Garanzia Giovani, ecco come registrarsi

La Garanzia Giovani In Toscana è un progetto straordinario per garantire che i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano un percorso formativo per conseguire un titolo di studio, ricevano un'offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, apprendistato, tirocinio o servizio civile.

Per aderire a Garanzia Giovani è necessario registrarsi al portale e compilare la domanda di adesione. L'operazione di adesione restituirà il primo appuntamento disponibile presso il Centro Impiego prescelto ove sarà concordato un percorso di azioni (patto di Servizio) finalizzato ad offrire, entro 4 mesi dalla stipula del Patto, un'opportunità di lavoro o formativa.

Garanzia Giovani Toscana è un programma che si inserisce nell'ambito di una più complessiva strategia regionale per l'occupazione giovanile, già avviata con il progetto Giovanisì - vai alla pagina dedicata cliccando qui
http://www.giovanisi.it/2014/04/28/garanzia-giovani-in-toscana-2/

Entro tre anni a Piombino un polo siderurgico di avanguardia

FIRENZE – La Toscana non rinuncia all'obiettivo di produrre acciaio a Piombino, dove grazie anche all'Accordo di programma entro tre anni ci sarà un polo siderurgico di avanguardia in Europa, ambientalmente sostenibile e con maggior risparmio energetico. Proprio domani, per questo obiettivo, il presidente della Regione, che è anche coordinatore del comitato esecutivo, incontrerà a Roma il viceministro Claudio De Vincenti, per proseguire il lavoro iniziato e avviare entro tre mesi la costruzione di un preciso cronoprogramma.

Lo ha detto oggi il presidente della Regione nella sua comunicazione al Consiglio regionale sulla vicenda Lucchini. E' avvenuto ciò che tutti i lavoratori avrebbero voluto scongiurare, cioè la chiusura dell'area a caldo, ha detto tra l'altro il presidente, tuttavia l'accordo di programma . Frutto della lotta dei lavoratori e dell'impegno delle istituzioni permette di affrontare il futuro e di non darsi per vinti. L'Europa ha un Piano per la siderurgia e in questo Piano Piombino avrà un ruolo grazie alla riconversione ecologica. Una riconversione a cui, ha proseguito il presidente, i lavoratori chiedono di partecipare attivamente, non chiedendo la cassa integrazione ma un contratto di solidarietà che permetta loro di lavorare alle bonifiche del sito e di presidiare gli impianti perchè l'acciaio riprenda.

Il presidente, che ha ringraziato il governo e il presidente del consiglio per la spinta decisiva all'accordo, ha anche ricordato l'interessamento del Santo Padre, a cui si sono rivolti istintivamente i lavoratori, e che ha saputo intercettare e trasformare in mobilitazione collettiva le passioni travolgenti di chi ha visto tramontare una vita di sacrifici e di lavoro e una storia lunga 150 anni. C'è evidentemente una "connessione sentimentale" tra il popolo e il Santo Padre che le istituzioni e la politica stentano ad esprimere.

Quello che si progetta per Piombino è il più grande intervento mai fatto dalla Regione per una realtà industriale, ha proseguito il presidente, ricordando i termini economico-finanziari dell'accordo: tra il polo siderurgico e l'ammodernamento del porto, arriveranno a Piombino 275 milioni. Di questi ben 142 milioni sono le risorse della Regione Toscana. Per il polo siderurgico 142,2 milioni. Di cui dal Governo: 50 milioni per le bonifiche (messa in sicurezza della falda e del suolo) e 20 milioni per agevolazioni per investimenti. Dalla Regione 62,2 milioni per agevolazioni degli investimenti e 10 per bonifiche delle aree demaniali marittime. Per ammodernamento del porto: 133 milioni. Di cui dal Governo arrivano 56 milioni, dalla Regione 70,8 milioni e 5,6 dall'Autorità portuale.

Per quanto riguarda i lavori al porto il presidente ha detto che stanno proseguendo in tempi rapidi, tali da non far rinunciare all'idea che Costa Concordia possa essere trasportata e smantellata proprio a Piombino. La parte dell'Accordo su cui il presidente si è detto meno convinto ( e di varlo fatto presente anche al presidente del Consiglio) è quella relativa a strade e trasporti, su cui la Regione di aspetta un impegno maggiore. La Tirrenica va fatta, ha detto ancora, tocca al governo intervenire e alla Sat costruire. La Regione chiede che i lavori partano il più presto possibile.

Con questo progetto, ha concluso il presidente, la Toscana è in sintonia con la cultura economica e politica più avanzata, affronta una sfida non facile ma ce la può fare, perchè ci sono le condizioni perchè una storia millenaria possa proseguire.    

Al via il numero verde per conoscere le opportunità Fse in Toscana

FIRENZE - Tutte le informazioni sulle opportunità offerte dal programma toscano del Fondo sociale europeo (Fse 2007-2013) e, in prospettiva, le novità della nuova programmazione 2014-20120 che prenderà il via nei prossimi mesi,  saranno a portata di tutti i cittadini.

 

La Regione ha attivato un servizio di call center che ha messo a disposizione un numero verde, 800 14 2020, gratuito da telefono fisso e da cellulare.

 

E' possibile rivolgersi a questo numero per per richiedere informazioni sull'offerta e le modalità di accesso ai programma regionale del Fondo sociale europeo dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18.

 

Il servizio in particolare fornisce un'attività di primo orientamento per districarsi nell'offerta di interventi formativi, tirocini, incentivi alle assunzioni, sostegno all'autoimprenditorialità.

