Rossi (Leu), anno zero per sinistra ma serve critica radicale

Rossi (Leu), anno zero per sinistra ma serve critica radicale

Il presidente della regione Enrico Rossi, su Facebook, ha scritto: “Penso che siamo davvero all’anno zero per la sinistra, che occorre un nuovo inizio, un nuovo partito, il partito del lavoro con un pensiero e un programma che mettano al centro il rispetto del lavoro e della persona”. Necessaria critica sull’operato anche per Leu.

Il governatore ha aggiunto: “Senza una critica radicale a quello che abbiamo fatto in questi anni la sinistra non uscirà dalla sua crisi. Gli inizi per ora non sono promettenti. Non vedo questo dibattito avviarsi con il necessario coraggio dentro il Pd. Mi ha colpito che proprio ieri Graziano Delrio, nuovo presidente del gruppo Pd alla Camera, più volte si sia soffermato a rivendicare la continuità con il governo precedente, senza nessun accenno alla necessità di un ripensamento e di una una svolta”.

“Anche Leu, che pure ha presentato buone leggi sulla sanità e sul lavoro – sottolinea -, non potrà sottrarsi ad una analisi critica di quanto negli ultimi decenni e in particolare negli ultimi anni è avvenuto, se vuole essere davvero una sinistra popolare e di governo che mira ad un cambiamento profondo della società”. “A proposito della crisi della sinistra e della perdita del suo radicamento sociale – conclude -: se proviamo a sommare le liberalizzazioni, la riforma delle pensioni Fornero, il jobs act, la riforma della scuola, i tagli alla sanità, agli enti locali e agli investimenti, forse le cose cominceranno a risultare sufficientemente chiare”.

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Elezioni: Toscana, eletti in totale 56 parlamentari

Elezioni: Toscana, eletti in totale 56 parlamentari

E’ ‘pareggio’ in Toscana tra centrodestra e centrosinistra per numero di eletti in regione alle politiche di domenica scorsa. Dei 56 che andranno in Parlamento grazie al voto toscano (18 senatori e 38 deputati), 23 appartengono al centrodestra, altrettanti al centrosinistra. Nove invece gli eletti da M5s e uno da Leu.

Come spiega il direttore dell’Osservatorio elettorale e del settore ‘Politiche per la partecipazione della Regione Toscana Antonio Floridia, al Senato “il centrosinistra ha eletto 7 senatori, 4 nel proporzionale e 3 nell’uninominale (6 il Pd e 1 Insieme), il centrodestra ne ha eletti 8, 4 nel proporzionale (2 la Lega, 1 Fi, e 1 Fdi), e altrettanti nell’uninominale (2 Fi, 1 Fdi e Lega). Tre i senatori M5s, tutti eletti nel proporzionale”. Alla Camera, ha spiegato ancora Floridia, “nell’uninominale sono stati eletti 7 deputati dal centrosinistra (tra cui uno con Civica popolare), e 9 in quota proporzionale dal Pd. Il centrodestra ha eletto 7 deputati in quota uninominale e nel proporzionale altri 8: 4 della Lega, 3 di Forza Italia, e 1 di Fratelli d’Italia. M5s ne ha eletti 6 nel proporzionale e 1 Leu”.

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Elezioni: eventi di chiusura in Toscana

Elezioni: eventi di chiusura in Toscana

La chiusura delle campagne elettorali in Toscana per molti sarà al chiuso, date le avverse condizioni meteo: Renzi si sposta all’Obihall, la destra allo storico caffè le Giubbe Rosse, Leu all’Affratellamento. Il M5s chiuderà la campagna nazionale a Roma, in Piazza del Popolo.

Il Movimento 5 Stelle chiuderà la campagna a Roma, in Piazza del Popolo, con un grande incontro dalle 17 alle 22.30, durante il quale interverranno il candidato premier Luigi Di Maio, Alessandro di Battista, il fondatore del movimento Beppe Grillo e la sindaca della capitale Virginia Raggi.

Potere al Popolo chiuderà la campagna toscana all’aperto, in Piazza Santo Spirito, dalle ore 17, ma è previsto un piano B in caso di maltempo: l’incontro si sposterà alla casa del popolo “Il Campino”, in via Caccini 13.

Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Quarto Polo hanno organizzato un incontro unitario alle Giubbe Rosse, lo storico caffè fiorentino dei futuristi in Piazza della Reppublica, dalle 17.30; parteciperanno alcuni candidati, fra cui Giovanni Donzelli e Francesco Torselli.

+Europa con Emma Bonino ha scelto come luogo di chiusura della campagna toscana il caffè letterario Le Murate, dove si terrà un incontro, dalle ore 18, dal titolo “Toscana chiama Europa”, al quale parteciperanno i candidati Marco Perduca, Mina Welby, Benedetto Della Vedova.

Casapound chiuderà la campagna elettorale nella loro sede fiorentina, in via Felice Fontana 13/r, a partire dalle ore 19. Noi con L’italia- Udc, ha scelto l’Antico Caffè Torino, come ritrovo per questa sera, a partire dalle ore 19.

