Crisi di Governo, reazioni amministratori toscani

Crisi di Governo, reazioni amministratori toscani

Firenze, alcuni degli amministratori toscani sono intervenuti sulla crisi di governo e sulle dimissioni del premier Mario Draghi.

“Quello che è successo ieri in Senato è stato vergognoso, il punto più basso di chi vive la politica come opportunismo personale e non come servizio collettivo. Ora c’è solo modo per rimediare: fare nostra l’agenda Draghi e chiedergli subito la disponibilità a candidarsi presidente del Consiglio evitando ogni alleanza con gli irresponsabili che lo hanno fatto cadere. Solo così si possono battere la destra, i populisti, gli sciacalli e gli opportunisti della politica”. Così il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, sulle dimissioni del premier Mario Draghi. Per Mazzeo “la crisi di governo e la campagna elettorale in un periodo come questo sono pura follia: con l’inflazione alle stelle, il rincaro delle bollette e della benzina, la crisi energetica e la pandemia ai cittadini andavano garantite solo e soltanto risposte concrete sulla salvaguardia dei loro salari e del loro potere d’acquisto”.

La crisi di Governo e le dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi “avranno un effetto immediato a caduta su Comuni, cittadini e imprese”. Così il sindaco di Prato Matteo Biffoni che aggiunge: “La crisi energetica, l’emergenza climatica e idrica, la guerra alle porte, di cui molti sembrano essersi dimenticati sono emergenze che stiamo affrontando quotidianamente e che stanno ponendo freni alla ripresa economica in atto. Questa crisi di Governo mette in seria difficoltà le manovre di sostegno alle famiglie e alle imprese, così come lo sviluppo dei territori. a cominciare dal fatto che senza un Governo con pieni poteri non verrà approvata la Finanziaria, solo per fare un esempio, e nei prossimi mesi non arriveranno le risorse agli enti locali, risorse necessarie per far fronte almeno in parte all’impennata dei costi”. “Quanto è accaduto ieri rende evidente che per alcuni il Paese reale è una chimera – afferma ancora -. L’appello dei sindaci di diverso colore politico a sostegno del presidente Draghi non era un esercizio di stile, era il grido d’allarme di chi anche in queste ore deve dare risposte ai cittadini guardandoli negli occhi”.

“Grazie al Presidente Draghi per aver dato autorevolezza al Paese assumendo decisioni importanti nell’interesse dei cittadini. Fargli venire meno la fiducia è da irresponsabili!”. Così il presidente della Toscana Eugenio Giani sui social.

“Dopo il fallimento di tre governi è inevitabile dare nuovamente voce ai cittadini, ma c’è preoccupazione per i fondi Pnrr”, per Mps e per il progetto legato alla Fondazione Biotecnopolo. Così il sindaco di Siena Luigi De Mossi, civico alla guida di una giunta comunale di centrodestra, commenta la crisi di governo. “E’ in ballo la stabilità del Paese in una fase estremamente delicata dal punto di vita economico e sociale, con risvolti complicati anche per il nostro territorio”, le sue parole”. “La caduta del governo ha un colpevole primo: il Movimento 5 Stelle”, ed “è incredibile che il Pd fino all’altro ieri scommettesse sull’alleanza strategica proprio con i 5 Stelle: l’idea del ‘campo largo’ era e rimane una follia. Che il centrosinistra ha pensato bene di riproporre anche a Siena, costruendo una coalizione elettorale che ha al centro proprio l’asse tra Pd e M5s”.

“Il Governo Draghi è stato molto attento ai territori, che sono stati posti dal Presidente del Consiglio al centro del Pnrr. Con i Ministri che hanno avuto responsabilità sui temi delle Province, da Gemini a Lamorgese, da Franco a Brunetta, da Carfagna a Bianchi, c’è stata collaborazione, condivisione e rispetto. Se come sembra ci saranno elezioni a brevissimo, chiediamo ai partiti politici di avviare un confronto immediato, perché nelle piattaforme elettorali siano evidenti i temi che riguardano direttamente i territori, e le Province in particolare per quanto ci attiene”. Lo dichiara il presidente dell’Upi, l’Unione delle province d’Italia, Michele de Pascale.

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Piombino, sindaco: “scelta localizzazione rigassificatore arbitraria e priva di fondamento”

Piombino, sindaco: “scelta localizzazione rigassificatore arbitraria e priva di fondamento”

Così il sindaco di Piombino (Livorno), Francesco Ferrari, dopo le parole del premier Mario Draghi sul rigassificatore. “rischiamo colpo di grazia dopo anni difficilissimi”

“Ora che, finalmente e con fatica, la città si sta risollevando, questo rigassificatore rischia di essere il colpo di grazia per la rinascita ambientale e la diversificazione economica di tutto il territorio”. Lo ha detto il sindaco di Piombino (Livorno), Francesco Ferrari, dopo le parole del premier Mario Draghi sul rigassificatore.

