Bocciodromo dell’Albereta destinato alla demolizione. La protesta degli anziani soci: una guerra insensata

Bocciodromo dell’Albereta destinato alla demolizione. La protesta degli anziani soci: una guerra insensata

La costruzione del Bocciodromo in via dell’Albereta 1 risale agli anni 70, e quest’anno, dopo quattro decenni in cui la struttura ha fatto da punto di ritrovo per numerosi pensionati, nonni e genitori, si discute la sua demolizione. La forte protesta dei soci ha fatto ottenere un rinvio della demolizione, ma il destino della struttura rimane indefinito.

La motivazione è da ricercare nelle legge regionale 21 del 2012 in materia di difesa dal rischio idraulico e tutela dei corsi d’acqua, ed è la stessa che ha portato il Comune di Firenze a elaborare un progetto di riqualificazione complessiva per la riva sinistra dell’Arno sul lungarno Ferrucci per adeguare e sostituire parzialmente gli immobili esistenti, compresi, oltre al Bocciodromo, gli impianti di Rari Nantes e Canottieri. L’Amministrazione aveva individuato per l’aggiornamento questi immobili secondo quanto definito nella legge regionale 21, nelle fasce di larghezza 10 metri.

C’è però una differenza importante, perchè per Rari Nantes e Canottieri nel 2016 è stata apportata una modifica della legge che ne ha garantito l’assoluta conservazione in virtù della loro ”funzione di interesse pubblico storicizzato”. La modifica infatti prevedeva che ‘il divieto assoluto di edificazione in alveo’ non si applicasse più per i ‘manufatti sostitutivi o adeguativi di manufatti esistenti nei tratti urbani dei fiumi, finalizzati a garantire funzioni di interesse pubblico storicizzate (ovvero quelle presenti in modo continuativo senza soluzione di continuità da almeno quaranta anni)’.

Per lo storico Bocciodromo dell’Albereta invece non è avvenuto lo stesso, e questo a causa del fatto che, nonostante la costruzione dei campi da bocce risalga al ’72, la società non riesce a dimostrare che sia stata realizzata prima del 1976, non rientrando quindi nei 40 anni che ne certificherebbero la storicità.

Il tutto ha suscitato una forte protesta da parte dei cittadini fiorentini e di alcuni esponenti politici del Comune. Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, il 16 luglio, giorno in cui era prevista la demolizione poi rinviata di dieci giorni, aveva dichiarato: “In queste ore si demolirà il bocciodromo dell’Albereta, che dagli anni 70, è un luogo di aggregazione e sport del Quartiere 3 di Firenze. E’ un danno e una sconfitta per tutti. Perché non si è trovata una soluzione come avvenuto per la Rari, eppure condividono lo stesso tratto di Arno? Un’amministrazione che usa due pesi e due misure non è equa.”

Al posto del Bocciodromo era prevista la costruzione di un campo da beach volley, che avrebbe però attirato un’utenza più giovanile e avrebbe lasciato fuori i numerosi anziani affezionati alla storica struttura, luogo d’ incontro ormai affermato.

I cinquanta soci dell’Asd Bocciofila Albereta e il presidente Marco Foggi avevano chiesto un riesame del progetto all’Amministrazione e avevano occupato pacificamente l’impianto per fermare le ruspe, ottenendo così il rinvio di 10 giorni.

«Il bocciodromo è un luogo di aggregazione per gli anziani del Quartiere 3, un punto fermo per gli atleti iscritti al Fib, che in ogni momento possono usufruire dell’impianto e uno spazio dove i diversamente abili assistiti dal Cse di Coverciano svolgono da anni le loro attività. Questa demolizione è insensata» – aveva dichiarato Foggi.

La gara d’appalto per la demolizione dell’impianto è stata bandita dal Comune già nell’aprile del 2016 per un valore di 174.240 euro. Dopo il rinvio di dieci giorni della demolizione, risalente allo scorso 16 luglio, l’Amministrazione fiorentina non si è ancora pronunciata e le piste rimangono per questo aperte tutti i giorni e più frequentate che mai.

”E’ continuando a giocare che speriamo di vincere quest’insensata guerra”.

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