Manifattura Firenze, +28,2% nel secondo trimestre

Manifattura Firenze, +28,2% nel secondo trimestre

Firenze, secondo la Camera di commercio cittadina, il settore della manifattura cittadino, pur con le criticità in atto, quali la carenza di materie prime, le spinte inflazionistiche ed il rincaro dei costi energetici, ha iniziato a compensare le perdite subite nella crisi sanitaria.

La manifattura sta infatti facendo segnare un incremento tendenziale della produzione del 7,4% nel I trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020, e del 28,2% tra aprile e giugno andando a recuperare i livelli di attività antecedenti al Covid. Lo rivela l’ultimo report dell’Ufficio studi della Camera di Commercio di Firenze.

Il fatturato segue la produzione con una risalita graduale (+4% nel I trimestre) per poi passare a un recupero più intenso nel II trimestre (+36,4%), alimentato in parte da scorte. Anche il fatturato estero e gli ordinativi esteri evidenziano un ottimo recupero soprattutto nel II trimestre (rispettivamente +11,3% e +16,9%); aumenta il fatturato esportato per la quota detenuta dalle imprese esportatrici (50,2%).

“È ripartita la dinamica della produzione industriale confermando quanto la base manifatturiera fiorentina abbia ‘anticorpi giusti’ per rispondere in modo repentino alle sollecitazioni”, commenta il presidente Leonardo Bassilichi.

Per il segretario generale Giuseppe Salvini “le imprese dimostrano notevole propensione a inserirsi nel recupero dei mercati esteri”. Riguardo al III trimestre il preconsuntivo mostra dinamica positiva che procede a buon ritmo (+12,3% sul trimestre precedente) sebbene con rallentamento “tutto sommato atteso e dipendente da un grado di incertezza legato a fattori di mercato come: ‘rotazione’ della domanda da industria a servizi; criticità negli approvvigionamenti (scarsità di semilavorati e aumento costi di trasporto); difficoltà nell’evasione delle commesse”.

La dinamica – sempre il report – si è stabilizzata su un buon valore con variazione acquisita che dovrebbe andare oltre il 10% nella media 2021 rispetto all’anno precedente. L’indice di fiducia delle imprese, come sintesi dei saldi delle valutazioni per il prossimo semestre su produzione, occupazione, ordini e sulla situazione economica della città metropolitana, sembra orientato a un miglioramento per il II semestre 2021 in cui i saldi tendono a migliorare per tutte le componenti.

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🎧 Camera di Commercio di Firenze premia 100 imprese

🎧 Camera di Commercio di Firenze premia 100 imprese

Firenze, si è tenuta la cerimonia di consegna del riconoscimento “Firenze ed il Lavoro”, il tradizionale premio che la Camera di commercio assegna alle 100 aziende che più si sono distinte in vari settori dell’economia.

Aziende storiche con più di 50 anni di attività, ma anche imprese giovanili e femminili, digitali, green. La Camera di commercio di Firenze ha premiato oggi 100 imprese che si sono distinte nell’area metropolitana fiorentina: si tratta di coloro che hanno vinto il bando ‘Firenze e il lavoro’, indetto nel 2019 e rimandato causa Covid.

In podcast l’intervista al presidente della Camera di commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi, a cura di Gimmy Tranquillo.

Nell’elenco figurano 31 imprese con mezzo secolo di storia alle spalle, 25 guidate da donne imprenditrici, 19 scelte per le produzioni tipiche legate alle tradizioni del territorio, otto che hanno scommesso sull’innovazione digitale, sette coinvolte nei servizi turistici, cinque gestite da under 35, tre sul settore agrifood e due legate alla green economy.

A consegnare le spille commemorative – che rappresentano l’antico stemma dell’arte della lana e simbolo della Camera di commercio di Firenze fondata nel 1770 – il presidente Leonardo Bassilichi, l’assessore alle attività produttive del Comune di Firenze Federico Gianassi. Ha partecipato il governatore Eugenio Giani.

