Florence Queer Festival al cinema Odeon

Continua la 50 giorni di cinema internazionale di Firenze   con l’undicesima edizione del Florence Queer Festival che si terrà dal 6 al 12 novembre. Cultura queer e cinematografia LGBTI nei lungometraggi, corti e documentari per un totale di trenta titoli, due linee di concorso -Videoqueer e Se hai testa fai il test-, eventi di letteratura, teatro e arte contemporanea. Tra le anteprime il Festival presenterà il debutto da regista della performer electro-rock Peaches in Peaches does herself, viaggio musicale nei momenti più salienti della sua carriera eccentrica e trasgressiva, e Lost in Paradise di Vu Ngoc Dang, primo film vietnamita a presentare l’amore omosessuale in modo esplicito e sotto una luce positiva. A 50 anni dalla morte di Jean Cocteau, Opium di Arielle Dombasle, film onirico e musicale ispirato al suo diario e ai suoi disegni che ne racconta l’amore disperato con Raymond Radiguet.

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Il Florence Queer Festival è cresciuto, sino a diventare uno dei più seguiti sulla scena fiorentina e una delle più importanti rassegne LGBTI italiane.
Nato nel 2003 con una piccola rassegna di 4 giorni al Teatro Puccini ha ampliato costantemente la programmazione, gli eventi e il pubblico, passando dal cinema Alfieri e poi lo Spazio Uno, per approdare all’Odeon, la piu prestigiosa sala fiorentina, all’interno della 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze. Cinema e video, teatro e fotografia, letteratura e costume, sono al centro del percorso che il FQF propone per raccontare l’universo gay, lesbico, bisex,trans e intersex, un’identita queer in continuo movimento e mutamento, che intende superare gli stereotipi nei quali e stata a lungo costretta: una cultura oggi sganciata da uno stretto legame identitario, che sappia parlare a tutti, e racconti storie nelle quali l’identita sessuale sia uno degli elementi all’interno della narrazione.
All’ interno del FQF trova spazio VIDEOQUEER, concorso dedicato a giovani videomaker, che propongono cortometraggi, dalla durata massima di 3 minuti. 180 secondi per raccontare il presente, tra quotidianita’ e voglia di affermazione, desideri e fantasie, stimolare il confronto interculturale tra condizioni e punti di vista diversi.