Firenze: un week end da Codice Rosso. CGIL: nei cantieri violate norme anti-caldo

Firenze: un week end da Codice Rosso. CGIL: nei cantieri violate norme anti-caldo

Secondo il bollettino, la temperatura a Firenze sarà rispettivamente di 25 e 26 gradi alle 8 del mattino, e di 37 e 36 gradi alle 14. La temperatura massima percepita sarà di 38 gradi in entrambe le giornate.

“Serono più controlli nei cantieri, perché serve più rispetto per chi ci lavora” lo chiede Marco Carletti, segretario generale della Fillea Cgil di Firenze, che denuncia come “Con 40 gradi, manca il rispetto delle maestranze impegnate nei cantieri: in quasi nessun cantiere o opificio sono rispettate le regole dettate dalle linee guida della Regione Toscana”.

La denuncia arriva a ridosso di un week end che si annuncia  ancora nel segno del caldo torrido.  Il nuovo bollettino elaborato dal Dipartimento di epidemiologia Ssr Regione Lazio ha infatti emesso un Codice rosso per il caldo a Firenze previsto anche per sabato 23 e domenica 24 luglio.

Secondo Carletti, si legge in una nota, “non siamo a conoscenza di interventi degli ispettori delle Asl o dell’Ispettorato territoriale del lavoro in queste occasioni. Idem per Inail e Inps. Non è solo il calore a far male, è anche l’immobilismo. Sino ad ora ancora non è morto nessuno a Firenze per le patologie da calore durante il lavoro, a differenza di quanto successo altrove. Speriamo che non accada mai”. Nei cantieri, dice il segretario della Fillea, “non troviamo mai sistemi di ombreggiatura o stazioni di idratazione con sali minerali”, e inoltre “incontriamo operai a dorso nudo e a capo scoperto, perché non forniti di idonei copricapo e indumenti opportuni. Non conosciamo cantieri che si siano fermati essendoci una temperatura superiore ai 35 gradi facendo ricorso alla cassa integrazione, come previsto dalle norme”.

Tornando al week end prossimo, la temperatura a Firenze  sarà rispettivamente di 25 e 26 gradi alle 8 del mattino, e di 37 e 36 gradi alle 14. La temperatura massima percepita sarà di 38 gradi in entrambe le giornate. Il Comune di Firenze ha reso noto, inoltre, che a causa del caldo è stata superata la soglia massima di concentrazione di ozono nell’atmosfera, che ieri ha raggiunto un valore 187 microgrammi per metro cubo d’aria, sopra la soglia di legge fissata a 180. “Si invitano i cittadini – afferma Palazzo Vecchio – a evitare attività ricreative con esercizio fisico intenso all’aperto nelle ore più calde della giornata e, nei lavori all’aperto, di concentrare nella fascia pomeridiana le attività faticose e di effettuare pause in zone o strutture all’ombra. Ai soggetti più sensibili (bambini, anziani, asmatici, persone affette da malattie dell’apparato respiratorio) si raccomanda inoltre di evitare la permanenza prolungata all’aria aperta”.

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Cantiere A1, ripartono i lavori: termoscanner e tute integrali. Fillea Cgil: “Sia apripista”

Cantiere A1, ripartono i lavori: termoscanner e tute integrali. Fillea Cgil: “Sia apripista”

Cantiere fiorentino A1 (Barberino del Mugello-Calenzano), siglato il protocollo tra sindacato e Pavimental per far ripartire martedì 14 aprile i lavori con misure di contenimento del coronavirus per i lavoratori: tute integrali, igienizzazioni, percorsi delimitati per la distanza sociale, misurazione della temperatura corporea, esami seriologici. La Fillea Cgil: “Questo accordo diventi un esempio, è stato fatto un grande lavoro di responsabilità e di impegno per tornare a lavorare, tenendo come punto di riferimento la salute dei lavoratori e della collettività”

