Lavoro, la Regione ad Autostradale spa: ritiri le procedure di licenziamento

FIRENZE - La Regione Toscana ha incontrato oggi le organizzazioni sindacali della società Autostradale spa. Al centro dell'incontro - a cui hanno partecipato il consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini e i referenti dell'assessorato ai trasporti - le 11 procedure di licenziamento che la società ha avviato nei confronti di 10 autisti e 1 impiegata.

Simoncini al termine dell'incontro si è mostrato solidale con i lavoratori e ha reso noto lo stupore di Regione Toscana per le 11 procedure in assenza di una crisi aziendale, considerato che la stessa società Autostradale spa ha da poco comunicato gli orari estivi e invernali all'assessorato regionale ai trasporti. Alla Regione risulta inoltre che stia partecipando al consorzio che sta compiendo investimenti sul parcheggio di Montelupo Fiorentino. Ci sono quindi le condizioni affinché tutto il personale resti in azienda per contribuire al suo stesso sviluppo. Questo anche se Autostradale spa ha recentemente interrotto i rapporti di collaborazione con Toscana Aeroporti per i collegamenti diretti tra Firenze e Pisa, considerato che sussiste il trasfer Firenze-Pisa mover a/r.

La Regione Toscana chiede quindi formalmente ad Autostradale spa di ritirare tutte le 11 procedure di licenziamento e che il consolidamento aziendale riguardi tutti i lavoratori e le lavoratrici, compresi quelli della società collegata Autostradale Viaggi.

Incinta assunta a tempo indeterminato, Grieco: “Doppiamente contenta”

FIRENZE - "Questa notizia ci fa doppiamente contenti. Prima di tutto perché si riscontra la serietà di un'azienda giovane, che assume in base al merito, ha gran parte del personale femminile e altamente qualificato e non ha considerato un problema la gravidanza, anzi, ha provveduto immediatamente ad assumere a tempo indeterminato. Dovrebbe essere la normalità, ma purtroppo così non è. Le buone pratiche devono essere valorizzate e diventare possibilmente un modello condiviso. Ringraziamo la stampa, che mette in luce le belle notizie, non solo quelle negative".

L'assessore a istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco commenta con soddisfazione la notizia comparsa oggi sulla stampa, secondo la quale una ventinovenne ingegnere edile di Capannoli, rimasta incinta alla fine del tirocinio, è stata assunta a tempo indeterminato dalla Livith di Martignana, azienda che si occupa di sicurezza negli ambienti di lavoro.

"Il secondo motivo per cui, come assessore a formazione e lavoro, sono contenta - prosegue Grieco - è che dall'articolo si evince come in Toscana il tirocinio sia usato e quindi rappresenti un importante strumento di avvicinamento al mercato del lavoro per i giovani diplomati o laureati. In effetti la Toscana - sottolinea l'assessore -, come certificato da Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro), è la Regione che ha la maggior percentuale, oltre il 50 per cento, di tirocini che vengono trasformati in rapporti di lavoro. Questo, perché abbiamo deciso di puntare sulla qualità, siglando un protocollo con l'Ispettorato nazionale del Lavoro, per aumentare i controlli e contrastare l'uso distorto di questo strumento".

L'assessore Grieco conclude rivolgendo "doppi complimenti all'azienda e auguri alla futura mamma".

Mancata fusione Renault-FCA, Rossi: “Rischi per la Toscana, il Governo batta un colpo”

FIRENZE - Il mancato accordo tra Fca e Renault potrebbe avere ripercussioni anche in Toscana. "Senza entrare nel merito della vicenda - commenta il presidente della Regione Enrico Rossi - non possiamo fare a meno di registrare i possibili rischi per un settore fondamentale per l'industria toscana che già oggi attraversa difficoltà come quello dell'automotive".

Rispetto alle possibilità di contraccolpi di questo tipo, per l'economia toscana e non solo, colpisce quello che il presidente Rossi definisce "l'assordante silenzio del Governo italiano".

"Allo scopo di aiutare a compensare un simile deficit cognitivo e politico – prosegue Rossi - ci permettiamo di far presente al ministro dello sviluppo economico (qualora avesse tempo per occuparsi dell'interesse nazionale) anziché della piattaforma Rousseau e della Casaleggio Associati, che cosa rappresenta la filiera automotive in Toscana. Certo, comprendiamo che non sia facile dialogare con la Francia dopo gli scivoloni dei mesi scorsi. Insomma chi di "gillettismo" ferisce, di "gillettismo" rischia di perire essendosi bruciato la reputazione istituzionale che un ministro della Repubblica deve avere e saper mantenere per poter dialogare con controparti governative senza elementi imbarazzanti. Tuttavia, proprio quando si ricoprono incarichi pubblici, occorre saper trovare la forza ed il coraggio per smentire anche se stessi quando sono in gioco interessi nazionali".

