Esondazione fiume Cecina, salvata donna, era in tenda

Esondazione fiume Cecina, salvata donna, era in tenda

Cecina, in provincia di Livorno, una donna, senza fissa dimora, che risultava dispersa durante l’esondazione del fiume Cecina, a seguito di ricerche mirate è stata ritrovata in buono stato di salute all’interno di una tenda, grazie all’intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco il cui personale l’ha avvistata dall’alto.

Una accurata perlustrazione dell’area dell’esondazione, ha portato all’individuazuine della tenda seminascosta in un canneto, e successivamente il personale della polizia municipale ha raggiunto da terra il punto e portato in salvo la donna.

In generale, risulta che l’onda di piena del fiume è transitata nel tratto che attraversa l’abitato di Cecina senza rischi per la popolazione. L’unica esondazione c’è stata in un’area golenale disabitata, a Magona, luogo che costituisce una naturale cassa d’espansione del fiume.

Sempre nel bacino del Cecina, ma qualche decina di chilometri a monte, nel Pisano, sabato sera i vigili del Fuoco di Saline di Volterra sono intervenuti nei pressi di Montescudaio, in località Scornabecchi, per un’esondazione del fiume.

Qui, in via precauzionale e in accordo con il sindaco, che era presente sul posto, una famiglia di cinque persone è stata evacuata.

La squadra dei vigili del fuoco sta monitorando il fiume insieme al personale della protezione civile.

In Toscana, nella serata di sabato si sono registrate criticità in provincia di Pistoia dove in particolare quattro squadre di pompieri sono state impegnate a svuotare abitazioni allagate nella piana del capoluogo.

In località Masotti una squadra ha dovuto liberare dall’abitacolo il conducente di una vettura finita in un fosso a causa del maltempo. La persona è stata presa in carico dal personale sanitario del 118 per il trasporto in ospedale.

Nel Pistoiese, dove in pianura c’è un fitto reticolo idraulico a servizio dell’industria vivaistica e dell’agricoltura, i pompieri sono chiamati a svolgere almeno una trentina interventi per allagamenti di scantinati, cadute di alberi sulle strade e smottamenti.

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Livorno: morto dopo ricovero di 5 mesi, Asl presenta un esposto su protesta

Livorno: morto dopo ricovero di 5 mesi, Asl presenta un esposto su protesta

“Il comportamento tenuto nei giorni scorsi da alcuni membri della comunità senegalese è stato poco rispettoso delle istituzioni sanitarie, avendo attaccato in modo inaccettabile i nostri operatori e l’azienda nel suo complesso. Per questo faremo un esposto alle autorità competenti perché riteniamo ci siano i presupposti per farlo”.

Ad annunciare l’esposto, in merito all’occupazione dell’ospedale di Livorno, la settimana scorsa, da parte di esponenti della comunità senegalese in seguito alla morte in reparto di un loro connazionale, è la direttrice amministrativa dell’Asl Toscana nord ovest, Maria Letizia Casan in una nota.
“È stato invaso a più riprese il reparto – afferma Casani  – spaventando e minacciando il personale con possibile grave disturbo allo svolgimento della normale attività. Questo non può essere accettato”.

“Ci siamo preoccupati da subito – continua Casani – di fare chiarezza su questa vicenda sia per quanto riguarda il comportamento dei nostri operatori sia su quello tenuto da una parte della comunità senegalese. Il lavoro dei dipendenti coinvolti nella vicenda è stato rigoroso e puntuale come lo sarebbe stato per qualsiasi altro utente.”

La protesta era scoppiata perché i rappresentanti della comunità senegalese lamentavano di non aver ricevuto comunicazione della morte del connazionale, avvenuta in ospedale per malattia dopo un lungo ricovero, con l’impossibilità di riportare in patria la salma e procedere al rito musulmano, mentre dall’Asl avevano subito chiarito che l’uomo era stato sepolto perché alle chiamate effettuate sui due numeri di cellulare lasciati dal paziente prima del decesso nessuno aveva risposto, e neppure ad un messaggio lasciato in segreteria.

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Livorno: morto dopo ricovero di 5 mesi, nessuno reclama salma

Livorno: morto dopo ricovero di 5 mesi, nessuno reclama salma

Un uomo è morto il 15 gennaio scorso all’ospedale di Livorno dopo un ricovero durato cinque mesi al reparto di malattie infettive. Non essendo stato però reclamato da nessuno, si è attivata la procedura di legge.

