Il 12 dicembre nuova asta per la Ulivelli di Sesto Fiorentino

Il 12 dicembre nuova asta per la Ulivelli di Sesto Fiorentino

Il 12 dicembre nuova asta per la Ulivelli di Sesto, Regione e Comune: “Opportunità da cogliere per le aziende del settore”

Nuova asta il 12 dicembre per la Ulivelli di Sesto Fiorentino, l’azienda di accessori per pelletteria guidata attualmente da un curatore fallimentare. Una realtà di eccellenza, che lavora per marchi di grande prestigio e che nonostante il fallimento sta continuando ad acquisire ordinativi e a produrre.

Al tavolo riunito stamani dal consigliere del presidente Enrico Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini – presenti l’assessora sestese allo sviluppo economico, Gabriella Bruschi, il curatore, dottoressa Federica Feci, e i rappresentanti della Fiom di Firenze – si è fatto il punto sulla procedura di vendita e preso atto delle prospettive di ripresa dell’azienda.

Sia Regione che Comune hanno sottolineato il positivo lavoro del curatore che ha dato mandato di valorizzare le qualità produttive della Ulivelli. Un percorso sostenuto dall’atteggiamento di grande responsabilità dei 13 lavoratori e dei sindacati. Questi, accettando l’attivazione del part-time con la conseguente riduzione dei salari, hanno consentito all’azienda di proseguire l’attività.

L’asta del 12, ha sottolineato Simoncini, costituisce una grande opportunità per le aziende del settore, in particolare quelle del territorio. Attraverso l’acquisizione potranno integrare le loro attività con quelle di una società in grado di offrire tutte le fasi di produzione, compresa quella del trattamento galvanico, che non tutte le ditte di accessori hanno.

Simoncini e Bruschi hanno quindi espresso l’auspicio che la prossima asta veda una forte e qualificata partecipazione. Hanno assicurato che Regione e Comune attiveranno tutti gli strumenti previsti per sostenere l’azione degli acquirenti.

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Il 12 dicembre nuova asta per la Ulivelli di Sesto, Regione e Comune: “Opportunità da cogliere per le aziende del settore”

Nuova asta il 12 dicembre per la Ulivelli di Sesto Fiorentino, l’azienda di accessori per pelletteria guidata attualmente da un curatore fallimentare. Una realtà di eccellenza, che lavora per marchi di grande prestigio e che nonostante il fallimento sta continuando ad acquisire ordinativi e a produrre.

Al tavolo riunito stamani dal consigliere del presidente Enrico Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini – presenti l’assessora sestese allo sviluppo economico, Gabriella Bruschi, il curatore, dottoressa Federica Feci, e i rappresentanti della Fiom di Firenze – si è fatto il punto sulla procedura di vendita e preso atto delle prospettive di ripresa dell’azienda.

Sia Regione che Comune hanno sottolineato il positivo lavoro del curatore che ha dato mandato di valorizzare le qualità produttive della Ulivelli. Un percorso sostenuto dall’atteggiamento di grande responsabilità dei 13 lavoratori e dei sindacati. Questi, accettando l’attivazione del part-time con la conseguente riduzione dei salari, hanno consentito all’azienda di proseguire l’attività.

L’asta del 12, ha sottolineato Simoncini, costituisce una grande opportunità per le aziende del settore, in particolare quelle del territorio. Attraverso l’acquisizione potranno integrare le loro attività con quelle di una società in grado di offrire tutte le fasi di produzione, compresa quella del trattamento galvanico, che non tutte le ditte di accessori hanno.

Simoncini e Bruschi hanno quindi espresso l’auspicio che la prossima asta veda una forte e qualificata partecipazione. Hanno assicurato che Regione e Comune attiveranno tutti gli strumenti previsti per sostenere l’azione degli acquirenti.

