Il coronavirus. E il sovranismo

Il coronavirus. E il sovranismo

Cosa sarebbe successo in Italia ed in Toscana se al governo ci fosse stato il centrodestra? Come sarebbe stata fronteggiata l’epidemia? Ce lo siamo chiesti, ed abbiamo capito che…

Ad oggi la Toscana ,è una delle  regioni che, in maniera indiscutibile, si è mossa meglio sul versante della prevenzione, ed anche della cura, del coronavirus, come i dati che abbiamo a nostra disposizione testimoniano. Si è mossa meglio delle regioni settentrionali a trazione leghista, molto meglio cioè  di quei territori governati dai partiti che, sin dal primo momento, hanno soffiato in maniera irresponsabile sul fuoco della polemica, indicando nella comunità cinese gli untori della nuova peste, chiedendo misure restrittive dal carattere fortemente razzista, ed additando proprio la Toscana, ed il governatore  Rossi in particolare, come il complice del dilagare dell’epidemia. Al punto che, simbolicamente, nel giorno stesso  in cui a Codogno e Vo’ Euganeo esplodevano i due focolai che avrebbero infettato l’Italia, i consiglieri regionali ed i parlamentari toscani della Lega, con un tempismo allo stesso tempo macabro e comico, si sono presentati in Procura a Firenze per presentare un esposto contro il presidente toscano..

Oggi possiamo dire che, se il centrosinistra può presentarsi alle elezioni regionali con una concreta chance di vittoria, è anche perché Rossi ha saputo, nel momento più difficile, dimostrare competenza, fermezza, capacità di leadership, e concretezza. Doti, ahinoi, molto rare nel panorama politico attuale.

Non suoni come una sviolinata, perché quando c’è stata ragione di criticarne l’operato, lo abbiamo fatto senza remore. Ma i fatti di oggi questo ci raccontano.

Immaginiamo come sarebbe stato a parti inverse, invece. Ovvero con il centrodestra al governo nazionale e locale.

Il coronavirus si sarebbe trasformato in una vera e propria campagna razziale, scatenando una caccia alle streghe senza precedenti, che si sarebbe innestata in un terreno già reso fertile da mesi di  contro gli proclami contro gli immigrati ed i diversi. I bambini con gli occhi a mandorla (anche se nati in Italia immaginiamo o mai usciti dall’Italia) sarebbero stati tenuti fuori dalle scuole (ricordate l’estromissione degli ebrei dalle aule di ogni ordine e grado? Ecco, più o meno così).

A Prato si sarebbe eretto un muro per separare la comunità cinese da quella autoctona ,alla stregua dei ghetti ebraici.  I campi Rom sarebbero stati presidiati dall’esercito (perché tanto i Rom sono sempre colpevoli, a prescindere). Si sarebbero blindate le frontiere, tranne che ai manager padani. I quali, ovviamente, sarebbero stati liberi di infettare il paese a piacimento. Nel frattempo il contagio che si sarebbe diffuso a macchia d’olio sarebbe stato trattato come i treni che arrivavano in orario, negando cioè l’evidenza. La colpa sarebbe stata dell’Europa (la colpa è sempre dell’Europa) anche per i buchi nelle sanità lombarde e venete: quelle che, a differenza dell’Emilia, sono aperte tutta la settimana.

Poi al primo caso al Sud, si sarebbero fatte leggi speciali per limitare l’emigrazione interna.

Immagino che stiate ridendo, ma se ci pensate bene, con onestà, sappiamo tutti che  sarebbe andata proprio così.

Sarebbe andata così perché questo è il livello della politica nel nostro Paese: ridotta a fatto razziale. Questa è la politica al tempo del sovranismo dove siamo padroni a casa nostra salvo scoprire che un piccolo, microscopico esserino venuto da chissà dove, può ridurre a brandelli la nostra democrazia sofferente.

Ora siamo in terapia intensiva. Sta anche a ciascuno di noi riprendere a respirare autonomamente.

