Matteo Biffoni: ” Comune Prato ha speso quasi 5 milioni di euro in più per le bollette”

Matteo Biffoni: ” Comune Prato ha speso quasi 5 milioni di euro in più per le bollette”

Il sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana, Matteo Biffoni, ha detto che il comune ha già speso quasi 5 milioni in più per le bollette e che la spesa aumenterà quando dovranno essere riscaldati anche gli edifici pubblici.

“Un Comune come Prato -ha detto Biffoni- nel periodo pre-invernale ha speso quasi 5 milioni di euro in più per le bollette rispetto al 2021, non so cosa succederà adesso quando dovremo riscaldare scuole, uffici, piscine.”

“In più le famiglie – continua il sindaco di Prato- vessate da queste bollette, quelle della famosa zona grigia si è ampliata, sono coloro che nel momento in cui succede qualche spesa imprevista si devono rivolgere ai servizi sociali“.

Questo ci fa spavento – ha aggiunto Biffoni – perché per ora teniamo, cerchiamo di buttare il pallone in calcio d’angolo ma diventa sempre più difficile. E ripeto le prossime bollette saranno ancora più pesanti, questo è semplicemente buttare soldi, oltre al sostegno alle famiglie e alle imprese noi non possiamo fare interventi come rifare la strada, sistemare un giardino”.

Il sindaco Biffoni ha poi aggiunto che “nel quadro degli ultimi dl per gli enti locali non c’è nulla” ma noi “auspichiamo che nel corso del confronto con il Governo all’assemblea nazionale di Anci”.

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Il Garibaldi: dal 18 novembre il nuovo spazio nel cuore di Prato

Il Garibaldi: dal 18 novembre il nuovo spazio nel cuore di Prato

Il Garibaldi: dal 18 novembre il nuovo spazio nel cuore di Prato per il cinema, gli eventi, lo spettacolo. Oggi la presentazione da parte del Sindaco Matteo Biffoni e Claudio Bertini di Civico 69 (AUDIO)

Il 18 novembre 2022, in un clima di totale incertezza economica, con la scure del caro energia, la crisi socio-culturale post pandemica, a Prato sarà data nuova vita ad una delle sale cinematografiche più antiche della città.

Alle 21.30 riapre l’Ex Cinema Excelsior nella nuova denominazione Il Garibaldi / Milleventi, con la proiezione di “È stato tutto bello. Storia di Paolino e Pablito”, il docufilm sulla leggenda del calcio Paolo Rossi, diretto da Walter Veltroni e prodotto da Palomar Production, in collaborazione con Vision Distribution e Sky.

I pratesi lo ricordano come Sala Garibaldi, per quelli più giovani è stato il Cinema Excelsior. Chiuso dal 2009, la sua storia cambia quando nel 2017 la Civico 69 srl costituita da Claudio Bertini, Francesco Fantauzzi, Samuele Gaggio, Massimo Gramigni, Angelica Lucibello, Fabrizio Nigro e Nuovo B.O. srl acquista l’immobile all’asta. Da lì un percorso di riqualificazione che si conclude oggi anche grazie al determinante contributo del Ministero della Cultura – Direzione generale per il cinema e l’audiovisivo, nell’ambito del Piano Straordinario per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali.

Il Garibaldi / Milleventi è il nome della nuova sala che sintetizza il legame con la sua storia e presenta una nuova polifunzionalità: mille le possibilità di utilizzo della struttura, in primo luogo cinema, teatro, concerti, ma anche eventi aziendali, meeting, corsi di formazione, fiere, sfilate, shooting: uno spazio poliedrico funzionale alle esigenze di chi cerca nel cuore della città un luogo progettato per accogliere e creare eventi speciali.

Il Garibaldi si trova all’interno di Palazzo Buonamici Nencini classificato dal Comune di Prato tra gli immobili di valore storico testimoniale ed è il risultato tardo cinquecentesco delle opere di unione e ristrutturazione di vari edifici di proprietà della  famiglia Buonamici tra il XV e XVI secolo: l’ultima fase di ampliamento risale agli ultimi proprietari, i Nencini, ai quali passò la proprietà nel XIX secolo; nel 1906 su progetto del pratese Oreste Morganti, fu chiuso il giardino interno del palazzo per realizzare i locali adatti ad ospitare una sala cinematografica  che aprì nel 1907  e che rimase in attività fino alla sua chiusura, avvenuta nel 2009.