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Firenze: sospese due attività commerciali per lavoratori irregolari e clandestini

Firenze: sospese due attività commerciali per lavoratori irregolari e clandestini

Sono sospese due attività commerciali a Campi Bisenzio: individuati 30 lavoratori irregolari di cui 13 clandestini a seguito di un’indagine della Guardia di Finanza

Nei giorni scorsi, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale hanno svolto un servizio insieme a funzionari dell’Azienda Sanitaria Locale ed dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Firenze per contrastare fenomeni di lavoro “sommerso”. Le attività ispettive
hanno interessato un capannone “alveare”  nella periferia del Comune di Campi Bisenzio (FI) dove operavano 4 attività commerciali che producevano vestiario e accessori in pelle.

L’intervento ha consentito di individuare all’interno delle strutture ispezionate, risultate essere particolarmente fatiscenti, 34 lavoratori di origine cinese intenti a lavorare in condizioni di particolare degrado, in ambienti privi di qualsiasi requisito di sicurezza, alcuni adibiti anche a dormitori. Più in particolare, dei 34 lavoratori complessivamente controllati: 20, erano completamente privi di contratto di lavoro e 13 di essi erano soggetti totalmente “clandestini” ai fini della normativa sul permesso di soggiorno.

10, sono risultati “irregolari” poiché erano in possesso di un contratto di lavoro non rispondente alla reale attività svolta (ad esempio, dichiarazione di un impiego part time anziché full time). I 13 soggetti clandestini ed 1 datore di lavoro sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Firenze, rispettivamente, per il reato di ingresso e soggiorno illegale sul territorio nazionale (ex art. 10-bis del D.Lgs. n. 286/1998), mentre il datore di lavoro risponderà all’autorità Giudiziaria per aver impiegato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno (ex art. 22, commi 12 e 12-bis, della citata normativa).

È stata disposta la sospensione dell’attività a cura dell’Ispettorato del Lavoro nei confronti di 2 ditte. L’ASL di Firenze, invece, ha provveduto a contestare autonomamente violazioni alla normativa in materia di sicurezza sul lavoro nonché a rilevare le scarse condizioni igienico-sanitarie dei locali.

Le sanzioni amministrative nei confronti dei datori di lavoro e delle persone clandestine sorprese durante le attività di servizio ammontano complessivamente a oltre € 70.000.

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Scandicci, Giga Grandi Cucine: domani sciopero e presidio davanti fabbriche

Scandicci, Giga Grandi Cucine: domani sciopero e presidio davanti fabbriche

Domani, giovedì 22 novembre, sciopero-presidio (ore 10-12) con la Fiom Cgil davanti ai cancelli della fabbrica, Giga Grandi Cucine, in via Pisana, 336. Per i sindacati parteciperanno Daniele Calosi e Andrea Brunetti.

Si è interrotta la trattativa sindacale alla Giga Grandi Cucine, l’azienda di Scandicci (Firenze) acquisita nel 2008 dalla multinazionale statunitense Middleby. L’azienda è leader mondiale nella produzione di macchinari per la trasformazione alimentare e proprietaria di 45 marchi del settore con decine di migliaia di dipendenti sparsi negli stabilimenti in giro per il mondo.

Ad ottobre l’azienda aveva deciso di delocalizzare alcune produzioni in altri stabilimenti del gruppo – alcune delle quali sviluppate proprio a Scandicci – ed aveva aperto una procedura di mobilità con 20 esuberi sui 50 dipendenti totali. “Negli ultimi incontri abbiamo ottenuto la trasformazione della procedura con l’utilizzo del contratto di solidarietà per far fronte alla crisi in atto e aperto alle uscite su base volontaria. Accettiamo la sfida della riorganizzazione ma per rilanciare l’attività occorre uno sforzo di Middleby nel sostenere i costi dell’operazione e quelli relativi alle uscite, altrimenti questi due mesi di trattative sono stati inutili”, spiegano la Fiom e la Rsu Fiom.