Domenico Guarino

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Firenze, Lega: “nostri militanti aggrediti in Santo Spirito”

Firenze, Lega: “nostri militanti aggrediti in Santo Spirito”

Aggrediti verbalmente da alcuni ragazzi, poi identificati dalla polizia, mentre raccoglievano firme per il voto al banchetto della Lega, in piazza Santo Spirito a Firenze. E’ quanto afferma in una nota il consigliere metropolitano di Centrodestra per il cambiamento Alessandro Scipioni.

“Rimaniamo basiti dal fatto che ci siano ancora persone che continuano a parlare di antifascismo, riempiendosi la bocca dei valori della Resistenza e poi incoerentemente vanno ad intimidire, verbalmente, dimostrando di essere proprio loro i veri fascisti. Non capiamo come si possa parlare di democrazia, quando ci viene detto alla Lega che se non ci fosse
la polizia ci darebbero una bella lezione” afferma Scipioni.
“Questo è il loro concetto di democrazia – continua Scipioni, che firma una nota con il commissario cittadino Federico Bussolin e con Vito Poma, referente per il centro storico di
Firenze – e cioè che se non la pensi come noi ti cacciano fisicamente e ti vietiamo il diritto di parlare e manifestare il tuo pensiero. Non possiamo che ringraziare gli agenti della
Digos intervenuti, ribadendo che saremo in Santo Spirito come è nostro diritto e che non saranno certo loro a farci sloggiare”.

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Non paga il ristorante, figlio Bossi denunciato a Firenze

Non paga il ristorante, figlio Bossi denunciato a Firenze

Se ne sarebbe andato via dal ristorante senza pagare il conto, 66 euro per una cena per due in un locale in piazza Beccaria a Firenze. Questa l’accusa per la quale Riccardo Bossi, 40 anni, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato denunciato.

Come si legge nelle pagine de La Nazione, tutto sarebbe accaduto sabato sera scorso: Riccardo Bossi è stato rintracciato in un residence in base al numero di telefono che il ristoratore aveva salvato nella sua agenda quando era stata contattato per la prenotazione; il cliente si era allontanato con la scusa di andare a prelevare denaro in contanti dopo che la sua carta non aveva funzionato.

“Non è certo per la somma, ma è una questione di principio” afferma il ristoratore, Gaetano Lodà. “Magari con la mia denuncia – continua – metto in guardia qualche altro commerciante fiorentino dal guardarsi da questo signore”.

Alla denuncia effettuata dal ristoratore, per il reato di insolvenza fraudolenta, potrebbe aggiungersi anche quella dell’albergo dove il figlio del fondatore della Lega alloggiava: al momento di saldare il conto, Riccardo Bossi non aveva infatti i soldi da aggiungere ai 100 euro che aveva anticipato con la prenotazione.

E il fratello maggiore del ‘Trota’ non è neanche nuovo a queste imprese. In questi giorni ha ricevuto una condanna in appello per truffa a un gioielliere di Busto Arsizio: fece shopping di Natale (gioielli per la fidanzata di allora e un Rolex) e anche quella volta si “dimenticò” di passare a pagare.

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Non paga il ristorante, figlio Bossi denunciato a Firenze

Non paga il ristorante, figlio Bossi denunciato a Firenze

Se ne sarebbe andato via dal ristorante senza pagare il conto, 66 euro per una cena per due in un locale in piazza Beccaria a Firenze. Questa l’accusa per la quale Riccardo Bossi, 40 anni, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato denunciato.

Come si legge nelle pagine de La Nazione, tutto sarebbe accaduto sabato sera scorso: Riccardo Bossi è stato rintracciato in un residence in base al numero di telefono che il ristoratore aveva salvato nella sua agenda quando era stata contattato per la prenotazione; il cliente si era allontanato con la scusa di andare a prelevare denaro in contanti dopo che la sua carta non aveva funzionato.

“Non è certo per la somma, ma è una questione di principio” afferma il ristoratore, Gaetano Lodà. “Magari con la mia denuncia – continua – metto in guardia qualche altro commerciante fiorentino dal guardarsi da questo signore”.

