La carta più alta

Dal 6 al 16 febbraio il Teatro di Rifredi presenta La carta più alta per la regia di Andrea Bruno Saveli tratto dal romanzo di Marco Malvaldi. La carta più alta è infatti l’ultimo romanzo della serie del BarLume dello scrittore-chimico pisano.

LA CARTA PIÙ ALTA

Alla categoria dei detective per caso, appartengono i personaggi di Marco Malvaldi, anch’egli giallista per caso, essendo in origine un chimico dell’Università di Pisa. Infatti le investigazioni del caso vengono compiute in maniera poco rituale da uno svogliato barista e da quattro arzilli vecchietti clienti fissi, per non dire immobili, del suo esercizio significativamente battezzato “BarLume”: nonno Ampelio, il Rimediotti, il Del Tacca del Comune, Aldo il ristoratore. Dalla vendita sottoprezzo di una villa lussuosa, i pensionati, investigatori per amor di maldicenza, sono arrivati a dedurre l’omicidio del vecchio proprietario, morto, ufficialmente, di un male rapido e inesorabile. Massimo il barrista, ormai in balìa dei vecchietti, trasforma controvoglia quel fiume di malignità e di battute in una indagine. Il suo lavoro di intelletto investigativo si risolve, durante un noioso ricovero ospedaliero: proprio come avviene nei classici del giallo deduttivo. E a questo genere apparterrebbero, data la meccanica dell’intreccio, i romanzi del BarLume, se non fosse per le convincenti innovazioni che vi aggiunge Marco Malvaldi. La presenza dei quattro arzilli vecchietti e del disincantato barista – caratterizzazioni che rimandano alla migliore commedia all’italiana – toglie cupezza al giallo e lo declina in maniera piacevole e solare attraverso il gusto per le battute e i dialoghi brillanti e attraverso l’utilizzo di un vernacolo sagace fino al vetriolo.