Lo abbiamo detto con Bekaert, lo ripetiamo per Giga Grandi Cucine: una multinazionale, nel nostro Paese, non può decidere di fare quel che gli pare. L’azienda ci ha lanciato una sfida, l’abbiamo accettata nonostante la riorganizzazione avvenga soltanto con le briciole, in assenza di investimenti e con una ristrutturazione costosa in termini occupazionali. Però adesso basta: se alla sfida non ci crede neppure la dirigenza allora vendano l’attività prima di lasciare un deserto. Non vorremmo che questo smantellamento dell’impresa porti con sé altri licenziamenti”, aggiunge Daniele Calosi, Segretario Generale della Fiom Cgil di Firenze, che chiede alle istituzioni locali di far sentire il loro sostegno.

 

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Foodora: regione chiederà intervento Mise per tutelare occupazione e condizioni lavoro

Foodora: regione chiederà intervento Mise per tutelare occupazione e condizioni lavoro

“Il tempo stringe, è adesso che bisogna trovare una soluzione e portare le aziende a una trattativa. Terremo alto il livello di attenzione”. deunciano i sindacati.

Sul delicato passaggio di Foodora alla spagnola Glovo, che al momento non prevede alcun trasferimento di contratto per i 200 lavoratori che operano su Firenze, la Regione chiederà un intervento del Mise (sono 2mila i dipendenti coinvolti in tutta Italia), anche in considerazione del tavolo nazionale sull’intero settore aperto al Ministero del lavoro.

Questo è quanto detto dal consigliere del presidente Enrico Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, che oggi ha incontrato sulla questione i rappresentanti sindacali di Nidil-Cgil e Felsa-Cisl. Simoncini ha ribadito l’impegno della Regione, più volte sottolineato anche da interventi del presidente Rossi, sul tema dei diritti dei lavoratori “digitali” ad ha assicurato il sostegno alle richieste dei sindacati per la continuità occupazionale e contrattuale. Oltre all’iniziativa verso il Mise, ha affermato il consigliere, verranno attivati contatti nei confronti degli amministratori di Foodora per chiedere garanzie per i lavoratori coinvolti.

Il 30 novembre, hanno ricordato i sindacati, scadranno i contratti in essere e da parte della nuova proprietà non è arrivata alcuna assicurazione circa la riassunzione dei lavoratori, ma solo la generica disponibilità a valutare i curricula dei dipendenti. A questo si aggiunge, hanno sottolineato, anche la certezza che non vengano confermate le attuali condizioni di lavoro.

Sul fronte sindacati, sono intervenute, Ilaria Lani di Nidil Cgil e Silvia Casini di Felsa Cisl, al termine del Tavolo sulla vertenza Foodora-Glovo che si è riunito oggi pomeriggio in Regione. “Per noi l’obiettivo è lo stesso: i ciclofattorini, che hanno subito un trattamento grave e inaccettabile, devono essere riassunti alle stesse condizioni e occorre regolamentare il settore per garantire a tutti diritti e tutele” hanno detto Lani e Casini.

La Regione si è impegnata a convocare le aziende interessate e a sollecitare sulla vertenza il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico, anche alla luce del tavolo che su questo settore si è insediato con le organizzazioni di rappresentanza. La vertenza fiorentina Foodora-Glovo, sempre questo pomeriggio, è stata oggetto anche di una discussione nella Commissione lavoro del Consiglio comunale di Firenze, che ha avuto in audizione lavoratori e rappresentanti sindacali.

A Firenze sono circa 200 i ciclofattorini di Foodora che resteranno senza lavoro dal 1° dicembre, quando scadrà il loro contratto (un Co.co.co): con l’annunciata vendita di Foodora a Glovo, è infatti trapelata la volontà di Glovo di non voler dare continuità ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati da Foodora con quasi 2mila rider in tutta Italia.

Per continuare a lavorare i ciclofattorini, se vorranno, potranno solo partecipare alle selezioni di Glovo, senza nessuna garanzia di continuità occupazionale, e sperare di vincerle all’interno di una gara con nuovi sistemi di ranking. Qualora fossero scelti da Glovo, vedrebbero in ogni caso peggiorare le proprie condizioni di lavoro, in quanto non avrebbero un Co.co.co ma una collaborazione occasionale pagata a cottimo.

 

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