Museo Novecento: Saretto Cincinelli in dialogo con artisti mostra

Museo Novecento: Saretto Cincinelli in dialogo con artisti mostra

In occasione della mostra Il Disegno del Disegno (visitabile al Museo Novecento fino al 28 febbraio) venerdì 22 febbraio alle 18 il curatore Saretto Cincinelli “dialoga” con alcuni degli artisti coinvolti nel progetto.

Il talk consentirà di approfondire la riflessione sul disegno, inteso non come progetto ma come processo. In linea con il concept della mostra, l’incontro non intende modellare una prospettiva dello sguardo, ma condurre in primo piano, oltre al “verbo essere” delle singole produzioni di ciascun artista, l’accadere plurale di un evento.

Il Disegno del Disegno riunisce in un’unica esposizione i giardini ‘stagionali’ di Massimo Bartolini, le sinopie ‘postume’ di Antonio Catelani, l’affiorare delle figure nel gesto formante delle terrecotte di Emanuele Becheri, le duplicazioni evocanti un cortocircuito tra ciò che è scomparso e ciò che non smette di riaffiorare di Andrea Santarlasci, le infinite, minute segnature delle pagine marmoree di Massimiliano Turco, tracciati di un divenire che mostra il senso di una ripetizione mutante.

A questi si affiancano le sculture incorporanti il disegno della propria genesi materiale di Daniela De Lorenzo, gli autoritratti tracciati senza mai posare lo sguardo sul foglio di Chiara Camoni, le presentazioni extra-rappresentative dei Senza titolo (Chiasmi) e delle Prosopopee di Carlo Guaita, l’Atlas di Margherita Moscardini che, tramite un inedito display performativo, mostra moltitudini aggregate in uno spazio pubblico da cui sono sottratte le architetture e, infine, le fotografie in bianco e nero di Paolo Meoni e Giulia Cenci, sorta di disegni istantanei che nella loro platitude restituiscono l’astratto ritmo interno di uno scenario naturale o svolgono il ruolo di annotazioni e schizzi preparatori evocanti opere a venire.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’ingresso non prevede l’accesso al percorso museale.

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Museo Novecento: Saretto Cincinelli in dialogo con artisti mostra

In occasione della mostra Il Disegno del Disegno (visitabile al Museo Novecento fino al 28 febbraio) venerdì 22 febbraio alle 18 il curatore Saretto Cincinelli “dialoga” con alcuni degli artisti coinvolti nel progetto.

Il talk consentirà di approfondire la riflessione sul disegno, inteso non come progetto ma come processo. In linea con il concept della mostra, l’incontro non intende modellare una prospettiva dello sguardo, ma condurre in primo piano, oltre al “verbo essere” delle singole produzioni di ciascun artista, l’accadere plurale di un evento.

Il Disegno del Disegno riunisce in un’unica esposizione i giardini ‘stagionali’ di Massimo Bartolini, le sinopie ‘postume’ di Antonio Catelani, l’affiorare delle figure nel gesto formante delle terrecotte di Emanuele Becheri, le duplicazioni evocanti un cortocircuito tra ciò che è scomparso e ciò che non smette di riaffiorare di Andrea Santarlasci, le infinite, minute segnature delle pagine marmoree di Massimiliano Turco, tracciati di un divenire che mostra il senso di una ripetizione mutante.

A questi si affiancano le sculture incorporanti il disegno della propria genesi materiale di Daniela De Lorenzo, gli autoritratti tracciati senza mai posare lo sguardo sul foglio di Chiara Camoni, le presentazioni extra-rappresentative dei Senza titolo (Chiasmi) e delle Prosopopee di Carlo Guaita, l’Atlas di Margherita Moscardini che, tramite un inedito display performativo, mostra moltitudini aggregate in uno spazio pubblico da cui sono sottratte le architetture e, infine, le fotografie in bianco e nero di Paolo Meoni e Giulia Cenci, sorta di disegni istantanei che nella loro platitude restituiscono l’astratto ritmo interno di uno scenario naturale o svolgono il ruolo di annotazioni e schizzi preparatori evocanti opere a venire.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’ingresso non prevede l’accesso al percorso museale.

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Museo Novecento celebra il Giorno della Memoria, ingressi gratuiti

Museo Novecento celebra il Giorno della Memoria, ingressi gratuiti

In occasione della Giornata della memoria, il 27 gennaio, il Museo Novecento di Firenze è aperto gratuitamente al pubblico e propone una serie di eventi che invitano ad interrogarsi su ciò “che è stato” e sul valore dell’arte e della cultura quali antidoti all’indifferenza, drammaticamente attuale, nei confronti della disperazione e della morte di migliaia di persone per motivi razziali.

