Zia Caterina: benedizione camper a San Miniato al Monte

Zia Caterina: benedizione camper a San Miniato al Monte

Oggi giovedì 13 settembre alle 12 sul sagrato della basilica di San Miniato al Monte, padre Bernardo benedirà la nuova casa viaggiante per i bambini di Milano 25.

Il camper di Zia Caterina sarà benedetto e prenderà così vita la nuova casa viaggiante per i bambini di Milano 25, affetti da disabilità motorie dovute a patologie oncologiche. Il Progetto è stato possibile grazie ai tanti che hanno sostenuto Milano 25 Onlus attivando una catena di solidarietà e la raccolta di quasi 63mila euro. Cifra che, insieme al contributo di Regione Toscana, è stata utilizzata per realizzare questo “grande sogno di supporto sociale”.

I bambini sostenuti da Milano 25 e da Zia Caterina sono infatti, nella maggior parte dei casi, in cura nel reparto di chirurgia ortopedica del CTO di Firenze o presso il reaprto di neuro-oncologia infantile dell’ospedale pediatrico Meyer e sono affetti principalmente da tumori celebrali e osteosarcomi ossei, patologie che, oltre ad essere ad alto rischio, causano disabilità importanti.

Grazie al camper di Caterina Bellandi i bambini potranno giocare e vivere l’emozione di un viaggio verso luoghi e paesaggi altrimenti irraggiungibili.

Alla cerimonia di domani parteciperanno anche il Consigliere regionale, Leonardo Marras, e l’assesore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi.

 

 

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Contributo alla famiglia di Duccio Dini, via libera alla mozione

Contributo alla famiglia di Duccio Dini, via libera alla mozione

Soddisfazione di Maurizio Marchetti (capogruppo marrasFI), primo firmatario della mozione per dare un contributo di solidarietà alla famiglia di Duccio Dini, travolto e ucciso da due auto lo scorso giugno. ”Un atto istituzionale doveroso, noi sempre dalla parte delle vittime”, ha affermato Marchetti. Oltre che del Capogruppo di Forza Italia, la mozione era firmata dai Consiglieri Stella (FI), Marcheschi (FdI), Marras (PD).

”Il via libera alla nostra mozione che attribuisce un contributo regionale di solidarietà alla famiglia di Duccio Dini, il giovane che ha perso la vita nel giugno scorso travolto da due auto che si rincorrevano mentre si trovava sul suo motorino, ci vede soddisfatti perché da parte della Regione si trattava di un atto istituzionale doveroso. Come Forza Italia noi siamo sempre dalla parte delle vittime”: lo afferma il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, primo firmatario della mozione che reca le firme anche dei Consiglieri regionali Marco Stella (FI), Paolo Marcheschi (FdI) e Leonardo Marras (PD).

”Oltretutto – sottolinea Marchetti – l’atto approvato va oltre, grazie a un emendamento che biennalizza il contributo straordinario di 20mila euro, somma che verrà dunque assicurata alla famiglia Dini sia per quest’anno che per il 2019”.

Oltre a ciò, la mozione impegna la giunta regionale anche su altre azioni. Innanzitutto l’elaborazione di ”una disciplina regionale organica per casi simili”, e poi la costituzione come ”parte civile nel processo contro i responsabili dell’inseguimento avvenuto in via Canova a Firenze e finito tragicamente con la morte di Duccio Dini”.

La drammatica vicenda, si diceva, risale al 10 giugno scorso. Il giovane Duccio Dini si stava recando al lavoro e, si legge nella premessa dell’atto, «è stato travolto mentre si trovava fermo a un semaforo con il suo scooter da due automobili che, lanciate ad alta velocità in strada, si davano all’inseguimento reciproco. Alla guida delle due auto, risultate poi rubate, risultano due uomini di etnia Rom che sono stati iscritti nel registro degli indagati insieme a un terzo uomo per ‘omicidio volontario’». La Regione Toscana, con legge regionale del 27 ottobre 2008, ha istituito un apposito fondo di solidarietà per le famiglie delle vittime di incidenti mortali sul luogo di lavoro, e Duccio Dini stava proprio andando a prendere servizio.

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Vaccini: pronta la proposta di legge Toscana

Vaccini: pronta la proposta di legge Toscana

Vaccini, Pronta la proposta di legge Toscana. Scaramelli (Pd), primo firmatario della pdl: “Conferma degli obblighi ma anche ascolto, informazione e farmacovigilanza”.

