Povertà sanitaria: accordo tra Misericordia di San Casciano e Unione comunale

Povertà sanitaria: accordo tra Misericordia di San Casciano e Unione comunale

Unione comunale e Misericordia di San Casciano sigleranno una convenzione per contrastare la povertà sanitaria: un’ottantina le prestazioni erogate senza il pagamento del ticket per le famiglie in difficoltà economica e fragilità sociale, individuate dai servizi sociali e residenti nel Comune di San Casciano.

Curarsi è un diritto di tutti, e non solo delle famiglie benestanti. E’ il principio da cui prende le mosse il complesso di azioni, gestite in rete dall’Unione comunale del Chianti fiorentino, di cui governatore è Marco Poli, in collaborazione con le realtà associative del territorio, tra cui l’Arciconfraternita della Misericordia di San Casciano, nel campo dei servizi socio-sanitari.

Il pagamento del ticket sulle prestazioni sanitarie e diagnostiche è la richiesta che ricorre maggiormente tra quelle che le famiglie più indigenti rivolgono agli assistenti sociali dell’Unione: un’esigenza diffusa, emersa dall’attenta analisi delle criticità della fascia debole della popolazione, che insieme al numero in graduale aumento delle famiglie bisognose di essere supportate sul fronte sanitario, motiva la scelta dell’Unione di impegnarsi con tutti gli strumenti e le risorse a disposizione per arginare il fenomeno della povertà sanitaria.

Il numero degli interventi è elevato. Sono circa un’ottantina complessivamente le prestazioni gratuite relative a ecografia, radiologia, prelievi del sangue, prestazioni di oculistica, prestazioni di visita cardiologica + ECG. Altre prestazioni saranno possibili per ciascuna delle branche specialistiche: angiologia, visita cardiologica, visita chirurgica, dermatologia, gastroenterologia, ginecologia, visita in gravidanza, geriatria, campo visivo, visita nutrizionistica, ortopedia, podologia.

L’assessore alle Politiche sociali Elisabetta Masti sostiene che “la formula chiave che si rinnova, anno dopo anno, nell’ambito della sinergia tra istituzioni e associazioni, è la collaborazione con interventi mirati e puntuali. L’obiettivo è quello di combattere la povertà e supportare le famiglie costrette a ridurre le cure perché in situazione di difficoltà economica; la convenzione punta al raggiungimento di una forma di autonomia da parte della famiglia bisognosa. Un cittadino che non può permettersi una visita ortopedica, necessaria a conoscere l’eziologia della malattia e intervenire sulla base di un’eventuale diagnosi precoce, un anziano disagiato che deve fare a meno di una cura riabilitativa sarà sempre dipendente da altre persone e richiederà ulteriori servizi che comportano costi e sforzi da parte dei familiari e dall’ente che lo sta seguendo e ne ha preso in carico le problematiche”.

 

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