Moria di delfini in Toscana, altro esemplare trovato morto in fondali Porto Azzurro

Moria di delfini in Toscana, altro esemplare trovato morto in fondali Porto Azzurro

Continua la moria di delfini lungo le coste toscane e il fenomeno ha toccato anche il mare dell’Isola d’Elba (Livorno), dove vivono due tribù stanziali di tursiopi: una tra Marciana Marina – Sant’Andrea e Capraia e l’altra tra Marina di Campo e Pianosa.

E’ stato infatti segnalato un cetaceo morto, adagiato a circa 10 metri di profondità, a sud di Porto Azzurro. A darne notizia, in una nota, Legambiente Arcipelago Toscano.
Il delfino, prosegue la nota, è stato fotografato e filmato dal Diving Biodivers di Piergiacomo e Chiara che lo hanno segnalato all’Ufficio marittimo di Porto Azzurro della
capitaneria di porto di Portoferraio (Livorno), che, a sua volta lo ha prontamente segnalato anche all’Università di Siena che nei prossimi giorni dovrebbe intervenire per effettuare i
necessari prelievi cutanei del delfino per poter cominciare a determinare le cause della morte.
Un lavoro di squadra – coordinato in Toscana dall’Osservatorio della biodiversità e con al centro le capitanerie di porto e l’università – che dimostra, conclude la nota, quanto sia cresciuta l’attenzione verso il mare e la sua vita e la rete che permette di intervenire prontamente, ma anche quanto la collaborazione attiva e la citizen science possa contribuire a riuscire a capire le cause di una serie di decessi di cetacei molto preoccupante.

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Elba: con Legambiente alla scoperta di Marciana Marina

Elba: con Legambiente alla scoperta di Marciana Marina

Il 16 giugno prende il via la seconda edizione delle “Passeggiate per i Sentieri dei Profumi a Marciana Marina” che, ogni domenica fino al 15 settembre, porteranno gruppi di passeggiatori curiosi alla scoperta di profumi e colori di boschi, sentieri e vie intorno a Marciana Marina, il più piccolo Comune dell’Isola d’Elba e della Toscana.

Il ritrovo per la prima delle passeggiate, organizzate da Legambiente Arcipelago Toscano in collaborazione con Pro Loco Marciana Marina, Acqua dell’Elba e Parco Nazionale Arcipelago Toscano, è domenica 16 giugno alle 8,30 alla Piazzetta degli Artisti, sul lungomare, in Viale Regina Margherita. Dopo una breve spiegazione si parte per percorrere la strada che attraversa il vecchio quartiere del Toro per raggiungere l’ex fabbrica del pesce da dove, alla radice del colle dell’Uccellaia, parte il sentiero che, prima costeggiato da una fitta macchia mediterranea e poi inoltrandosi in un alto bosco di lecci, percorre Val di Cappone, inerpicandosi in una salita facile (salvo un paio di tratti) lungo un corso d’acqua che riserva sorprese, come le felci preistoriche osmunde regalis e un territorio segnato da muri a secco.

Raggiunte le Vigne dello Zega, dove il panorama ricomincia ad aprirsi sull’Elba e la costa Toscana, e attraversato il piccolo canyon per raggiungere le Quattro Vie scavate nel caolino bianco, il percorso prende la strada per il crinale di Colle alla Gatta e della Ripa, inoltrandosi di nuovo nella macchia mediterranea, lungo un sentiero che si affaccia su panorami montani e che a volte si trasforma in balconi sul mare da dove si possono osservare Capraia e Gorgona e la Corsica, il continente e l’Elba che si tuffa da Monte Capanne nel mare.

Con una breve deviazione in discesa si raggiunge il punto panoramico di Punta della Madonna, a picco sul mare di Ripa Barata e sulla costa che arriva oltre Sant’Andrea e spazia fino alla costa e al suo dito che si protende a chiudere l’orizzonte.

L’ultimo tratto è un’agevole discesa verso il porto di Marciana Marina, per poi arrivare alla sua Torre Medicea e alla fine di questo viaggio nella natura dell’Elba.

Il programma delle passeggiate, che per esigenze organizzative potrà subire variazioni di orario che verranno comunicate settimanalmente, si articola in varie giornate:

Giugno: domenica 16, ore 8:30;  domenica 23, ore 17:30; domenica 30, ore 8:30

Luglio: domenica 7, ore 18:00; domenica 14, ore 8:30; domenica 21, ore 18:00; domenica 28, ore 8:30

Agosto: domenica 4, ore 18:00; domenica 11, ore 8:30; domenica 18, ore 18:00; domenica 25, ore 8:30

Settembre:  domenica 1, ore 18:00; domenica 8, ore 8:30; domenica 15, ore 18:00

Per ulteriori informazioni: legambientearcipelago@gmail.com

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All’Elba campagna per scovare tracce nidi tartarughe marine

All’Elba campagna per scovare tracce nidi tartarughe marine

Legambiente è alla ricerca di ‘cercatori’ che monitorino le spiagge dell’Isola d’Elba, al fine di individuare e preservare i nidi di Caretta caretta, le tartarughe marine che negli ultimi due anni hanno nidificato proprio sulle spiagge elbane.

L’appello lanciato da Legambiente si colloca nell’ambito del progetto ‘Elistar’, realizzato insieme al Parco nazionale dell’arcipelago toscano, dopo che negli ultimi due anni le tartarughe marine hanno nidificato sulle spiagge elbane di Marina di Campo e di Stroccoligno.