Alla denuncia effettuata dal ristoratore, per il reato di insolvenza fraudolenta, potrebbe aggiungersi anche quella dell’albergo dove il figlio del fondatore della Lega alloggiava: al momento di saldare il conto, Riccardo Bossi non aveva infatti i soldi da aggiungere ai 100 euro che aveva anticipato con la prenotazione.

E il fratello maggiore del ‘Trota’ non è neanche nuovo a queste imprese. In questi giorni ha ricevuto una condanna in appello per truffa a un gioielliere di Busto Arsizio: fece shopping di Natale (gioielli per la fidanzata di allora e un Rolex) e anche quella volta si “dimenticò” di passare a pagare.

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Firenze, approvato Ordine del Giorno per candidatura alle Olimpiadi 2032

Firenze, approvato Ordine del Giorno per candidatura alle Olimpiadi 2032

Come si deduce dal comunicato stampa rilasciato ieri sera dal Comune di Firenze, il Consiglio comunale ha approvato un Ordine del Giorno del Partito Democratico che rilancia la candidatura di Firenze e Bologna per le Olimpiadi del 2032.

23 sono i sì a favore dell’Ordine del Giorno che arrivano dal Partito Democratico, Lista Nardella e Movimento 5 Stelle, i 2 no da Sinistra Progetto Comune; Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Gruppo Misto hanno optato per l’astensione, per un totale di 6 non voto.

L’Ordine del Giorno ricorda che Firenze e Bologna sono culle della cultura e della civiltà nel mondo ed eccellenze del made in Italy, esprimenti il meglio in campo alimentare, in quello della moda, della tecnologia e dell’alta formazione universitaria, ricorda che in passato Firenze ha organizzato eventi sportivi internazionali quali, ad esempio, i Mondiali di ciclismo nel 2013 e che i dati che sono emersi nell’organizzazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina prevedono, oltre alla creazione di circa 20.000 posti di lavoro da qui al 2026, un giro di affari stimato di oltre 4 miliardi complessivi a fronte di costi molto più contenuti rispetto al passato, con un aumento pro capite dell’intera cittadinanza.

L’Ordine del Giorno invita il sindaco a proseguire nell’importante percorso nel veder realizzata questa grande opportunità, agendo all’interno dei dettami del programma di mandato.

Hanno commentato il risultato Antonella Bundu e Dmtrij Palagi di Sinistra Progetto Comune: “Durante il Consiglio Comunale di ieri abbiamo assistito, stupiti, al comportamento del Gruppo del Movimento 5 Stelle, che si è astenuto sul programma di mandato di Nardella, coerente nella sostanza con quanto sostenuto dal Partito Democratico in campagna elettorale. Pensavamo di avere degli alleati in Palazzo Vecchio sui temi della tutela del territorio, in particolare rispetto al ‘nuovo’ vecchio progetto per l’aeroporto e al sottoattraversamento per l’Alta Velocità. Invece siamo stati gli unici a votare per un allineamento del Comune di Firenze alla posizione condivisa dai Sindaci di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Prato, chiedendo di investire invece sul Parco della Piana e sullo sviluppo del Polo Scientifico.

“Anche sulle Olimpiadi – hanno continuato – registriamo di essere l’unica voce di opposizione. Inizieremo a interrogare l’amministrazione per capire come intende muoversi per garantire quella ‘sostenibilità’ dichiarata in questi giorni, per un evento rilevante e di grande impatto. Ricordiamo come ci sia ancora una soluzione per il nuovo stadio, come ancora si stia discutendo (per alta velocità e aeroporto) di progetti ormai superati dalla storia, come la realizzazione del PalaWanny sia slittata, rispuntando ieri come ennesimo annuncio di Nardella…”.

“Continueremo a portare avanti la nostra puntuale opposizione, sperando – concludono Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – che le grandi intese tra centrodestra, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sul territorio locale diventino chiare a tutta la cittadinanza”.

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