Livorno: Nogarin, al via il reddito cittadinanza locale

Livorno: Nogarin, al via il reddito cittadinanza locale

Via al pagamento del reddito di cittadinanza a Livorno. Lo ha annunciato oggi su Facebook il sindaco M5s Filippo Nogarin.

“Nei prossimi giorni – scrive Nogarin – il Comune invierà un sms ai 187 beneficiari del reddito di cittadinanza 2018 con le indicazioni su quando e dove andare a ritirare il contributo”.

“Una boccata d’ossigeno – prosegue il sindaco Nogarin – indispensabile per i livornesi in difficoltà economica che in questa prima fase riceveranno le risorse relative ai primi sei mesi dell’anno.

In totale si tratta di 1.200 euro a famiglia. Dopodiché, a partire da settembre, procederemo con il pagamento delle altre mensilità”.

“L’ho già detto e lo ripeto – conclude il primo cittadino – per chiudere il cerchio e rendere davvero efficace questa misura di sostegno, bisogna agire sul reinserimento lavorativo.

Il che significa mettere mano alla normativa a livello nazionale. Questo è l’unico governo che può portare a termine una riforma che sarebbe epocale”.

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Presidio Cl’a: “niente stipendi da marzo”

Presidio Cl’a: “niente stipendi da marzo”

Vertenza Cl’a (Cooperativa l’Avvenire di Montelupo Fiorentino, ex Consorzio Etruria): oggi alle 11 nella sede della Regione Toscana in piazza Duomo c’è stato un incontro tra l’istituzione, il commissario liquidatore, Sicrea (che ha affittato un ramo d’azienda) e la Fillea Cgil. Lavoratori in presidio fuori dalla sede. 20 luglio nuovo summit.

Si è svolta oggi la vertenza Cl’a tra l’istituzione, il commissario liquidatore, Sicrea e la Fillea Cgil. Nell’occasione, presidio dei lavoratori in piazza Duomo davanti alla Regione che non riscuotono da marzo e la maggior parte di loro non ha avuto accesso alla Naspi; mentre l’accordo sulla mobilità che prevedeva incentivi all’esodo al momento è disatteso.

Una lavoratrice in presidio ha infatti dichiarato: “Chiediamo che venga rispettato l’accordo che avevamo accettato in conseguenza al licenziamento collettivo che ci era stato fatto: licenziati tutti i lavoratori nel mese di maggio. Avevamo fatto un accordo che prevedeva tra diversi impegni anche l’esodo incentivato, ma sono scaduti i termini. Sembra quindi che non venga rispettato: la riunione è per chiedere il rispetto di questo accordo”.

Sicrea ad oggi ha assunto poco meno di 20 persone di Cl’a, il resto dei lavoratori è a casa, a parte qualcuno che sta lavorando al concordato di Consorzio Etruria.
Alla fine dell’incontro Giulia Bartoli (segretaria generale Fillea Cgil Toscana) ha dichiarato: “Dalle iniziali rigidità siamo mediamente soddisfatti di come è andato l’incontro. Abbiamo chiamato a responsabilità tutte le parti firmatarie dell’accordo e chiesto la sua applicazione integrale, soprattutto sulla parte dei sostegni economici, per evitare una ricaduta sociale ben più consistente. L’incontro è aggiornato a venerdì 20 luglio, momento in cui vogliamo arrivare alla definizione. In questa settimana avremo vari incontri con tutti i soggetti per trovare le dovute soluzioni. I lavoratori sono stanchi, esasperati e con un condizione precaria anche economicamente ma sono pronti a proseguire nelle mobilitazioni”.

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Lidl, indetto da Filcams Cgil uno sciopero nazionale

Lidl, indetto da Filcams Cgil uno sciopero nazionale

Lidl, domani venerdì 13 luglio sciopero nazionale dei lavoratori indetto dalla Filcams Cgil: in Toscana è previsto un presidio regionale a Pontedera (Pisa) davanti al magazzino in via Alberto Carpi 29 dalle 8:30 fino alla sera (l’altro è a Massa Lombarda, in provincia di Ravenna).

Si tratta di uno sciopero nazionale dichiarato dopo la firma separata del contratto integrativo aziendale avvenuta in data 6 marzo 2018. La Filcams non ha sottoscritto il contratto in quanto l’accordo siglato da Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si discosta in modo rilevante dalle richieste presentate unitariamente.

Dice la Filcams Cgil Toscana: ”E’ un accordo che, pur in presenza di un andamento e di risultati economici estremamente positivi da parte di Lidl, determina un complessivo e sostanziale arretramento della qualità dell’occupazione nei punti di vendita”.

“C’è grande disappunto nel merito e nel metodo su questa intesa che non abbiamo firmato, siamo a fianco dei lavoratori Lidl”, fa sapere la Filcams Cgil Firenze che porterà ben oltre 100 lavoratori fiorentini – che arriveranno in pullman organizzati o mezzi propri – al presidio di Pontedera di domani.

Anche dal resto della Toscana sono attesi tantissimi lavoratori.

La Filcams si era data l’obiettivo di dare ai lavoratori un accordo che valorizzasse il fondamentale contributo apportato dai lavoratori ai fini dei considerevoli risultati raggiunti da Lidl in questi anni in termini di fatturato e utili.

Il rinnovo siglato desta perplessità, avendo inserito nel contratto integrativo importanti deroghe al contratto nazionale in materia di flessibilità, inserendo il riferimento all’Art. 8 della Legge 148/2011 che consentirà a Lidl di derogare al contratto nazionale, determinando un forte peggioramento delle condizioni di lavoro.

