Clima: 100 biciclette per illuminare facciata Palazzo Vecchio

Clima: 100 biciclette per illuminare facciata Palazzo Vecchio

La proiezione di alcune campagne per l’ambiente sulla facciata di Palazzo Vecchio a Firenze, grazie all’energia ‘verde’ prodotta da 100 biciclette e oltre 500 pedalatori: è l’iniziativa organizzata da Unicoop Firenze la sera del 27 settembre, a partire dalle 19, in occasione dello sciopero internazionale per il clima.

In piazza della Signoria saranno allestite 100 biciclette, ma chi vuole potrà portare la propria, e chiunque voglia pedalare contribuirà ad alimentare il videomapping proiettato sulla facciata di Palazzo Vecchio; la partecipazione prevista è di circa 500 ‘pedalatori’.

Le immagini, spiega una nota, avranno come protagoniste le campagne ‘L’Ambiente non è usa e getta’ di Unicoop Firenze e ‘Arcipelago Pulito’ di Regione Toscana, Legambiente ed Unicoop Firenze per pulire il mare dai rifiuti. Durante la serata, condotta da Carletto Dj, interverranno anche tanti comici e personaggi fiorentini famosi.

Uno spazio importante sarà dedicato allo sport: salirà sul palco, montato per l’occasione sull’arengario di Palazzo Vecchio, anche il dirigente della Fiorentina Joe Barone, mentre alcuni ragazzi delle squadre giovanili del club saliranno in sella e contribuiranno a dare energia (pulita) alla lotta contro i cambiamenti climatici.

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Goletta Verde, nove punti inquinati in costa Toscana

Goletta Verde, nove punti inquinati in costa Toscana

Su 20 punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde lungo le coste della Toscana, sette sono risultati fortemente inquinati e due inquinati. Lo sostiene l’associazione ambientalista impegnata nella consueta campagna estiva di monitoraggio del mare che ora fa tappa in Toscana.

Responsabili dell’inquinamento microbiologico, che arriva al mare, – viene spiegato – canali e foci a causa della cattiva depurazione o della presenza di scarichi illegali.
‘Maglia nera’ alle foci del torrente Lavello, dei fiumi Brugiano e Gora, dei fossi Motrone, dell’Abate, Mola, e della Madonnina, a Portoferraio, dove le cariche batteriche sono
risultate oltre i limiti di legge.
“Sebbene la situazione in Toscana sia prevalentemente positiva, va riscontrata comunque la presenza di cariche batteriche elevate in nove casi su venti dove le analisi
microbiologiche mostrano porzioni di litorale a rischio a causa di fogne non depurate o carenze depurative – dichiara Umberto Mazzantini, responsabile mare Legambiente Toscana e responsabile nazionale Isole Minori Legambiente – Tutto ciò molto spesso senza che i bagnanti ne siano a conoscenza, visto che in sei casi, peraltro giudicati ‘fortemente inquinati’, ovvero alle foci del torrente Lavello, dei fiumi Brugiano e Gora, del fosso Motrone, e allo scarico in via Salivoli a Marina di Salivoli, i tecnici non hanno riscontrato la presenza dei cartelli col ‘divieto di balneazione’. In nessuno dei punti monitorati, poi, è stata notata la presenza dei cartelli informativi rivolti ai cittadini sulla qualità delle acque nonostante sia obbligatoria per legge ormai da anni per i Comuni”.

 

Su nove i prelievi effettuati in provincia di Grosseto soltanto uno è risultato “fortemente inquinato”, ovvero a Follonica, alla foce del fiume Gora. “Entro i limiti”, invece, i
risultati emersi a Scarlino, in località Puntone di Scarlino, alla foce del canale Solmine; a Grosseto, in località Marina di Grosseto, sulla spiaggia presso la foce del canale di San Rocco; a Orbetello, in località Fonteblanda, alla foce del fiume Osa; in località Bocche di Albegna, alla foce del fiume Albegna; e in località Neghelli, sulla spiaggia in prossimità di uno scarico; a Monte Argentario, in località Pozzello, sulla spiaggia in prossimità di una stazione di pompaggio, e in località Poggio Pertuso-Cala Galera, sulla spiaggia fronte canale; e ad Ansedonia, località Tagliata Etrusca sulla spiaggia di fronte al
fosso Tagliata Etrusca.
All’Isola d’Elba, quattro punti campionati: uno è risultato “fortemente inquinato”, a Portoferraio, in località Punta della Renna, in corrispondenza del fosso della Madonnina (confermando i recenti dati di Arpat); due sono risultati “inquinati”, a Capoliveri, in località Mola, alla foce del fosso di Mola/Fossone centrale, e a Marciana Marina, al Moletto del
Pesce, confermando, pur con qualche miglioramento, i dati degli anni precedenti; mentre il prelievo effettuato sulla spiaggia La Pianotta, a Porto Azzurro, dove i cittadini avevano segnalato criticità a Legambiente, è risultato “entro i limiti”.

