Fotografia Europea a Reggio Emilia

Rieccoci a Fotografia Europea, il bel festival di fotografia che come ogni anno anche nel 2018 riempie Reggio Emilia di mostre, idee, eventi… e di fotografia in tutte le salse.

Un festival di fotografia europea che si declina in versione ufficiale, con mostre di fotografia curate con tutti i crismi, e in versione off, con piccoli eventi che riempiono spazi di ogni genere, come negozi, case, botteghe, androni, studi professionali, giardini e giardinetti. E che si allargano poi a macchia d’olio in tutta la provincia. Fotografia ovunque, insomma!

Il tema portante? Quest’anno è “RIVOLUZIONI – Ribellioni, cambiamenti,utopie”. Come nel caso di tutti i festival e le biennali del mondo, anche qui l’idea centrale di una rivoluzione dello sguardo e della visione scappa un pò da tutti i lati. Ma non importa, dato che si ha l’occasione di vedere comunque sempre fotografia interessante.

Se le precedenti edizioni ci avevano abituato a mostre allestite in certi luoghi deputati,  spesso fascinosissimi, quest’anno ci sono cambiamenti, che regalano ulteriori possibilità di penetrare in posti nascosti o sconosciuti di una cittadina veramente deliziosa.

Palazzo Magnani c’è sempre, e quest’anno ospita Sex & Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977), una mostra dedicata all’immaginario sessuale di anni e di una società che sembrano lontanissimi dal clima di oggi, sebbene non sia cambiata l’ossessione sul corpo femminile. Divertente e piena di fotografia, oggetti, video, ma…se la mostra l’avesse curata una donna il risultato sarebbe stato diverso. Non bisogna scordarsi mai che il corpo delle donne, come ci ricorda la grande artista Brabara Kruger, davvero è sempre e comunque “un campo di battaglia”.

E ci sono sempre anche il bellissimo palazzo Da Mosto – con mostre dedicate alle celebri fotografie di Joel Meyerowitz, a Toni Thorinbert, e ai photobooks della GAM di Roma; i chiostri di San Domenico, che ospitano una serie di piccole personali di 9 fotografi iraniani, più un omaggio all’Iran di Walter Niedermayer;

C’è ancora lo spazio Guerra, con una mostra dedicata alla fotografia dei fotoromanzi;

così come lo spazio di via Secchi 11, con sei piccole personali interessanti, tra le quali segnalo quelle di Umberto Coa e Nicolò Panzeri;

La galleria Parmeggiani, che oltre la mostra di Francesca Cattelani ha la sua favolosa collezione permanente; e la Sinagoga, che torna ad aprirsi, quest’anno per ospitare le strepitose immagini sulla Cina di Luca Campigotto.

Nuove inveci le sedi della Banca d’Italia, dove si possono vedere una installazione di Mishka Henner e l’inizio di un nuovo progetto di Francesco Jodice; quelle del Battistero e del Palazzo del Vescovado, nelle quali si possono ammirare le intensissime e toccanti fotografie in bianco e nero di Elio Ciol, uno dei maestri storici della fotografia italiana; lo Spazio U30Cinque, che apre con una serie di mostre dedicate alla fotografia di giovani “emergenti”, tra i quali segnalo Lorenza Demata; e Villa Zironi, una villa liberty che ospita una mostra di Lorenzo Tricoli.

La sezione off invece parte da Via Roma: che si apre a un tripudio di iniziative coloratissime, vitali e alternative, che esplodono fotografia in studi professionali, lavanderie, negozi di ogni tipo, residenze private, ballatoi e androni.

Tra tutte queste, segnalo il tributo al poeta Corrado Costa, al fotografo Antonio Contiero e alla mitica rivista Frigidaire che si trova all’indirizzo Via Roma 50. Un fantastico flash back a personaggi e idee celebrati anche nel libro BIF e altre storie da Pierluigi Tedeschi.

 

La sezione off continua poi nel centro storico, dove non si deve perdere Viaduegobbitre, un condominio di artisti che aprono le loro case a tanti fotografi; e continua ancora fuori le mura – come la collezione Maramotti, che ospita la mostra Il Giardino, di Lutz & Guggisberg; e infine in una miriade di centri della provincia.

Insomma, volete fotografia? Il festival Fotografia Europea vi offre l’occasione di farne una scorpacciata epocale, con un miliardo di occasioni di divertirsi a guardare, vedere e pensare.

Margherita Abbozzo. Tutte le foto sono mie. In ordine di apparizione: 1, 2,e 3: da Sex & Revolution! a Palazzo Magnani; 4, Gohar Dashti, Untitled, dalla serie Home, 2017; 5, allo spazio Guerra; 6, Umberto Coa, Non dite che siamo pochi; 7 e 8, Luca Campigotto; 9, Elio Ciol, In attesa, San Giovanni di Casarsa, 1959; 10, 11 e 12, in Via Roma.

Il Festival è aperto fino al 17 giugno. Tutte le info qui

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