Occupazione, verso lo sblocco delle risorse. Rossi e Grieco: “Premiato l’impegno della Toscana”

FIRENZE - ""E' stato premiato l'impegno della Toscana per assicurare il più velocemente possibile lo sblocco delle risorse a suo tempo assegnate dal Ministero e indispensabili per finanziare misure adeguate al rilancio dell'occupazione in Toscana e, in particolare, nelle aree di crisi. Siamo pronti, non appena arriveranno, a tradurre i fondi in azioni specifiche per rendere sempre più concreto il piano integrato varato dalla giunta contro povertà, esclusione sociale, disuguaglianze e favorire il reinserimento dei lavoratori e delle lavoratrici che in questi anni di crisi hanno perso il posto di lavoro".

E' il commento del presidente della Regione Enrico Rossi dopo l'incontro di oggi a Roma fra i lavoratori e le organizzazioni sindacali dell'Aferpi di Piombino che si sono mobilitati, con un sit in davanti al ministero, per sollecitare lo sblocco dei 30 milioni assegnati alla nostra regione in virtù delle economie relative alla cassa integrazione in deroga. Ricevuti dal responsabile della segreteria tecnica del ministro Bruno Busacca, i lavoratori Aferpi sono stati informati che la prossima settimana verrà firmata la convenzione con l'Inps che renderà  disponibili le risorse.
Lo sblocco era stato sollecitato più volte dalla Toscana e dallo stesso presidente con una lettera al ministro del lavoro Giuliano Poletti.

Soddisfazione è stata espressa anche dall'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco. "I nostri uffici sono già al lavoro - ricorda l'assessore - per rendere operative le misure del piano - ricorda - subito dopo la firma della convenzione con Inps. Le risorse disponibili sono riservate per il 70% agli interventi attivati per i lavoratori residenti nei Comuni toscani delle aree di crisi industriale complessa, non complessa e regionale, e per il 30% agli interventi attivati per i lavoratori residenti o domiciliati nelle altre aree regionali. Di questi 8 milioni sono riservati all'assegno per l'assistenza alla ricollocazione e 14,5 milioni all'indennità di partecipazione, mentre altri 7 milioni saranno destinati agli incentivi all'assunzione".

Rifle, la Regione ha incontrato la proprietà

FIRENZE - La Regione ha incontrato oggi i rappresentanti  della Rifle&Co, marchio storico dell'abbigliamento denim e casual di Barberino del Mugello, e ci possono essere  i presupposti per il recupero di un corretto clima di relazioni sindacale, dopo i tre licenziamenti avvenuti nelle settimane scorse.  

L'incontro con il presidente  della holding G.Brand Salvatore Insinga che controlla l'azienda ed è membro insieme  Renato Urgo  del consiglio di amministrazione di Rifle,  è stata l'occasione - racconta Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del presidente Rossi -  per avere dal nuovo gruppo dirigente e societario, operativo dal 12 settembre, un quadro aggiornato sugli investimenti e le strategie messe in campo per il rafforzamento dell'azienda sul mercato nazionale e soprattutto su quello estero.  Sforzo già in corso e che va nelle direzione della salvaguardia della presenza di una manifattura storica,  di cui la Regione ha preso atto, auspicando appunto il ritorno ad un clima di buone relazioni sindacali che i rappresentanti dell'azienda hanno riconosciuto come interesse primario anche di Rifle. I dirigenti della Rifle&co sono stati accompagnati a Palazzo Strozzi Sacrati da rappresentanti di Confindustria Firenze.

Sono 180 i dipendenti del gruppo, di cui una cinquantina nell'area fiorentina tra lavoratori dello stabilimento di Barberino (35) e gli addetti allo spaccio aziendale e al negozio ai Gigli. La Rifle nasce nel 1958, ma l'azienda (con un nome diverso) già era attiva a Prato dal 1949. Si tratta di uno dei più antichi brand italiani di denim.  Negli anni Novanta dalla fabbrica di Barberino di Mugello uscivano 10 milioni di jeans all'anno, cuciti dalle operaie con le famose 'vestaglie blu' e diretti in Svizzera, Regno Unito, Israele e Paesi Bassi ma anche l'est Europa fino alla Russia. 