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Festambiente 2019: il primo concerto nazionale #SALVAILCLIMA

Festambiente 2019: il primo concerto nazionale #SALVAILCLIMA

Dal 14 al 18 agosto Ripescai (GR) diventerà ad essere la capitale della lotta ai cambiamenti climatici con la 31esima edizione di Festambiente, la storica manifestazione nazionale di Legambiente che ogni anno si svolge nel mese di agosto in Maremma. E quest’anno per la prima volta il palco sarà interamente dedicato alle tematiche ambientali a partire dal concerto del 14 con il “Concerto per il clima”, uno spettacolo unico con Daniele Silvestri.

Anche i concerti di The Zen Circus, Max Gazzè, Carmen Consoli e Alpha Blondy saranno interamente dedicati al tema #SALVAILCLIMA come tutti gli eventi che animeranno la cittadella ecologica di Festambiente con momenti di confronto, discussione e formazione anche per i più piccoli.

Info su www.festambiente.it

Chiara Brilli ne ha parlato con il coordinatore di Festambiente e membro della segreteria nazionale di Legambiente, Angelo Gentili

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Legambiente: abusi edilizi Toscana, solo il 13% demoliti

Legambiente: abusi edilizi Toscana, solo il 13% demoliti

1.687 ordinanze di demolizione di abusi edilizi emesse in 35 comuni della Toscana dal 2004 al 2018, di queste ne sono state eseguite 218, pari 12,92%. Lo rende noto Legambiente in base ai dati forniti dai Comuni che hanno risposto, il 14% in Toscana, all’indagine ‘Abbatti l’abuso’, i cui risultati sono stati presentati oggi in occasione del passaggio in Campania di Goletta Verde.

Legambiente spiega che a livello nazionale sono 32.424 le ordinanze di demolizione emesse nello stesso arco di tempo in poco più del 20% dei comuni costieri italiani che hanno risposto all’indagine: di queste però solo 3.651 sono state eseguite, in pratica poco più dell’11%.

“Siamo di fronte a una pagina vergognosa della storia italiana che ha prodotto e alimentato illegalità e ha cambiato i connotati a intere aree del Paese – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente -. Non c’è altra soluzione, contro gli abusi edilizi il migliore deterrente sono le demolizioni e non certo nuovi condoni come fatto con il Decreto Genova lo scorso anno per la ricostruzione post terremoto nel cratere del centro Italia e per Ischia”. Per Ciafani, “occorre procedere a una riforma legislativa che passi ai prefetti la competenza delle operazioni di abbattimento, perché non condizionati dal ricatto elettorale, lasciando ai Comuni solo il controllo urbanistico del territorio e la repressione dei reati, compresa l’emissione delle ordinanze di demolizione”.

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Legambiente, Ecomafie 2019: Toscana al 6° posto, tra le più colpite

Legambiente, Ecomafie 2019: Toscana al 6° posto, tra le più colpite

Anche in Toscana, secondo il rapporto di Legambiente, continua l’attacco di criminali ed ecomafiosi nei confronti dell’ambiente: ciclo illegale di cemento e dei rifiuti, racket degli animali, incendi dolosi sono nel 2018 i settori più interessati dal fenomeno degli ecoreati.

A riportarlo sono i dati di Ecomafia 2019: il rapporto presentato oggi da Legambiente Toscana, Osservatorio Nazionale Ambiente e ‘Libera’. In particolare, la Toscana mantiene il 6° posto nella classifica nazionale,  la più alta tra le Regioni del centro-nord, subito dopo quelle a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Lazio.

I numeri: 1836 infrazioni accertate, in calo rispetto all’anno scorso, quando le infrazioni furino 2138. In linea generale, quest’anno si registra un peggioramento nel settore del cemento illegale e in quello dei rifiuti, dove la Toscana erimane stabile al 4° posto nella classifica italiana ma si conferma la prima regione del Centro-Nord, riuscendo persino a scavalcare la Sicilia. Non va meglio nemmeno per le Archeomafie e gli incendi dolosi.

Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, la Toscana, è alta in classifica raggiungengo la quarta posizione: 634 infrazioni accertate nel 2018, 802 persone denunciate 181 sequestri effettuati. Su scala provinciale le maggiori criticità si evidenziano a Firenze (75), Arezzo (56) e Siena (53).

Poi, il mattone selvaggio è servito, in alcuni contesti, a spalancare le porte alle ditte in odore di mafia. Quest’anno la Toscana sale dalla sesta alla quinta posizione don 480 infrazioni accertate (7,3% sul totale nazionale). Le denunce aumentano da 428 a 572, mentre diminuiscono i sequestri effettuati (da 50 a 28).

Per quanto concerne il racket degli animali, bracconaggio, dommercio illegale di specie protette, allevamenti illegali, la Toscana scende all’ottavo posto, ma i numeri sono ancora preoccupanti: 405 infrazioni accertate. Sulle Archeomafie, la nostra regione risulta essere una delle più colpite dai ladri di opere d’arte: al 5° posto su scala nazionale con 52 furti.

Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente e Don Andrea Bigalli, referente regionale di ‘Libera’ intervistati da Lorenzo Braccini.

 

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