Empoli: centro commerciale non rinnova affitto, licenziate 5 dipendenti.

Empoli: centro commerciale non rinnova affitto, licenziate 5 dipendenti.

Il consorzio che gestisce il centro commerciale, la cui quota di maggioranza fa capo ad Unicoop, non ha rinnovato il contratto d’affitto ad un negozio di cartoleria perchè c’è “volontà di rinnovare i brand presenti in galleria”. Scatta il presidio Filcams Cgil: “mossa che rischia di essere ripetuta”.

Presidio questa mattina al centro commerciale di via Sanzio a Empoli (Firenze) per il licenziamento di cinque lavoratrici di un punto vendita della catena di cartoleria e articoli da regalo, che chiuderà i battenti il prossimo 7 gennaio.

Le motivazioni, spiegano Massimiliano Fabozzi e Donatella Galgani di Filcams Cgil, sono dovute al “mancato rinnovo del contratto di affitto da parte del consorzio di gestione del centro, la cui quota di maggioranza è di proprietà di Unicoop Firenze”. La scelta della proprietà del fondo commerciale, hanno proseguito i due sindacalisti, è dovuta “alla volontà, a dieci anni di apertura, di rinnovare i brand presenti in galleria: una mossa che rischia di essere ripetuta anche su altre attività”.

La Filcams Cgil Empolese Valdelsa spiega che dall’apertura del centro commerciale empolese, nel 2007, sono stati circa 50 i lavoratori che hanno perso il proprio posto per i mancati rinnovi dei contratti di affitto dei fondi commerciali. Al presidio hanno preso parte anche alcuni esponenti di rappresentanze sindacali di altre catene o negozi all’interno del ‘Centro*Empoli’.

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Regione Toscana, borse per under 35 all’estero

Regione Toscana, borse per under 35 all’estero

Il bando “Borse di formazione professionale Mario Olla”, realizzato nell’ambito del progetto Giovanisì, prevede di realizzare attività formative della durata di 90 giorni, che si svolgeranno da marzo-aprile fino a giugno-luglio 2018.

Quattordici borse di formazione professionale, per giovani di origine toscana, con meno di 36 anni e residenti all’estero, sono state messe a disposizione dalla Regione. I giovani selezionati svolgeranno stage e tirocini in aziende presenti nel territorio toscano.

E’ possibile presentare la propria candidatura, si legge in una nota della Regione, entro il 31 gennaio 2018. I giovani candidati non devono svolgere un’attività lavorativa come dipendenti pubblici, mentre devono avere una conoscenza base della lingua italiana (certificata tramite attestati dei corsi di lingua frequentati con indicazione del periodo di svolgimento, numero ore del corso e livello di lingua conseguito), dimostrare una conoscenza generale della materia oggetto della borsa di formazione professionale attraverso un curriculum vitae, e non aver partecipato alle precedenti edizioni della borsa Mario Olla.

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Alternanza scuola-lavoro: domani in Toscana la firma Miur – Geometri

Alternanza scuola-lavoro: domani in Toscana la firma Miur – Geometri

Sarà presente anche il sottosegretario al Miur Gabriele Toccafondi, domani giovedì 4 gennaio 2018, per la firma tra Miur e Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati sul tema dell’alternanza scuola-lavoro.

L’incontro si terrà alle ore 11.30, presso l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, in via Mannelli 113 a Firenze. Saranno presenti il sottosegretario al Miur Gabriele Toccafondi, il presidente del CNGeGL (Consiglio nazionale geometri e geometri laureati) Maurizio Savoncelli ed il Direttore dell’Ufficio Scolastico per la Toscana Domenico Petruzzo.

Un protocollo d’intesa nazionale sul tema dell’alternanza scuola-lavoro verra’ per la prima volta siglato fra il Miur (Ministero dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca) e la Categoria professionale dei Geometri liberi professionisti rappresentata dal CNGeGL (Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati).