Il progetto della riqualificazione dello spazio è stata curata dall’architetto Carlo Carbone, pratese di nascita ma fiorentino d’adozione, progettista esperto in acustica, noto ai più per i suoi lavori sulla Sala Rossa Teatro della Pergola, il Teatro Goldoni, sui progetti di correzione acustica di  importanti teatri italiani e stranieri ma soprattutto per il Tenax e per gli studi di radio DeeJay. Al suo fianco un team di progettisti: Paolo Bresci, Giovanni Corsi, Tommaso Guerra, Stefano Omeri, Michele e Marco Passaleva. I lavori, nel periodo complesso per l’edilizia come quello che stiamo attraversando, sono stati realizzati da Co.Edil per la parte edile e da Dabe Service per la parte impiantistica.

Saranno circa 400 i posti a sedere tra platea e galleria, l’impianto di proiezione è di ultima generazione, con tecnologia laser, dolby 7.1, capace di eseguire proiezioni anche on demand. Gli arredi (poltroncine e palco) sono interamente smontabili all’occorrenza, rendendo pienamente flessibile l’utilizzo dello spazio. I lavori di riqualificazione hanno riguardato l’intero rifacimento degli impianti elettrici, meccanici e idraulici, antincendio, il consolidamento strutturale e antisismico del solaio di copertura e della galleria. Particolare cura è stata data all’acustica sia in termini di qualità del suono interna alla sala, sia all’isolamento rispetto agli edifici limitrofi, mediante l’uso di pannelli isolanti, pannelli fono assorbenti e supporti antivibranti. Inoltre molta attenzione è stata dedicata alla fruizione cinematografica da parte di persone con disabilità sensoriale (audiolesi e ipovedenti), mediante l’utilizzo di sottotitoli e strumenti di audiodescrizione che saranno loro forniti durante la partecipazione all’attività.

Ad accompagnare la Civico 69 srl nell’apertura della Sala è fondamentale la presenza di sostenitori quali Assiteca, Caf, Chianti Banca, Estra, Unicoop Firenze, tutte aziende che hanno scelto di aderire al progetto si dai suoi primi passi e che dimostrano col loro supporto quanto siano vicini agli interessi del territorio pratese.

Sono invece “partner culturali” del Garibaldi: il Comune di Prato, Fondazione Sistema Toscana, Manifatture Digitali Cinema, la Camerata strumentale Città di Prato, l’Università di Firenze (Progeas), ed enti culturali privati quali Fonderia Cultart, Tuscany Hall, P.R.G..

Un ulteriore soggetto che ha l’obiettivo di sostenere la memoria dello storico cinema e di valorizzarne la riapertura è la neo costituita Associazione Anita Garibaldi.

Il progetto è di integrare la già ricca offerta culturale pratese e di tessere quante più relazioni possibili sul territorio, non solo cittadino ma su tutta l’area metropolitana: la prima fra queste collaborazioni nasce proprio con la Fondazione Culturale Stensen di Firenze, che svolge dal 1959 un importante lavoro per favorire la ricerca e l’etica del confronto attraverso il cinema.

La programmazione cinematografica de Il Garibaldi definirà la sua identità di programmazione con il supporto dell’agenzia regionale, Giglio distribuzione di Firenze, e con la collaborazione della Fondazione Stensen di Firenze, guardando sia al cinema indipendente che a quello più mainstream

Anche la programmazione dei film avrà formule decisamente diverse da quelle di una normale sala, pensati come eventi, in alcuni casi in programma per più repliche ma che non seguiranno la formula consueta dei cinema.

Il programma cinematografico sarà pubblicato di settimana in settimana sul sito www.ilgaribaldi.it e sui canali social. 

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A Prato dal 16/9 al 25/9 torna Contemporanea Festival

A Prato dal 16/9 al 25/9 torna Contemporanea Festival

A Prato dal 16 al 25 settembre torna per la sua 20esima edizione il Contemporanea Festival: le 18 compagnie e i 31 spettacoli con artisti non solo nazionali ma anche internazionali inaugureranno le attività della nuova stagione del Teatro Metastasio.

La vocazione di Contemporanea Festival, diretta da Edoardo Donatini, è quella di raccontare le urgenze dell’oggi, proiettandosi verso il domani avvalendosi del contributo della scena della sua capacità di trasformare la trasversalità dei linguaggi e della ricerca in una metodologia compositiva, con un’adesione alla contemporaneità che guarda alle trasformazioni dei contesti e rispecchia il progressivo affrancamento dai modelli di riferimento.

