Morto a Firenze Mario Becagli, inventore del ‘pile’

Morto a Firenze Mario Becagli, inventore del ‘pile’

Si è spento ieri, a Firenze, all’età di 88 anni, dopo una lunga malattia l’imprenditore tessile Mario Becagli. Con Becagli se ne va uno dei pionieri dell’industria tessile pratese.

Nato a Firenze nel 1929, si era diplomato nel famoso Istituto Tecnico Buzzi di Prato, Mario Becagli comincia, prestissimo, la sua esperienza industriale nel settore tessile.
Dotato di indicibile talento, si è dedicato alla ricerca dei tessuti tecnici sportswear ed è divenuto noto a Prato, negli anni Sessanta, per l’invenzione del “pile” e della pelliccia
ecologica, che gli ha consentito una rapida escalation nelle vette più alte dell’imprenditoria. Dall’inizio degli anni ottanta ha esteso, con grande profitto, i suoi interessi, anche
all’estero, nel campo immobiliare, turistico-alberghiero, agricolo e, da ultimo, nelle energie rinnovabili, divenendo così uno tra i più famosi imprenditori della Toscana. Si ricordano,
tra le varie aziende storiche del suo gruppo, la Tessile Fiorentina di Prato, la Casalbosco di Pistoia e la San Lorenzo di Grosseto. “Uomo di grande sensibilità e carisma, dotato di
forte temperamento, tenace, audace e geniale allo stesso tempo: all’intuizione seguiva, sempre, efficacemente, l’azione”, lo ricordano la moglie Teresa e i quattro figli Lorenzo,
Massimiliano, Niccolò e Tommaso, che lo hanno assistito fino all’ultimo.

L'articolo Morto a Firenze Mario Becagli, inventore del ‘pile’ proviene da www.controradio.it.

Voucher formativi per disoccupati e inoccupati. Scadenza a settembre

Voucher formativi per disoccupati e inoccupati. Scadenza a settembre

Entro il 10 settembre chi è in cerca di lavoro può richiedere uno o più voucher per la propria formazione e qualificazione, il che aumenterà le possibilità di trovare un impiego.

“Abbiamo ampliato la platea dei possibili beneficiari e percorsi finanziabili: in pratica sono esclusi solo i corsi per il pronto soccorso – sottolinea l’assessore al lavoro della Toscana, Cristina Grieco -. Ma l’aspetto più importante è che disoccupati e inoccupati non dovranno anticipare in alcun modo il costo del corso, neppure un euro”. Per la scadenza di settembre è previsto infatti che possano cedere il credito, ovvero il diritto all’assegno a cui avranno accesso dopo la rendicontazione, direttamente all’organismo che il corso l’organizza. In questo modo il vou cher sarà riscosso dall’agenzia.

L’importo varia a seconda del tipo di corso: fino a tremila euro per un percorso destinato all’ottenimento di una qualifica, 450 euro per la certificazione delle proprie competenze, 250 euro per altri corsi dovuti per legge per determinati impieghi.

L’elenco dei corsi per cui può essere utilizzato il voucher è consultabile online che raccoglie nel catalogo dell’offerta formativa pubblica sia i corsi a pagamento che quelli gratuiti (per i quali quindi non è necessario il voucher).

Le scadenze del bando sono trimestrali (dopo settembre la successiva finestra sarà il 10 novembre. Complessivamente da marzo sono state messi a disposizione dalla Regione 3 milioni e 900 mila euro, di cui un milione riservati ai voucher formativi individuali per le aree di crisi.

“La formazione – conclude l’assessore Grieco – è uno snodo essenziale e la Regione ha messo in campo tutti gli strumenti utili per garantire la ricollocazione dei disoccupati e il collegamento fra le competenze presenti nei territori e le professionalità richieste dalle imprese che si andranno ad insediare o che aumenteranno o riconvertiranno la propria produzione, in cerca per questo di nuovo personale. E l’opportunità di seguire un corso gratuito utile per aumentare le proprie conoscenze e competenze è qualcosa da non lasciarsi sfuggire”.

L'articolo Voucher formativi per disoccupati e inoccupati. Scadenza a settembre proviene da www.controradio.it.

Incidente sul lavoro: si ustiona con acido solforico,grave 36enne

Incidente sul lavoro: si ustiona con acido solforico,grave 36enne

Grave incidente sul lavoro stamani in una azienda che produce prodotti per la panificazione a Firenze.

Un operaio di 36 anni ha riportato gravi ustioni al volto e agli occhi causate, secondo le prime informazioni da acido solforico. Ancora da chiarire le cause dell’incidente.

Sul posto il 118 che ha trasferito l’uomo al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi.

L'articolo Incidente sul lavoro: si ustiona con acido solforico,grave 36enne proviene da www.controradio.it.

Solvay: 49 mln da accordo Toscana-Mise

Solvay: 49 mln da accordo Toscana-Mise

Al via gli investimenti previsti dal protocollo per il consolidamento e la reindustrializzazione del Parco industriale di Rosignano (Livorno) con la firma da parte del Mise e della Regione Toscana dell’accordo di programma.