L’accordo ha l’obiettivo di “rafforzare il rapporto tra scuola e mondo lavoro- come spiega il Sottosegretario MIUR Gabriele Toccafondi- l’alternanza ha bisogno di luoghi, imprenditori e professionisti e ne abbiamo bisogno in tutta Italia. La firma di questo protocollo aprira’ la possibilita’ per le scuole di avere al loro fianco professionisti iscritti all’albo, che metteranno a disposizione le loro competenze tecnico-professionali, integrando l’offerta formativa in riferimento alle competenze dello specifico mercato del lavoro”.

Il presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli osserva: “Un’intesa finalizzata all’acquisizione di competenze e titoli di studio immediatamente spendibili nel mercato del lavoro”. Savoncelli sottolinea che “l’attenzione alle esigenze del territorio e delle giovani generazioni rappresenti per la Categoria dei Geometri una delle azioni prioritarie sul piano della responsabilita’ sociale e fortemente connesse allo sviluppo economico del nostro Paese”.

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Prorogato piano sicurezza cave con altri 750mila euro

Prorogato piano sicurezza cave con altri 750mila euro

Il piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo proseguirà fino al 2020, ha deciso la Regione. Numerosi gli interventi, tra i quali il potenziamento dei controlli e l’elaborazione di procedure di lavoro e di relative misure di prevenzione

Il Piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo proseguirà fino al 2020, con un ulteriore finanziamento di 750.000 euro da parte della Regione. La prosecuzione e lo sviluppo del Piano sono previsti da una delibera approvata dalla giunta nel corso della sua ultima seduta, su proposta dell’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi.

Nel maggio 2016 la Regione aveva approvato, nell’ambito del Piano strategico regionale 2016-2020 per la sicurezza sul lavoro, il Piano biennale straordinario per la lavorazione del marmo, avviato a partire dal 1° giugno 2016 e finanziato con 2.500.000 euro, destinati all’acquisizione di nuovo personale (tecnici di prevenzione, ingegneri, geologi) e di attrezzature (fuoristrada, auto, computer, macchine fotografiche). Nel luglio 2017 ha varato la campagna di comunicazione mirata sulla sicurezza delle lavorazioni in cava, che rientra nella più generale campagna L’unione fa la sicurezza.

In assenza di proroghe, il Piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo si concluderebbe nel maggio 2018. Ma per assicurare continuità alle azioni previste dal Piano, la Regione ha deciso una proroga di due anni, fino al maggio 2020, e un finanziamento di 750.000 euro.

“Sul fronte della sicurezza sul lavoro in questi ultimi anni abbiamo messo in campo interventi concreti – dice l’assessore Saccardi – In particolare nel settore della sicurezza del lavoro nelle cave, in cui purtroppo si sono verificati molti incidenti, anche mortali. Per migliorare la sicurezza nelle cave è necessaria una stretta collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro, una vera alleanza tra tutte le figure dell’impresa. E i controlli devono essere assidui e costanti. Le iniziative previste dal Piano e messe in atto dal giugno 2016 ad oggi hanno dato buoni risultati, siamo sulla strada giusta. Per questo abbiamo deciso di prolungare il Piano ancora per due anni, investendoci 750.000 euro”.

Il Piano prevede numerosi interventi, tra i quali: il potenziamento dei controlli finalizzati alla riduzione del rischio, eseguiti congiuntamente con altre autorità (Direzione territoriale del lavoro, Inail, ecc.); l’elaborazione di procedure di lavoro e di relative misure di prevenzione condivise da tutti i soggetti che partecipano all’organizzazione della sicurezza: datori di lavoro, lavoratori, Dipartimento di prevenzione, ecc., e la segnalazione al Ministero competente delle non conformità rilevate sulle macchine tagliatrici a filo diamantato.

Nel 2016, dal 1° giugno al 31 dicembre, nell’ambito del Piano sono stati eseguiti 424 accessi in cava: tutte le 167 cave sono state ispezionate più volte (mediamente 2,5 accessi ciascuna). Nello stesso periodo, sono stati effettuati 87 accessi in laboratori per la lavorazione del marmo.

