Marciana Marina dice NO alla plastica monouso

Marciana Marina dice NO alla plastica monouso

Il più piccolo comune dell’Isola d’Elba e della Toscana rimuoverà la plastica monouso a partire da aprile 2019. Legambiente: un esempio da seguire negli altri Comuni dell’Arcipelago Toscano

La sindaca di Marciana Marina Gabriella Allori (lista civica) si era impegnata a farlo a giugno a bordo di Goletta Verde in occasione della presentazione del progetto Pelagos Plastic Free e del lancio di SEIF –  Sea Essence International Festival  e di Vele Spiegate (i campi velici di pulizia delle spiagge di Legambiente) e ha mantenuto la promessa: a partire da aprile 2019 il più piccolo Comune dell’Isola d’Elba e della Toscana sarà “plastic free” e saranno vietati piatti, bicchieri e posate, cannucce e cotton fioc di plastica, cioè la plastica monouso che i volontari del Cigno Verde trovano spiaggiata in grande quantità e che ha formato gran parte del vortice di plastica – il più grande del Mediterraneo – tra l’Elba, la Corsica e Capraia.

«Ci complimentiamo con l’Amministrazione comunale e in particolare con la sindaco Allori e con la sua vicesindaca Donatella Martorella per aver avuto la determinazione per portare a compimento, anche con un primo coinvolgimento degli operatori commerciali, un atto di difesa della bellezza del mare e della sua vita – dice Maria Frangioni, presidente di Legambiente Arcipelago Toscano –  Il ritorno mediatico e di immagine di questo atto di civiltà amministrativa ci sembra già notevole, come dimostrano l’interesse dei media e le migliaia di mi piace e di condivisioni della notizia sui social network. Marciana Marina ha dimostrato che si può fare e invitiamo anche gli altri 6 Comuni dell’Isola d’Elba, Capraia e l’Isola del Giglio a seguirne l’esempio, per arrivare al più presto a un Arcipelago Toscano Plastic Free e anticipare quello che comunque imporrà nei prossimi anni una Direttiva europea e probabilmente la legge contro la plastica monouso annunciata dal ministro dell’Ambiente  Costa. L’ordinanza approvata da Marciana Marina, che fa proprio anche il progetto delle eco-feste dei ragazzi/e delle scuole superiori elbane, fa seguito a quelle simili prese già da una ventina di Comuni turistici insulari e costieri italiani, ci dice  che  è possibile avviare un percorso virtuoso, anche dal punto di vista economico, per il bene del mare, della biodiversità e di chi nel mare e con il mare ci vive e lavora».

La notizia che Marciana Marina sarà Plastic Free è arrivata proprio mentre nella sede nazionale di Legambiente a Roma era in corso un incontro tra i vertici nazionali del Cigno Verde e il presidente di Acqua dell’Elba  Fabio Murzi per parlare della prossima edizione di SEIF –  Sea Essence International, la cui seconda edizione si terrà ancora una volta a Marciana Marina nell’ultimo weekend di giugno 2019 e che vedrà un maggiore coinvolgimento di Legambiente, del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Comune di Marciana Marina e avrà un programma scientifico e culturale rinnovato, presenze politiche e scientifiche di altissimo livello anche internazionale,  a cominciare dalla prima giornata che sarà dedicata probabilmente alle Isole senza plastica e che dovrebbe vedere la firma della Carta Arcipelago Pastic Free per fare almeno dell’Elba un esempio virtuoso a livello nazionale.

Grande soddisfazione per l’iniziativa di Marciana Marina hanno espresso il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e il responsabile nazionale mare e turismo del Cigno Verde Sebastiano Venneri che hanno fatto notare che «Marciana Marina, dopo il no al porto ecomostro e alle plastiche monouso e con l’organizzazione di SEIF, ha tutte le caratteristiche per potersi fregiare nell’estate 2019 delle 4 Vele di Legambiente e Touring Club, peccato che l’assenza di un depuratore le impedisca di entrare nell’esclusivo club delle 5 Vele. Ma le iniziative prese e sostenute dall’amministrazione Allori dimostrano che tutta l’Elba potrebbe, con un lavoro concertato sui “fondamentali” (rifiuti, ciclo delle acque, turismo sostenibile, energie rinnovabili, tutela dell’ambiente e del paesaggio…), diventare abbastanza facilmente un comprensorio a 5 Vele».