Una simile riflessione diventa ancor più necessaria in un luogo della memoria come il Museo Novecento, requisito e trasformato dalle truppe germaniche in un campo di raccolta per i lavoratori che aderirono allo sciopero indetto nel marzo 1944, 338 dei quali furono trascinati alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e deportati nel lager nazista di Mauthausen (come ricorda una lapide sotto il loggiato).

Il programma di domenica 27 gennaio comincia alle 11 con la prima delle due visite guidate al Museo (la seconda è alle ore 12) Orizzonti. Nuovi sguardi sull’arte del Novecento (partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria) nell’ambito del progetto AMIR (Accoglienza Musei Inclusione Relazione). Il dialogo con le opere e i visitatori sarà condotto da un gruppo di migranti aderenti al progetto, giovani provenienti da vari paesi che hanno studiato l’arte del nostro tempo e della nostra penisola mettendola in relazione con la propria storia, le proprie origini, la propria patria.

Sempre alle 11, appuntamento con The Holocaust Memorial, esposizione di alcuni progetti della Sam Fox School of Design & Visual Arts della Washington University in St. Louis. Gli studenti del corso diretto dal professor Stephen Leet hanno elaborato dei progetti per un ipotetico memoriale dell’Olocausto situato nel Museo Novecento.

Ogni studente ha progettato un memoriale dedicato alle circostanze specifiche degli arresti, delle detenzioni e delle deportazioni avvenute nel complesso delle ex Leopoldine nel marzo 1944: vengono così ricordate sia le vittime ebree della Shoah in Italia che quelle di tutto l’Olocausto, con l’intento di far luce sui responsabili della loro sofferenza e del loro sterminio.

Alle 17 appuntamento con “Inventory. The Fountains of Za’atari” che vedrà il direttore artistico del Museo Sergio Risaliti in conversazione con l’artista Margherita Moscardini. “Inventory. The Fountains of Za’atari” è un progetto sviluppato all’interno del campo per rifugiati di Za’atari, nato nel 2012 in Giordania, al confine siriano, per accogliere i cittadini in fuga dalla guerra civile. Nel 2015 il campo ha raggiunto una popolazione di 150.000 persone, di cui 80mila siriani, diventando la quarta città più grande della Giordania e il secondo campo per rifugiati più grande al mondo.

Margherita Moscardini ha vissuto nel campo per svariati mesi e osservato la sua realtà attraverso il doppio paradigma posto dalla condizione del rifugiato che, da un lato, mette in discussione il concetto di Europa, organismi come le Nazioni Unite e il sistema degli stati nazionali, e, dall’altro, ci chiama a ripensare i campi come realtà urbane destinate a durare. Il progetto, promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere di Roma e supportato da numerose istituzioni e fondazioni internazionali, è vincitore della prima edizione del bando Italian Council 2017, concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

Alle 18 spazio a Base per dialogo / Struttura evidente / Struttura impossibile, performance della giovane artista iraniana Zoya Shokoohi che vede appoggiati spalla a spalla con gli occhi bendati, due stranieri che, utilizzando la propria lingua di origine, provano ad intavolare un dialogo che resta comunque incomprensibile. I due, in piedi in semi-equilibrio su due basi di legno, non riescono a capirsi: nessuno potrebbe capire il loro dialogo, anche se comprendesse tutte e due le lingue (farsi e albanese).

“L’azione non consiste nel dialogare con o attraverso la propria lingua – spiega l’artista -, ma nello scambiarsi un’esperienza sentimentale fondamentale, che nasce da un subconscio infantile del poter dire. Poiché nella nostra epoca il campo coincide con la struttura sociale in cui ogni individuo deve annullarsi, per potersi integrare, oggi l’unico campo che non sia di concentramento è quello in cui è dato dialogare senza necessariamente perdere la propria lingua per integrarsi”.

Infine alle 18:30 Giovanni Micoli e Maria Lucia Bianchi leggeranno brani tratti da Nessuno sa di lui di Ippolita Morgese. Attraverso la lettura di passi scelti, Micoli e Bianchi introducono lo spettatore nelle dinamiche sociali che hanno avuto per protagonisti gli ebrei residenti a Firenze. Come in un romanzo, Ippolita Morgese narra la storia di Carlo Pitti, il magistrato cui fu affidato il compito di istituire il ghetto ebraico in città, nel 1571. Grazie al ritrovamento dell’archivio privato, l’autrice ricostruisce la vicenda di un personaggio chiave nel sistema di potere della Firenze medicea, svelando, attraverso aneddoti e dati inediti, abitudini, tradizioni familiari e usanze del secondo Cinquecento.

INFO: Tel. 055-2768224 – 055-2768558, Mail: info@muse.comune.fi.it

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