La rete toscana di Civica Popolare si incontrerà a Prato, presso la sede del comitato elettorale, in Viale della Repubblica 66, dalle ore 19.30; parteciperà il candidato Lorenzo Maria Marchi ed è previsto, inoltre, un collegamento in video conferenza con la ministra Lorenzin.

Il PD di Matteo Renzi, che aveva pensato ad un comizio al Piazzale Michelangelo, ha dovuto optare per festa e buffet al chiuso, all’Obihall, a partire dalle ore 20, a causa della pioggia. Tutte le federazioni dem della Toscana chiuderanno la campagna elettorale a modo loro, ma sono previsti molti pullman per l’Obihall, carichi di candidati ed attivisti, da vari circoli toscani come Prato, Pistoia, Pisa ed Empoli.

Liberi e Uguali ha organizzato una festa al Teatro dell’Affratellamento di Firenze, in via Orsini 73, con cena e musica dalle 20.30. All’evento sono attesi candidati, militanti e sostenitori.

 

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Elezioni: Rossi (Leu), mi auguro buon risultato in Toscana

Elezioni: Rossi (Leu), mi auguro buon risultato in Toscana

Il presidente della Regione Toscana ed esponente di Leu, Enrico Rossi, a margine della presentazione del piano integrato per l’occupazione che prende il via il 6 marzo, ha rilasciato dichiarazioni riguardo alle possibili situazioni post-voto.

Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se temesse uno “smottamento” della sinistra e di Liberi e uguali nelle aree della Toscana maggiormente colpite dalla crisi, Rossi ha dichiarato: “Io mi auguro che complessivamente in Toscana la sinistra ottenga un buon risultato, vedremo poi quali saranno i risultati. Ho fatto campagna elettorale soprattutto fuori dalla Toscana perché non volevo che si sovrapponessero troppo il mio ruolo di presidente con quello di esponente di Liberi e uguali. Poi in altre situazioni, in altri momenti, ci sarà tempo e modo di discutere e di valutare”
A proposito della prospettiva di un partito unico della sinistra dopo l’esperienza di Liberi e uguali, il presidente della Toscana ha detto: “Io sono perché si costruisca un partito del lavoro organizzato sui territori in sezioni, con delle chiare regole per quanto riguarda le garanzie di partecipazione dei militanti, non solo per quando c’è da andare a individuare il capo, ma anche per decidere sui punti più importanti, sulle scelte più importanti della politica. Un partito che a mio parere si deve chiamare Partito del lavoro, perché si riferisce al lavoro in senso allargato, quindi non soltanto al lavoro dipendente, agli operai, ma anche alle partite Iva, a chi il lavoro non ce l’ha, a chi ha il lavoro precario, a chi lavora nelle piccole imprese, agli imprenditori che investono, agli artigiani: in senso largo un partito del lavoro, perché io penso che ci sia da riequilibrare in questa fase il rapporto tra lavoro e capitale”.
Rossi ha parlato anche del futuro di Aferpi: “Noi continuiamo a lavorare: anch’io penso che sia stata gettata un po’ di luce, vediamo. Per me la questione di Piombino che torna a produrre acciaio è questione dirimente per il mio impegno di presidenza della Regione Toscana. E’ stato fatto un tentativo con l’imprenditore Rebrab, questo tentativo per una serie di ragioni non è riuscito”. Nel frattempo, ha osservato Rossi, “comunque 2.100 persone sono state riassunte, Piombino soffre, noi abbiamo fatto un porto e si tratta di valorizzarlo di farlo funzionare. Insomma è una prova pesante, difficile, ma io lavorerò comunque con grande determinazione come ho sempre fatto, e confido che alla fine otterremo dei risultati significativi e importanti per Piombino, per i lavoratori, per tutta la regione. Come vedete insomma non demordiamo”.

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Casapound al dibattito, esponente LeU lascia sala, Di Giorgi non presenzia

Casapound al dibattito, esponente LeU lascia sala, Di Giorgi non presenzia

Oggi all’ordine dei Commercialisti di Firenze una tavola rotonda elettorale organizzata da Controradio. Appresa la partecipazione dell’esponente di Casapound i rappresentanti di LeU e PD hanno abbandonato la discussione.

Filippo Fossati, deputato di Liberi e Uguali e candidato in Toscana alle elezioni del 4 marzo, ha abbandonato il dibattito di oggi all’Ordine dei Commercialisti di Firenze: il motivo, come ha annunciato lo stesso Fossati al microfono, è stato la presenza all’iniziativa di un esponente di Casapound, Massimiliano Bartolozzi.

“Non vogliamo legittimare una situazione che per noi è fuori dalla legge”, ha detto Fossati, ribadendo come “non accettiamo che in questo confronto elettorale si possano presentare dibattiti a cui partecipa anche Casapound, perché riteniamo che definendosi erede del regime fascista si ponga fuori del nostro arco costituzionale”.

L’esponente di LeU ha concluso ricordando che “le libere professioni in quel periodo furono assoggettate al fascismo”. All’iniziativa non hanno preso parte per lo stesso motivo, secondo quando si è appreso dai loro staff, gli esponenti Pd Rosa Maria Di Giorgi e David Ermini, la cui presenza era prevista dal programma del dibattito.

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