“La Toscana avrà una sua legge sull’obbligo vaccinale. Vogliamo mettere al riparo i bambini e le famiglie dalle decisioni del governo nazionale che, con l’ossimoro dell’obbligo fessibile contenuto nel Decreto Milleproroghe, rischia di vanificare i buoni risultati conseguiti nell’ultimo anno in termini di copertura della popolazione. Non ci muove un intento polemico: vogliamo stare al merito della questione, che non è politica ma scientifico-sanitaria. Del resto il ministero della Salute conferma la necessità dell’obbligo per i dieci vaccini, ma differendo di un anno le sanzioni lo indebolisce, lasciando le Regioni e soprattutto le scuole a gestire una situazione che rischia di ingarbugliarsi. Per questo, vogliamo introdurre elementi di chiarezza nel quadro normativo regionale con l’obiettivo di offrire certezze e tutele, in special modo per i bambini più esposti e le loro famiglie”.

Lo dice Stefano Scaramelli (Pd), presidente della commissione Sanità e politiche sociali del Consiglio regionale della Toscana, che insieme al capogruppo Leonardo Marras e a numerosi consiglieri Dem, ha presentato una proposta di legge denominata “Disposizioni relative alla prevenzione vaccinale”.

La proposta, “riconoscendo come prioritaria la protezione dello stato di salute dei minori e identificando la vaccinazione quale strumento indispensabile di prevenzione primaria” riafferma che “gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa statale (decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, come convertito  dalla legge 31 luglio 2017, n. 119) costituiscono requisiti per l’iscrizione ai nidi d’infanzia, ai servizi integrativi per la prima infanzia e alle scuole dell’infanzia. I responsabili dei suddetti servizi per l’infanzia e delle strutture per minori accertano il rispetto degli obblighi vaccinali con le modalità prevista dalla normativa statale ai fini dell’iscrizione o ammissione”.

In sostanza, la Pdl toscana, se approvata, mantiene ferme le lancette rispetto all’eventuale approvazione del Milleproroghe, sancendo quindi che per iscriversi ai nidi e alle scuole materne bisognerà essere in regola con le dieci vaccinazioni.

Nel testo della proposta, inoltre, viene precisato “ai fini dell’iscrizione, ammissione e permanenza ai nidi d’infanzia, ai servizi integrativi per la prima infanzia, alle scuole dell’infanzia e alle strutture per minori, la vaccinazione è omessa o differita in caso di accertati pericoli concreti per la salute del minore in relazione a specifiche condizioni cliniche”.

Fin qui la parte relativa agli “obblighi”. Ci sono poi due articoli che intervengono sul sistema della prevenzione e sui controlli dei farmaci.

“Siamo convinti”, spiega ancora Scaramelli “che una buona normativa sui vaccini oltre a prevedere obblighi debba sforzarsi anche di intervenire su altri aspetti importanti. Per questo vogliamo sancire che il servizio sanitario regionale è chiamato ad assicurare servizi di informazione e sensibilizzazione in materia vaccinale, mirati all’ascolto dei genitori e ad una informazione personalizzata, affidando alle aziende sanitarie il monitoraggio annuale dei progressi delle iniziative di sensibilizzazione. Inoltre, vogliamo che la Regione effettui il monitoraggio di eventuali “eventi avversi” a seguito di vaccinazione, nell’ambito del sistema di sorveglianza regionale su farmaci, vaccini e dispositivi medici, anche ai fini dell’anagrafe nazionale vaccini. Infine, affideremo a un regolamento d’attuazione della nuova legge la disciplina delle azioni finalizzate alla valorizzazione del ruolo del pediatra di libera scelta, le campagne di comunicazione e informazione in materia di prevenzione vaccinale e le modalità di acquisizione e presentazione della documentazione attestante la necessità di omettere o differire la vaccinazione”.

“Come si vede”, conclude Scaramelli “l’intento che muove la nostra proposta è quello di affrontare una questione complessa con azioni a 360 gradi, consapevoli che su questi temi la demagogia e le strumentalizzazioni debbano lasciare il campo alla serietà, al merito e alle competenze”.

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Roccastrada: in arrivo quasi 8 milioni di euro per la nuova scuola di Ribolla

Roccastrada: in arrivo quasi 8 milioni di euro per la nuova scuola di Ribolla

La nuova scuola primaria e secondaria di primo grado di Ribolla ha i numeri per diventare finalmente realtà. Il progetto del Comune di Roccastrada, infatti, è al 15esimo posto nell’elenco degli oltre 500 presentati da Comuni e Province toscani ammessi a finanziamento nel Piano regionale triennale 2018 – 2020 di edilizia scolastica della Regione Toscana e potrà contare su oltre 7 milioni e 780 mila euro a fondo perduto stanziati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con specifico bando.