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Marciana Marina dice NO alla plastica monouso

Marciana Marina dice NO alla plastica monouso

Il più piccolo comune dell’Isola d’Elba e della Toscana rimuoverà la plastica monouso a partire da aprile 2019. Legambiente: un esempio da seguire negli altri Comuni dell’Arcipelago Toscano

La sindaca di Marciana Marina Gabriella Allori (lista civica) si era impegnata a farlo a giugno a bordo di Goletta Verde in occasione della presentazione del progetto Pelagos Plastic Free e del lancio di SEIF –  Sea Essence International Festival  e di Vele Spiegate (i campi velici di pulizia delle spiagge di Legambiente) e ha mantenuto la promessa: a partire da aprile 2019 il più piccolo Comune dell’Isola d’Elba e della Toscana sarà “plastic free” e saranno vietati piatti, bicchieri e posate, cannucce e cotton fioc di plastica, cioè la plastica monouso che i volontari del Cigno Verde trovano spiaggiata in grande quantità e che ha formato gran parte del vortice di plastica – il più grande del Mediterraneo – tra l’Elba, la Corsica e Capraia.

«Ci complimentiamo con l’Amministrazione comunale e in particolare con la sindaco Allori e con la sua vicesindaca Donatella Martorella per aver avuto la determinazione per portare a compimento, anche con un primo coinvolgimento degli operatori commerciali, un atto di difesa della bellezza del mare e della sua vita – dice Maria Frangioni, presidente di Legambiente Arcipelago Toscano –  Il ritorno mediatico e di immagine di questo atto di civiltà amministrativa ci sembra già notevole, come dimostrano l’interesse dei media e le migliaia di mi piace e di condivisioni della notizia sui social network. Marciana Marina ha dimostrato che si può fare e invitiamo anche gli altri 6 Comuni dell’Isola d’Elba, Capraia e l’Isola del Giglio a seguirne l’esempio, per arrivare al più presto a un Arcipelago Toscano Plastic Free e anticipare quello che comunque imporrà nei prossimi anni una Direttiva europea e probabilmente la legge contro la plastica monouso annunciata dal ministro dell’Ambiente  Costa. L’ordinanza approvata da Marciana Marina, che fa proprio anche il progetto delle eco-feste dei ragazzi/e delle scuole superiori elbane, fa seguito a quelle simili prese già da una ventina di Comuni turistici insulari e costieri italiani, ci dice  che  è possibile avviare un percorso virtuoso, anche dal punto di vista economico, per il bene del mare, della biodiversità e di chi nel mare e con il mare ci vive e lavora».

La notizia che Marciana Marina sarà Plastic Free è arrivata proprio mentre nella sede nazionale di Legambiente a Roma era in corso un incontro tra i vertici nazionali del Cigno Verde e il presidente di Acqua dell’Elba  Fabio Murzi per parlare della prossima edizione di SEIF –  Sea Essence International, la cui seconda edizione si terrà ancora una volta a Marciana Marina nell’ultimo weekend di giugno 2019 e che vedrà un maggiore coinvolgimento di Legambiente, del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Comune di Marciana Marina e avrà un programma scientifico e culturale rinnovato, presenze politiche e scientifiche di altissimo livello anche internazionale,  a cominciare dalla prima giornata che sarà dedicata probabilmente alle Isole senza plastica e che dovrebbe vedere la firma della Carta Arcipelago Pastic Free per fare almeno dell’Elba un esempio virtuoso a livello nazionale.

Grande soddisfazione per l’iniziativa di Marciana Marina hanno espresso il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e il responsabile nazionale mare e turismo del Cigno Verde Sebastiano Venneri che hanno fatto notare che «Marciana Marina, dopo il no al porto ecomostro e alle plastiche monouso e con l’organizzazione di SEIF, ha tutte le caratteristiche per potersi fregiare nell’estate 2019 delle 4 Vele di Legambiente e Touring Club, peccato che l’assenza di un depuratore le impedisca di entrare nell’esclusivo club delle 5 Vele. Ma le iniziative prese e sostenute dall’amministrazione Allori dimostrano che tutta l’Elba potrebbe, con un lavoro concertato sui “fondamentali” (rifiuti, ciclo delle acque, turismo sostenibile, energie rinnovabili, tutela dell’ambiente e del paesaggio…), diventare abbastanza facilmente un comprensorio a 5 Vele».

