Kemp: Oggi al Teatro Goldoni di Livorno la camera ardente

Kemp:  Oggi al Teatro Goldoni di Livorno la camera ardente

Quella di allestire la camera ardente nel ‘suo’ teatro è stata una decisione dei suoi familiari di concerto con l’amministrazione e la fondazione Goldoni.

La camera ardente per l’ultimo saluto a Lindsay Kemp sarà allestita lunedì 27 agosto, dalle 11 nel foyer del Teatro Goldoni di Livorno. Lo annuncia una nota dello stesso teatro livornese.
“Lunedì mattina alle 11 le porte del Teatro Goldoni si apriranno per permettere all’intera città di rendere omaggio a Lindsay Kemp, artista totale scomparso oggi all’età di 80 anni”,
dice il teatro. Quella di allestire la camera ardente nel ‘suo’ teatro è stata una decisione dei suoi familiari di concerto con l’amministrazione e la fondazione Goldoni.
“I parenti di Kemp, i suoi collaboratori ed amici, l’amministrazione comunale e la fondazione Goldoni – prosegue il comunicato – hanno infatti voluto allestire la camera ardente proprio all’interno del teatro di Livorno, con cui il coreografo, mimo e danzatore inglese ha collaborato per anni sin dalla riapertura dopo i lavori di restauro nel gennaio 2004 e che ha poi contribuito a rilanciare a partire dal 2016”.

“Lindsay Kemp ha contribuito a diffondere la cultura della danza, della pittura e dell’arte a
tutto tondo nel cuore e nella mente dei livornesi. Per questo la sua scomparsa rappresenta una perdita incalcolabile per la nostra città”. Con queste parole il sindaco Filippo Nogarin ha
ricordato la scomparsa dell’artista inglese avvenuta stanotte a Livorno, città in cui aveva deciso di vivere.

“Negli ultimi dieci anni Livorno ha adottato Lindsay Kemp – ha aggiunto il primo cittadino – e lui ha adottato Livorno, lavorando incessantemente per trasmettere ai cittadini, in
particolare ai più giovani, la passione per la bellezza in tutte le sue forme”. Poi il sindaco ha ricordato la collaborazione con il Teatro Goldoni: “Quando nel 2016 abbiamo deciso insieme al direttore della Fondazione Goldoni, Marco Leone, di moltiplicare gli eventi culturali in città, portando il teatro nelle piazze e nelle periferie di Livorno, ci siamo chiesti chi potesse essere il motore principale di questa piccola rivoluzione. La risposta è arrivata in un attimo: la persona giusta era Lindsay Kemp. Il fatto che un artista internazionale della sua grandezza abbia accettato immediatamente di collaborare con noi è la prova più
tangibile di quanto anche lui fosse innamorato di Livorno”.

“Quell’anno – ha aggiunto Nogarin – l’anno della nuova primavera del Goldoni, il sorriso felice di Kemp ha dominato letteralmente la città per 365 giorni, dal palazzo del nautico
sugli scali Novi Lena. Ma ciò che più conta è che il Flauto Magico di cui ha curato la regia ha tenuto migliaia di livornesi incollati alle poltroncine del Goldoni e ha tenuto a battesimo
una stagione teatrale straordinaria”. Infine, il primo cittadino annuncia insieme all’assessore alla cultura Francesco Belais e alla stessa Fondazione Goldoni iniziative per ricordare il grande artista. “Lindsay Kemp, con la sua grandezza ha dato lustro alla città di Livorno e di questo gli saremo eternamente grati – conclude Nogarin -. Non solo. Con il direttore Leone e con l’assessore Belais stiamo pensando a quale possa essere l’iniziativa più adatta per ricordarlo come merita”.

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 Lindasay Kemp: “intitolargli spazio in Teatro Goldoni”

 Lindasay Kemp: “intitolargli spazio in Teatro Goldoni”

Lo chiede, in  ricordo del grande coreografo morto in nottata, il consigliere regionale del Pd Francesco Gazzetti. Nardella: “la sua  era pura poesia in movimento”

“Credo che Livorno dovrebbe davvero ricordare con affetto Lindsay Kemp: magari
intitolandogli proprio uno degli spazi del Teatro ‘Goldoni’, dove l’artista teneva il suo corso di danza. Lo dice, in un ricordo del grande coreografo morto in nottata, il consigliere
regionale del Pd Francesco Gazzetti. “Credo sarebbe un primo gesto per dimostrare la gratitudine della città nei suoi confronti – aggiunge Gazzetti, sottolineando che con Kemp
“scompare uno dei grandi artisti del ‘900 ed un uomo che ha voluto davvero bene a Livorno: questa è la città dove Kemp ha voluto chiudere la sua esistenza ed anche il luogo nel quale ha realizzato alcune delle sue meravigliose regie”, conclude il
consigliere.

“Lindsay Kemp è stato un coreografo straordinario, un rivoluzionario maestro di danza,
mentore di David Bowie e Kate Bush, un’icona mondiale. A Firenze lo abbiamo ospitato la scorsa Estate Fiorentina e ricordiamo con affetto e riconoscenza le sue performance al museo Novecento, alle Murate e al teatro Puccini” afferma invece il sindaco Dario
Nardella.  “La sua – continua Nardella – era pura poesia in movimento che
sapeva stupire per la sua unicità e originalità. Ha collaborato con le più grandi star mondiali ma non ha mai rinunciato al lavoro e alla formazione con le giovani generazioni, cui ha
sempre cercato di trasmettere con generosità e umanità la sua arte di scena, mai banale, mai scontata, con uno sguardo sempre rivolto alla globalità e alle culture del mondo”.

Lindasay Kemp viveva a Livorno da molti anni: nella città toscana dirigeva un corso di danza al Teatro Goldoni. In questa estate stava lavorando ad un progetto di teatro sociale che avrebbe dovuto allestire a Como a partire da settembre.
Artista poliedrico, oltre alla coreografia rivoluzionò profondamente l’arte del mimo: celebre, in questo campo, la sua iconica interpretazione della maschera Pierrot. Attivo dagli
anni Sessanta, ha lavorato anche al cinema, in tv e nell’ambito dell’ opera, soprattutto in Italia. Kemp compare anche in alcuni video del Duca Bianco, David Bowie, e della cantante Kate Bush e in alcuni film, come The Wicker man e Velvet Goldmine.

 

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