Misurazione della temperatura corporea all’entrata e all’uscita del cantiere (sopra 37.5, chiamata alle emergenze Covid19); dotazione di tute integrali, schermi visivi, guanti e occhiali; predisposizione di esami seriologici a tutti (una volta definito il protocollo sanitario regionale o nazionale); igienizzazioni quotidiane e sanificazioni agli ioni di tutti i locali; percorsi delimitati e finalizzati alla distanza sociale: sono alcune delle misure contenute nel protocollo d’intesa, siglato ieri da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Firenze e Pavimental, per la regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del coronavirus, indispensabile al riavvio del cantiere per l’ammodernamento della autostrada A1 nel tratto fiorentino Barberino del Mugello-Calenzano. I lavori nel cantiere, che vede impegnati centinaia di lavoratori in diverse lavorazioni tecnologicamente complicate e con un esteso campo con dormitori e mense, ripartiranno martedì 14 aprile (erano fermi dai primi lockdown). Il protocollo firmato rispetta le disposizioni dei Dpcm e dell’accordo governo-parti sociali del 14 marzo sulle misure per coniugare lavoro e sicurezza nell’emergenza coronavirus

“Le organizzazioni sindacali, i delegati e l’azienda hanno fatto un grande lavoro di responsabilità e di impegno per tornare a lavorare, tenendo come punto di riferimento la salute dei lavoratori e della collettività. Non abbiamo parlato solo di banali mascherine, ma abbiamo istituito procedure e regolamentazioni certe ed esigibili da parte di tutti, anche dal punto di vista tecnologico e sanitario”, dicono per la Fillea Cgil Firenze il segretario generale Marco Carletti e Damiano Foutsias. Che aggiungono: “Tutto questo è assunzione di responsabilità e speriamo che sia questo protocollo sia un apripista per tutte le aziende delle costruzioni che vogliono riaprire le lavorazioni, facendolo però nel massimo possibile della tutela dei dipendenti. A noi non appassionano le stucchevoli discussioni sulle mascherine e su chi le deve fornire e soprattutto chi le deve pagare. Con questo protocollo insieme all’azienda abbiamo dato un grande esempio di come le parti sociali debbano operare per risollevare questo paese”.

Tra le altre misure previste nel protocollo firmato ieri: formazione ai lavoratori e cartelli informativi sui comportamenti da tenere; un servizio navetta per i pendolari dalla stazione Santa Maria Novella, dall’aeroporto e da Villa Costanza; impegno dell’azienda a predisporre uno spazio per l’isolamento di eventuali persone con sviluppi di febbre o sintomi di infezione; servizio di infermeria attivo 24 ore su 24; messa a disposizione dei lavoratori di mezzi detergenti e di punti di erogazione di soluzione igienizzante; massimo 4 persone per volta in un furgone.

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Castelfiorentino: chiude la Falegnami Italia, 47 a casa

Castelfiorentino: chiude la Falegnami Italia, 47 a casa

La Falegnami Italia srl di Castelfiorentino, ha avviato le procedure per il licenziamento di tutti i suoi dipendenti. La  CGIL: la proprietà vuole fuggire e cessare l’attività della fabbrica.

“Dopo anni di sacrifici fatti dai dipendenti, passati dai 114 iniziali a 47, i quali hanno visto il proprio reddito falcidiato da casse integrazioni, contratti di solidarietà, rinuncia alla 14° mensilità, ai premi individuali e ai premi di risultato ed in ultimo da un part-time voluto proprio per evitare licenziamenti, questa conclusione della storia è un pugno in faccia a loro, alle loro famiglie e al territorio”. Queste le prime dichiarazioni di Marco Carletti, segretario Generale della Fillea Cgil di Firenze, che continua: “In questi anni i dipendenti della Falegnami hanno investito il loro reddito nella fabbrica perché hanno creduto nel prodotto e nel territorio. Hanno creduto alla proprietà, alla politica locale e al tessuto sociale nel quale sono cresciuti e crescono i loro figli. Questi lavoratori sono stati traditi da chi non ha mai investito ed innovato.
Mentre si chiedevano sacrifici ai dipendenti, la proprietà cosa a fatto in questi anni? Ha pensato a scappare, chiudere e massimizzare i profitti.
Questa è la verità e di questa verità chiederemo conto e lo chiederemo a tutti, nessuno escluso.
La proprietà non pensi di potersi trincerare dietro “la forma” perché le presenteremo il conto nel terreno della sostanza e del danno economico e sociale che ha prodotto”.
“Nessuno”, conclude Carletti, “potrà sentirsi non coinvolto in questa irresponsabile conclusione, neanche la politica che sempre si è detta vicina ai lavoratori della Falegnami. Ora è tempo di atti e fatti concreti tesi al salvataggio della fabbrica, quello degli ordini del giorno e delle dichiarazioni è finito”.

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