Coronavirus: sindacati dichiarano sciopero commercio per domenica 29

Coronavirus: sindacati dichiarano sciopero commercio per domenica 29

“Ritenendo irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità collettiva di cui il paese ha bisogno, dichiariamo lo sciopero per domenica 29 marzo 2020”

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dichiarano per i punti vendita del settore commercio situati nel territorio regionale, lo sciopero per l’intera giornata domenica 29 marzo 2020.
“Tale dichiarazione deriva dal fatto che molte aziende del settore non hanno preso in considerazione le richieste del sindacato, sia a livello nazionale che regionale, di ridurre, in questa fase, le fasce orarie di apertura al pubblico e di prevedere la chiusura di tutti i punti vendita nelle giornate domenicali collocate nella vigenza dei decreti legislativi emanati dalla Presidenza del Consiglio in merito alla difficile situazione sanitaria” dicono i sindacati in un comunicato.
“Queste nostre richieste, hanno avuto nel corso della scorsa settimana, una parziale risposta da parte di alcune aziende, che hanno deciso ridurre le loro fasce di apertura e per la domenica di chiudere alle ore 15. Resta inteso che rimane centrale il problema di in un sovraffollamento nei punti vendita che rimarranno aperti, con evidenti e gravi problemi di contagio” aggiungono.

E ancora “le nostre richieste continuano a ricercare soluzione e proposte volte alla salvaguardia dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, ancora troppo spesso in condizioni di sicurezza precaria, dovute in parte alle negligenze aziendali e in parte all’eccessivo ricorso alla spesa giornaliera.Le lavoratrici ed i lavoratori del terziario/commercio e della cooperazione, hanno garantito in questa fase un servizio fondamentale e lo continueranno a fare, ma è necessario garantire anche a loro il dovuto recupero psico fisico”.

CGIL CISL e UIL chiedono che ”  ci sia un equiparazione degli orari commerciali e delle chiusure dei punti vendita, in modo tale da garantire ad aziende, clienti e lavoratori un trattamento univoco.In questa momento è sempre più necessario trasmettere il messaggio ‘io resto a casa’, ed è per questo che bisogna che le persone capiscano che la spesa si può fare una volta a settimana, che uscire di casa senza una reale necessità mette tutti in pericolo. Perché nessuno si salva da sol”.

“Per questi motivi – concludono-  ritenendo irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità collettiva di cui il paese ha bisogno, dichiariamo lo sciopero per domenica 29 marzo 2020. Le modalità dello sciopero sono a disposizione delle singole strutture sindacali territoriali. Chiediamo anche alle Istituzioni regionalmente competenti, di fare la propria parte intervenendo in modo deciso ed orientato a sensibilizzare le aziende nell’uniformare gli orari di apertura al pubblico e le giornate di chiusura alla vendita, per tutte le realtà alimentari di media e grande superficie, presenti in Toscana”

L'articolo Coronavirus: sindacati dichiarano sciopero commercio per domenica 29 proviene da www.controradio.it.

Coronavirus, Toscana: primi 84 mln per Cassa integrazione

Coronavirus, Toscana: primi  84 mln per Cassa integrazione

La Regione Toscana metterà  a disposizione, non appena si otterrà lo sblocco da parte di Inps, altri 60 milioni di euro derivanti dalle risorse residue della precedente gestione degli Ammortizzatori sociali.

Ammontano a circa 84 milioni di euro le risorse assegnate alla Toscana dalla prima tranche del decreto per la cassa integrazione in deroga. A queste, spiega una nota, si aggiungeranno le risorse della seconda tranche, che si stima saranno in proporzione superiori a 100 milioni di euro.
La Regione Toscana metterà poi a disposizione, non appena si otterrà lo sblocco da parte di Inps, altri 60 milioni di euro derivanti dalle risorse residue della precedente gestione degli Ammortizzatori sociali.
“Era un provvedimento molto atteso che in Regione Toscana ci metterà in condizione, avendo già firmato l’accordo con le parti sociali, di dare subito avvio allo strumento della deroga – sottolinea l’assessore regionale a lavoro, formazione e istruzione Cristina Grieco -. Apprezzo la rapidità con cui i ministri Catalfo e Gualtieri hanno concluso l’iter, per dare risposta immediata ad imprese e lavoratori in enorme difficoltà”.

