Inchiesta di medicina a Firenze, interdetti rettore e primario

Inchiesta di medicina a Firenze, interdetti rettore e primario

Firenze, il gip Angelo Antonio Pezzuti ha interdetto per cinque mesi Luigi Dei dalle funzioni di rettore dell’Università di Firenze, nell’ambito dell’inchiesta di medicina a Firenze su presunte irregolarità nei concorsi.

Sempre riguardo all’Inchiesta di medicina, la misura cautelare interdittiva è stata emessa anche per il professor Marco Carini, primario di urologia a Careggi, interdetto per 1 anno dallo svolgimento delle funzioni di presidente e di commissario di commissioni di concorso e di quelle per abilitazione scientifica nazionale.

Respinte le altre richieste di interdizione avanzata dalla procura verso il il dg di Careggi Rocco Damone, il direttore del dipartimento cardio-toracico-vascolare Niccolò Marchionni, Sandra Furlanetto professore associato di chimica analitica all’Università di Firenze, Corrado Poggesi docente ordinario di fisiologia in pensione, e i due professori Francesco Montorsi e Benedetto Galosi. Per Poggesi la stessa procura di Firenze aveva revocato la richiesta perché in pensione.

La procura di Firenze “ha informato questo pomeriggio il Direttore generale dell’Università di Firenze e il Ministro dell’Università e della Ricerca della notifica dell’ordinanza di sospensione del professor Luigi Dei dalle funzioni di rettore per cinque mesi, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale”.

Lo riporta un comunicato dell’università di Firenze in merito a sviluppi del procedimento aperto sui concorsi alla Facoltà di Medicina dove si sarebbero verificate irregolarità.

“Appresa la notizia dell’ordinanza del gip – ancora l’ateneo -, il rettore Luigi Dei si è congedato dalla comunità accademica con una lettera di ringraziamento e saluto, anticipando la sua volontà di ricorrere al tribunale del Riesame avverso al provvedimento giudiziario”.

“Ribadisco – ha dichiarato Dei – la mia serena accettazione di questo primo passaggio, nonché la massima e totale fiducia nella magistratura per l’accertamento rapido della verità”. Le funzioni di rettore dell’università di Firenze saranno assolte a decorrere dalla data odierna dal prorettore vicario professor Andrea Arnone ai sensi dello statuto dell’ateneo.

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‘Basta investimenti inutili’: incontro collettivi Unifi con rettore

‘Basta investimenti inutili’: incontro collettivi Unifi con rettore

I collettivi Unifi hanno incontrato il rettore Dei per presentare le richieste per la ripartenza

“Le proposte che abbiamo fatto al rettore sono tre: esenzione dalle tasse fino ai 30 mila euro di Isee a partire dalla seconda rata di quest’anno, esami e lauree in presenza dalla sessione estiva e l’organizzazione di lezioni almeno in modalità mista per la ripartenza a settembre”, spiega Fabio Ciancone del collettivo Studenti in Lotta per il Diritto allo Studio.
Lo scorso venerdì si è tenuto un tavolo di confronto con il rettore dell’Università di Firenze e diversi collettivi Unifi tra cui Studenti in Lotta per il Diritto allo Studio. Durante questo tavolo i collettivi hanno posto le rivendicazioni riguardanti l’ateneo e la questione della riapertura. Dopo un’ora di incontro, il Rettore ha accettato di portare queste posizioni al CORECO (comitato regionale universitario) e al Senato Accademico.
“Il Rettore ha detto che la risposta arriverà il prossimo 4 maggio. Noi crediamo che non sia sufficente. Il 4 maggio saranno già passate le date per prendere le decisioni: il Coreco ci sarà oggi, il Senato Accademico ci sarà domani e il Cda il 30 maggio”, continua Ciancone.
Gli studenti e le studentesse chiedono una ripartenza organizzata in vista della sessione estiva e del prossimo anno accademico. “Tutti gli investimenti fatti dall’università si sono rivelati inutili come i tornelli, i soldi alle entità private per l’acquisizione di spazi che poi non sono stati utilizzati. Sono mancati gli investimenti strutturali che già prima della pandemia erano essenziali per garantire un diritto allo studio dignitoso”.
Al centro delle rivendicazioni anche la situazione dell’Ente per il Diritto allo Studio (DSU): “L’azienda regionale per il diritto allo studio non ha tutelato i borsisti, non dimentichiamo la situazione delle strutture che da luoghi sicuri sono diventati essenzialmente dei focolai”
 
Sentiamo Fabio Ciancone del collettivo Studenti in Lotta per il Diritto allo Studio

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Conte torna a far lezione online, a Unifi

Conte torna a far lezione online, a Unifi

Firenze, l’ex premier Giuseppe Conte, secondo quanto pubblicato da La Nazione, terrà la lezione nell’ambito del corso di diritto privato del collega Vincenzo Putortì.

Per Conte sarà un ‘ritorno’, seppur virtuale, in aula dopo la lectio magistralis del 26 febbraio scorso intitolata ‘Tutela della salute e salvaguardia della economia: lezioni dalla pandemia’.

‘Introduzione al contratto: autonomia privata e regolazione del mercato’: questa la lezione che Giuseppe Conte, professore ordinario di diritto privato all’Università di Firenze, terrà online il 19 aprile prossimo all’Ateneo fiorentino. La notizia è stata pubblicata oggi dalla Nazione.

