Pd Firenze: “Individuare fase nuova, una strada unitaria”

Pd Firenze: “Individuare fase nuova, una strada unitaria”

Ieri sera, nella Direzione Cittadina del Pd fiorentino, il segretario Massimiliano Piccioli si è dimesso. Affidato ad Andrea Ceccarelli, Presidente dell’Assemblea Cittadina, il compito di avviare un percorso di ascolto e di confronto con i segretari di circolo, gli eletti ed i riferimenti istituzionali del Partito. “Bisogna per individuare il migliore percorso per la fase nuova, una strada unitaria che permetta il rilancio dell’attività del Pd cittadino e l’elezione del nuovo Segretario”, si legge nel comunicato.

Nelle sue dimissioni Piccioli ha detto: “Il mio impegno nel Partito Democratico non finisce qui. Continuerà dai banchi del Consiglio Comunale di Firenze, come Consigliere facente parte del Gruppo Consiliare Pd. Il Pd è la mia casa e così potrò contribuire ancora meglio al governo dell città che amo”.

Il Presidente Ceccarelli ha accettato l’incarico sottolineando la necessità di avere il tempo necessario ad individuare soluzioni il più possibili condivise, inclusive, capaci di affrontare e raccogliere le difficili sfide che oggi vengono proposte al Pd fiorentino.

DELLE DIMISSIONI DI PICCIOLI ABBIAMO PARLATO CON MARCO RECATI SEGRETARIO METROPOLITANO DEL PD

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Pd: Nardella, il partito sfidi Renzi e cambi nome, ‘chiamiamoci Democratici’

Pd: Nardella, il partito sfidi Renzi e cambi nome, ‘chiamiamoci Democratici’

“Bene fa Zingaretti a chiedere lealtà alla maggioranza: non può essere solo il Pd a mostrare responsabilità di governo. Allo stesso tempo però non possiamo alzarci tutte le mattine e chiederci cosa fa Renzi: il Pd riprenda un’iniziativa politica forte parlando all’area più riformista del Paese e sfidando pure Renzi sui temi. La nostra ambizione deve essere un nuovo protagonismo, non la sopravvivenza”. Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, in un’intervista a La Repubblica in cui conferma la permanenza nel Pd.

Nardella propone “un congresso straordinario su temi e idee. Per rifondarci, ritrovare identità e Dna, rilanciarci. Fin dal nome: lo ripropongo, perché non ci chiamiamo Democratici? Questo Pd – esorta – esca dall’angolo: è come imprigionato nella dinamica governo-Renzi-Salvini. I due Mattei cercano visibilità provando a oscurare i rispettivi alleati. Italia Viva tira fuori le tasse? Noi rilanciamo su una vera riforma fiscale”.
“Italia Viva sbaglia ad attaccare il Pd, come ha fatto sulle tasse. Ma nei dem sbaglia chi demonizza Renzi, che può essere un alleato utile per parlare ai moderati: dobbiamo smettere di becchettarci a vicenda. Renzi e Zingaretti si parlino direttamente”, prosegue Nardella. “Non voglio attaccare Zingaretti, lo voglio attaccare, lo voglio spronare. Ha il merito di essere una persona inclusiva ed equilibrata, ma serve più intraprendenza. Anche coi nostri alleati. Non possiamo perderci dietro al correntismo sterile e autoreferenziale, basta tattica”, conclude.
“Ringrazio Massimiliano Piccioli per il lavoro che ha fatto in questi anni alla guida del Pd fiorentino riscuotendo anche ottimi risultati perché a Firenze tutte le più importanti sfide elettorali sono state vinte, da ultimo quella delle elezioni amministrative, e una parte del merito è senza dubbio del partito”. Ha commentato invece Nardella, a margine di un evento alla camera di commercio di Firenze, in merito alle dimissioni di Massimiliano Piccioli dal ruolo di segretario del Pd cittadino annunciate in occasione della direzione di ieri sera.
“Credo che il modo e i tempi con cui Piccioli è arrivato a questa decisione – ha aggiunto Nardella – siano corretti anche perché consentono, credo e mi auguro, un avvicendamento non traumatico. Si apre ora una fase delicata che il partito deve governare con attenzione e senso di responsabilità per individuare una guida autorevole, equilibrata, inclusiva. Non dobbiamo mai dimenticare – ha concluso Nardella – che il Pd di Firenze ha registrato il risultato elettorale più alto d’Italia e quindi rappresenta un punto di riferimento a cui guardano non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale”.

