Code per la chiusura di ‘Marina Abramovic’ a Firenze

Code per la chiusura di ‘Marina Abramovic’ a Firenze

Lunghe code di visitatori a Palazzo Strozzi a Firenze oggi per l’ultimo giorno dell’apertura al pubblico della mostra ‘Marina Abramovic. The Cleaner’. Un copione che, si spiega dalla Fondazione Strozzi, si era ripetuto anche nei giorni scorsi.

Secondo un bilancio al 7 gennaio la mostra, che chiude i battenti alle 19, in poco più di tre mesi aveva attirato 145mila visitatori. L’esposizione ha raccolto oltre 100 opere dell’Abramovic, offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Sessanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e
re-performance dal vivo di celebri lavori dell’artista serba eseguiti da un gruppo di performer selezionati e formati per la mostra.

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Nudo in cortile Palazzo Strozzi: fremato aggressore Abramovic

Nudo in cortile Palazzo Strozzi: fremato aggressore Abramovic

L’uomo, che non ha opposto resistenza, è stato portato all’ospedale di Santa Maria Nuova per accertamenti medici. Non verrà denunciato, ma rischia una maxi sanzione amministrativa – da 5.000 a 30.000 euro – per atti osceni in luogo pubblico.

Il cittadino ceco di 51 anni che nel settembre 2018 aggredì l’artista Marina Abramovic in Palazzo Strozzi a Firenze oggi pomeriggio è stato bloccato di nuovo nello stesso luogo mentre, denudandosi, tentava salire le scale per raggiungere la mostra della celebre artista ospitata nello storico palazzo. Il personale lo ha riconosciuto e fermato, quindi lo ha consegnato alla polizia. Indossava una maschera di carta, che raffigurerebbe l’artista Maurizio Cattelan, e intorno al capo aveva una cornice

L’uomo, che non ha opposto resistenza, è stato portato all’ospedale di Santa Maria Nuova
per accertamenti medici. Non verrà denunciato, ma rischia una maxi sanzione amministrativa – da 5.000 a 30.000 euro – per atti osceni in luogo pubblico.
Lo staff di Palazzo Strozzi lo ha visto e riconosciuto mentre si avviava per la scala percorsa dal pubblico. Ed e’ scattato l’allarme mentre il 51enne si denudava avviandosi alla mostra di Marina Abramovic. Bloccato, è stata chiamata la polizia.
Consegnato agli agenti delle Volanti, questi lo hanno portato in ospedale.
Il 23 settembre 2018 l’uomo, sedicente artista, aggredì Marina Abramovic nel cortile di Palazzo Strozzi rompendole in testa un quadro di carta, senza ferirla ma comunque
spaventandola molto. L’artista serba stava rientrando nel palazzo, dove era stata appena inaugurata la sua mostra – la stessa ancora in corso – dopo aver partecipato a una conferenza.
In mezzo ad alcuni fans c’era il 51enne che mise in atto la sua azione di disturbo. Anche in quel caso fu immediatamente fermato dal personale di Palazzo Strozzi.

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Abramovic: la politica perde senso in fretta, l’arte va più a fondo

Abramovic: la politica perde senso in fretta, l’arte va più a fondo

Lo ha detto l’artista serba Marina Abramovic a Palazzo Strozzi, a Firenze, per la fine della performance ‘The house with the ocean view’ messa in scena da Tiina Pauliina Lehtimäki. Rispondendo a domande sul valore politico delle sue opere.

“Prima la performance non faceva parte delle arti più note e diffuse, oggi sì, io ho dedicato 50 anni di carriera a questo, per farla entrare in un museo, perché diventasse un’arte a pieno titolo”. Lo ha detto l’artista serba Marina Abramovic a Palazzo Strozzi, a Firenze, per la fine della performance ‘The house with the ocean view’ messa in scena da Tiina Pauliina Lehtimäki. Rispondendo a domande sul valore politico delle sue opere, Abramovic ha spiegato che “il mio lavoro non ha un messaggio politico, o almeno non solo, contiene tutto perché più il lavoro è stratificato e più dura nel tempo”. “La politica – ha aggiunto l’artista – cambia così velocemente, è come i titoli dei giornali, il giorno dopo non hanno più senso, quindi più si va a fondo e più si diventa universali come artisti”. Interpellata sul rapporto con le nuove tecnologie, inoltre, l’artista ha detto che “fanno parte della nostra epoca e non possiamo evitarle” anche perché “è importante essere in contatto con lo spirito del proprio tempo”. “Quello che è sbagliato – ha però aggiunto – è il nostro approccio perché siamo diventati schiavi, dipendenti dalla tecnologia”. Sulla possibilità di usarla per fare arte, Abramovic ha detto che “alle tecnologie è connessa molta cattiva arte, bisognerebbe avere un gran bell’idea per utilizzarle, e al momento non ce l’ho ancora avuta”.