“La sicurezza energetica è fondamentale -ha aggiunto Ferrari-  non c’è dubbio, ma non può essere barattata con la sopravvivenza di una comunità: da decenni Piombino paga conseguenze ambientali, economiche e occupazionali in nome del sistema Italia”.

“Vogliamo sapere con quali criteri tecnici è stata scelta la nostra città come sede dell’impianto invece di un qualunque altro porto italiano – aggiunge  il sindaco di Piombino- a questa domanda il Mite non ha saputo rispondere e ciò significa che, evidentemente, la decisione è stata arbitraria e senza fondamento tecnico. Questo è inaccettabile. Vogliamo avere garanzie sulla sicurezza, accesso agli studi tecnici, non ci basta la parola del presidente Draghi”.

Inoltre, evidenzia Ferrari  “il presidente del Consiglio parla di autonomia energetica ma, in realtà, il rigassificatore ci rende semplicemente dipendenti da Paesi diversi dalla Russia e che ci forniranno energia a costi enormemente più elevati: cambiamo padrone, ma restiamo ancora schiavi”

“In ogni caso – conclude Ferrari – ci auguriamo che il Governo segua alla lettera il procedimento amministrativo necessario ad autorizzare un impianto del genere: è solo così che si tutelano i cittadini di Piombino, L’emergenza non è una giustificazione sufficiente per mettere a repentaglio il futuro di una comunità”.

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Nardella: “nessuna paura elezioni, ma nel paese sentimento fortissimo pro-Draghi”

Nardella: “nessuna paura elezioni, ma nel paese sentimento fortissimo pro-Draghi”

“Ieri sera abbiamo superato le 1500 firme, siamo quasi a 1600” per l’appello dei sindaci al premier affinché rimanga in carica, e “probabilmente arriveremo a 2000 prima del discorso del presidente Draghi al Senato”. Così Dario Nardella, sindaco di Firenze, in collegamento con Omnibus su La7.

Paura del voto? nemmeno per sogno.  “Nessuno ha paura del voto, neanche il Pd: la questione non è enfatizzare la richiesta a Draghi di rimanere perché si ha paura del voto”. Lo ha affermato Dario Nardella, sindaco di Firenze, in collegamento con Omnibus su La7.

“Ieri sera abbiamo superato le 1500 firme, siamo quasi a 1600” per l’appello dei sindaci al premier affinché rimanga in carica, e “probabilmente arriveremo a 2000 prima del discorso del presidente Draghi al Senato” ha precisato Nardella. Chiarendo che “c’è un’adesione larghissima che va da nord a sud, dal centrosinistra al centrodestra, e che nasce da una preoccupazione oggettiva, quella che noi viviamo ogni giorno sul territorio”. Per Nardella le tante firme dei sindaci sono “un dato sorprendente, mai vista una cosa del genere: evidentemente c’è un sentimento fortissimo”.

Riguardo alle elezioni eventuali Nardella ha detto che  il Pd costruirà sicuramente “una coalizione forte e larga, e lo faremo sulla base delle idee e dei progetti. Ho sempre detto anche in tempi non sospetti che le alleanze a scatola chiusa non si fanno”. Secondo Nardella “i fatti ci dicono che il centrosinistra parte sempre svantaggiato, e il centrodestra sembra questa armata invincibile: dopodiché, nelle elezioni dell’anno scorso in tutte le città il centrodestra ha perso sonoramente, abbiamo vinto in città come Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna, e anche in questa tornata abbiamo doppiato il centrodestra. Noi abbiamo vinto in molte città anche senza l’alleanza con i 5 Stelle”.

 

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Piombino, Giani sarà commissario per rigassificatore Toscana

Piombino, Giani sarà commissario per rigassificatore Toscana

La nomina nel DPCM firmato dal  presidente del Consiglio, Mario Draghi. Giani: “tenere insieme interesse nazionale e armonia dei territori”

Il presidente della Giunta, Eugenio Giani,  è stato nominato commissario straordinario per il rigassificatore e della Regione Toscana. “Le opere saranno finalizzate all’incremento della capacità di stoccaggio e rigassificazione nazionale mediante unità galleggianti e saranno collegate alle reti di trasporto esistenti a livello regionale”, spiega Palazzo Chigi.