“Io sono un imprenditore, sono esattamente come voi, parliamo la stessa lingua – ha affermato Bassilichi rivolgendosi ai premiati -. Quando nacque la Camera, nacque per aiutare le imprese, che sono il cuore pulsante dell’economia”. “Il premio riconosce ciò che si è fatto nel passato ma va anche considerato uno stimolo per il futuro – ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella con un messaggio in video -. Abbiamo tanta strada da fare, Firenze e tutto il territorio metropolitano escono da un periodo molto difficile che però non ci ha piegato. Siamo più consapevoli ma anche più forti”.

“E’ un premio molto importante – ha aggiunto Gianassi – perché restituisce merito a tante imprese che si sono distinte nel campo economico, lavorativo, sociale e culturale”.

 

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🎧 ‘Rinascimento Firenze’, il quarto bando a sostegno alle attività danneggiate dalla crisi dovuta al Covid-19

🎧 ‘Rinascimento Firenze’, il quarto bando a sostegno alle attività danneggiate dalla crisi dovuta al Covid-19

‘Rinascimento Firenze’ è un progetto innovativo di economia civile con un’alta valenza sociale che ha, tra i suoi molteplici scopi, anche quello di consentire il mantenimento dei posti di lavoro e, se possibile, incrementarli rilanciando l’occupazione e assicurare il mantenimento sul territorio di un sistema economico sano e propositivo di nuove attività imprenditoriali.

Rinascimento Firenze, si rivolge a tutte le attività economiche, tra cui anche quelle sviluppate in forma giuridica di organizzazioni no-profit, classificate come start up innovative e alle micro e piccole imprese che investono in innovazione, ivi incluso l’agritech.

Attraverso questo nuovo intervento Fondazione CR Firenze sostiene il comparto con 1,5 milioni di euro come contributo di scopo a fondo perduto, erogati dal Soggetto Attuatore che, in questo caso, è la Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione (FRI) partecipata da Università degli Studi di Firenze e dalla Città Metropolitana di Firenze. Intesa Sanpaolo mette a disposizione prestiti d’impatto, a tassi agevolati e senza garanzie, per un totale di 7,5 milioni di euro. Il supporto operativo è assicurato dalla struttura della Fondazione KON e sono partner istituzionali la Camera di Commercio di Firenze e la Prefettura di Firenze.

Le risorse richieste andranno a supportare progetti di continuità e di rilancio da attuarsi nell’arco massimo di 18 mesi, in grado di generare un impatto sociale diretto o indiretto sul territorio. Ai beneficiari è richiesto un co-investimento per un importo pari al 50% del contributo a fondo perduto, che è proporzionato al progetto e va da un minimo di 20.000 a un massimo di 100.000 euro. Il prestito d’impatto erogato da Intesa Sanpaolo potrà moltiplicare fino a cinque volte l’importo del contributo a fondo perduto a condizioni agevolate (durata 10 anni, senza garanzie, interessi 0,4% nominali annui con pagamento in unica soluzione alla scadenza del prestito, e rimborso del capitale in due soluzioni: il 40% al 5° anno e il restante 60% al 10° anno). Sono ammissibili interventi per rilanciare, riorganizzare, implementare la propria attività e per richiamare il personale dalla cassa integrazione, stabilizzare i contratti di lavoro dipendenti e assumere nuovo personale.

‘Rinascimento Firenze’ è stato presentato in diretta streaming, dal Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori, dal Chief Lending Officer Intesa Sanpaolo Raffaello Ruggieri, dal Direttore della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori, dal Presidente di Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione Andrea Arnone, dal Presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, dal Presidente di Confindustria Firenze Maurizio Bigazzi. Hanno partecipato al collegamento numerose autorità e operatori del settore.

Le domande possono essere presentate da oggi, esclusivamente in modalità online, sul portale www.rinascimentofirenze.it all’interno del quale sono anche contenute tutte le informazioni del bando. La scadenza è il 19 maggio.

In Podcast le dichiarazioni del Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori e del Presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, raccolte da Gimmy Tranquillo

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🎧 Camera di commercio di Firenze, serve taglio ad affitti commerciali

🎧 Camera di commercio di Firenze, serve taglio ad affitti commerciali

Firenze, presentata in video conferenza una proposta della Camera di commercio di Firenze, che propone al governo una legge per un taglio agli affitti commerciali nelle aree dei centri storici, le più colpite dalle conseguenze economiche dell’emergenza Covid, con una durata limitata nel tempo (al massimo per due anni) e riservato alle sole attività che abbiano la sede legale nel territorio.