Grieco ricorda di aver “fatto però presente la necessità di un rifinanziamento di tutti gli ammortizzatori sociali previsti per l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e dell’estensione del periodo di copertura della Cigd, considerato che le nove settimane ad oggi previste non saranno sufficienti a rispondere alle esigenze del tessuto produttivo delnostro territorio”. “Ho inoltre richiesto un rifinanziamento delle misure di Cigs e Mobilità in deroga – aggiunge l’assessore – destinate alle aree di crisi industriale complessa ritenendo non sufficiente quanto previsto dalla legge di bilancio, e di estendere la copertura della cassa integrazione anche per tutti i lavoratori assunti dopo il 23 febbraio, che attualmente si trovano privi di qualsiasi forma di sostegno al reddito. Oggi stesso avremo un incontro con il ministro per gli Affari regionali Boccia e presenterò queste richieste emendative a nome della Commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni

L'articolo Coronavirus, Toscana: primi 84 mln per Cassa integrazione proviene da www.controradio.it.

Sunia-Cgil, emergenza affitto per 150mila toscani a causa Coronavirus:

Sunia-Cgil, emergenza affitto per 150mila  toscani a causa Coronavirus:

Lo affermano la segretaria del Sunia Toscana Laura Grandi e Maurizio Brotini della segreteria regionale della Cgil.

In Toscana saranno oltre 150mila le persone in difficoltà con l’affitto a causa dell’emergenza Coronavirus e per questo occorre “ricontrattare i canoni e creare un fondo affitto per l’emergenza con soldi della Regione”. Lo affermano la segretaria del Sunia Toscana Laura Grandi e Maurizio Brotini della segreteria regionale della Cgil.
“Il nostro centralino squilla in continuazione in questi giorni – sottolinea Grandi in una nota -. Le richieste d’aiuto si susseguono, soprattutto da parte delle tante famiglie che lavoravano per i servizi legati al turismo e che adesso si vedano un periodo di grandissima difficoltà”. Per il sindacato “la parola d’ordine deve essere ‘Ricontrattiamo gli affitti’: è una prassi già sperimentata nella crisi economica del 2009 e prevede una revisione del canone di locazione per un breve periodo, con l’accordo delle parti in causa. Altro strumento importante e fondamentale sarebbe un intervento straordinario dello Stato e della Regione per stanziare un fondo affitti/coronavirus”. “Un contributo d’emergenza – osserva Brotini – che il Governo centrale potrebbe prevedere per intervenire immediatamente nelle situazioni di difficoltà economica. Ma chiediamo anche che la Regione Toscana intervenga in tal senso, creando un istituto che eroghi contributi in aiuto all’affitto, per poter intervenire immediatamenteed evitare le morosità”.

L'articolo Sunia-Cgil, emergenza affitto per 150mila toscani a causa Coronavirus: proviene da www.controradio.it.

Coronavirus, Casini Benvenuti (IRPET): “necessario ripensare economia, Stato torni a fare regia”

Coronavirus, Casini Benvenuti (IRPET): “necessario ripensare economia, Stato torni a fare regia”

Intervista con il direttore di IRPET (Istituto Regionale di Programmazione Economica della Toscana). “Questa è una crisi inedita, fare numeri oggi non ha senso”

“Serve ripensare l’organizzazione delle filiere, e la tendenza alla delocalizzaione, lo Stato dovrà guidare la riorganizzazione del sistema produttivo e sociale, rivedendo le priorità” dice Casini Benvenuti

L'articolo Coronavirus, Casini Benvenuti (IRPET): “necessario ripensare economia, Stato torni a fare regia” proviene da www.controradio.it.