La pandemia ha modificato la nostra percezione del corpo, fino a polverizzarla nella comunicazione globale: proprio per questo motivo il corpo, e più precisamente la sua assenza di peso, è il tema di questa edizione, il centro della riflessione delle performance delle numerose compagnie nazionali e internazionali coinvolte.

Nel programma, per prime spiccano due collaborazioni produttive: quella con l’italocanadese Daniele Bartolini che con Stil Novo prosegue un percorso iniziato a La Biennale di Venezia e propone un’esperienza interattiva per uno spettatore alla volta per indagare la trasformazione del mondo occidentale attraverso il Katajjaq, un rituale
dell’Artico canadese cantato da due donne Inuit, (dal 16 al 18 e dal 22 al 24 settembre); e quella con il regista e drammaturgo argentino Fernando Rubio e il suo progetto Io non muoio più, che riflette attorno alla violenza di genere con una performance installata al centro di Piazza della Carceri a Prato, dopo essersi nutrito della partecipazione diretta della cittadinanza, chiamata da mesi a lasciare la propria testimonianza anonima rispetto a
episodi di violenza (in collaborazione con Centro Antiviolenza La Nara, oltre a CGIL, Circoli Arci, Centro salute donna e Biblioteca Lazzerini) (dal 23 al 25 settembre).

Tra le presenze straniere, risaltano quelle della coreografa e regista franco-austriaca Gisèle Vienne che trae da L’Etang, uno dei primi lavori dello scrittore Robert Walser, una partitura vocale a dieci voci recitata da due attrici per indagare le convenzioni del teatro e della famiglia ricostruendo la storia di un ragazzino che inscena il suicidio (16 e 17 settembre); della coreografa svizzera Yasmine Hugonnet che con Seven Winters fa esplorare a sette ballerini l’interazione tra il simile e il diverso e invita a una poetica di reciprocità tra simili, ma anche con il vuoto, l’invisibile e la ‘pelle dello spazio’ (22 settembre); del collettivo spagnolo El Conde De Torrefiel con La plaza, uno spettacolo pensato come un’agorà urbana che racconta il presente facendo leva sulla memoria collettiva del passato (24 settembre).

Arrivano poi anche la performance del coreografo-performer bulgaro Ivo Dimchev, artista queer, con Selfie concert: il pubblico scatta selfie insieme a lui mentre canta (18 settembre), e un lavoro della coreografa belga Mette Ingvartsen che con The dancing public farà in modo che il pubblico venga circondato e a sua volta avvolga l’azione performativa (25 settembre).

C’è poi un progetto speciale al Museo Pecci tutto dedicato alla coreografia nazionale e internazionale, dove la performance Lingua di Chiara Ameglio esalta il legame implicito fra corpi coinvolti di pubblico e interpreti, avvolti da una “lingua” che li unisce (17 settembre); con Seismic Dancer Doris Uhlich, in collaborazione con il DJ Boris Kopeinig, esplora i limiti della produzione di energia e sperimenta il corpo come epicentro dell’azione e del
cambiamento (17 settembre); con L’ombelico dei limbi Stefania Tansini riflette sulla follia intesa come ambigua e non univoca relazione tra le cose (18 settembre), con l’assolo Rideau Anna Massoni dispiega una serie di frammenti e schemi pensati come una rete che unisce spazio, luce e musica (18 settembre), con la sua creazione Some other place, Sara Sguotti conduce un viaggio dentro la densità della materia in un altrove percettivo e
immaginativo mettendo in relazione performer, spazio e immaginazione (18 settembre).

L’attenzione verso la coreografia italiana trova poi spazio anche con la compagnia Opera Bianco di Vincenzo Schino e Marta Bichisao, che chiamano in causa la figura del clown e le sue molte sfaccettature con Jump! (23 settembre); e con il nuovo progetto di Nicola Galli, Il mondo altrove, che si ispira alla nozione di giardino di Gilles Clément e agli studi etnografici di Claude Lévi-Strauss per trattare del paesaggio e del rapporto tra uomo e natura (24 settembre).