“E’ un incarico di grande responsabilità e delicatezza e ringrazio il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi e il Governo per la fiducia che mi viene accordata. Affronterò l’impegno consapevole dell’importanza che assume di fronte ad una primaria esigenza di interesse nazionale, tenendo anche presenti le esigenze della comunità di Piombino e della Val di Cornia” ha commentato  Giani. Che ha aggiunto: “si tratterà di svolgere il lavoro – prosegue – con una continua  interlocuzione con il Comune di Piombino, con gli Enti locali dell’area, con l’Autorità portuale ed in costante collegamento con Snam. E’ in gioco una partita strategica fondamentale, per ridurre la dipendenza del nostro Paese dal gas russo. Dovremo affrontarla tenendo presente che nella realtà di Piombino, accanto all’individuazione del miglior posizionamento del rigassificatore, sarà necessario considerare anche altri aspetti, come le bonifiche nelle aree limitrofe, gli interventi infrastrutturali stradali necessari per arrivare al porto e la caratterizzazione dello sviluppo del territorio all’insegna delle energie rinnovabili, con la prospettiva, anche, di farne una ‘hydrogenian valley’ di rilievo nazionale”.

“C’è un altro aspetto importante – dice ancora Giani – : il rigassificatore si inserisce nella fase più delicata per la rigenerazione e la valorizzazione  della siderurgia a Piombino. Al farsi carico di un così forte interesse nazionale, deve accompagnarsi un sostegno da parte del Governo perché Piombino possa venire riconosciuto come polo strategico, capace di attrarre investimenti e creare lavoro e sviluppo nei suoi impianti siderurgici”.

“La Toscana – conclude Giani – sta già facendo la propria parte per garantire una maggiore autonomia energetica all’Italia, con l’impianto di rigassificazione già attivo a Livorno e con l’energia geotermica. Adesso cercherò di svolgere il compito che mi ha affidato lo Stato tenendo insieme l’interesse nazionale e la compatibilità ambientale in armonia con la comunità  del territorio  e con tutte le forze e  soggetti interessati”.

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🎧Guerra in Ucraina: l’intervista all’Assistente al Consolato d’Ucraina a Firenze

🎧Guerra in Ucraina: l’intervista all’Assistente al Consolato d’Ucraina a Firenze

Dopo settimane di crescenti tensioni, alle 5 di giovedì mattina il Presidente russo Vladimir Putin ha invaso i territori dell’Ucraina. Diverse sono le città sotto assedio ed esplosioni sono state segnalate anche nella capitale Kiev. Per parlarci di questa terribile situazione abbiamo intervistato Oxana Polataichouk, assistente al Consolato d’Ucraina a Firenze.

“A Firenze ci sono circa duemila cittadini di nazionalità ucraina, in totale in Toscana sono 50mila; si tratta prevalentemente di donne che hanno figli e famiglia in Ucraina”. A dirlo è l’assistente al Consolato d’Ucraina a Firenze, Oxana Polataichouk.

Una crisi che all’alba è sfociata nell’attacco russo con esplosioni che hanno raggiunto anche la capitale Kiev, e l’annuncio del presidente russo Vladimir Putin che “la reazione della Russia sarà immediata per chiunque proverà a interferire”. I cittadini sono in fuga e al momento, secondo quanto riportato dalla presidenza ucraina sarebbero morti 10 civili e 40 soldati.

Nel frattempo l’esercito russo ha affermato che “i civili non hanno nulla da temere”, ma la preoccupazione sale e il telefono di Oxana Polataichouk squilla dalle 5 del mattino fino a tarda notte. Anche la macchina dell’accoglienza si è messa in moto in previsione di un arrivo di rifugiati nel nostro Paese.

In Toscana e a Firenze sono previste manifestazioni, nelle prossime ore. Al momento ne sono segnalate una a Firenze, una a Prato e un’altra a Scandicci.

Nel dettaglio, oggi, giovedì 24 febbraio alle 19 Dario Nardella e tutti i Sindaci della Metrocittà Firenze, saranno in Piazza della Resistenza a Scandicci. “Vi scongiuriamo di fermarvi”, questo è lo slogan dell’iniziativa a sostegno dell’Ucraina. “C’è sempre lo spazio per una trattativa se davvero lo si vuole aprire. Salvare la vita di tutti”, affermano nell’appello i sindaci.

A Firenze, sabato 26, dalle 10 alle 12 al Ponte Santa Trinita l’Evento del Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra. Un invito rivolto a tutta la popolazione: ‘FIRENZE DICE NO ALLA GUERRA IN UCRAINA’.

Poi, un Presidio per la Pace, sabato 26 febbraio alle 16,30 si svolgerà in Piazza del Comune a Prato. Un’iniziativa per dire ‘NO alla GUERRA, al RIARMO e alla MILITARIZZAZIONE’.

Nella giornata di ieri, il premier Mario Draghi, in visita a Firenze, aveva affermato che “In momenti di crisi dobbiamo ancor più difendere i valori in cui crediamo e che ci guidano. La convivenza, la fratellanza, la tolleranza che celebriamo in questo incontro devono realizzarsi anche oltre i confini della regione in cui viviamo. Gli eventi in Ucraina ci portano a ribadire che le prevaricazioni e i soprusi non devono essere tollerati”.

In podcast l’intervista a Oxana Polataichouk, a cura di Lorenzo Braccini.

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