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Firenze, Lehtimaki chiude performance ‘estrema’ davanti Abramovic

Firenze, Lehtimaki chiude performance ‘estrema’  davanti Abramovic

Per  12 giorni è stata in  silenzio e digiuno  sotto gli occhi dei visitatori di Palazzo Strozzi Oggi Tiina Pauliina Lehtimaki ha tirato le somme con accanto  Marina Abramovic,che per prima propose la performance ‘The house with the ocean view’ nel 2002 a New York.

“Questi 12 giorni – ha raccontato Tina Lehtimäki – mi sono sembrati un unico lungo giorno, in questa stanza si riceve una grande quantità di energia, si riceve amore e si ricevono lacrime e tutte e le emozioni che ci sono tra queste due. Non mi sono mai sentita sola, l’energia che c’era rimaneva con me anche di notte e ripartiva con il pubblico il giorno dopo”. La retrospettiva italiana ‘The cleaner’, che ha incoronato la Abramovic prima donna in mostra a palazzo Strozzi,   terminerà invece tra circa un mese, il 20 gennaio  . Ieri l’artista serba è tornata a Palazzo Strozzi, dove a fine settembre era stata aggredita da un uomo che le ha rotto un quadro in testa, per abbracciare la giovane performer di origini finlandesi, terza donna (dopo la stessa Abramovic e Lyn Bentschik) a portare a termine la performance, vista a Firenze da 18mila visitatori.

Per Marina Abramovic è stata una “grande emozione venire ieri e guardarla, sono rimasta solo 5-6 minuti e poi sono tornata per la fine, per me non era facile guardare le performance perché ha un forte impatto emotivo e mi faceva piangere”. Anche se non è un’opera dinamica, ha spiegato la Abramovic, “il pubblico rimane, a volte, ore a guardarla perché cambia l’energia nella stanza, ed è questa la cosa essenziale perché tramite questo processo di purificazione si crea un’energia e il pubblico si trova incapsulato in questa energia”.

L’artista è intervenuta oggi a Firenze e sottolineato che “è importante essere qui perché questa è una mostra diversa da tutte le altre, è viva, qui ci sono 32 ‘reperformer’ che abitano e rendono vivo questo spazio”.

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Palazzo Strozzi, Galansino: “Con Abramovic verso nuovo record”

Palazzo Strozzi, Galansino: “Con Abramovic verso nuovo record”

“Siamo poco oltre la metà del percorso, e la mostra sta sicuramente battendo ogni record, ci sta rendendo molto soddisfatti, andiamo già verso i 100mila visitatori”.

Lo ha detto Arturo Galansino, direttore della Fondazione Strozzi, oggi durante la presentazione della performance ‘The house with the ocean view’ che inizierà domani a Palazzo Strozzi nell’ambito della mostra ‘Marina Abramović. The cleaner’ (fino al 20 gennaio).

“Quasi tre quarti del pubblico è femminile – ha aggiunto Galansino – una cosa molto positiva e oltre le metà è sotto i 30 anni, il nostro pubblico è sempre più giovane e fa piacere che la nostra offerta culturale vada sempre più in questa direzione”.

Inoltre “è molto forte la presenza degli escursionisti, pari al 40%, cioè italiani che vengono a Firenze per vedere la mostra e il 44% dei nostri visitatori ha visitato Palazzo Strozzi per la prima volta. Quindi Marina è riuscita ad attrarre un pubblico nuovo, più giovane e più in rosa e il gradimento è praticamente del 100%”.

Sono 32, infine, i performer che “lavorano con noi quotidianamente facendo cambiare pelle alla mostra ogni giorno e ogni ora, dall’inizio – ha aggiunto il direttore – abbiamo avuto oltre 1.223 ore di performance e prima della fine della mostra ne avremo altre 1.085.

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