Anche la richiesta di definire un sistema che disciplinasse la questione del consolidamento dell’orario di lavoro dei tantissimi lavoratori part time, non è stata accolta.

Nell’accordo si introduce una sperimentazione che coinvolge un numero limitato di lavoratori part time, con un aumento non rilevante di ore, al quale però si aggiunge l’accettazione da parte del lavoratore di una flessibilità incontrollata.

L’azienda potrà decidere unilateralmente gli orari in cui i lavoratori sono tenuti a prestare la loro opera, restando a completa disposizione della Lidl.

Inoltre l’azienda si è rifiutata di discutere di qualsiasi forma di incentivazione salariale, pur in una situazione economica positiva.

Per queste ragioni la Filcams, dopo la firma separata, ha convocato le assemblee in tutti i posti di lavoro, per informare i lavoratori, dalle assemblee sono usciti diffusamente ordini del giorno che sono stati inviati all’azienda, chiedendo di riaprire la trattativa e minacciando una giornata di sciopero per il 7 giugno.

Durante i successivi incontri l’azienda ha assunto un atteggiamento di complessiva indisponibilità ad entrare nel merito delle richieste, al termine dei quali si è deciso di proclamare per venerdì 13 luglio lo sciopero nazionale dei dipendenti Lidl.

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Attrazione Investimenti, oggi a Firenze la prima tappa

Attrazione Investimenti, oggi a Firenze la prima tappa

Si è tenuta oggi a Firenze, in Sala Pegaso a Palazzo Strozzi Sacrati, la prima tappa del Tour Italiano Attrazione Investimenti, organizzata dalla Regione Toscana in collaborazione con il Tavolo di coordinamento Stato-Regioni per l’attrazione degli investimenti, di cui fanno parte MISE, MAECI, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonomie di Trento e Bolzano ed ICE-Agenzia.

Il Tour Attrazione Investimenti è solo l’ultima delle attività Governo-Regioni in tema di attrazione degli investimenti dall’estero che, in un anno e mezzo, hanno visto l’organizzazione di corsi di formazione e tavoli di lavoro, con lo scopo di dare a tutte le strutture dedite all’attrazione degli investimenti una base comune di conoscenze e capacity building in materia.

Obiettivo finale del Tavolo di coordinamento è creare una catena di governance strutturata che faciliti l’ingresso di investitori e nuovi capitali nel nostro Paese e mappare le opportunità presenti nei territori (incentivi, distretti e cluster industriali, siti produttivi dismessi da valorizzare, ecc).

Gli investimenti dall’estero sono fondamentali per almeno due motivi: innanzitutto, gli investimenti greenfield e brownfield (intesi come creazione di nuove imprese o ampliamento di quelle già esistenti) hanno un impatto diretto su occupazione e valore aggiunto prodotto.

In secondo luogo, gli investimenti esteri apportano nuovi capitali al nostro sistema imprenditoriale, composto per la maggior parte da PMI, che può così beneficiare di metodologie di lavoro ed organizzative innovative e dimestichezza con mercati lontani, altrimenti difficilmente penetrabili.

Nel corso della presentazione, sono stati illustrati l’attuale governance nazionale e i molteplici incentivi per gli investitori stranieri, con un focus particolare sulla Toscana che ha presentato l’attività svolta ormai da alcuni anni dalla struttura Invest in Tuscany, voluta dal presidente della Regione Enrico Rossi proprio per supportare gli investitori.

All’estero, il primo contatto avviene con la Rete di Ambasciate e Consolati e degli Uffici di ICE-Agenzia, che ha anche costituito 9 Desk specializzati nelle principali piazze finanziarie del mondo.

In Italia è nato, nel 2014, il Comitato Attrazione Investimenti Esteri con il compito di accogliere i grandi investitori e di formulare proposte di semplificazione normativa.

ICE-Agenzia segue le fasi operative dell’attrazione degli investimenti, accompagnando gli investitori durante tutto il processo, anche sul territorio nazionale.

Il raccordo con gli enti territoriali, in prima battuta le Regioni, avviene grazie al costante coordinamento della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

La Toscana – ha spiegato Stefano Nigro, direttore dell’ufficio coordinamento attrazione investimenti dell’Ice – si sta muovendo anche in termini promozionali in modo molto efficace, ed è una delle regioni più attrattive per l’investitore estero”.

Le prossime tappe del Tour sono attese, dopo l’estate, in Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Marche.

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Confindustria Firenze: ”DI dignità preoccupa gli investitori”

Confindustria Firenze: ”DI dignità preoccupa gli investitori”

Fabrizio Monsani, vicepresidente di Confindustria Firenze, ha affermato: “Il Decreto Dignità, con le sue prescrizioni per le multinazionali che investono in Italia, è un elemento che crea più preoccupazione nell’investitore: se prima ci pensa due volte ora ci pensa tre volte”.

Monsani, che è anche manager di Thales Italia, a margine della prima tappa del Tour Italiano Attrazione Investimenti oggi a Firenze, ha inoltre dichiarato: “Ritengo che il DI dignità sia un ulteriore ostacolo quando un’azienda se ne va da un paese bisogna anche verificare il perché, capire quali sono le cause, e probabilmente correggere per il prossimo pensiero che può avere qualsiasi altra impresa.

Io non credo che un’azienda, anche se se ne va dopo pochi anni e ha ricevuto incentivi, non abbia dato al territorio e al Paese un apporto superiore a quelli che sono stati gli incentivi”.

Il decreto, secondo Monsani e Confindustria Firenze, è dunque “una punizione che però non punisce solo quello che oggi decide di andarsene, ma probabilmente punisce l’attrattività”.

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