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Ecologia quotidiana: da Unicoop Firenze e Legambiente la prima guida partecipata

Ecologia quotidiana: da Unicoop Firenze e Legambiente la prima guida partecipata

Una guida all’ecologia quotidiana quella presentata da Unicoop Firenze e Legambiente, presente in versione online e da gennaio anche in versione cartacea

Piccole accortezze.  Attenzioni che costano poco, ma valgono molto. Sono i consigli contenuti nella guida all’ecologia quotidiana, disponibile oggi in versione online –ecologiaquotidiana.it – e da gennaio in versione cartacea, in distribuzione a tutti i soci Unicoop Firenze. La guida, firmata Unicoop Firenze e Legambiente ed edita da Giunti, è stata presentata questa mattina nella sede di Unicoop Firenze, alla presenza di Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, Marco Dambrosio, in arte Makkox.

 

La guida nasce da un percorso partecipativo: è stata scritta, sotto la supervisione scientifica di Legambiente, a quattromila mani, quelle dei toscani che a inizio 2018 hanno risposto ad un questionario sulla sensibilità ambientale e in parte partecipato ai quasi quaranta incontri nelle sezioni soci in cui il questionario è stato ideato, presentato, compilato e poi restituito.

 

Dai risultati del questionario arriva l’indice della guida e del sito. Si parte dai fondamentali: non fare rifiuti. Quindi scegliere prodotti “verdi” dentro e fuori, ecosostenibili da tutti i punti di vista. E per i rifiuti che inevitabilmente si producono? La parola d’ordine è differenziare. Sul territorio i gestori dell’igiene urbana sono molteplici e alcune regole cambiano da Comune a Comune, così come c’è chi fa la raccolta porta a porta e chi ha ancora i classici cassonetti suddivisi per materiale e per colore. Ma, ad esempio, separare umido, carta, plastica e vetro è buona norma dovunque, visto che si tratta di materiali che, se smaltiti correttamente, possono avere una seconda vita.

 

Oltre la tematica rifiuti, ci sono i capitoli su consumo sostenibile, energia e mobilità. Perché ogni giorno facciamo la spesa e se scegliamo prodotti locali aiutiamo l’economia toscana, limitiamo le emissioni dovute ai trasporti delle merci e contribuiamo a tutelare territorio e paesaggio, oltre a mangiare più sano. Ma ogni giorno siamo anche circondati di vari apparecchi e dispositivi e spengerli quando non li usiamo – vale per la lampadina come per il televisore, ma anche per il pc dell’ufficio – significa consumare meno energia. Infine, i tragitti: da casa a scuola, fino all’ufficio e ritorno, la mobilità diventa sostenibile quando si scelgono i piedi o i mezzi pubblici o l’auto elettrica o condivisa. Anche qui: ogni nostro piccolo sforzo per cambiare può contribuire alla salute del pianeta Terra. Mentre i gesti poco attenti, come direbbe Makkox, portano “sfiga” o bad karma.

 

Non solo, tutte le nostre buone azioni per l’ambiente garantiscono un ritorno che Legambiente ha calcolato caso per caso e sommato nella tabella della sostenibilità che chiude la guida. Seguendo i principali consigli, si arriva ad un risparmio di 1.863 KG di CO2 equivalenti ogni anno per una famiglia di tre persone, che nel portafoglio equivalgono a 873 euro in più.

 

E sempre Makkox guiderà i lettori online e offline alla scoperta delle pillole di ecologia quotidiana contenute nella guida. Anzi saranno Ugo il Gufo Druido e Sergio il Gabbiano Lercio a raccontarci, con un pizzico di ironia, come non comportarci.

 

“Siamo sempre più consapevoli che il rispetto dell’ambiente è determinante per la qualità delle nostre vite e per il futuro delle generazioni che verranno. Con la “Guida all’ecologia quotidiana” Unicoop Firenze e Legambiente propongono alcuni consigli perché i nostri comportamenti abbiano un impatto ridotto sull’ecosistema. Il nostro compito come cooperativa di consumatori è quello di tutelare i nostri soci attraverso la garanzia delle migliori condizioni possibili nell’approvvigionamento delle merci – afferma Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze – In questo ci sta anche l’attenzione ed il rispetto per il nostro pianeta, con la consapevolezza che sensibilità e responsabilità verso l’ambiente sono questioni che riguardano l’impresa, così come i singoli cittadini. La conoscenza è il presupposto per poter procedere insieme ad invertire la rotta, a mantenere la Terra in cui viviamo il luogo migliore dove poter vivere”.