L’accordo, sottoscritto oggi dai direttori generali del ministero per lo sviluppo economico Stefano Firpo e Carlo Sappino e dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, è
finalizzato a promuovere la realizzazione da parte di Solvay di un piano di sviluppo per la tutela ambientale con 48,9 milioni di euro di nuovi investimenti nel Parco industriale di Rosignano che saranno sostenuti da 11,6 milioni di contributi pubblici di cui 11,1 a carico del Mise e 0,5 della Regione Toscana.
Tra gli interventi tre distinti progetti che consentiranno di aumentare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale del sito, oltre a consentire un contenimento dei costi di
approvvigionamento di vapore e, più in generale, migliorare la competitività dell’impianto di carbonato di sodio.
Gli investimenti, si legge in una nota del Mise, sono “importanti perché, diretti a favorire il superamento della delicata fase congiunturale che il Gruppo Solvay si appresta ad
affrontare sui mercati, garantiranno contemporaneamente il consolidamento della chimica di base presente nel Parco industriale e significativi miglioramenti dal punto di vista
ambientale, creando inoltre le condizioni per l’avvio di percorsi di reindustrializzazione in grado di valorizzare le grandi potenzialità presenti nel sito”.

L'articolo Solvay: 49 mln da accordo Toscana-Mise proviene da www.controradio.it.

“Un’altra impresa”: nasce a Pistoia il ‘brand’ riservato alle aziende che accolgono lavoratori con disagio mentale

“Un’altra impresa”: nasce a Pistoia il ‘brand’ riservato alle aziende che accolgono   lavoratori con disagio mentale

 “Un’altra impresa. Il valore delle differenze”: eccolo pronto il “brand” che nella provincia di Pistoia distinguerà le aziende virtuose, impegnate nel favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di persone con disturbi mentali.

Il logo scelto gioca sul doppio senso della parola “impresa” dove l’asta inclinata sta a significare l’impresa coraggiosa e impegnativa del progetto, ovvero la strada in salita sulla quale si è riusciti a trasportare fino in cima un elemento di forma non rotonda ma addirittura quadrata che rappresenta la “differenza” portata in alto, accresciuta di valore e dignità. Le aziende che aderiranno al progetto sperimentale che parte da Pistoia (sviluppato dai servizi per il lavoro della Regione Toscana, promosso insieme al Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Toscana Centro e gestito dalla cooperativa Saperi Aperti) potranno avvalersi del brand per dimostrare la propria sensibilità al tema della responsabilità sociale.

Il progetto rientra in una più ampia azione di sensibilizzazione verso il mondo delle imprese del territorio provinciale pistoiese per accrescere la loro sensibilità verso il disagio mentale e la loro disponibilità ad accogliere persone che ne sono portatrici, che vedrà anche interventi mirati nel contesto produttivo locale di promozione dell’inserimento lavorativo delle persone affette da disagio psichico. Nome e logo sono stati scelti tramite il coinvolgimento anche delle associazioni dei familiari e delle aziende stesse chiamate a votare la proposta più convincente.

“Il progetto punta a superare lo stigma rivolto ancora oggi alle persone che si trovano ad affrontare disagi psichici – spiega Marina Babboni, dirigente responsabile dei Servizi per il Lavoro di Massa Carrara, Lucca e Pistoia della Regione Toscana – La scommessa, in un momento in cui le difficoltà del mondo del lavoro sono comuni a molti, è quella di coinvolgere i datori di lavoro, parlare alla loro sensibilità, per poter offrire alle persone con fragilità percorsi personalizzati di inserimento lavorativo, dal tirocinio, alla borsa lavoro fino al contratto a tempo indeterminato, nell’ambito dei servizi dei Centri per l’Impiego. I Centri per l’Impiego del territorio provinciale pistoiese portano avanti, anche nella nuova veste che hanno assunto dopo il passaggio delle funzioni alla Regione Toscana, un progetto che è radicato nel territorio e parte da lontano. Rappresenta una buona pratica che parte da questo territorio, degna di essere estesa al sistema regionale dei Centri per l’Impiego”.

Importante è anche che i lavoratori siano il più possibile formati e occupabili nel momento in cui incontrano le aziende, fanno parte del progetto quindi interventi di orientamento e di formazione.

La “scommessa” appena avviata a Pistoia parte dalla constatazione che il lavoro, condizione e strumento di autonomia e riabilitazione è in grado di sottrarre chi è in difficoltà al circuito dell’assistenza, con significativi vantaggi per la collettività.

Da recenti statistiche citate dagli organizzatori del progetto risulta che siano oltre 160 milioni – più del 30% della popolazione totale – gli europei colpiti da qualche forma di disturbo mentale (comprese anche le forme lievi). Solo in Italia il problema riguarderebbe circa 17 milioni di persone. E uno degli aspetti più problematici è costituito proprio dalla mancanza di lavoro che causa o che aggrava disturbi.

L'articolo “Un’altra impresa”: nasce a Pistoia il ‘brand’ riservato alle aziende che accolgono lavoratori con disagio mentale proviene da www.controradio.it.