In Podcast L’intervista di Gimmy Tranquillo al presidente della Camera di commercio Leonardo Bassilichi ed il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Leonardo Focardi.

È questa la proposta elaborata dalla Camera di commercio di Firenze con il contributo dell’Ordine dei dottori commercialisti, che verrà messa a disposizione delle forze politiche perché la possano portare all’attenzione del Governo, della Regione e delle Amministrazioni locali.

Secondo la proposta, se a un canone annuo di 100mila euro si applicasse un taglio del 50% con un credito d’imposta per legge di 25mila euro a vantaggio del proprietario e un analogo credito d’imposta per l’affittuario, quest’ultimo vedrebbe ridursi del 75% il proprio costo di locazione, mentre per il proprietario la perdita sarebbe dell’11% in caso di società di capitale e del 4,15% se persona fisica, a fronte però di un incasso ‘sicuro’ che sfiorerebbe il 90% per le società e di oltre il 95% nel caso di persona fisica.

 

 

 

 

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🎧 Peretola: dichiarazioni Letta, Bassilichi, “risposta istituzioni locali coerente con nostri programmi”

🎧 Peretola: dichiarazioni Letta,  Bassilichi, “risposta istituzioni locali coerente con nostri programmi”

Intervista di Raffaele Palumbo a Leonardo Bassilichi, Presidente della Camera di Commercio di Firenze: “Aspettavo le risposte dei miei interlocutori che sono le istituzioni: Regione, Città metropolitana e Comune di Firenze. Avendo visto che la loro posizione era coerente ai nostri programmai comuni non sono entrato a giudicare il tema politico del Partito Democratico. Vado oltre, insisto sulla necessità delle imprese”.

La ricostruzione di Chiara Brilli

Ad una settimana dall’intervista su Il Tirreno del neo segretario dem, siamo ripiombati nei corsi e ricorsi della polemica sul futuro dell’aeroporto di peritola quasi non fossero passati 40 anni ad animare e dividere anche trasversalmente le coalizioni politiche. L’ipotesi di metropolitana leggere che colleghi Pisa e Firenze caldeggiata da Letta ha aperto l’ultima settimana arancione della Toscana a suon di interpretazioni del ‘Letta pensiero’ in base alle posizioni delle varie forze in campo finendo sul terreno del consiglio regionale

”Ci ho parlato” col neo segretario del Pd Enrico Letta e “lui sinceramente crede molto nello sviluppo della Toscana nel suo complesso, quindi degli aeroporti di Firenze e di Pisa”. Così il governatore della Toscana al quale ha fatto seguito il sindaco del capoluogo toscano che  ”Invita tutti a leggere le dichiarazioni del segretario Pd Letta per quello che sono, perché il castello di interpretazioni che è stato costruito non ha alcun fondamento. Confermo quello che ha detto anche il presidente Giani: nessuno mette in discussione lo sviluppo dei due aeroporti, sia lo sviluppo di Pisa, sia di Firenze”. Così il sindaco di Firenze Dario Nardella.

“Per citare Shakespeare – ha aggiunto  – direi ‘molto rumore per nulla’. Il sindaco di Firenze ha annunciato che si vedrà  presto con i sindaci di Pisa e Livorno perché lavorare ad una migliore integrazione infrastrutturale tra la costa e Firenze non significa affatto impedire lo sviluppo dei due aeroporti. Questa contrapposizione non si legge neanche nelle dichiarazioni di Letta.

Di tutt’altra opinione il Comitato No tunnel Tav di Firenze  secondo il quale “Il dibattito apertosi con le dichiarazioni di Enrico Letta “è positivo perché si capisce finalmente che il nuovo aeroporto a Firenze non è necessario, potendo collegare la città con il Galilei con la ferrovia”.

Intanto sarà presto discusso in consiglio comunale a Prato un ordine del giorno, presentato a firma di gruppo Pd, Lista civica, Demos e la Lista Lo Sport per Prato, nel quale si ribadiscono le ragioni del No al progetto alla pista parallela di Peretola.    I consiglieri chiedono un tavolo di discussione con la Regione in modo da potere ragionare sui fondi a suo tempo stanziati per la realizzazione della pista e quelli del Recovery Plan, affinché venga prevista la realizzazione di una metropolitana leggera che colleghi Pisa e Firenze in 25 minuti.

