Snaitech preannuncia a sindacati nuovi licenziamenti

Snaitech preannuncia a sindacati nuovi licenziamenti

Interessati alla cassa integrazione 13 lavoratori. Per domani convocata l’assemblea dei lavoratori di Porcari (Lucca) per discutere le eventuali iniziative da portare avanti.

Snaitech vuole aprire una una nuova procedura di licenziamento collettivo per i lavoratori che ad oggi si trovano collocati in cassa integrazione fino a dicembre nelle sedi di Milano, Roma e Porcari (Lucca): secondo quanto riferisce la Fiom-Cgil, i cui rappresentanti hanno partecipato oggi all’incontro nazionale fra direzione aziendale e coordinamento sindacale, l’azienda intende procedere “poiché ad oggi non intravedono facili soluzioni a breve e ritengono che vi sia un esubero strutturale”.
Ad oggi sono interessati alla cassa integrazione 13 lavoratori.
“Contestiamo questa forzatura aziendale – accusa Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom per il gruppo Snai – mettendo in evidenza che non vi sarà assolutamente nessuna possibilità di trovare accordi sindacali che prevedono licenziamenti. Vi sono ancora dei mesi di tempo per trovare soluzioni alternative e di garanzia per tutti i lavoratori e per chiudere definitivamente la fase di crisi a tutti gli effetti. Per domani è stata convocata l’assemblea dei lavoratori di Porcari e verranno discusse le eventuali iniziative da portare avanti”.

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Lavoro, Toscana: 28 tavoli di crisi in 3 mesi

Lavoro, Toscana: 28 tavoli di crisi in 3 mesi

Nove i tavoli attivati per la prima volta, 7.103 i posti di lavoro a rischio. 91% delle vertenze riguarda l’industria

Dal 1 luglio al 30 settembre l’Unità di crisi per il lavoro della Regione Toscana ha convocato 28 tavoli per altrettante vertenze aziendali, per un totale di 9.168 lavoratori coinvolti fra dipendenti diretti che indiretti, e 7.103 posti di lavoro a rischio.

Dei 28 tavoli convocati, si legge in una nota della Regione,quelli attivati per la prima volta nel trimestre in questione sono 9 (per Abb-Power One, Decoart, Edison Giocattoli, Infogroup, Sannini, Scarlino Energia, Seca Piombino), per 1.550 lavoratori coinvolti e 355 posti di lavoro che risultano a rischio, quindi riferiti ad aziende in cui vi siano esuberi dichiarati o si faccia ricorso ad ammortizzatori sociali.

La maggior parte delle vertenze si riferisce, come già nel passato trimestre, all’industria (91%). Nel 36% dei casi si tratta di aziende oltre i 250 addetti, nel 32% fra i 51 e i 250 addetti, nel 29% fra 16 e 50 e nel 3% dei casi sotto i 15 addetti. Nel 68% dei casi le aziende coinvolte sono gruppi o aziende con stabilimenti anche fuori regione.

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Alstom-Siemens: fusione per stabilimento Firenze

Alstom-Siemens: fusione per stabilimento Firenze

Il progetto delle due aziende sarebbe quello di creare un polo europeo di segnalazione e produzione ferroviaria con oltre 46 mila dipendenti. Oggi incontro in Regione

La volontà del gruppo francese Alstom e della tedesca Siemens di procedere ad una fusione per realizzare un polo europeo nel settore della segnalazione e produzione ferroviaria, con oltre 46 mila dipendenti, è stata al centro dell’incontro di oggi fra il consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini e le organizzazioni sindacali Fiom e Fim e le Rsu dello stabilimento Alstom di Firenze.

Nel corso dell’incontro i rappresentanti dei lavoratori hanno informato dell’annuncio fatto dall’azienda che ha precisato la volontà di chiudere l’accordo in tempi brevi. Alla luce di questo scenario i lavoratori hanno chiesto alla Regione di segnalare al governo la necessità di seguire con attenzione tutte le fasi di questo delicato passaggio.

Simoncini ha raccolto la preoccupazione dei lavoratori inviando una lettera al Ministero dello sviluppo economico nella quale si ricorda il patrimonio di competenze e professionalità rappresentato dai 200 lavoratori dello stabilimento fiorentino di Alstom, il gruppo francese che in Italia conta 7 grandi stabilimenti e 3200 dipendenti diretti.

La Regione, ha ricordato il consigliere del presidente, segue da tempo le vicende dello stabilimento ex General Electric, proprio per l’importanza che ha sempre rivestito per l’economia regionale e per le competenze specifiche nel settore che gli hanno consentito, in passato, di conquistarsi importanti finanziamenti per progetti innovativi di ricerca e sviluppo.

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Fiom, Re David: “investire su formazione e aziende”

Fiom, Re David: “investire su formazione e aziende”

“Abbiamo un aumento dei posti di lavoro precari: infatti la nuova occupazione è tutta precaria, con orari bassi, salari bassi, e future pensioni molto basse. Credo che rimettere al centro il valore del lavoro e la formazione aiuti a trovare le professionalità adeguate”.