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Pd: Nardella, il partito sfidi Renzi e cambi nome, ‘chiamiamoci Democratici’

Pd: Nardella, il partito sfidi Renzi e cambi nome, ‘chiamiamoci Democratici’

“Bene fa Zingaretti a chiedere lealtà alla maggioranza: non può essere solo il Pd a mostrare responsabilità di governo. Allo stesso tempo però non possiamo alzarci tutte le mattine e chiederci cosa fa Renzi: il Pd riprenda un’iniziativa politica forte parlando all’area più riformista del Paese e sfidando pure Renzi sui temi. La nostra ambizione deve essere un nuovo protagonismo, non la sopravvivenza”. Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, in un’intervista a La Repubblica in cui conferma la permanenza nel Pd.

Nardella propone “un congresso straordinario su temi e idee. Per rifondarci, ritrovare identità e Dna, rilanciarci. Fin dal nome: lo ripropongo, perché non ci chiamiamo Democratici? Questo Pd – esorta – esca dall’angolo: è come imprigionato nella dinamica governo-Renzi-Salvini. I due Mattei cercano visibilità provando a oscurare i rispettivi alleati. Italia Viva tira fuori le tasse? Noi rilanciamo su una vera riforma fiscale”.
“Italia Viva sbaglia ad attaccare il Pd, come ha fatto sulle tasse. Ma nei dem sbaglia chi demonizza Renzi, che può essere un alleato utile per parlare ai moderati: dobbiamo smettere di becchettarci a vicenda. Renzi e Zingaretti si parlino direttamente”, prosegue Nardella. “Non voglio attaccare Zingaretti, lo voglio attaccare, lo voglio spronare. Ha il merito di essere una persona inclusiva ed equilibrata, ma serve più intraprendenza. Anche coi nostri alleati. Non possiamo perderci dietro al correntismo sterile e autoreferenziale, basta tattica”, conclude.
“Ringrazio Massimiliano Piccioli per il lavoro che ha fatto in questi anni alla guida del Pd fiorentino riscuotendo anche ottimi risultati perché a Firenze tutte le più importanti sfide elettorali sono state vinte, da ultimo quella delle elezioni amministrative, e una parte del merito è senza dubbio del partito”. Ha commentato invece Nardella, a margine di un evento alla camera di commercio di Firenze, in merito alle dimissioni di Massimiliano Piccioli dal ruolo di segretario del Pd cittadino annunciate in occasione della direzione di ieri sera.
“Credo che il modo e i tempi con cui Piccioli è arrivato a questa decisione – ha aggiunto Nardella – siano corretti anche perché consentono, credo e mi auguro, un avvicendamento non traumatico. Si apre ora una fase delicata che il partito deve governare con attenzione e senso di responsabilità per individuare una guida autorevole, equilibrata, inclusiva. Non dobbiamo mai dimenticare – ha concluso Nardella – che il Pd di Firenze ha registrato il risultato elettorale più alto d’Italia e quindi rappresenta un punto di riferimento a cui guardano non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale”.

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PD Firenze: tutti (o quasi) contro il segretario Piccioli

PD Firenze: tutti  (o quasi) contro il segretario Piccioli

Una lettera, firmata da 15 segretari di circolo su 19 , indirizzata al presidente dell’assemblea cittadina Andrea Ceccarelli per chiedere ‘maggiore chiarezza’ in una fase politica delicata. Intervista a Paolo Beni, segretario circolo PD Rifredi

Certo, il nome del segretario cittadino, Piccioli non viene mai fatto, ma i riferimenti sono numerosi. Nella lettera si chiede di  “convocare quanto prima la direzione cittadina” perché gli “nostri iscritti  chiedono conto della mancata convocazione degli organi di partito, come assemblea e direzione”  “L’inerzia dei livelli territoriali del nostro partito non è più accettabile- aggiunge la missiva- perché può essere interpretata come una mancanza di capacità di reagire del nostro partito a fronte dei grandi cambiamenti che stiamo attraversando”.