Una mozione in Consiglio regionale a favore dello sviluppo dell’aeroporto di Peretola manda in subbuglio la maggioranza a palazzo del Pegaso. Italia viva e Forza Italia votano insieme un testo che chiede di supportare il progetto di espansione dello scalo, il Pd vota contro e affonda l’atto insieme alla Lega e alle altre forze della minoranza. Le successive reazioni sono da centrosinistra sull’orlo di una crisi di nervi. Con Italia viva che accusa i dem di aver sposato la linea Ceccardi su Peretola, mentre dalla sponda Pd si insinua un quesito malizioso: i renziani stanno facendo le prove generali per una nuova alleanza? Ad aprire le ostilita’ al termine della seduta sono proprio i renziani che con l’europarlamentare Nicola Danti, il deputato Gabriele Toccafondi e i consiglieri regionali Stefano Scaramelli e Maurizio Sguanci,  mandano a dire: “Notiamo con rammarico che in Consiglio regionale, grazie al voto compatto del Pd, sul sistema aeroportuale della Toscana e’ passata la ‘linea Ceccardi’.

Ma fra i dem la prospettiva di finire sotto esame  sulla fedelta’ a Peretola non piace per niente. I consiglieri Cristina Giachi e Andrea Vannucci si dicono cosi’ “esterrefatti” dalla presa di posizione dei renziani. Tranchant e’ il capogruppo del Pd in assemblea toscana, Vincenzo Ceccarelli, che ribatte ai seguaci del senatore di Scandicci: “Indietro di venti anni ci riporta questo modo di fare politica. Capisco Forza Italia, in quanto forza di opposizione, ma Iv deve decidere se vuol privilegiare la soluzione dei problemi o le prove tattiche di nuove alleanze”. Forza Italia, per il momento, non infierisce sulla diatriba Pd-Iv, ma per voce del suo capogruppo Marco Stella prova a mettere in luce le contraddizioni del centrosinistra dopo la sortita del nuovo leader del Nazareno: “L’intervista di Letta può essere paragonata alla famosa telefonata del 1989 dell’allora leader del Pci, Achille Occhetto ai vertici del partito fiorentino, per bloccare lo sviluppo urbanistico dell’area nordovest della città. In ogni caso, a rimetterci è sempre Firenze. In poche righe di intervista, Letta butta a mare 15 anni di impegno di diversi esponenti Pd a favore di Peretola”.

Per il sindaco Dario Nardella e il governatore Eugenio Giani quelle di Enrico Letta non sono parole che mettono in forse (o stoppano) la nuova pista di Peretola. Anzi, ribadiscono la sinergia con Pisa. Eppure il pensiero del neo segretario dei dem ha agitato le acque a Firenze. E anche gli albergatori a farsi sentire: “Sembra quasi uno sfortunato gioco dell’oca, in cui vicini all’arrivo si deve ricominciare da zero. La storia dei progetti di sviluppo dell’aeroporto Vespucci ha dell’incredibile”, afferma polemico il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi.

“Enrico Letta ha detto una cosa importante, nella sua intervista al ‘Tirreno’: basta un collegamento veloce Firenze Pisa per rendere integrati e non concorrenziali i due aeroporti. Quello che la sinistra da decenni, e Sinistra italiana da quando è nata, afferma”. Lo affermano, in una nota congiunta, i referenti di Sinistra Italiana Pisa, Firenze, Lucca e Prato.

“La posizione assunta dal neosegretario Pd Enrico Letta sull’aeroporto di Firenze ci sorprende profondamente, perché è in antitesi rispetto all’esito di una discussione pluridecennale sul futuro del Vespucci di Firenze ed a quello che tutte le parti sociali, rappresentanti delle imprese e dei lavoratori, ritengono necessario per il futuro della città”. A dirlo è il segretario generale della Cisl di Firenze-Prato, Roberto Pistonina.

In una settimana non ci siamo fatti mancare niente e la polemica è dunque  ripartita come se nemmeno il Covid non ci fosse mai stato. in una atemporalità che aumenta la percezione di una politica incapace di compiere scelte perché ripiegata su se stessa.

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