Al Teatro della Compagnia di Firenze, l’evento dedicato alle imprese formate da studenti

Al Teatro della Compagnia di Firenze, l’evento dedicato alle imprese formate da studenti

Le esperienze saranno premiate oggi a Firenze nel corso dell’evento, “L’Impresa si fa in classe 3! Verso Orizzonti Sostenibili” dedicato appunto alle imprese cooperative simulate, nate in Toscana e formate da studenti delle scuole primarie e secondarie di 1 ^ e 2^ grado.

La classe che lavora per rendere accessibile la città di Lucca, la scuola che coltiva piante aromatiche e rose con la collaborazione di persone svantaggiate a Borgo San Lorenzo, gli studenti che vendono ortaggi per permettere a tutti i compagni di andare in gita e il progetto di digitalizzazione di testi e restauro di strumenti scientifici a Firenze.

L’evento è stato organizzato da Confcooperative Toscana e dalla Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo nell’ambito del Progetto Toscana 2020 e con riferimento al progetto di alternanza scuola-lavoro Coop Work In Class.

In 30 scuole toscane, sono state 18 le nuove imprese cooperative simulate e 24 quelle di più lungo corso che hanno svolto la loro attività economica e sociale, in questa quarta edizione del progetto Toscana 2020, che si chiuderà  a febbraio 2019. Gli studenti coinvolti sono 1.547, 86 i professori impegnati nell’affiancamento, 11 le Bcc coinvolte, 21 i tutor provenienti da 16 cooperative che hanno accompagnato i ragazzi nella fondazione delle imprese.

Quattro  le imprese cooperative scolastiche finaliste della seconda edizione del bando, “Idee per Imprese Cooperative”, promosso in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per la Toscana che sono state premiate in questo ormai consueto appuntamento delle scuole toscane coi volte nel progetto: “AccessibilITI” dell’istituto Polo Fermi-Giorgi di Lucca che lavora per rendere accessibile la città; “Logos” del Rossi di Massa che digitalizza testi, restaura strumenti di fisica e realizza laboratori teatrali; “Ortisti per caso” dell’Istituto Agrario di Firenze che coltiva, trasforma e vende ortaggi e prodotti, per una finalità solidale; “Zappa e ottieni” dell’Istituto Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo (Firenze) dove si coltivano basilico, piante aromatiche e rose con l’inserimento di persone svantaggiate e con la collaborazione di realtà locali.

 

 

 

 

 

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Piombino, Aferpi: piano Jindal da subito con 435 lavoratori, a regime nel 2022

Piombino, Aferpi: piano Jindal da subito con 435 lavoratori, a regime nel 2022

È quanto fanno sapere i sindacati al termine dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico. Il piano di Jindal per le acciaierie Aferpi di Piombino prevederebbe nelle linee guida il riavvio già entro quest’anno dei tre laminatoi per cui verrebbero reimpiegati 435 lavoratori.

Il progetto per l’area a caldo verrà presentato invece tra 18 mesi e dovrebbe portare alla realizzazione di due o tre forni entro il 2022. Nel 2019 l’occupazione nella laminazione salirebbe a 645 unità e 705 nel 2020. Nell’area a caldo sarebbero impiegati tra i 600 e gli 800 lavoratori. Quindi si arriverebbe a 1.500 circa mentre oggi in Aferpi si sfiora quota 2 mila. Tuttavia, fanno notare sempre i sindacati, da qui a cinque anni ci dovrebbero anche essere dei pensionamenti.

“Partono con 400-450 lavoratori e dovrebbero arrivare a 700 entro quest’anno, ma noi chiediamo che a questi se ne aggiungano altri 200 che potrebbero essere impiegati negli interventi di demolizione, visto che ci sono delle parti dello stabilimento da smantellare”, spiega Rossi.
Il piano industriale presentato da Jindal per le acciaierie Aferpi di Piombino appare “credibile”, ora però “vogliamo discutere tempi e modi”, visto che la vicenda riguarda “2mila lavoratori direttamente e altrettanti dell’indotto”. Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, entrando al ministero dello Sviluppo economico per il tavolo a cui partecipano anche i sindacati.

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Concordato Malo: nuovo incontro in Regione e udienza il 6 giugno

Concordato Malo: nuovo incontro in Regione e udienza il 6 giugno

Nuovo incontro oggi in Regione per esaminare gli aggiornamenti nell’ambito del percorso concordatario della società Malo. Dall’incontro è emerso che risultano in corso visite in Malo che potrebbero portare al concretizzarsi di manifestazioni di interesse per l’acquisizione dell’azienda.