La vicenda, a Livorno, è stata resa nota oggi dall’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, la quale ha spiegato che l’uomo “ha ricevuto tutte le cure necessarie alla gestione di una patologia con prognosi infausta e in fase avanzata che, alla fine, ha avuto il sopravvento”.

“Come previsto dalle procedure in questi casi, il personale del reparto ha chiamato, come si potrà evidenziare a seguito di riscontri tecnici, i numeri segnalati dal paziente in cartella clinica che sono gli unici autorizzati ad essere informati sulla sua situazione clinica. Dai due cellulari indicati dal paziente non è però arrivata alcuna risposta nonostante sia stato lasciato anche un messaggio nella segreteria telefonica”.

“La salma – prosegue il comunicato dell’Asl – come avviene in caso di decessi ospedalieri, è stata successivamente trasferita all’obitorio. Qui vi è rimasta per le 48 ore indicate per la presentazione dei familiari. Trascorso senza esito questo tempo è stato successivamente contattato il servizio di polizia mortuaria per il trasferimento al cimitero comunale”

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Livorno dedica parco pubblico a Ilaria Alpi

Livorno dedica parco pubblico a Ilaria Alpi

In memoria della giornalista Ilaria Alpi sarà dedicato il parco pubblico di fronte alla caserma dei paracadutisti Vannucci di Livorno.

Lo ha deciso la giunta del sindaco Filippo Nogarin che ha approvato l’intitolazione di sette aree verdi comunali a donne passate alla storia per il loro valore civile, sociale o professionale, dando seguito all’indirizzo di una mozione votata all’unanimità dalla Commissione pari opportunità (e al percorso analogo promosso dalla Consigliera di parità della Provincia di Livorno Cristina Cerrai) sulla riduzione dello squilibrio attuale della toponomastica cittadina.

Il 94% delle strade, vie e piazze di Livorno, intitolate a persone – si spiega dal Comune – è infatti dedicato a uomini. Tre delle nuove attribuzioni saranno decise dagli studenti delle scuole Carducci, mentre la giunta ha già stabilito di intitolare oltre al parco in memoria di Alpi, all’attivista Lgtb Sylvia Rivera l’area verde in piazza del Luogo Pio e alle storiche direttrici d’orchestra livornesi, Irene Morburgo e Palmira Orso, i due spazi alberati di piazza Magenta.

Per le altre tre donne illustri indicate nell’atto di giunta – la martire del libero pensiero Ipazia di Alessandria, le pittrici Frida Kahlo e Artemisia Gentileschi – i ragazzi delle scuole Carducci, promotori del progetto sulla tassonomia femminile, dovranno decidere la relativa intitolazione scegliendo tra tre aree verdi indicate dall’amministrazione

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Livorno: naufraga su scogli Meloria, Capitaneria avvia indagine

Livorno: naufraga su scogli Meloria, Capitaneria avvia indagine

Un 51enne è stato soccorso stamani, intorno alle 5.00, da una motovedetta della guardia costiera di Livorno mentre si trovava su un tender alla deriva al largo del porto dopo che la sua imbarcazione a vela ‘Le Chien’, in navigazione dalla Sardegna al porticciolo di Marina di Pisa, è naufragata sulla scogliera della Torre della Meloria.

L’uomo è stato recuperato e portato a terra in buone condizioni di salute. A lanciare l’allarme alla capitaneria è stato un amico che aveva ricevuto poco prima un sms dal 51/enne in cui il velista spiegava di aver fatto naufragio nelle acque antistanti il porto di Livorno con la propria imbarcazione a vela e che al momento si trovava su un tender alla deriva. La capitaneria ha subito avviato le indagini per chiarire la precisa dinamica dell’incidente e il motivo per il quale il naufrago, che navigava con le vele bordate in un’area dove è vietato, ha dichiarato ai militari che l’imbarcazione era affondata, aggiungendo che solo grazie al tender in dotazione era riuscito a mettersi in salvo.
Alle prime luci dell’alba, i militari hanno accertato che la barca a vela si era incagliata sugli scogli del faro delle secche della Meloria.

Sul posto è stata inviata a quel punto un’altra motovedetta con sub della Guardia Costiera per verificare l’eventuale presenza di inquinamenti nella zona del naufragio e per accertare le condizioni dello scafo. Dai rilievi non è stata riscontrata alcuna forma di inquinamento, ma la presenza di un grosso squarcio sulla murata di sinistra dell’imbarcazione che ne impone la rimozione con pontone e gru di sollevamento.

All’uomo è stato notificata la diffida alla rimozione del relitto.

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