Sesso con minore: iniziato, oggi, incidente probatorio per ragazzo

Sesso con minore: iniziato, oggi, incidente probatorio per ragazzo

E’ cominciato l’incidente probatorio con audizione protetta per il 15enne, presunta vittima di violenza sessuale con una 31enne da cui la scorsa estate il minore ha avuto anche un figlio.

La donna, arrestata ai domiciliari lo scorso 28 marzo, è accusata di atti sessuali con minore e violenza sessuale per induzione. L’indagata ha fornito la sua versione dei fatti nel corso un interrogatorio, mentre oggi tocca alla presunta vittima dei reati che le vengono contestati riportare il racconto dal suo punto di vista.

Il 15enne si trova in un’aula del tribunale di Prato con il giudice ed uno psicologo, mentre in una stanza attigua – in videoconferenza – si trovano i rappresentanti dell’accusa, Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, e i rappresentanti della difesa della donna, oltre alla legale della famiglia del ragazzino.

Il legale dell’operatrice sociosanitaria ha dichiarato, entrando in tribunale a Prato: “Abbiamo la nostra versione dei fatti, certo la testimonianza del ragazzino è importante. Faremo poche domande, per rispetto del minorenne. Ci dispiace che non abbiano revocato i domiciliari. Non cerchiamo chissà cosa, la mia assistita ha manifestato la volontà di potersi curare e le dispiace di non poter iniziare questo percorso tra l’altro già individuato. Ascoltiamo le domande del giudice e il racconto del ragazzo, poi eventualmente faremo le nostre considerazioni.”

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Prato, prof con ragazzo, iniziato interrogatorio

Prato, prof con ragazzo, iniziato interrogatorio

La donna 35enne è accusata di atti sessuali con minore dalla famiglia del ragazzo di 15 anni. Venerdì è stato eseguito il test del dna al neonato della prof.

È cominciato da qualche minuto negli uffici della procura di Prato l’interrogatorio della donna di 35 anni accusata di atti sessuali con minore dalla famiglia di un ragazzo di 15 anni, la presunta vittima del reato ipotizzato. La donna è arrivata in procura con il marito, passando da un’entrata secondaria, mentre i suoi avvocati hanno raggiunto la procura dall’ingresso principale.

L’interrogatorio, a cui partecipa anche il capo della squadra mobile Gianluca Aurilia che ha guidato le indagini sul campo, viene condotto dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli. Secondo la famiglia del ragazzo che ha denunciato il fatto, la donna accusata – un’amica di famiglia che dava ripetizioni di inglese al ragazzo – avrebbe avuto da lui un figlio nato 5 mesi fa. L’indagata aveva chiesto questa mattina, tramite i suoi avvocati, di essere ascoltata dagli investigatori.

Il tampone per rilevare il dna sul bambino figlio della 35enne è stato già eseguito venerdì scorso. “I campioni del test – ha detto uno degli avvocati della donna, Mattia Alfano – sono stati eseguiti e i risultati ci saranno in queste ore: la verità dei fatti secondo noi prescinde da questo risultato ed è per questo che abbiamo chiesto che sia sentita subito dagli investigatori”.

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Soldi per far transitare furgoni, arrestati quattro parà a Prato

Soldi per far transitare furgoni, arrestati quattro parà a Prato

In servizio di pattugliamento a Prato per l’operazione Strade sicure, sono stati arrestati quattro parà che pretendevano denaro in cambio del transito di furgoni di cittadini cinesi

Erano in servizio di pattugliamento sulle strade di Prato, nell’ambito dell’operazione Strade sicure, ma per far passare cittadini cinesi che transitavano con i loro furgoni nella zona industriale del Macrolotto 1, a sud della città, pretendevano e ottenevamo denaro. Per questo quattro parà del 183° Nembo di Pistoia sono stati arrestati e posti ai domiciliari con l’accusa di concussione dopo un’indagine condotta dalla squadra mobile.
I militari sono tutti ‘di carriera’: hanno tra i 22 e i 43 anni e sono originari delle province di Prato, Pisa e Pistoia.

Le misure cautelari, eseguite dal gip su richiesta del sostituto procuratore Lorenzo Gestri, sono il frutto di un’inchiesta nata da un’informazione confidenziale arrivata alla Digos. I casi contestati al momento sono otto, tra maggio e luglio: ogni volta si trattava di somme che andavano dai 50 o 100 euro.

Non è chiaro da quanto i quattro militari avessero iniziato a pretendere soldi dagli autisti dei furgoni, come è stato spiegato anche dagli inquirenti. Di certo dopo la segnalazione i telefoni cellulari dei paracadutisti sono stati messi sotto controllo. Tra l’altro i pattugliamenti e i controlli avvenivano in zone dove non era previsto lo schieramento dei militari dell’operazione Strade sicure. I cittadini cinesi vittime delle concussioni avevano creato una chat nella quale veniva segnalata la presenza in strada dei militari che taglieggiavano gli autisti.

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