Cgil-Cisl-Uil Firenze:“Sospendere le attività non indispensabili, si garantisca la sicurezza di chi deve lavorare, pronti a mobilitazioni e scioperi”:

Cgil-Cisl-Uil Firenze:“Sospendere le attività non indispensabili, si garantisca la sicurezza di chi deve lavorare, pronti a mobilitazioni e scioperi”:

“Sospendere le attività non indispensabili, si garantisca la sicurezza di chi deve lavorare, pronti a mobilitazioni e scioperi”: Cgil-Cisl-Uil Firenze oggi hanno incontrato sindaco e prefetto. Chiesta anche la chiusura domenicale dei supermercati.

“Oggi è il momento di mettere la salute di tutte e tutti al primo posto. Così come il Governo giustamente invita i cittadini a stare a casa, anche i lavoratori e le lavoratrici hanno il diritto di tutelarsi e di restare a casa, per la salute loro e per non mettere in ulteriore difficoltà il servizio sanitario nazionale. Quindi, si sospendano tutte le attività realmente non indispensabili”: lo sostengono Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze), Roberto Pistonina (segretario generale Cisl Firenze) e Paola Vecchiarino (Responsabile Uil Firenze).
I tre sindacalisti, a seguito dell’uscita del DPCM del 22 marzo 2020 che individua le attività economiche non essenziali che dovranno sospendere la produzione per far fronte al diffondersi del virus Covid-19 nella provincia di Firenze, hanno aperto un confronto con il sindaco della Città Metropolitana e il Prefetto di Firenze.
Questo il report degli incontri di oggi con sindaco e prefetto stilato da Galgani, Pistonina e Vecchiarino:
“Negli incontri che si sono tenuti nella giornata di oggi abbiamo ribadito le nostre posizioni, già espresse a livello nazionale:
− l’elenco dei settori individuati dal DPCM è troppo ampio rispetto alla definizione di “attività indispensabili” ed è quindi necessario che il governo corregga l’Allegato 1 al DPCM (come tra l’altro previsto dall’Art. 1 comma 1 lettera a);
− anche all’interno delle aziende che hanno codici Ateco realmente indispensabili si identifichino le attività essenziali, in modo da prevedere una riduzione della produzione utile all’effettivo rispetto degli obiettivi di salute pubblica;
− in tutte le attività lavorative, senza alcuna distinzione, si provveda a far rispettare il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo u.s. come previsto dall’Art. 1 comma 3 del DPCM del 22 marzo 2020 e in caso ciò non sia possibile si attivino gli ammortizzatori sociali previsti;
− in particolare si verifichi che in tutte le attività che restano aperte vi sia l’effettiva distribuzione dei DPI;
− si intervenga per ridurre la pressione sui supermercati, provvedendo alla chiusura domenicale, a incentivare la spesa di vicinato, ad evitare assembramenti comunque pericolosi in una fase di diffusione del contagio.
In particolare al Prefetto abbiamo rappresentato la richiesta di CGIL CISL e UIL nazionali di incontro con il Ministro dell’Economia e quello dello Sviluppo Economico per ridurre le attività ancora considerate essenziali in base al Decreto ~e perché intervenga attivamente per il rispetto della riduzione delle attività produttive e la tutela della sicurezza, non autorizzando le attività che non sono realmente funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività essenziali, che non siano a rischio in caso di interruzione e che non siano strategiche per l’economia nazionale”.

Concludono Galgani, Pistonina e Vecchiarino: “Cgil, Cisl e Uil del territorio fiorentino invitano e sostengono le proprie categorie e le Rsu a mettere in campo tutte le iniziative di lotta e di mobilitazione, fino alla proclamazione dello sciopero, per sostenere le proposte avanzate e valuteranno iniziative territoriali qualora si rendano necessarie, in accordo con quanto verrà stabilito a livello nazionale. Oggi è il momento di mettere la salute di tutte e tutti al primo posto: deve essere una responsabilità di tutti. Responsabilità che non è mai mancata da chi lavora nei servizi essenziali, a partire dalla Sanità: è indispensabile che queste lavoratrici e lavoratori siano messi in condizione di lavorare con risorse e dispositivi adeguati”.

L'articolo Cgil-Cisl-Uil Firenze:“Sospendere le attività non indispensabili, si garantisca la sicurezza di chi deve lavorare, pronti a mobilitazioni e scioperi”: proviene da www.controradio.it.