 

“Pensare globalmente, agire localmente” è, da sempre, la frase che meglio rappresenta il cuore della cultura ambientalista, in Italia e non solo. Di fonte agli effetti sempre più devastanti, purtroppo, dei cambiamenti climatici è urgente, come non mai, riuscire a saldare un pensiero e una visione globale, che guardano alla Terra e all’umanità che la abita, con l’azione concreta più prossima a noi e ai luoghi in cui viviamo. In questa ottica oggi presentiamo la prima guida all’ecologia quotidiana partecipata d’Italia, uno strumento utile per consentirci di esercitare, misurandone i benefici (ambientali, economici e sociali), quel principio di responsabilità che dovrebbe orientare sempre le nostre decisioni. Soprattutto quando possono contribuire a salvaguardare davvero, per noi e per le generazioni future, l’ambiente in cui viviamo” spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente.

 

 

Il Gioco Karma e Gioca

Una corsa infinita verso la sostenibilità. È quella del gioco online Karma e Gioca, disponibile da dicembre sul sito ecologiaquotidiana.it. I protagonisti sono i due personaggi usciti dalla matita di Makkox Ugo il Gufo Druido e Sergio il Gabbiano Lercio, i premi sono i consigli sostenibili. Semplici, ma indispensabili per avere good karma. Giocare per credere.

 

Makkox –Marco Dambrosio

Marco D’Ambrosio, in arte Makkox, nel 2007 comincia a pubblicare vignette e brevi storie a fumetti sul web; da lì scaturiscono molte collaborazioni, tra cui quella con il Post.it. La notorietà al grande pubblico arriva nel 2012 con il programma di Rai3, Gazebo. Dalla scorsa stagione, con il gruppo storico di Gazebo, è in onda su La7 con Propaganda Live.

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Legambiente, un mare di rifiuti nelle reti dei pescatori

Legambiente, un mare di rifiuti nelle reti dei pescatori

Legambiente ha reso noto che quasi 5 tonnellate di rifiuti sono state recuparate dai fondali del Tirreno e dell’Adriatico dalle reti di pescatori a strascico negli ultimi 6 mesi

Quasi 5 tonnellate di rifiuti (4,8 per la precisione), in prevalenza di plastica e monouso, sono state recuperate dai fondali marini in alcune zone del Tirreno e dell’Adriatico, negli ultimi 6 mesi, dai pescatori con le reti a strascico. Lo ha reso noto Legambiente – nell’ambito di Ecomondo – spiegando che si tratta dei primi dati dei progetti sperimentali del “Fishing for litter made in Italy” che consentono ai pescatori di portare a terra i rifiuti che finiscono nelle loro reti “senza conseguenze (multe o costi aggiuntivi) e contribuire al loro corretto smaltimento”.

In particolare, il progetto nell’Arcipelago Toscano ha portato “a galla” da maggio a settembre 1,8 le tonnellate di rifiuti; a Porto Garibaldi (Ferrara) ad oggi si contano 23 giornate di questo tipo che hanno portato al recupero di oltre una tonnellata di rifiuti; a Manfredonia (Foggia) in una sola giornata sono stati oltre 390 i chili di rifiuti riportati a terra mentre in due mesi sono stati riportati in superficie 1,6 tonnellate di rifiuti a Terracina (Latina).
La pesca “può ricoprire un ruolo da protagonista nella pulizia del nostro mare” dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente osservando che è una misura “prevista dalla direttiva europea Marine Strategy ma che in Italia è ostacolata dalle normative vigenti” perchè “fatta eccezione per questi progetti pilota, questa pratica è vietata e i pescatori sono costretti a ributtare in mare i rifiuti pescati. E’ urgente l’approvazione di una legge che consenta finalmente a queste attività di potersi svolgere regolarmente”.

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Toscana: “Arcipelago Pulito” va avanti per altri quattro mesi.

Toscana: “Arcipelago Pulito” va avanti per altri quattro mesi.

La Regione Toscana ha deciso che il progetto “Arcipelago Pulito”, basato sulla raccolta della plastica che galleggia o si deposita sui fondali, proseguirà per altri quattro mesi, in attesa della cosiddetta legge “Salvamare” allo studio del ministero dell’ambiente

La sperimentazione è terminata all’inizio di novembre, ma la Regione Toscana – assieme a tutti gli altri partner, tra cui Legambiente ed Unicoop – ha deciso che il progetto “Arcipelago pulito”, che ha visto una cooperativa di pescatori di Livorno e una mezza dozzina di pescherecci impegnati nella raccolta della plastica che galleggia o si deposita sui fondali, proseguirà per altri quattro mesi, in attesa della cosiddetta legge “Salvamare” allo studio del ministero dell’ambiente.