Da quanto appreso oggi Conte terrà altre lezioni il cui calendario non sarebbe ancora noto. L’aspettativa di Conte dall’Università si è conclusa automaticamente quando ha lasciato l’incarico di premier.

Riscatterebbe nel momento in cui assumesse l’incarico alla guida di un partito, come aveva già spiegato il rettore di Firenze Luigi Dei il 26 febbraio: se Conte diventasse “segretario o presidente di un partito che ha rappresentanti in Parlamento, c’è una legge, la 382 dell’80, che lo rimanda in aspettativa obbligatoria, quindi non vedo il problema.

È un’aspettativa automatica” aveva spiegato ai giornalisti che gli chiedevano di un eventuale problema di conflitto di interessi tra il ruolo di Conte come docente di diritto privato e un suo eventuale impegno politico nel M5s.

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Inchiesta medicina: maratona di interrogatori fino a dopo Pasqua

Inchiesta medicina: maratona di interrogatori fino a dopo Pasqua

Una maratona di interrogatori partita ieri e che si concluderà solo dopo Pasqua quella davanti al gip del Tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, che dovrà decidere sulla richiesta di interdizione dall’incarico per otto persone avanzata dai pubblici ministeri fiorentini Luca Tescaroli e Antonio Nastasi, titolari delle indagini sulle presunte irregolarità in alcuni concorsi per professori della Facoltà di Medicina. Ieri è stata la volta del rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei. Oggi il turno della professoressa associata di Chimica, Sandra Furlanetto.

Oltre un anno di conversazioni ascoltate dalla Guardia di Finanza tra i vertici dell’Università e la sanità fiorentina. Intercettazioni al centro dell’inchiesta  che vede complessivamente 39 indagati con reati che vanno dall’abuso d’ufficio a varie declinazione della corruzione.

La Procura ipotizzerebbe, secondo quanto riporta oggi Il Corriere fiorentino,  “accordi spartitori” nella gestione delle cattedre di Medicina per professori ordinari, associati e ricercatori, con “vincitori predeterminati”. Ma nell’inchiesta e nelle intercettazioni, si legge su La Repubblica,  non comparirebbero solo i presunti bandi ‘profilati’ per Medicina anche anche altre procedure, cattedre e dipartimenti.

Sul fronte degli interrogatori a dare inizio al programma che proseguirà fino a dopo Pasqua con decisione sulle misure interdittive attesa per metà di aprile, è stato ieri il Rettore di Firenze, Luigi Dei indagato dei reati di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità. “Il rettore ha risposto alle domande e ha avuto modo di chiarire i particolari richiesti”, ha dichiarato l’avvocato Sigfrido Fenyes. Nei prossimi giorni sono previsti altri interrogatori di garanzia. Domani il professore di urologia Marco Carini e chiuderà il direttore generale di Careggi, Rocco Damone.

Secondo il teorema accusatorio, illustrato dai pm Tescaroli e Nastasi nelle carte inviate al gip, esisteva “un centro di potere che gestisce la cosa pubblica come se fosse cosa propria” ovvero “in funzione personale con scambi di favori, facilitando i propri clientes nell’occupazione di posti di ricercatore e di professore ordinario e associato”.

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Rettore Unifi Luigi Dei interrogato: “Dico la verità”

Rettore Unifi Luigi Dei interrogato: “Dico la verità”

Firenze, il rettore Unifi Luigi Dei è apparso davanti al gip che dovrà decidere sulla richiesta di interdizione dall’incarico avanzata nei suoi confronti dai pm fiorentini. L’interrogatorio, al quale erano presenti anche il procuratore aggiunto Luca Tescaroli e il pm Antonino Nastasi, titolari delle indagini, è durato quasi 4 ore. L’inchiesta che coinvolge Dei e altre 38 persone è incentrata su presunte irregolarità in concorsi in medicina.

“Sono stanco ma sereno e tranquillo. Io dico la verità, questa è la mia forza, è solo quella”, ha detto il rettore al termine dell’interrogatorio.”Il rettore – ha dichiarato il suo legale, avvocato Sigfrido Fenyes – ha risposto alle domande e ha avuto modo di chiarire i particolari richiesti”.

Nell’inchiesta Luigi Dei è accusato dei reati di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità. La richiesta di interdizione è stata avanzata per tre degli episodi che gli vengono contestati.

In un caso è accusato di corruzione in concorso con Sandra Furlanetto, associato di chimica analitica all’Università di Firenze: secondo la procura, si sarebbe impegnato a conferire alla docente le funzioni di ‘delegato del rettore all’orientamento e servizi agli studenti’, in cambio dell’impegno di lei a non presentare ricorso contro la nomina di un altro prof a ordinario di chimica analitica.

In un altro caso sempre il rettore – in concorso col dg di Careggi Monica Calamai e poi con Rocco Damone, succeduto nell’incarico, e col prorettore Paolo Bechi -, per creare un posto da professore straordinario da riservare a una persona già stabilita, si sarebbe fatto promettere il cofinanziamento di due posizioni di professore da parte dell’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi.

Per quanto riguarda l’ipotesi di induzione indebita a dare o promettere utilità, il rettore in concorso con Bechi, per l’accusa avrebbe indotto il professor Angelo Raffaele De Gaudio, anche lui indagato nell’inchiesta, a conferire un incarico di docente straordinario a una persona predeterminata, offrendogli in cambio il mantenimento della direzione del dipartimento di anestesia e rianimazione.

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