Abramovic, aggressore: ‘fatto per mia arte’

Abramovic, aggressore: ‘fatto per mia arte’

“L’ho dovuto fare per la mia arte”. Così il 51enne che ha colpito in testa, con un ritratto su carta, Marina Abramovic ha spiegato il suo gesto alla stessa artista serba che dopo l’aggressione ha voluto parlarci per chiedere il motivo. Lo ha riferito la stessa Abramovic dicendo: “Questa è stata la sua risposta”.

“Tra la folla c’era un uomo che portava con sé un dipinto raffigurante il mio volto in modo
distorto. Si è avvicinato guardandomi negli occhi e gli ho sorriso pensando che fosse un regalo per me. In una frazione di secondo ho visto la sua espressione cambiare e diventare
violenta, venendo verso di me molto velocemente e con forza. I pericoli arrivano sempre molto rapidamente, come la morte stessa. Tutto a un tratto mi ha colpita, non l’ho visto subito”.
Così Marina Abramovic sull’aggressione subita a Firenze.

“Tutto ad un tratto – prosegue il racconto dell’artista serba Marina Abramovic – mi ha sbattuto in testa violentemente il quadro, intrappolandomi dentro la cornice. Tutto è successo molto rapidamente. Poi le guardie lo hanno isolato e fermato e il direttore mi ha portato nel retro del bar nel cortile di Palazzo Strozzi per tranquillizzarmi.
Ero sotto shock”.
Poi, “la prima cosa che ho chiesto è stata: voglio parlare con lui, voglio sapere perché l’ha fatto. Perché questo odio contro di me? Tutti sono rimasti molto sorpresi che volessi
parlare a questa persona. Ma io sono così. Non fuggo mai dai problemi. Li affronto. Quindi lo hanno portato da me e gli ho hiesto: ‘Perché l’hai fatto? Qual è il motivo? Perché questa
violenza?’. Non gli avevo fatto niente. Non l’avevo mai incontrato prima. Lui ha detto: ‘L’ho dovuto fare per la mia arte’. Questa è stata la sua risposta”.
“Il fatto – ricostruisce ancora l’artista – è successo dopo l’ultimo appuntamento in programma nell’ambito della mostra di Palazzo Strozzi ed ero molto felice per come era andato. Sono uscita dalla sala dove abbiamo svolto il booksigning e c’erano
tante persone ad aspettarmi per una foto o per un autografo. In particolare c’erano tanti giovani che mi stavano dimostrando tanto affetto, che ho sentito tanto qui a Firenze in questi giorni”.
“Per me – conclude – è difficile capire ed elaborare la violenza. E’ la prima volta che mi succede una cosa del genere. E ancora non riesco a capire. Con la violenza sugli altri non si
fa arte. Anche io sono stata una giovane artista non famosa ma non ho mai fatto del male a nessuno. Nel mio lavoro io metto in scena diverse situazioni e metto a rischio la mia vita. Ma questa è una mia decisione e stabilisco io le condizioni.
Dopo tutto quello che è successo sono tornata in albergo. Ho fatto una doccia, mi sono cambiata la camicia e sono uscita di nuovo. In passato mi sarei arrabbiata per un fatto del genere, oggi invece provo compassione”.

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