Le risorse andranno ad aggiungersi ai 500 mila euro già ricevuti dalla Regione Toscana per il primo lotto della nuova scuola e potranno, finalmente, dare concretezza a un intervento atteso dalla comunità locale e che ha visto molto impegnata l’amministrazione comunale. L’intervento della nuova scuola di Ribolla, come previsto dall’iter ministeriale, sarà inserito entro il prossimo mese di ottobre nella programmazione unica nazionale ed entro fine anno 2018 è prevista l’autorizzazione che darà il via ufficiale alle procedure di gara da parte del Comune di Roccastrada e, successivamente, all’affidamento dei lavori.

 

Avanti verso il futuro. “Il sogno di dare a Ribolla una nuova scuola diventa finalmente realtà – commenta con soddisfazione Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada – L’ottima posizione conquistata nel Piano regionale triennale 2018 – 2020 di edilizia scolastica della Regione Toscana rende merito a un progetto di qualità che si tradurrà in un polo scolastico innovativo, attento alla sostenibilità ambientale, all’efficientamento energetico e capace di rispondere alle esigenze di una didattica moderna con aule molto grandi, spazi collettivi, palestra e giardino. L’intervento farà parte della riqualificazione urbanistica prevista nell’intera area dove sorgerà, individuata nei nuovi strumenti urbanistici recentemente adottati.

Un successo di squadra. “Adesso – aggiunge Limatola – attendiamo che il Ministero autorizzi l’utilizzo delle risorse e il successivo avvio delle procedure di gara, con l’auspicio che i tempi siano rapidi. Il risultato raggiunto è frutto di un lavoro di squadra e ringrazio tutti coloro che lo hanno reso possibile, dal gruppo di lavoro interno al Comune che ha realizzato lo studio di fattibilità tecnico-economica alla Regione Toscana, che ci ha sempre supportato sia per dare concretezza alla nuova scuola che per rispondere all’emergenza dei mesi scorsi”.

Alla soddisfazione del primo cittadino di Roccastrada si unisce quella di Leonardo Marras, consigliere regionale e già sindaco roccastradino. “La notizia di questo finanziamento ministeriale era attesa e il risultato raggiunto da Roccastrada è pieno e meritato. Nei mesi scorsi l’amministrazione comunale ha saputo gestire da subito l’emergenza legata al sequestro della scuola attuale pensando alla soluzione finale ed è stato sempre accompagnato dalla Regione Toscana e dall’assessorato di riferimento, come si deve fare quando un caso come quello di Ribolla diventa estremo. Oggi è il momento della soddisfazione. La comunità aspetta da tanto tempo una scuola tutta nuova e l’investimento era impossibile con le sole casse comunali. Grazie alla scelta dei governi precedenti, ci sono risorse adeguate per l’edilizia scolastica e speriamo che in futuro non si torni indietro”.

 

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PD Toscana: mozione per revoca incarico a ministro per la Famiglia Fontana

PD Toscana: mozione per revoca incarico a ministro per la Famiglia Fontana

I consiglieri regionali Pd Leonardo Marras (capogruppo) e Alessandra Nardini, hanno commentato le recenti dichiarazioni del sindaco di Stazzema (Lucca) e presidente del Parco nazionale della Pace, Maurizio Verona, che ha chiesto la revoca dell’incarico al ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana per le sue parole sulla legge Mancino.

“Il sindaco di Stazzema ha pienamente ragione: il ministro Fontana deve dimettersi e c’è bisogno di inasprire le pene contro il ritorno del fascismo, l’esatto contrario dell’abolizione della legge Mancino”- hanno affernato i due esponenti Pd.

Marras e Nardini annunciano inoltre, in una nota, una mozione perché “vogliamo che il Consiglio regionale si esprima su questa vicenda istituzionale gravissima e che, come fatto in altre recenti occasioni, torni a chiedere norme intransigenti per combattere ogni rigurgito di fascismo e ogni forma di razzismo”.

“La posizione del ministro Fontana sulla legge Mancino è incompatibile con il giuramento sulla nostra Costituzione – sottolineano gli esponenti Pd -, che si fonda sui valori dell’antifascismo e ripudia ogni forma di discriminazione”.

Per Marras e Nardini, “c’è il rischio concreto di una pesante involuzione su questi temi, e se il ministro, nonostante la tiepida dissociazione del premier Conte e del vice Di Maio, continua su questa strada non gli rimane che dimettersi. Anzi, meglio sarebbe che fosse il presidente del Consiglio a rimuoverlo o che il Parlamento intervenga con una mozione di sfiducia”.

“Dalla Toscana- concludono- terra di antifascismo e culla dei diritti civili, deve venire un segnale forte”.

 

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