà firmato il rogito per la vendita dell'ex stabilimento, i cui proventi sono destinati a finanziare il piano industriale.

Le Organizzazioni sindacali hanno preso atto della presentazione del piano, richiamando l'esigenza di aprire un confronto di merito sui contenuti. I sindacati hanno chiesto inoltre che all'azienda possano continuare ad aver vigore le tutele normative presenti per i lavoratori delle aziende con più di 15 dipendenti, in atto precedentemente alla riduzione del personale.

L'azienda si è riservata di valutare con la proprietà tale richiesta, chiedendo di poter riconvocare il tavolo dopo il 1° ottobre. L'incontro si è quindi concluso con la convocazione di un nuovo incontro per giovedì 4 ottobre.

Bekaert, Rossi: “Quando è in ballo il futuro di 318 lavoratori alla diplomazia preferisco la trasparenza”

FIRENZE - "Quando è in ballo il futuro di 318 lavoratori alla diplomazia preferisco la trasparenza. Stamani con Pirelli contatti non ci sono stati perché abbiamo trovato la porta sbarrata, noi assieme ai lavoratori della Bekaert; confermo tuttavia che l'azienda aveva trovato modo di farmi sapere di non potermi ricevere stamani a causa della mia partecipazione all'iniziativa dei lavoratori e che sarebbe stata disponibile a farlo nei giorni successivi su mia richiesta, cosa che farò con determinazione e rispetto". Lo ha detto il presidente della Toscana Enrico Rossi al termine della visita alla sede della multinazionale a Milano Bicocca.

"Confermo inoltre che, come ho detto stamani davanti ai lavoratori, oltre ad auspicare la risoluzione dei problemi della Bekaert, l'azienda Pirelli dovrebbe sentirsi almeno moralmente impegnata a dare un contributo per trovare una soluzione che consenta di occupare i lavoratori e reindustrializzare la fabbrica. Anche se non c'è titolo giuridico per chiamare in causa Pirelli esiste pur sempre la responsabilità morale e sociale dell'impresa che a quanto ci risulta è stato un valore fondamentale per fondatori della grande azienda, al cui valore hanno contribuito per tanti anche i lavoratori di Figline. Auspichiamo che queste buone ragioni possano indurre l'azienda ad accogliere la nostra richiesta di incontro".

Rossi sul tema, ha infine ricordato - ribadendole - le parole dell'ex ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda, espresse lo scorso giugno: "Non siamo solo di fronte a una delocalizzazione, ma a un modo di operarla che non mostra alcun rispetto per gli operai, per la storia della fabbrica, per il paese che la ospita. Il Governo deve reagire immediatamente chiamando in causa la Pirelli, che ha ceduto la fabbrica tre anni fa e che ha con la Bekaert un contratto di fornitura che arriva al 2020 [...] Per prima cosa la Pirelli  deve imporre alla Bekaert un vincolo sul contratto di fornitura. Finché esiste la produzione deve essere fatta in Italia; Invitalia deve attivare il fondo anti-delocalizzazioni (200 mil. di dotazione) facendo un accordo con Bekaert. Se entro il 2020 non verrà trovato un meccanismo di reindustrializzazione Invitalia potrà intervenire rilevando la fabbrica (con dote da parte del cessionario) e procedere direttamente alla ricerca di un partner".

Rossi alla Pirelli: “Deve sentirsi moralmente impegnata per la Bekaert”

MILANO BICOCCA - "So bene che noi non abbiamo nessun titolo giuridico nei confronti della Pirelli, ma questa multinazionale deve sentirsi moralmente impegnata nei confronti dei lavoratori della Bekaert che fino a quattro anni fa producevano per lei. È anche grazie a loro che la Pirelli è diventata grande".

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, chiama in causa, davanti alla sua sede storica di Milano Bicocca, la multinazionale dei pneumatici, partecipando al presidio dei lavoratori, giunti in buon numero da Figline e che hanno trovato ad accoglierli la RSU di Pirelli e altri operai in lotta per la difesa del posto di lavoro come quelli delle rubinetterie Signorini di Campi Bisenzio.

"Sono qui - ha detto Rossi rivolgendosi ai manifestanti - per abitudine e per passione. Per me é sempre stato normale stare dalla parte dei lavoratori ed occuparmi dei loro problemi perché dove il lavoro e loro stessi sono maltrattati, lì occorre esserci. Chi lotta per difendere il proprio posto di lavoro non deve essere lasciato solo".

Il presidente, che senza successo ha chiesto, insieme alla sindaca di Figline Giulia Mugnai e al rappresehtante della città metropolitana, di essere ricevuto dalla direzione aziendale, ha aggiunto di "pretendere" che il ministro Di Maio mantenga la promessa fatta a Figline e che faccia approvare il decreto che concede la cassa integrazione per cessazione di attività. E che "lo faccia urgentemente altrimenti il 4 di ottobre i licenziamenti diventeranno effettivi e tutto sarà stato inutile".

"Chiediamo - ha precisato il presidente Rossi - più tempo per poter procedere alla reindustrializzazione del sito di Figline. Una reindustrializzazione che deve partire dal riutilizzo di quello stabilimento e dalla riassunzione di tutti i 318 lavoratori. Noi possiamo favorire questo processo, impiegando allo scopo fondi europei, ma ciascuno deve fare la sua parte. Venerdì 21 saremo al Ministero per lo sviluppo economico e mi attendo che ci sia anche Pirelli. Ha perfino aumentato le sue commesse di steel cord, garantendo altri utili alla Bekaert, ha quindi strumenti per farsi sentire e in questa vicenda può giocare un ruolo. "Ci appelliamo dunque - è stata la sua richiesta - alla responsabilità morale e sociale che ogni impresa deve sentire. Chiediamo che la multinazionale Pirelli si senta moralmente impegnata a dare una mano".

Rossi ha detto poi che se vogliamo ricongiungere cittadini, mondo del lavoro e istituzioni occorre essere capaci di lottare insieme perché le istituzioni siano rispettate e messe in grado di rappresentare le istanze dei lavoratori. E a suo giudizio le istituzioni europee devono tornare a discutere di questo, perché è "inaccettabile che i lavoratori italiani siano messi in competizione con quelli rumeni e se l'Europa privilegia i mercati finisce per essere nemica del lavoro, mentre invece dobbiamo puntare a che sia applicato il primo articolo della nostra Costituzione. E in una Repubblica fondata sul lavoro non si possono maltrattare i lavoratori mandando alle loro case le lettere di cessazione attività".

Enrico Rossi ha concluso affermando che la lotta continuerà, che i lavoratori sono determinati e le istituzioni della Toscana, a partire dalla Regione, saranno al loro fianco.