Proseguirà anche perché in sei mesi i risultati non si sono fatti attendere. “Il progetto – spiega l’assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli – ha dimostrato che è utile, funziona e ha senso pratico. Certo ora va strutturato e reso ancora più efficace, ma è già un esempio di economia collaborativa e circolare, un tema al centro dell’agenda di questa giunta regionale”. E’ diventato modello e anche una buona pratica riconosciuta dal Parlamento europeo, dove è stato presentato a fine giugno.

Il 13 settembre l’Europarlamento ha approvato una risoluzione non vincolante che contiene, tra le varie proposte per la riduzione dei rifiuti di plastica, anche l’incentivo ai pescatori che possono riportare in porto quanto raccolto. Ed oggi, a Rimini, sempre i pescatori toscani hanno ricevuto pure un premio. E’ accaduto durante Ecomondo 2018, la kermesse internazionale dell’ambiente che nella sue ventiduesima edizione torna a parlare di green economy e sostenibilità.

“Il nostro obiettivo  è arrivare ad avere una legge nazionale che consenta ai pescatori di raccogliere i rifiuti che rimangono impigliati nelle loro reti. Ieri ne ho parlato con il ministro Costa, che mi ha informato circa la volontà di presentare un testo quanto prima e a cui ho ribadito la disponibilità di metterci a disposizione per dare tutte le indicazioni utili emerse dalla nostra sperimentazione” spiega Bugli.  Oggi, per un vuoto normativo, questo non è possibile e il pescatore è ritenuto responsabile dei rifiuti che riconduce in porto, anche quelli raccolti in mare perché casualmente rimasti nelle reti. Anzi, ne dovrebbe addirittura pagare i costi di smaltimento. La conseguenza è che, prima di “Arcipelago Pulito”, i rifiuti tirati su con rombi e sugarelli puntualmente venivano rigettati in mare. Un’assurdità, colpa di un corto circuito normativo che trasforma un comportamento virtuoso in un costo.

“Parallelamente – aggiunge l’assessore – stiamo promuovendo l’allargamento della sperimentazione da Livorno e dallo specchio di mare di fronte a tutta la costa e l’arcipelago toscano. Credo sia un obiettivo che possiamo raggiungere lavorando insieme”.

Al termine dei primi sei mesi di sperimentazione, con l’ultimo conferimento registrato il 27 settembre, i pescatori hanno raccolto complessivamente più di 18 quintali di rifiuti, per un volume di oltre 24 mila litri. E’ la dimostrazione che la sfida di ripulire il mare da quanto altri vi hanno gettato o vi è arrivato attraverso i fiumi è possibile. Quattordici quintali sono plastiche non recuperabili e da avviare allo smaltimento, il 14 per cento (260 chili) plastiche riciclabili. Ci sono anche piccole percentuali di acciaio, alluminio o banda stagnata. In mare in fondo si può trovare di tutto. Ad aprile, in una delle prime uscite, i pescatori di Livorno tra sanpietri e sugarelli, scampi, qualche sardina, rombi e perfino un polpo tirarono su con le reti a strascico non solo bottiglie di plastica, fascette, sacchi e buste, ma anche il presunto sterzo di un motoscafo, una vecchia tanica e una torcia da sub. Oggetti a volte quasi nuovi, altri a pezzi, molti incrostate dal tempo e dalle conchiglie.

“Se moltiplichiamo questo dato, raggiunto con sole sei barche impegnate, per tutti i pescherecci presenti in Italia – si sofferma Bugli – ben possiamo comprendere il contributo che allargare questo progetto darebbe alla salvaguardia dell’ambiente e allo sviluppo di un’economia collaborativa”.

Il progetto toscano è stato reso possibile grazie ad un protocollo d’intesa siglato a marzo tra Regione Toscana, Ministero dell’Ambiente, Unicoop Firenze, Legambiente, Guarda Costiera, Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, la società Labromare che gestisce la raccolta dei rifiuti nel porto, Revet che li ricicla, la cooperativa Cft e i pescatori appunto. Il valore aggiunto dell’esperienza, innovativo rispetto ad altri progetti portati avanti in altri mari e in altre parti del mondo, è proprio quello di aver creato una filiera completa, che va dalla raccolta del rifiuto alla sua analisi e trattamento e, quando possibile, recupero in un impianto idoneo. E’ il primo in Italia e in Europa da questo punto di vista e tutti i partner hanno confermato la loro adesione.

Al progetto Unicoop Firenze destina, sotto forma di incentivo e premio per i pescatori che si sono impegnati nella sperimentazione – gli stessi che forniscono il pescato per i supermercati -, parte del ricavato del centesimo che soci e clienti, per legge, dall’inizio dell’anno devono pagare per le buste in mater-b dell’ortofrutta.

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