Nel 2017, dal 1° gennaio al 30 novembre, sono stati eseguiti 826 accessi in cava: tutti i 173 siti sono stati ispezionati più volte (in media 4/5 accessi per cava). La percentuale di raggiungimento degli accessi programmati per l’intero 2017 è del 100%. Inoltre, sono stati effettuati 392 accessi (322 zona Apuane e 70 zona Versilia) in aziende per la lavorazione del marmo.

A fronte di una diminuzione degli infortuni in cava (dai 174 del 2006 ai 61 del 2016), quelli mortali sono invece aumentati. Dal 2006 al 2016 nella cave delle Apuane si sono registrati 9 infortuni mortali: 1 nel 2006, 1 nel 2007, 1 nel 2010, 1 nel 2012, 2 nel 2015 e 3 nel 2016 (vedi documento allegato). Nel 2017 non si sono registrati infortuni mortali in cava.

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Chianti: dal 1 Gennaio si potrà imbottigliare solo in Toscana

Chianti: dal 1 Gennaio si potrà imbottigliare solo in Toscana

Le nuove norme del disciplinare del Vino Chianti docg esigono che l’imbottigliamento avvenga in Toscana. Il presidente Busi “E’ un cambiamento storico per garantire la tracciabilità del prodotto, maggiori e tempestivi controlli e conseguentemente maggiore tutela del consumatore”

“Dal 1° Gennaio 2018 dopo lungo iter amministrativo, entrerà in vigore a tutti gli effetti la modifica dell’art. 5 comma 1 del disciplinare di produzione Vino Chianti nel quale si prevede che il vino Chianti DOCG si potrà imbottigliare, fatte salve le deroghe ed i diritti acquisiti nel tempo dalle aziende imbottigliatrici, soltanto in Toscana per garantire maggiore tracciabilità, maggiori e tempestivi controlli del prodotto, tutelando così il consumatore” E’ questa in sintesi la novità introdotta nel disciplinare di produzione del Vino Chianti docg.

“Si tratta della modifica della delimitazione della zona di vinificazione, invecchiamento imbottigliamento e affinamento – spiega Giovanni Busi, Presidente del Consorzio Vino Chianti – in quanto fino ad oggi infatti era possibile imbottigliare il nostro vino Chianti in tutto il mondo. Dal 1 gennaio 2018 grazie a questa modifica al disciplinare di produzione si potrà imbottigliare esclusivamente in quasi tutto il territorio della Toscana”.

Non riguarderanno questo provvedimento, come previsto dalla regolamentazione dell’Unione Europea, le aziende confezionatrici ubicate fuori della Toscana che hanno già acquisito il diritto: cioè coloro che imbottigliano Chianti per almeno due anni negli ultimi cinque. In questo modo sarà però possibile bloccare ogni nuovo imbottigliatore con sede fuori dalla regione Toscana garantendo un maggiore controllo dell’intera filiera e dell’effettiva qualità del vino imbottigliato.

Per adesso, dopo l’approvazione in sede nazionale, operiamo in regime di “Etichettatura transitoria” in attesa che il fascicolo con la modifica in argomento, venga approvato in via definitiva in sede comunitaria, i cui tempi non sono al momento quantificabili.

Auspichiamo che la modifica apportata al disciplinare, che va essenzialmente verso la tutela del consumatore, venga approvato in sede comunitaria senza ulteriori rinvii o altro, ponendo in secondo piano la logica di non porre limiti alla attività imprenditoriale e della circolazione interna delle merci.

“E’ un passaggio fondamentale per il futuro del vino Chianti – continua Busi – che arriva in un momento in cui è sempre più necessario tutelare il consumatore attraverso un filiera controllata e garantita. Con questa modifica poniamo fine ad una discussione che si trascina da oltre quindici anni e che permetterà di difendere con maggiore forza il nostro prodotto.”

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