Rifle, la Regione ha incontrato la proprietà

FIRENZE - La Regione ha incontrato oggi i rappresentanti  della Rifle&Co, marchio storico dell'abbigliamento denim e casual di Barberino del Mugello, e ci possono essere  i presupposti per il recupero di un corretto clima di relazioni sindacale, dopo i tre licenziamenti avvenuti nelle settimane scorse.  

L'incontro con il presidente  della holding G.Brand Salvatore Insinga che controlla l'azienda ed è membro insieme  Renato Urgo  del consiglio di amministrazione di Rifle,  è stata l'occasione - racconta Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del presidente Rossi -  per avere dal nuovo gruppo dirigente e societario, operativo dal 12 settembre, un quadro aggiornato sugli investimenti e le strategie messe in campo per il rafforzamento dell'azienda sul mercato nazionale e soprattutto su quello estero.  Sforzo già in corso e che va nelle direzione della salvaguardia della presenza di una manifattura storica,  di cui la Regione ha preso atto, auspicando appunto il ritorno ad un clima di buone relazioni sindacali che i rappresentanti dell'azienda hanno riconosciuto come interesse primario anche di Rifle. I dirigenti della Rifle&co sono stati accompagnati a Palazzo Strozzi Sacrati da rappresentanti di Confindustria Firenze.

Sono 180 i dipendenti del gruppo, di cui una cinquantina nell'area fiorentina tra lavoratori dello stabilimento di Barberino (35) e gli addetti allo spaccio aziendale e al negozio ai Gigli. La Rifle nasce nel 1958, ma l'azienda (con un nome diverso) già era attiva a Prato dal 1949. Si tratta di uno dei più antichi brand italiani di denim.  Negli anni Novanta dalla fabbrica di Barberino di Mugello uscivano 10 milioni di jeans all'anno, cuciti dalle operaie con le famose 'vestaglie blu' e diretti in Svizzera, Regno Unito, Israele e Paesi Bassi ma anche l'est Europa fino alla Russia. 

ABB di Terranuova, confronto con l’azienda sul problema esuberi

FIRENZE – Va avanti il confronto sulla situazione della ABB di Terranuova Bracciolini. Dopo il tavolo della settimana scorsa in cui i sindacati avevano espresso la loro forte preoccupazione per gli esuberi (35) annunciati dall'azienda, il consigliere del presidente Enrico Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini ha incontrato oggi i rappresentanti dell'azienda e il sindaco della cittadina valdarnese, Sergio Chienni.

L'azienda ha confermato la volontà di mantenere la sua presenza sul territorio, ricordando i 35 milioni investiti nell'ultimo anno per l'innovazione tecnologica e di prodotto e gli ulteriori 30 previsti.

Anche alla luce di queste numeri e obiettivi, di cui hanno preso atto le istituzioni, è stata rinnovata da Simoncini ad ABB la richiesta di valutare soluzioni alternative, come l'attivazione di ammortizzatori sociali, al piano che prevede 35 esuberi. Una richiesta a cui nell'incontro di oggi l'azienda non ha ritenuto di aderire, rimandando al confronto in sede sindacale.

Simoncini, da parte sua, ha ribadito la piena disponibilità della Regione ad intervenire per favorire il dialogo tra le parti.

ABB di Terranuova, confronto con l’azienda sul problema esuberi

FIRENZE – Va avanti il confronto sulla situazione della ABB di Terranuova Bracciolini. Dopo il tavolo della settimana scorsa in cui i sindacati avevano espresso la loro forte preoccupazione per gli esuberi (35) annunciati dall'azienda, il consigliere del presidente Enrico Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini ha incontrato oggi i rappresentanti dell'azienda e il sindaco della cittadina valdarnese, Sergio Chienni.

L'azienda ha confermato la volontà di mantenere la sua presenza sul territorio, ricordando i 35 milioni investiti nell'ultimo anno per l'innovazione tecnologica e di prodotto e gli ulteriori 30 previsti.

Anche alla luce di queste numeri e obiettivi, di cui hanno preso atto le istituzioni, è stata rinnovata da Simoncini ad ABB la richiesta di valutare soluzioni alternative, come l'attivazione di ammortizzatori sociali, al piano che prevede 35 esuberi. Una richiesta a cui nell'incontro di oggi l'azienda non ha ritenuto di aderire, rimandando al confronto in sede sindacale.

Simoncini, da parte sua, ha ribadito la piena disponibilità della Regione ad intervenire per favorire il dialogo tra le parti.