La performance Sparks di Francesca Grilli farà leggere ai bambini il futuro sul palmo delle mani degli adulti come gesto di speranza e rottura con il passato (17 e 18 settembre); Confessioni di sei personaggi del duo Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani ispirato ai Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello, con due attrici che raccontano storie della loro vita mescolate alle vite di quei sei personaggi per riflettere sulla forza dell’immaginazione e sulle sue regole (22 settembre); uno spettacolo di teatro di figura del Teatro Elettrodomestico, Rattenspiel, che riprende un testo di Andrea Bendini, drammaturgo incompreso, regista alcolizzato e crudele burattinaio, per ambientare una recita di ratti per ratti in un mondo punk e post-apocalittico in cui gli uomini e i loro traballanti ideali sono solo un vago ricordo, (dal 22 al 24 settembre); un lavoro di Rita Frongia attorno alla figura ribelle di Lilith, prima compagna di Adamo che rifiuta la sottomissione sessuale e viene trasformata per volontà divina in un demone notturno e assetato di sangue che divora i neonati (dal 23 al 25 settembre).

Infine sono previste la presentazione dell’ultimo numero de La Falena, rivista prodotta, sostenuta e distribuita dal Teatro Metastasio di Prato (25 settembre); la presentazione del volume İQué se levante el telón! che raccoglie e traduce 12 testi teatrali contemporanei di autori cubani e italiani e due saggi critici di Osvaldo Cano e Rodolfo Sacchettini (17 settembre); un incontro pubblico nell’ambito del progetto Stil Novo con Daniele Bartolini, Cynthia Pitsiulak e Charlotte Qamaniq della band Silla (18 settembre); e una Residenza per curatori per determinare che cosa s’intenda esattamente oggi per curatore o curatela nelle attività delle arti sceniche e performative contemporanee (23 e 24 settembre).

Per tutta la durata del festival sarà attivo il Contemporanea Bistrot presso il Giardino Buonamici, a cura di Atipico. Contemporanea Festival è un progetto del Teatro Metastasio di Prato organizzato con il contributo di Regione Toscana, Comune di Prato e Provincia di Prato e con il sostegno di Estra, Prohelvetia, Acción Cultural Española, Nuovi Mecenati, Embassy of Denmark.

Simona Gentili ha intervistato Massimiliano Civica, direttore del Teatro Metastasio, e Matteo Biffoni, sindaco di Prato.

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Hackerata pagina sindaco di Prato

Hackerata pagina sindaco di Prato

Hackerata pagina sindaco Biffoni – La pagina Facebook del primo cittadino di Prato ha subito un attacco hacker. Lo riferisce una nota dell’amministrazione comunale.

Palazzo comunale precisa inoltre che è giunta la segnalazione di messaggi Facebook sponsorizzati che arrivano da una falsa pagina a nome Matteo Biffoni. Il Comune raccomanda ai cittadini a prestare attenzione. Il sindaco ha già sporto denuncia alla polizia postale e il problema è stato segnalato allo staff Meta del social media in attesa di una soluzione.

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UniFi, morto il professor Maurizio Fioravanti

UniFi, morto il professor Maurizio Fioravanti

Cordoglio dell’università di Firenze per la scomparsa del professor Maurizio Fioravanti, docente emerito di Storia del Diritto Medievale e Moderno, già preside dalla Facoltà di Giurisprudenza dal 1993 al 1996 e membro del Senato Accademico.

Nato a Prato, Fioravanti aveva 70 anni. Storico del diritto di fama riconosciuta, Fioravanti aveva insegnato nelle Università di Macerata e di Modena ed è stato visiting professor presso l’Università di Chicago. Ha svolto attività di ricerca in Germania presso il Max Planck Institut per la storia del diritto europeo ed era membro della società tedesca di storia costituzionale.

Dal 2000 ha ricoperto a lungo l’incarico di presidente del consorzio Pin, che gestisce le attività dell’Università di Firenze a Prato ed è stato vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Inoltre ha fatto parte della redazione dei ‘Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno’, del consiglio scientifico di ‘Diritto Pubblico’ e del comitato di direzione di ‘Filosofia politica’.

Autore di numerose monografie, i suoi interessi scientifici si sono indirizzati verso la storia costituzionale comparata, la storia del costituzionalismo e in particolare la storia
costituzionale europea, anche nella prospettiva, teorica e storica, della ‘costituzione europea’. Nel 2018 Fioravanti fu nominato ‘professore emerito’ dell’università di Firenze.

Anche la sua città, Prato, lo ricorda. Il sindaco Matteo Biffoni e l’amministrazione comunale “si stringono alla moglie e alla figlia del professore in questo momento di grande dolore” e
ricordano che nel 2018 il sindaco consegnò il Gigliato d’argento al professor Fioravanti, la massima onorificenza della città tessile pe ringraziarlo dell’impegno accademico e professionale svolto.

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