Di fatto l’accusa, nemmeno tanto velata è che il segretario cittadino non si sia dato abbastanza da fare per contrastare l’avanzata di Renzi e Italia Viva. Anzi di aver dichiarato qualche settimana fa: “Non dico che rimarrò nel Pd. Certo lo farò nell’immediato” . “Non posso che aderire alla richiesta dei segretari – ha chiosato Ceccarelli

Il Pd oggi ha bisogno di tutto tranne che di ulteriori scontri interni o ipotetici regolamenti dei conti. Per quanto mi riguarda Massimiliano Piccioli può rimanere dove sta”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, a margine della seduta del Consiglio metropolitano, rispondendo ad una domanda sulla presa di posizione dei  segretari di circolo. “Chiedo al mio partito unità, determinazione, tranquillità nell’andare avanti col lavoro che c’è da fare – ha aggiunto Nardella -, perché i cittadini chiedono non solo alle istituzioni, ma anche ai partiti di essere presenti e attivi. Mi auguro che ci sia un chiarimento costruttivo e positivo”.

 

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Firenze, Piccioli: “rimango nel PD, amareggiato per equivoci”

Firenze, Piccioli: “rimango nel PD, amareggiato per equivoci”

Il segretario del Pd Cittadino di Firenze Massimiliano Piccioli ha scritto una lettera agli iscritti per smentire le voci che lo volevano pronto a lasciare il partito: ” mi dispiace si sia equivocato su alcune mie dichiarazioni (e fantasie…Calenda)”

Ecco il testo della lettera di Piccioli

Carissime e Carissimi,

Gli enormi cambiamenti nella scena politica italiana e in quella del nostro Partito, intervenuti dall’Agosto scorso, hanno in questi giorni visto anche l’ultimo atto nel nostro Partito di Matteo Renzi, che ha deciso di costituire un Movimento politico autonomo e fuori dal Pd che lancerà al prossimo incontro autunnale della Leopolda.

E’ un avvenimento di grande portata che certamente inciderà nel quadro politico dei prossimi mesi e che in particolare, a Firenze, segna una rottura lacerante: Matteo Renzi non è solo il Senatore di questa Città, ma soprattutto l’ex Sindaco e la figura politica intorno alla quale, proprio a Firenze, negli ultimi dieci anni, si è costituito un grande movimento di persone, di entusiasmo, di idee, grazie anche alle quali in tanti hanno scelto di aderire al Partito democratico e di condividerne le scelte.

Sono convinto che, al di là di questa rottura, per altro annunciata da mesi, il patrimonio di idee e proposte sulle quali abbiamo lavorato, anche dividendoci, in questi anni, resterà una risorsa nel patrimonio degli ideali e delle azioni politiche che il PD vorrà portare avanti in Italia e a Firenze.

Resta il fatto che una divisione come questa porterà, come altre avvenute in questi anni, un quadro di frammentazione e debolezza generale di cui non avevamo bisogno, specie in questo momento nel quale abbiamo scelto di sostenere un nuovo Governo, necessario per salvare l’Italia dalla deriva salviniana, ma complicato perché strutturato in un’alleanza con una forza politica fino a 40 giorni fa enormemente ostile al PD.

In molti si sono pronunciati ed è positivo e confortante che tutti i gruppi dirigenti democratici della Toscana abbiano in modo netto dichiarato la volontà di restare nel PD, per migliorarlo e farlo divenire davvero il luogo delle battaglie e delle proposte riformiste più avanzate. Ciò significa che alla scelta di Renzi di lasciare il PD, non seguirà un quadro di divisioni che ci avrebbero ulteriormente indebolito.

In questi momenti di grande sconcerto, mi dispiace si sia equivocato su alcune mie dichiarazioni (e fantasie…Calenda) al giornale Repubblica di Firenze, nelle quali sarei apparso ambiguo sulla volontà o meno di rimanere nel PD. Conosco bene le responsabilità che rivesto nel mio ruolo di Segretario cittadino e se avessi voluto lasciare il Partito, avrei senz’altro fatto in un’altra maniera. Pur nell’enorme amarezza di questo momento, confermo quindi a tutti, la mia volontà di continuare a militare nel Partito Democratico. Sono altresì consapevole che in un momento come questo, proprio a Firenze, occorrerà un grande lavoro unitario incentrato nel far capire a molti iscritti e militanti che proprio per valorizzare i molti temi lanciati da Matteo Renzi in questi anni, sarà necessario un PD più determinato, non divisivo e aperto a tutte le esperienze.

Per discutere di tutti questi temi e per ricostruire l’Agenda politica dei prossimi mesi, mi sono confrontato con il nostro Presidente Andrea Ceccarelli nel convocare gli organi preposti, che vorrei aperti ad ogni contributo.

Mai come in questo momento occorrono unità, senso della comunità, dialogo e senso di responsabilità.

Vi abbraccio tutti, a prestissimo

Massimiliano Piccioli

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