"In altri casi il ministro – prosegue il presidente - ha saputo agire in prima persona, vedi la vicenda Bekaert, dimostrando di saper incidere sulla chiusura di accordi con i sindacati per la cassa integrazione e l'avvio di un percorso di reindustrializzazione. I casi Renault-FCA e Whirpool dimostrano invece assenteismo e faticosa rincorsa: il ministero dello sviluppo economico non può essere solo il palcoscenico per roboanti dichiarazioni, deve essere un luogo di sano e duro lavoro istituzionale per la ricerca di soluzioni alle crisi aziendali e per negoziazioni pubblico-private. La Toscana sta facendo la sua parte. E cerca di dialogare anche con le multinazionali francesi. Lo abbiamo fatto meno di un mese fa in occasione della visita in Toscana del ministro degli esteri francese Le Drian accompagnato dall'ambasciatore a Roma Masset,  riunendo attorno a un tavolo i rappresentanti delle multinazionali insediate nella nostra regione e di quelle che avrebbero interesse ad insediarvisi. Venti ne avevamo invitate all'incontro e venti hanno partecipato. Chiedo quindi al Governo e al ministro un forte intervento a sostegno del settore automotive che anche in Toscana occupa diverse migliaia di persone".

Un po' di numeri Il settore auto e automotive, fabbricazione di auto, carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e componenti elettrici ed elettronici per motori in Toscana conta su 57 aziende che occupano oltre 3200 addetti.

Mancata fusione Renault-FCA, Rossi: “Rischi per la Toscana, il Governo batta un colpo”

FIRENZE - Il mancato accordo tra Fca e Renault potrebbe avere ripercussioni anche in Toscana. "Senza entrare nel merito della vicenda - commenta il presidente della Regione Enrico Rossi - non possiamo fare a meno di registrare i possibili rischi per un settore fondamentale per l'industria toscana che già oggi attraversa difficoltà come quello dell'automotive".

Rispetto alle possibilità di contraccolpi di questo tipo, per l'economia toscana e non solo, colpisce quello che il presidente Rossi definisce "l'assordante silenzio del Governo italiano".

"Allo scopo di aiutare a compensare un simile deficit cognitivo e politico – prosegue Rossi - ci permettiamo di far presente al ministro dello sviluppo economico (qualora avesse tempo per occuparsi dell'interesse nazionale) anziché della piattaforma Rousseau e della Casaleggio Associati, che cosa rappresenta la filiera automotive in Toscana. Certo, comprendiamo che non sia facile dialogare con la Francia dopo gli scivoloni dei mesi scorsi. Insomma chi di "gillettismo" ferisce, di "gillettismo" rischia di perire essendosi bruciato la reputazione istituzionale che un ministro della Repubblica deve avere e saper mantenere per poter dialogare con controparti governative senza elementi imbarazzanti. Tuttavia, proprio quando si ricoprono incarichi pubblici, occorre saper trovare la forza ed il coraggio per smentire anche se stessi quando sono in gioco interessi nazionali".

"In altri casi il ministro – prosegue il presidente - ha saputo agire in prima persona, vedi la vicenda Bekaert, dimostrando di saper incidere sulla chiusura di accordi con i sindacati per la cassa integrazione e l'avvio di un percorso di reindustrializzazione. I casi Renault-FCA e Whirpool dimostrano invece assenteismo e faticosa rincorsa: il ministero dello sviluppo economico non può essere solo il palcoscenico per roboanti dichiarazioni, deve essere un luogo di sano e duro lavoro istituzionale per la ricerca di soluzioni alle crisi aziendali e per negoziazioni pubblico-private. La Toscana sta facendo la sua parte. E cerca di dialogare anche con le multinazionali francesi. Lo abbiamo fatto meno di un mese fa in occasione della visita in Toscana del ministro degli esteri francese Le Drian accompagnato dall'ambasciatore a Roma Masset,  riunendo attorno a un tavolo i rappresentanti delle multinazionali insediate nella nostra regione e di quelle che avrebbero interesse ad insediarvisi. Venti ne avevamo invitate all'incontro e venti hanno partecipato. Chiedo quindi al Governo e al ministro un forte intervento a sostegno del settore automotive che anche in Toscana occupa diverse migliaia di persone".

Un po' di numeri Il settore auto e automotive, fabbricazione di auto, carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e componenti elettrici ed elettronici per motori in Toscana conta su 57 aziende che occupano oltre 3200 addetti.

Sfruttati in fabbrica a Bientina, Rossi: “Qualcosa di inaccettabile e contro cui lottare”

FIRENZE - La Regione plaude alla Guardia di finanza, che con il coordinamento della Procura ha arrestato a Pontedera un imprenditore cinese che nell'azienda conciaria di Bientina, in provincia di Pisa, sfruttava i dipendenti con turni infiniti e pagandoli solo 2 o 3 euro l'ora, in condizioni igieniche peraltro precario.

"Faccio i complimenti agli agenti e agli inquirenti – sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi – Abbiamo iniziato questa battaglia cinque anni fa a Prato, sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. E i controlli messi in atto, anche a Firenze e Pistoia, con gli oltre settanta ispettori delle Asl che abbiamo assunto hanno dimostrato di funzionare, fornendo elementi utili anche al contrasto dell'evasione fiscale o contro lo sfruttamento di lavoratori considerati a volte quasi come schiavi, che è qualcosa assolutamente di inaccettabile".

"La chiave vincente – aggiunge Rossi - è la collaborazione tra enti. L'abbiamo fatto anche per il caporalato, con un protocollo sperimentale contro lo sfruttamento lavorativo in agricoltura siglato tra Regione, Direzione interegionale Lavoro, Inps, Inail, associazioni di categoria di imprenditori agricoli e sindacati".