Oltre a una campagna informativa, spiega una nota, con la distribuzione di opuscoli e installazione di cartelli esplicativi in circa sessanta spiagge dell’Elba e il coinvolgimento di stabilimenti balneari e punti blu, Legambiente anche quest’anno si impegna a monitorare le principali spiagge sabbiose dell’Elba con l’aiuto dei volontari e la collaborazione della capitaneria di porto e dell’Osservatorio toscano della biodiversità. La campagna di monitoraggio delle spiagge comincerà domenica 9 giugno e proseguirà fino alla prima metà di agosto.

Come spiega Isa Tonso, responsabile del progetto Elistar per Legambiente Arcipelago Toscano, “si tratta semplicemente di fare una salutare passeggiata la mattina presto, prima del passaggio delle ruspe e dei rastrelli dei bagnini, alla ricerca delle caratteristiche tracce che le tartarughe marine lasciano sull’arenile quando lo risalgono per scavare il nido in cui depongono le uova”. Legambiente conta “anche quest’anno sull’aiuto dei volontari esperti, di coloro che hanno partecipato al corso di formazione del gennaio scorso presso la sede del Parco nazionale, e anche sull’aiuto di turisti e residenti che, anche se senza esperienza, vogliono essere protagonisti di un progetto di conservazione” delle tartarughe marine.

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All’Elba campagna per scovare tracce nidi tartarughe marine

All’Elba campagna per scovare tracce nidi tartarughe marine

Legambiente è alla ricerca di ‘cercatori’ che monitorino le spiagge dell’Isola d’Elba, al fine di individuare e preservare i nidi di Caretta caretta, le tartarughe marine che negli ultimi due anni hanno nidificato proprio sulle spiagge elbane.

L’appello lanciato da Legambiente si colloca nell’ambito del progetto ‘Elistar’, realizzato insieme al Parco nazionale dell’arcipelago toscano, dopo che negli ultimi due anni le tartarughe marine hanno nidificato sulle spiagge elbane di Marina di Campo e di Stroccoligno.

Oltre a una campagna informativa, spiega una nota, con la distribuzione di opuscoli e installazione di cartelli esplicativi in circa sessanta spiagge dell’Elba e il coinvolgimento di stabilimenti balneari e punti blu, Legambiente anche quest’anno si impegna a monitorare le principali spiagge sabbiose dell’Elba con l’aiuto dei volontari e la collaborazione della capitaneria di porto e dell’Osservatorio toscano della biodiversità. La campagna di monitoraggio delle spiagge comincerà domenica 9 giugno e proseguirà fino alla prima metà di agosto.

Come spiega Isa Tonso, responsabile del progetto Elistar per Legambiente Arcipelago Toscano, “si tratta semplicemente di fare una salutare passeggiata la mattina presto, prima del passaggio delle ruspe e dei rastrelli dei bagnini, alla ricerca delle caratteristiche tracce che le tartarughe marine lasciano sull’arenile quando lo risalgono per scavare il nido in cui depongono le uova”. Legambiente conta “anche quest’anno sull’aiuto dei volontari esperti, di coloro che hanno partecipato al corso di formazione del gennaio scorso presso la sede del Parco nazionale, e anche sull’aiuto di turisti e residenti che, anche se senza esperienza, vogliono essere protagonisti di un progetto di conservazione” delle tartarughe marine.

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Meduse d’inverno all’Elba: per Legambiente, è ‘tropicalizzazione’

Meduse d’inverno all’Elba: per Legambiente, è ‘tropicalizzazione’

A Legambiente Arcipelago Toscano sono arrivate diverse segnalazioni di numerose meduse nel porto o spiaggiate lungo la costa di San Giovanni a Portoferraio (Livorno).

Un fenomeno simile -che è più comune in primavera e in autunno – viene inoltre segnalato dal Wwf ad Alghero, nella costa nord-occidentale della Sardegna.
In entrambe le segnalazioni, spiega una nota di Legambiente, si tratta di “meduse luminose” (Pelagia noctiluca), ben visibili anche di notte grazie alla loro bioluminescenza. E’ una specie di meduse che quando viene portata vicino alle coste da correnti e onde rappresenta la maggiore causa di irritazioni cutanee ai bagnanti che vengono a contatto con i loro tentacoli urticanti.
Secondo diversi esperti, questo fenomeno anomalo di presenza di meduse lungo la costa in pieno inverno è probabilmente causato dalla “tropicalizzazione” del Mediterraneo che, con il
riscaldamento delle acque, allungherebbe il periodo di permanenza di questi celenterati.
Il 2018, si ricorda, è stato il quarto anno più caldo registrato sulla Terra e il più caldo mai registrato dall’uomo in Italia e il terzo in Toscana – superato impercettibilmente solo dal 2003 e dal 2014, quando l’anomalia era di +1,1°C – con una temperatura media sulla superficie che nel mondo ha superato di oltre 1 grado centigrado la media del XX secolo.
In Italia ci sono stati addirittura 1,53° C in più e in alcune regioni e aree marine i record storici di caldo in alcuni periodi sono stati battuti di diversi gradi.
Insieme -commenta Legambiente-, cambiamento climatico, innalzamento delle temperature, pesca eccessiva e inquinamento stanno provocando lo stress dell’intera catena alimentare marina e in un mare dove c’è sempre più plastica e meno pesci (soprattutto i grandi predatori) e le tartarughe marine e i cetacei sono in forte difficoltà, si osserva da tempo un aumento delle meduse.
Ora, chiosa l’associazione ecologista, “il riscaldamento globale e quello ancora più accelerato del mediterraneo rischiano di rendere annuale – da stagionale che era – la presenza delle meduse lungo le coste, con conseguenze per la vita marina e per le attività umane legate alla blue economy e al turismo, che sono ancora tutte da valutare ma che
non sembrano proprio positive”.

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