Loggia dei Lanzi illuminata di verde stasera a Firenze

Loggia dei Lanzi illuminata di verde stasera a Firenze

In occasione della Settimana mondiale sensibilizzazione delle malattie mitocondriali.

Stasera la Loggia dei Lanzi sarà illuminata di verde per sensibilizzare i cittadini sulle malattie mitocondriali. Firenze aderisce infatti alla Settimana mondiale di sensibilizzazione sulle malattie mitocondriale, di cui quest’anno ricorre il 55° anniversario della scoperta. E lo fa con la campagna “Light up for Mito” dell’associazione Mitocon – Insieme per lo studio e la cura delle malattie mitocondriali onlus, che rappresenta da ormai dieci anni un punto di riferimento, aggregazione e sostegno per i malati e le loro famiglie e per l’intera comunità scientifica che si occupa di malattie mitocondriali in Italia.

L’illuminazione della  Loggia dei Lanzi sarà a cura di Silfi spa a partire dalle 19.50. Le malattie mitocondriali sono un gruppo molto eterogeneo di patologie genetiche rare causate da alterazioni nel funzionamento dei mitocondri, che presentano notevole variabilità clinica per quanto riguarda l’età d’insorgenza, il tipo di evoluzione e i tessuti coinvolti. Alcuni recenti studi di prevalenza dimostrano che le malattie mitocondriali colpiscono circa 1 persona su 5.000, ma il dato è probabilmente sottostimato. La continua scoperta di nuove mutazioni sta mettendo in evidenza come queste patologie siano più comuni di quanto stimato in passato.

”Illuminare di verde i monumenti ha l’obiettivo di testimoniare la sensibilità delle città per le malattie mitocondriali – ha detto l’assessore al Welfare Sara Funaro -. Noi abbiamo deciso di illuminare di verde la Loggia dei Lanzi perché vogliamo invitare la comunità fiorentina ad accendere i riflettori su queste malattie ereditarie per le quali ad oggi non esiste una cura”. Alla campagna hanno aderito finora numerose città. In Italia saranno illuminati, tra gli altri, il Colosseo a Roma, Ca’ Loredan e Ca’ Farsetti a Venezia, la Fontana di Piazza de Ferrari a Genova, Palazzo Bo a Padova, la Torre dei Lamberti a Verona, la sede del Municipio e la Torre Civica a Mestre.

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Manutenzione al Perseo

Sta per concludersi l’intervento di manutenzione al Perseo,come previsto, a tre settimane dall’inizio dei lavori comunica la sovrintendenza del Polo Museale di Firenze Sotto la direzione di Antonio Godoli (architetto degli Uffizi) e Francesca de Luca (responsabile del dipartimento pittura del secondo Rinascimento, del Manierismo, del Seicento degli Uffizi), l’intervento manutentivo realizzato dai tecnici della ditta Morigi di Bologna, ha previsto la sostituzione di tutti i protettivi applicati al bronzo.

“La scelta di lasciare al suo posto la statua bronzea del Cellini – ha detto il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini – si sta rivelando sostenibile, ma l’impegno di monitorarla regolarmente e attuare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria rimane costante”.
“Credo si possa dire che gl’interventi di manutenzione sul Perseo, effettuati con cadenza regolare negli anni che hanno seguito il restauro del bronzo – ha aggiunto il Direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali -, siano l’attestato incontrovertibile dell’importanza d’una costante azione manutentiva. Lo dimostrano gli esiti di quest’ultime operazioni; da cui si desume che la manutenzione assidua ha allontanato nel tempo un eventuale nuovo restauro”.
“L’intervento di oggi – ricorda Antonio Godoli, Direttore del Dipartimento di Architettura degli Uffizi – segue la filosofia della manutenzione conservativa, e si inquadra in un’attività di salvaguardia e restauro della Loggia, intesa in modo globale  per le sue strutture, per l’architettura, e per le statue, secondo un preciso programma temporale”.
Note tecniche
Era noto che i protettivi impiegati durante l’intervento di un decennio fa, composti da una vernice acrilica e da una cera microciristallina polietilenica, sarebbero stati efficienti per un periodo da tre a cinque anni, prima che il degrado dovuto all’irraggiamento ultravioletto e agli agenti atmosferici ne compromettesse l’efficacia.
Grazie anche alle regolari manutenzioni cui il Perseo è stato sottoposto, è stato possibile prolungare la vita del sistema protettivo per più di dieci anni rinnovando lo strato acrilico nei punti di maggior degrado e applicando ogni volta un nuovo strato di cere microcristalline su tutta la superficie.
Durante questi interventi è stata costantemente verificata l’efficacia del sistema protettivo mediante misurazione della velocità teorica di corrosione e delle variazioni cromatiche della superficie in aree selezionate. Dai dati così ottenuti è risultato che la manutenzione regolare del protettivo ne ha migliorato l’efficacia.
Dopo oltre dieci anni, è stato deciso di rimuovere sia il protettivo ceroso, sia quello acrilico, ripristinandoli nello spessore stabilito in fase di restauro. Oltre a questo trattamento i tecnici sono intervenuti su alcuni punti, molto localizzati, in cui erano presenti fenomeni corrosivi attivi dovuti alla presenza di cloruri, inibendo il fenomeno con nitrato di argento.
Secondo i tecnici, la metodica manutentiva adottata e la regolarità dei controlli, garantiscono il mantenimento della splendida patina e la conservazione del Perseo per molto tempo.