 

 

“Garanzia Giovani”, le Regioni sono pronte. L’assessore al lavoro risponde al ministro Poletti

Le Regioni non sono ferme e dal Primo maggio saranno pronte a far partire il Piano "Garanzia Giovani". Risponde così al ministro del lavoro Giuliano Poletti, intervistato dal Corriere della Sera, l'assessore al lavoro e alla formazione della Regione Toscana anche con il ruolo di coordinatore nazionale sui temi del lavoro e della formazione della Commissione istruzione, lavoro, innovazione ricerca della Conferenza delle Regioni.

L'assessore toscano, anche a nome dei colleghi delle altre Regioni, è rimasto stupito dalle dichiarazioni considerato il clima di positiva collaborazione che in questi mesi le Regioni hanno assicurato per garantire, proprio a partire dal Primo maggio, l'avvio del Piano "Garanzia Giovani" su tutto il territorio nazionale.

Tutte le Regioni hanno infatti partecipato attivamente a tutti gli incontri in calendario e definito insieme tutte le misure utili. Nel suo ruolo di coordinatore l'assessore toscano ha ribadito così come la stragrande maggioranza delle Regioni sia quindi pronta a partire dal Primo maggio nonostante la pesante incertezza che permane sui tempi con cui saranno messe a disposizione tutte le risorse necessarie a sostenere il programma.

La Regione Toscana, solo per fare un esempio, è una di queste. Ha infatti inviato al ministero del lavoro la convenzione firmata per l'attivazione del programma nei giorni precedenti la Pasqua e da domani, 28 aprile, sarà attivo il sito sul quale i ragazzi potranno iscriversi al Piano "Garanzia Giovani" e accedere quindi a tutte le opportunità previste (http://webs.rete.toscana.it/garanziagiovani/index.html).

L'assessore ha ricordato infine come la Toscana, ormai già da due anni, stia lavorando attivamente e con profitto nei confronti dei giovani con il Progetto Giovanisì, peraltro molto piu ampio negli interventi previsti a livello comunitario e destinato a tutti i giovani e non solo quelli nella fascia di età tra i 15 e i 24 a cui invece in prima battuta è rivolto "Garanzia Giovani". I giovani toscani, grazie alle politiche innovative della Regione, hanno infatti da tempo la possibilità di usuifruire di tirocini, servizio civile, contribuito per l'autonomia personale e accesso alla formazione qualificata.

L'assessore ha auspicato che già in giornata il ministro Poletti possa quindi chiarire le parole rilasciate alla stampa rimuovendo così ogni equivoco rispetto al lavoro condiviso fino ad oggi con il fine di promuovere uno dei programmi più rilevanti nei confronti dei giovani a livello comunitario.

Ddl Lavoro, la Toscana propone un “Sistema nazionale”

FIRENZE – Un 'sistema nazionale per il lavoro', articolato su un'agenzia nazionale ed agenzie regionali. É stato questo il punto sul quale si è concentrata l'attenzione della IX Commissione (Istruzione, lavoro, innovazione e ricerca) della Conferenza delle Regioni, coordinata dall'assessore alle attività produttive e lavoro della Toscana, che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma. La Commissione si è chiusa approvando un documento che contiene alcune osservazioni sul ddl delega sul lavoro, proposto dallo stesso assessore regionale, e che concentra l'attenzione in particolare sull'articolo 2 del ddl che riguarda la delega al Governo in materia di servizi per il lavoro e politiche attive.

La commissione ha fatto propria l'ipotesi di un 'sistema nazionale per il lavoro' articolato su un'agenzia nazionale ed agenzie regionali, ritenendo non adeguata l'ipotesi di una centralizzazione in un'unica agenzia nazionale. Questo, ha spiegato l'assessore, non solo a tutela delle competenze costituzionali delle regioni ma, soprattutto, per la consapevolezza che non esiste un indistinto mercato del lavoro nazionale ma che la componente territoriale è fondamentale e che quindi le politiche attive debbono poter essere articolate ed organizzate, pur in un quadro di uniformità di diritti da garantire, in maniera differente tra le varie regioni.

L'assessore hai poi spiegato che dovrà esserci un'agenzia nazionale che dovrà: definire i Lep (i Livelli essenziali delle prestazioni) ovvero gli standard dei servizi e delle prestazioni da erogare a livello nazionale e gli stessi standard per le dotazioni del personale a livello regionale, garantire il monitoraggio sul funzionamento dei servizi, il supporto sulle situazioni e crisi plurilocalizzate, avere funzioni di alto coordinamento e, quando fosse necessario, anche di sostituzione nei casi di inefficienza. Le agenzie regionali, diretta emanazione delle regioni (quindi enti strumentali senza cda), invece avranno la funzione gestionale e al loro interno confluiranno i dipendenti e le funzioni delle province e delle regioni in materia di politiche attive.

Questo assetto, secondo l'assessore, permetterebbe di evitare il rischio di dividere le politiche attive (che nel disegno del ddl sarebbero dell'Agenzia nazionale) dalla formazione che rimarrebbe comunque regionale. La Commissione ha approvato all'unanimità  il documento e gli emendamenti. Adesso sarà la conferenza dei presidenti che dovrà approvarli definitivamente ed accogliere la proposta. La Conferenza dovrebbe riunirsi la settimana prossima. L'assessore confida che il documento e gli emendamenti vengano fatti propri dalla Conferenza e su questa base si possa andare ad esprimere il parere in Conferenza stato regioni ed ottenere le modifiche al testo attualmente in discussione al Senato.