La riunione, convocata da Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente della Regione Enrico Rossi, ha visto la presenza di rappresentanti della Regione Emilia Romagna, del Comune di Campi Bisenzio, dell’azienda (assistita da Confindustria Firenze), e delle organizzazioni sindacali toscane e emiliane. Simoncini, spiega una nota, aveva preso contatti con il commissario giudiziale del concordato che ha reso noto che la prossima udienza è stata fissata per il 6 giugno. Nelle more dell’attesa delle decisioni che saranno prese il 6, il tavolo ha stabilito di rivedersi subito dopo quella data, entro il 20 giugno.

ll tribunale di Firenze, ammise la Malo spa – manifattura del cashmere di Campi Bisenzio (Firenze) fondata nel 1972 e che conta uno stabilimento anche in provincia di Piacenza -, alla procedura di concordato preventivo, fissando l’udienza di adunanza dei creditori per il 21 giugno 2018.

Malo è assistita dagli studi legali La Scala. L’azienda aveva presentato il piano concordatario alla fine del 2017 per far fronte alle difficoltà aziendali, con le previsioni del mantenimento di tutto il perimetro aziendale, la volontà di utilizzare al minimo gli ammortizzatori sociali e dare continuità alla produzione. Bernhard Kiem, presidente dell’attuale gestione spiegò che: “L’obbiettivo che ci eravamo posti è stato raggiunto: è stato ammesso il nostro piano. A questo punto Malo prosegue la sua gestione secondo i programmi definiti dal piano concordatario approvato; adesso ci dobbiamo incontrare con i nostri consulenti per garantire la continuità dell’azienda, la produzione, i negozi”. Kiem spiegò inoltre che l’azienda andrà ad un’asta pubblica entro il 31 marzo 2019: “So che ci sono diversi concreti interessi sia italiani che esteri”.

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Arezzo, sindacati su fallimento Cantareli: “dipendenti rischiano di rimanere senza ammortizzatori”

Arezzo, sindacati su fallimento Cantareli: “dipendenti rischiano di rimanere senza ammortizzatori”

Rischiano di rimanere senza alcun ammortizzatore sociale i circa duecento dipendenti della Cantarelli, l’azienda di Terentola specializzata in sartoria da uomo dichiarata fallita dal tribunale di Arezzo mercoledi scorso dopo quasi due anni di crisi.

I lavoratori oggi hanno partecipato in massa a un’assemblea indetta dai sindacati nel centro parrocchiale di Rigutino (Arezzo) per spiegare cosa realmente è accaduto e quali siano le prospettive.
“Arriviamo al paradosso di dover sperare nei licenziamenti per far sì che i lavoratori possano accedere agli ammortizzatori che consentano loro, in qualche caso, di poter andare avanti oppure di poter cogliere al volo nuove opportunità dal momento che questa è la stagione della moda – ha dichiarato Davide Scherillo della Cisl – speriamo ancora però in un commissariamento bis anche se la situazione è molto complicata”.
Per la Cgil il commissariamento bis sarebbe solo “un accanimento terapeutico” come ha detto Guido Guiducci rappresentante di categoria della Cgil di Arezzo.

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Arezzo, sindacati su fallimento Cantareli: “dipendenti rischiano di rimanere senza ammortizzatori”

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Rischiano di rimanere senza alcun ammortizzatore sociale i circa duecento dipendenti della Cantarelli, l’azienda di Terentola specializzata in sartoria da uomo dichiarata fallita dal tribunale di Arezzo mercoledi scorso dopo quasi due anni di crisi.

I lavoratori oggi hanno partecipato in massa a un’assemblea indetta dai sindacati nel centro parrocchiale di Rigutino (Arezzo) per spiegare cosa realmente è accaduto e quali siano le prospettive.
“Arriviamo al paradosso di dover sperare nei licenziamenti per far sì che i lavoratori possano accedere agli ammortizzatori che consentano loro, in qualche caso, di poter andare avanti oppure di poter cogliere al volo nuove opportunità dal momento che questa è la stagione della moda – ha dichiarato Davide Scherillo della Cisl – speriamo ancora però in un commissariamento bis anche se la situazione è molto complicata”.
Per la Cgil il commissariamento bis sarebbe solo “un accanimento terapeutico” come ha detto Guido Guiducci rappresentante di categoria della Cgil di Arezzo.

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