 

“I posti di lavoro ormai sono considerati così, basta che tu lavori un giorno in una settimana, o stai lavorando al momento in cui si fa la rilevazione, che si considera che stai lavorando: è una grande bugia”. Lo ha affermato Francesca Re David, segretario generale Fiom-Cgil, commentando il giudizio positivo dell’Ocse sulle riforme del mercato del lavoro in Italia. “C’è un grande imbroglio generalizzato su questo tema – ha aggiunto – perché le ore lavorate non aumentano, ma anzi continuano a essere molto più basse di prima della crisi”. “Se noi consideriamo quant’è un tempo pieno – ha spiegato Re David, a margine dell’assemblea dei delegati Fiom della Toscana – noi abbiamo 1,2 milioni di posti di lavoro in meno del 2008. Abbiamo un aumento dei posti di lavoro precari: infatti la nuova occupazione è tutta precaria, con orari bassi, salari bassi, e future pensioni molto basse”.

“Tutte le volte che dicono che tra i lavoratori non c’è abbastanza formazione e qualificazione devo dire e rimango molto stupita: le imprese italiane non investono in formazione”. Lo ha affermato sempre Francesca Re David, commentando gli ultimi dati Excelsior di Unioncamere resi noti ieri. “Noi nel contratto nazionale con Federmeccanica abbiamo ottenuto un risultato importante che sono le 24 ore come diritto individuale alla formazione professionale che va oltre le 150 di diritto allo studio e così via, ma siamo il paese in cui le aziende investono di meno, tranne alcune virtuose”. Secondo Re David, “quando si parla di professionalità di mestieri specifici e professionalità specifiche il tema è anche valorizzare il lavoro, remunerarlo, riconoscerlo: se invece si lavora solo in un’idea di abbassamento di costi e di precarietà, allora è anche difficile che uno da solo si specializzi. Quindi io credo che rimettere al centro il valore del lavoro e la formazione aiuti a trovare le professionalità adeguate”.

“In molti casi non si parla assolutamente di quali sono le politiche industriali e come rilanciare le aziende, che cosa metterci dentro: c’è una totale assenza da parte del governo che è assolutamente in linea con quello che è successo negli ultimi anni”. Continua il segretario generale della Fiom-Cgil. Re David lamenta come non ci sia “nessun intervento di indirizzo sulle politiche industriali, nessun intervento pubblico che faccia da volano all’intervento privato: e quindi ci troviamo paradossalmente col fatto che si va in pensione a 67-70 anni, le crisi, la fine degli ammortizzatori sociali, e nessun intervento serio sulle politiche industriali. Così è molto complicato. Si dice che la crisi si sta risolvendo e che il Pil sia in crescita, ma anche dove il Pil è in crescita questo non si accompagna con l’aumento dell’occupazione, quindi è una situazione molto complessa”. Nel 2018, ha ricordato la leader della Fiom, “avremo una situazione in cui finiscono gli ammortizzatori sociali, quindi ci troviamo ad affrontare le crisi senza neanche la possibilità di un accompagnamento da questo punto di vista”.

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Rifiuti: stop aumento compensi amministratori Sei Toscana

Rifiuti: stop aumento compensi amministratori Sei Toscana

I compensi degli amministratori di Sei Toscana, la società che si occupa dei rifiuti nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto, non saranno aumentati.

Il cda, convocato appositamente dal presidente, ha preso atto nella seduta odierna della delibera dell’assemblea dei soci dello scorso 11 settembre decidendo di non apportare alcun cambiamento all’attuale remunerazione degli incarichi percepiti dagli amministratori.
Contestualmente il Cda ha ritenuto opportuno richiedere ai soci di esprimersi attraverso una nuova delibera dell’assemblea. Nella stessa nota diffusa alla stampa Sei Toscana precisa che il budget massimo per i compensi agli amministratori è fissato in 180mila euro all’anno, non 300 mila come “erroneamente riportato e che ne sono effettivamente
utilizzati 160 mila”.
Infine, in riferimento alla comunicazione odierna del Prefetto di Siena, Sei Toscana precisa che, “come di consueto, in occasione di ogni convocazione degli organi societari anche in data 28 agosto ultimo scorso è stata cura della società trasmettere agli amministratori straordinari l’ordine del giorno dell’assemblea dei soci convocata per il successivo 11 settembre indicando, al punto 3, l”esame dei compensi dell’organo amministrativo senza peraltro ricevere dagli amministratori straordinari indicazioni particolari”.
“Sono soddisfatto che i componenti del consiglio abbiano sposato questa linea, rimandando ai soci la decisione relativa ai compensi – afferma il presidente di Sei Toscana, Roberto Paolini – Una scelta questa che consentirà ai soci di confrontarsi nuovamente in sede assembleare e trovare così una nuova soluzione capace di rispondere in modo adeguato anche alle istanze pervenute in questi giorni dalla componente pubblica della Società”.

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